intropagedesign: programma per disegnare il layout: error

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  • #105648
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    Ciao a tutti,
    parto da lontano e poi arrivo alla domanda.
    Devo/vorrei usare la Tufte-Class per una pubblicazione. Non mi sanno dire con certezza il formato carta. Ipotizzerei che sia 175 x 240.
    Sono di poco lontano dal B5 che è pre-impostato per la classe. Nel file ”command.def” trovo anche la geometria che hanno previsto i progettisti della classe.

    Con qualche calcolo artigianale sul modello di quelli ”della sciura Maria” arrivo a definire una pagina abbastanza simile a quella per la b5.
    Però:
    – mi resta qualche dubbio sui margini interni: guardando lo spread ho il timore che siano troppo stretti
    – non sono certo che gli aggiustamenti ”artigianali” che ho fatto siano corretti e, conseguentemente, che lo sia anche il disegno della pagina. Per fare le cose male o ad occhio tanto vale usare un editor di testi.

    Dato che sono in ballo, divento curioso e vorrei capire di più. Mi leggo il manuale di ”geometry” e quello di Claudio Beccari ”Introduzione alla definizione della geometria della pagina”
    (Ho scritto leggo quindi il secondo non l’ho ancora studiato a fondo).

    Claudio nel suo testo cita le dimensioni su cui devo lavorare ma… se ci fossero state anche le misure a cui è arrivato sarebbe stata — per me — una bona occasione di verifica

    La curiosità mi porta anche a provare a far girare li programma di Claudio.
    Incollo il listato, non inserisco alcun dato, compilo con LaTeX: la compilazione mi dà un errore.
    Allego il log che ottengo forzando la compilazione, il pdf ed il file tex.
    Oltre all’errore non vedo la figura.

    Domanda n. 1: premesso che ci sia un’elevata probabilità cha io sbagli qualcosa: dove sto sbagliando?
    Domanda n. 2 : non capisco bene dove debbo inserire i dati della pagina che vorrei progettare.

    Grazie anticipatamente, a dopo!

    frix

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    • #105649
      OldClaudio
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        Benvenuto @frix.

        Ti ringrazio della segnalazione e mi stupisco che in tanti anni in cui quella guida tematica è disponibile, nessuno abbia segnalato l’errore. Dovrebbe potersi correggere invocando nel preambolo anche il pacchetto etoolbox.

        Ottimo primo intervento nel forum. Complimenti e grazie ancora. Fra qualche giorno sarà disponibile la nuova versione corretta.

      • #105650
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        Ti ringrazio,
        sono nuovo solo per questa sezione.

        Perfetto, introdotto il pacchetto, ora carica tutto bene.
        Allego il file .tex nel caso potesse servire.

        A mio avviso, da neofita dell’argomento, la difficoltà — non del tuo programma ma dell’operazione di ridefinizione del design della pagina — resta nell’individuare tutte le misure che servono per poter simulare il layout con il listato e nel fatto che cmq alla fine ”ci vuole occhio” per capire se si sta facendo bene o male.

        frix

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      • #105651
        OldClaudio
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          Be’, quel pacchetto serve per due cose e lo fa in modo piuttosto artigianale:
          1) data una classe mostra una prima pagina con tutti i suoi valori in pt e in mm e alcune pagine con testo casuale per vedere come vengono riempite.
          2) specificando le dimensioni che si vogliono collaudare permette di ottenere un disegno. È sostanzialmente evidente che le due funzioni sono separate e che se si vuole collaudare il disegno di una classe, bisogna farlo girare due volte; i valori riportati nella prima compilazione vengono ricopiati negli argomenti del comando \spreadlayout e con la seconda compilazione viene prodotto il disegno. Magari ne approfitto per fare una modifica che permetta di eseguire il disegno anche senza eseguire la seconda compilazione.

          È sostanzialmente il file che ho usato io per disegnare quasi tutti i disegni di layout che compaiono nella guida, ma il file di cui mi sono servito contiene anche alcune cose in più, per esempio di compilare sia con pdflatex sia con xelatex che serviva solo a me, ma non è una differenza specifica che possa servire all’utente.

        • #105652
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          Be’, quel pacchetto serve per due cose e lo fa in modo piuttosto artigianale:

          … ma alla fine il risultato è molto chiaro.

          Per il nuovo file, già che sei nelle modifiche, ti proporrei alcune idee:

          1. output del disegno su una pagina (del pdf) ruotata di 90 gradi. In questo modo si potrà avere il disegno della pagina + grande. È la cosa che mi sono ripromesso di fare stamane
          2. possibilità di sostituire il grigio della pagina con un tratteggio (continuo o discontinuo a tua scelta) in campo bianco o rigato per poter stampare l’esito consumando meno inchiostro: sostenibilità insegna! Così si possono fare meglio i raffronti tra varie opzioni (o forse sarà solo che invecchiando vedo meno bene e ho bisogno di disegni più grandi…)
          3. possibilità di allungare il disegno delle note marginali a tutta l’altezza del testo per vedere tutta la pagina riempita

          A me non dispiace che le note marginali stiano sempre a destra anche nella pagina pari, a sinistra. (potrebbe però essere un’infatuazione momentanea).
          Non conoscendo nulla di programmazione con LaTeX non so se sia possibile che il tuo schema contempli anche questa opzione. Forse si devono fare due file di partenza diversi?

          *****

          Spero di aver capito bene l’uso del tuo programma ma correggimi se sbaglio:

          1. mi faccio a parte i calcoli della geometria della pagina. Sono in mm che trasformo in ‘punti’ adottando lo stesso coefficiente che usi tu
          2. inserisco i dati in punti nella ”figure” del tuo file .tex
          3. correggo il caption con il riferimento adeguato al formato pagina che sto progettando,
          4. compilo due volte

          5. guardo la figura e vedo se mi piace confrontandola con altre prove.

          Due domande che sono in tema:

          • dove posso trovare i dati per determinare la lunghezza dell’alfabeto per ciascun font?
          • che libro mi consigli per avvicinarmi (con molta calma e tranquillità) al tipo di programmazione che hai adottato? Non so se ce la farò mai, ma l’idea di curiosarci un po’ mi stuzzica.

          Infine: grazie, ancora una volta. 🙂

          .F.

        • #105653
          OldClaudio
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            frix” post=105744

            Be’, quel pacchetto serve per due cose e lo fa in modo piuttosto artigianale:

            … ma alla fine il risultato è molto chiaro.

            Per il nuovo file, già che sei nelle modifiche, ti proporrei alcune idee:

            1. output del disegno su una pagina (del pdf) ruotata di 90 gradi. In questo modo si potrà avere il disegno della pagina + grande. È la cosa che mi sono ripromesso di fare stamane
            2. possibilità di sostituire il grigio della pagina con un tratteggio (continuo o discontinuo a tua scelta) in campo bianco o rigato per poter stampare l’esito consumando meno inchiostro: sostenibilità insegna! Così si possono fare meglio i raffronti tra varie opzioni (o forse sarà solo che invecchiando vedo meno bene e ho bisogno di disegni più grandi…)
            3. possibilità di allungare il disegno delle note marginali a tutta l’altezza del testo per vedere tutta la pagina riempita

            Quel file è solo un modello, un template che ognuno si può personalizzare da solo, che può modificare a proprio piacimento senza però ridistribuire la sua versione modificata come sta scritto nell’apposito paragrafo del capitolo 4; comunque aspetta di avere a disposizione la nuova versione che non fa questi primi tre punti, ma ne fa altri.

            Per ruotare il disegno non occorre ricorrere ai pacchetti che avevi inserito provvisoriamente nel file che hai allegato ad un tuo precedente messaggio; basta il solo graphicx e usare il suo comando \rotate[…]{angolo}{oggetto da ruotare}. L’oggetto da ruotare sarà il comando \spreadlayout con tutti i suoi argomenti, compreso il primo argomento facoltativo a cui assegnerai un valore compreso maggiore di 1 ma non troppo grande, altrimenti sfori fuori della pagina uscendone dall’alto. L’angolo ovviamante sarà di 90 (non devi specificare il segno dei gradi). I puntini facoltativi sono il punto attorno al quel ruotare; vedi la documentazione dando da terminale il comando texdoc grfguide.

            Per il colore dei disegni puoi agire direttamante sulla definizione del grigio che fa parte del template; puoi schiarirlo quanto ti pare,ma non troppo, altrimenti si confonde con il bianco; devi aumentare il numero che vi compare ora, più piccolo è, più scuro diventa il grigio. Non si possono fare retinature con il semplice ambiente picture usato in quel template; l’ambinete picture è nativo di LaTeX, è velocissimo e poco ingombrante, almeno nel nucleo di LaTeX; con l’estensione pict2e “nativa” di LaTeX (descritta dall’autore di LaTeX nella seconda edizione del suo manuale ufficiale del 1994) si possono fare anche cosine delicate come i poligoni regolari in rosso che compaiono in una delle figure, o le costruzioni con riga, squadra e compasso, che si vedono in altre figure, quindi si possono fare cose piuttosto complesse, ma non le retinature. Non credo che epr un template così piccolo valga la pena di rivolgersi a TikZ Con un manuale da diverse centinaia di pagine, rispetto a picture+pict2e la cui documentazione è contenuta in pocehe decine di pagine — una trentina.

            A me non dispiace che le note marginali stiano sempre a destra anche nella pagina pari, a sinistra. (potrebbe però essere un’infatuazione momentanea).
            Non conoscendo nulla di programmazione con LaTeX non so se sia possibile che il tuo schema contempli anche questa opzione. Forse si devono fare due file di partenza diversi?

            Le note marginali stanno sempre nel margine esterno, per caso nell’esempio che fa parte del template avvengono in una pagina pari, per cui stanno a sinistra del blocco del testo; L’esempio contiene un solo capoverso generato dal comando \lipsum e come nota marginale è troppo lungo. Le note marginali devono essere sempre brevi {altroché l’intera altezza) perché la loro prima riga deve essere possibilmente allineata con quella del punto del testo che si vuole annotare; quando sono troppo lunghe e/o troppo vicine LaTeX le sposta in basso lungo il margine e finisce che diventano inservibili perché si perder il riferimento dato dall’allineamento della prima riga.
            LaTeX provvede da solo a collocare le note marginali nel margine giusto. Va da sé che se si vogliono usare le note marignali, i due marigni esterni devono essere sufficientemente larghi.

            Spero di aver capito bene l’uso del tuo programma ma correggimi se sbaglio:

            1. mi faccio a parte i calcoli della geometria della pagina. Sono in mm che trasformo in ‘punti’ adottando lo stesso coefficiente che usi tu
            2. inserisco i dati in punti nella ”figure” del tuo file .tex
            3. correggo il caption con il riferimento adeguato al formato pagina che sto progettando,
            4. compilo due volte

            5. guardo la figura e vedo se mi piace confrontandola con altre prove.

            Con la nuova versione non ci sarà più bisogno di fare tutto ciò.

            Due domande che sono in tema:

            • dove posso trovare i dati per determinare la lunghezza dell’alfabeto per ciascun font?
            • che libro mi consigli per avvicinarmi (con molta calma e tranquillità) al tipo di programmazione che hai adottato? Non so se ce la farò mai, ma l’idea di curiosarci un po’ mi stuzzica.
            • Nelle pagine 44-45 della guida intropagedesign.

            • ci sono più di 3000 pacchetti nella distribuzione del sistema TeX; è chiaro che nessuno di noi li userà mai tutti, ma tutti dispongono di una documentazione specifica; quindi una cosa da fare è sempre quella di aprire un terminale, scriverci dentro texdoc seguito dal nome del pacchetto, premere il tasto invio e leggere; funziona con quasi tutti i pacchetti, direi nel 99,9% dei casi. quindi quando usi un pacchetto o trovi qualcuno che sa un certo pacchetto di cui non ha la minima idea di che cosa faccia, almeno la prima volta leggine la documentazione con quel metodo del terminale.
              Ma secondo me ci sono due testi che dovresti avere sottomano: (a) la traduzione italiana commentata del manuale di LaTeX che trovi fra le guide tematiche: Il LaTeX Reference Manual commentato — con molta calma leggila dalla prima all’ultima riga; ci saranno cose che non userai mai, ma ci sono anche molti esempi d’uso dei comandi dei vari ambienti, in particolare delle piccole magie che si possono fare con il tanto semplice ambiente picure. (b) sempre nella sezione di Documentazione di questo sito c’è un link ad un testo Appunti di programmazione in TeX e LaTeX che puoi scaricare liberamente. Questo secondo va molto più in là del primo e ti suggerirei di leggerlo, appunto, per secondo

          • #105654
            OldClaudio
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              frix” post=105744

              Be’, quel pacchetto serve per due cose e lo fa in modo piuttosto artigianale:

              … ma alla fine il risultato è molto chiaro.

              Per il nuovo file, già che sei nelle modifiche, ti proporrei alcune idee:

              1. output del disegno su una pagina (del pdf) ruotata di 90 gradi. In questo modo si potrà avere il disegno della pagina + grande. È la cosa che mi sono ripromesso di fare stamane
              2. possibilità di sostituire il grigio della pagina con un tratteggio (continuo o discontinuo a tua scelta) in campo bianco o rigato per poter stampare l’esito consumando meno inchiostro: sostenibilità insegna! Così si possono fare meglio i raffronti tra varie opzioni (o forse sarà solo che invecchiando vedo meno bene e ho bisogno di disegni più grandi…)
              3. possibilità di allungare il disegno delle note marginali a tutta l’altezza del testo per vedere tutta la pagina riempita

              Quel file è solo un modello, un template che ognuno si può personalizzare da solo, che può modificare a proprio piacimento senza però ridistribuire la sua versione modificata come sta scritto nell’apposito paragrafo del capitolo 4; comunque aspetta di avere a disposizione la nuova versione che non fa questi primi tre punti, ma ne fa altri.

              Per ruotare il disegno non occorre ricorrere ai pacchetti che avevi inserito provvisoriamente nel file che hai allegato ad un tuo precedente messaggio; basta il solo graphicx e usare il suo comando \rotate[…]{angolo}{oggetto da ruotare}. L’oggetto da ruotare sarà il comando \spreadlayout con tutti i suoi argomenti, compreso il primo argomento facoltativo a cui assegnerai un valore compreso maggiore di 1 ma non troppo grande, altrimenti sfori fuori della pagina uscendone dall’alto. L’angolo ovviamante sarà di 90 (non devi specificare il segno dei gradi). I puntini facoltativi sono il punto attorno al quel ruotare; vedi la documentazione dando da terminale il comando texdoc grfguide.

              Per il colore dei disegni puoi agire direttamante sulla definizione del grigio che fa parte del template; puoi schiarirlo quanto ti pare,ma non troppo, altrimenti si confonde con il bianco; devi aumentare il numero che vi compare ora, più piccolo è, più scuro diventa il grigio. Non si possono fare retinature con il semplice ambiente picture usato in quel template; l’ambinete picture è nativo di LaTeX, è velocissimo e poco ingombrante, almeno nel nucleo di LaTeX; con l’estensione pict2e “nativa” di LaTeX (descritta dall’autore di LaTeX nella seconda edizione del suo manuale ufficiale del 1994) si possono fare anche cosine delicate come i poligoni regolari in rosso che compaiono in una delle figure, o le costruzioni con riga, squadra e compasso, che si vedono in altre figure, quindi si possono fare cose piuttosto complesse, ma non le retinature. Non credo che epr un template così piccolo valga la pena di rivolgersi a TikZ Con un manuale da diverse centinaia di pagine, rispetto a picture+pict2e la cui documentazione è contenuta in pocehe decine di pagine — una trentina.

              A me non dispiace che le note marginali stiano sempre a destra anche nella pagina pari, a sinistra. (potrebbe però essere un’infatuazione momentanea).
              Non conoscendo nulla di programmazione con LaTeX non so se sia possibile che il tuo schema contempli anche questa opzione. Forse si devono fare due file di partenza diversi?

              Le note marginali stanno sempre nel margine esterno, per caso nell’esempio che fa parte del template avvengono in una pagina pari, per cui stanno a sinistra del blocco del testo; L’esempio contiene un solo capoverso generato dal comando \lipsum e come nota marginale è troppo lungo. Le note marginali devono essere sempre brevi {altroché l’intera altezza) perché la loro prima riga deve essere possibilmente allineata con quella del punto del testo che si vuole annotare; quando sono troppo lunghe e/o troppo vicine LaTeX le sposta in basso lungo il margine e finisce che diventano inservibili perché si perder il riferimento dato dall’allineamento della prima riga.
              LaTeX provvede da solo a collocare le note marginali nel margine giusto. Va da sé che se si vogliono usare le note marignali, i due marigni esterni devono essere sufficientemente larghi.

              Spero di aver capito bene l’uso del tuo programma ma correggimi se sbaglio:

              1. mi faccio a parte i calcoli della geometria della pagina. Sono in mm che trasformo in ‘punti’ adottando lo stesso coefficiente che usi tu
              2. inserisco i dati in punti nella ”figure” del tuo file .tex
              3. correggo il caption con il riferimento adeguato al formato pagina che sto progettando,
              4. compilo due volte

              5. guardo la figura e vedo se mi piace confrontandola con altre prove.

              Con la nuova versione non ci sarà più bisogno di fare tutto ciò.

              Due domande che sono in tema:

              • dove posso trovare i dati per determinare la lunghezza dell’alfabeto per ciascun font?
              • che libro mi consigli per avvicinarmi (con molta calma e tranquillità) al tipo di programmazione che hai adottato? Non so se ce la farò mai, ma l’idea di curiosarci un po’ mi stuzzica.

              1) Nelle pagine 44-45 della guida intropagedesign.

              2) Ci sono più di 3000 pacchetti nella distribuzione del sistema TeX; è chiaro che nessuno di noi li userà mai tutti, ma tutti dispongono di una documentazione specifica; quindi una cosa da fare è sempre quella di aprire un terminale, scriverci dentro texdoc seguito dal nome del pacchetto, premere il tasto invio e leggere; funziona con quasi tutti i pacchetti, direi nel 99,9% dei casi. quindi quando usi un pacchetto o trovi qualcuno che sa un certo pacchetto di cui non ha la minima idea di che cosa faccia, almeno la prima volta leggine la documentazione con quel metodo del terminale.
              Ma secondo me ci sono due testi che dovresti avere sottomano: (a) la traduzione italiana commentata del manuale di LaTeX che trovi fra le guide tematiche: Il LaTeX Reference Manual commentato — con molta calma leggila dalla prima all’ultima riga; ci saranno cose che non userai mai, ma ci sono anche molti esempi d’uso dei comandi dei vari ambienti, in particolare delle piccole magie che si possono fare con il tanto semplice ambiente picure. (b) sempre nella sezione di Documentazione di questo sito c’è un link ad un testo Appunti di programmazione in TeX e LaTeX che puoi scaricare liberamente. Questo secondo va molto più in là del primo e ti suggerirei di leggerlo, appunto, per secondo

            • #105655
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              Grazie per la bella risposta.
              Aspetterò l’aggiornamento del programmino. Con molta curiosità.
              Prometto che lo userò subito per testarlo! 🙂

              Devo dire che è interessante capire un po’ di più cosa c’è dietro una pagina stampata. Molto interessante.

              Si, la sezioni del documenti del sito è particolarmente utile.

              Grazie ancora, alla prossima!
              .F.

            • #105656
              OldClaudio
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                La versione di IntroPageDesign nel sito è stata aggiornata.

                Buon divertimento!

              • #105657
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                Ciumbia che lavoro, e che velocità. 🙂
                Per ora ho dato una rapidissima scorsa, nei prossimi giorni lo proverò!
                Grazie, come sempre.

                A presto
                .F.

              • #105658
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                Eccomi!
                Ho scaricato il listato e predisposto il file su TeXShop, facendo attenzione alle righe vuote.

                Attenzione!! Con skim la tabella “\printclassparam” non viene copiata correttamente e mi pare manchino alcuni “\\” di fine riga. L’ho ricopiata a mano nelle parti mancanti. Il file si compila.

                — Claudio ma non è che semini errori per vedere se siamo attenti e li troviamo? 🙂 —

                La gestione non mi è molto chiara.

                A ‘sentimento’ mi verrebbe da pensare di non toccare nulla nel preamble. A meno di non dover cambiare documentclass per usare una di quelle predefinite.

                Scrivo di seguito alcune domande.

                ## DOMANDA n. 1

                I dati della mia pagina da progettare dovrebbero essere immessi dopo begin{documento}: è corretto?

                ## DOMANDA n. 2

                Il layout della classe corrente dovrebbe essere quella del documento che sto compilando: A4 – book – 10pt: è corretto? Se si non lo toccherei perché non ha senso.

                ## DOMANDA n. 3

                Lo schema del layout dovrebbe contenere i parametri della pagina che voglio progettare. Giusto?

                le dimensioni nella parentesi sono in punti:
                – prima parentesi {larghezza e altezza}
                – seconda: sono gli spazi di taglio dei bordi esterni al campo tratteggiato, laterale e inferiore che dovrebbero derivare dalla differenza di larghezza e altezza tra il foglio di partenza e quello di progetto finale del libro. Ho capito bene?
                Ma il tratteggio sui bordi destro del foglio di sinistra e sinistro del foglio destro è solo decorativo?

                tradotte in mm (sembra un foglio grande):

                – 228.44887, 316.31382
                – 3,514595, 7,029196

                ## DISORIENTAMENTO

                Le cose che definisci facoltative sono quelle che io andavo a definire nella versione precedente.
                Sono riferite a valori vicini ad un B5: a me vengono leggermente diversi:

                176*250 mm = 500,7685089447 x 711,318904751

                se, tengo commentata la linea 210 modifico i dati nelle “cose facoltative” si modificano entrambe le figure e la cosa mi disorienta, nel senso che comprendo di non aver compreso.

                ## ESORTAZIONE ##

                Caro Claudio che tu debba dare ancora attingere al barile della tua pazienza per spiegare il funzionamento del programma.

                ## SCUSANTE (?) per il mio disorientamento ##

                A mia (molto) parziale scusante posso addurre che sto lavorando da un paio di giorni con un po’ di febbre… 🙂

                Sorry

                Federico

                Allego il file .tex che ho prodotto copiando dal listato.

                Attachments:
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              • #105659
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                @OldClaudio

                Proseguo l’avventura…

                sto cercando di replicare sul programma questa pagina che ho impostato per il mio lavoro (che vorrei dimensionare più correttamente)

                \geometry{paperwidth=170mm,paperheight=240mm,left=17.00mm,top=14.30mm,textwidth=96mm,marginparsep=7.00mm,marginparwidth=40.66mm,textheight=38\baselineskip,includehead} % per dimensione carta 170 x 240

                Inserisco i dati qua nel tuo programma:

                `
                %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% Disegno dello spread specificato dall’utente

                %%%%%%%%%% Comando \spreadlayout
                %%%%%%%%%% Sintassi e argomenti
                \spreadlayout%
                % [larghezza spread]% facoltativo
                % [{larg.carta,alt.carta}{shift.h.pag,shift.v.pag}]% facoltativo
                {483.6968552307,682.8661485609} % {larg,pag,alt.pag}% pagina rifilata
                {39.8338586660551,40.6874413517563} % {marg.int,marg.sup}% margini fra pagina e ref.point testatina
                {273.146459424378,512} % {larg.text,alt.text}% griglia interna
                {273.146459424378,12} % {larg.head,alt.head}% testatina
                {273.146459424378,10} % {larg.foot,alt.foot}% piedino
                {18,25} % {headsep,footskip}% separatori
                {40,7} % {largh.marginale,sep.marginale}% note marginali
                % Il secondo argomento facoltativo non può esserci se non c’è il primo.
                % Attenzione ai due gruppi nel secondo argomento facoltativo.
                `

                Ho dei dubbi sul dimensionamento di textheight che nel pacchetto tufte ho trovato espresso con

                `38\baselineskip`

                Aggiungo, sempre nel listato:
                ` \dimendef\spreadw=250 %256 `

                Compilo e ottengo un blocco della compilazione

                ` \spresadlayout
                %
                `

                forzo la compilazione

                ` LaTeX Error: missing \begin{document}
                `

                Bon, per oggi credo possa bastare.

                .F.

              • #105660
                OldClaudio
                Partecipante
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                  [tt] \spresadlayout [/tt] non è equivalente a [tt]\spreadlayout[/tt]
                  Inoltre non hai letto bene la guida né la documentazione di geometry.
                  i valori dei margini che usi negli argomenti di \drawclasslayout e di \spreadlayout sono quelli che usa LaTeX, cioè in valori veri meno un pollice per i margini laterali e lo stesso per i margini superiore e inferiore. Le parole chiave top, bottom, left, right di geometry sono i valori veri senza sottrarre il pollice e includono o non includono testatine e/o piedino a seconda di che opzioni hai specificato per geometry.

                  Inoltre è del tutto inutile che tu scriva le dimensioni in punti con tanti decimali quanti ne usi tu; TeX fa i conti con numeri a virgola fissa (binari) che in termini decimali corrispondono a circa cinque cifre decimali; ma anche 5 decimali sono oggettivamente troppi; vuoi specificare le dimensioni della pagina e degli altri elementi con una precisione pari a una lunghezza d’onda che cade negli ultravioletti?

                  Per aiutarti, sarebbe opportuno che tu allegassi l’intero listato del tuo documento che non funziona.

                  PS: perché hai cambiato numero alla dimensione di \spreadw? se io ho scritto il numero 256 c’è un motivo; non capisco il tuo di portarlo a 250; il registro 250 potrebbe essere già usato da LaTeX; metterci dentro valori tuoi potrebbe mandare a catafascio sia la classe tufte, sia altre cose ancora più gravi.

                  Io con i tuoi dati ottengo la pagina allegata

                  [attachment=1575]Frix.pdf[/attachment]

                  Il disegno è brutto propio perché hai sbagliato a specificare i margini, specialmente quelli laterali.

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                  You must be logged in to view attached files.
                • #105661
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                  Direi che leggere le guide è troppo poco, vanno studiate e soprattutto capite.
                  Leggerle le ho lette. Comprese per padroneggiare l’argomento direi di no. E lo so bene.
                  Pretendere di leggere e immediatamente acquisire piena conoscenza ed immediata esperienza di cose nuove è lontano dal mio atteggiamento. Applicarmi per capire invece no.
                  In più non ho esperienza sulla programmazione con LaTeX né la minima esperienza in campo tipografico. Fattori che aggiungono carico sulla difficoltà di base.
                  Sicuramente a te, in virtù della tua capacità, delle tue conoscenze e della tua esperienza, sembrano banali e ovvie cose che per me non lo sono.
                  E poi c’è sempre il fatto che io potrei essere meno ”smart” di te, ma in questo caso è inutile accanirsi contro la natura 🙂

                  Per questo coacervo di motivi fino ad ora mi sono tenuto distante dalle modifiche di pagina che vadano oltre il cambio di formato canonico (a4, a5, b5, a3 ecc…) e oltre l’uso di geometrie standardizzate.

                  Ma in questo caso ho bisogno — per istanze che non dipendono da me — di un formato differente sebbene vicino al b5. Ho così preso la palla al balzo per cercare di capire un po’ di più sulla geometria di pagina.

                  Allego il file così com’è.
                  La compilazione mi blocca sicché non ho modo di vedere il risultato della pagina che viene a te. Effettivamente brutto. Ma la pagina stampata dal file tufte class invece non mi pare così male sebbene necessiti ancora di qualche correttivo.
                  Ad es. ho difficoltà nel rapportare il parametro

                  `textheight=38\baselineskip `

                  ai punti e non ho trovato aiuto sule web. Forse sbaglio a formulare la domanda al browser.

                  Grazie ancora.

                  .F.

                  Attachments:
                  You must be logged in to view attached files.
                • #105662
                  robitex
                  Amministratore del forum
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                    frix” post=105840Direi che leggere le guide è troppo poco, vanno studiate e soprattutto capite.
                    Leggerle le ho lette. Comprese per padroneggiare l’argomento direi di no. E lo so bene.
                    Pretendere di leggere e immediatamente acquisire piena conoscenza ed immediata esperienza di cose nuove è lontano dal mio atteggiamento. Applicarmi per capire invece no.
                    In più non ho esperienza sulla programmazione con LaTeX né la minima esperienza in campo tipografico. Fattori che aggiungono carico sulla difficoltà di base.
                    Sicuramente a te, in virtù della tua capacità, delle tue conoscenze e della tua esperienza, sembrano banali e ovvie cose che per me non lo sono.
                    E poi c’è sempre il fatto che io potrei essere meno ”smart” di te, ma in questo caso è inutile accanirsi contro la natura 🙂

                    Per questo coacervo di motivi fino ad ora mi sono tenuto distante dalle modifiche di pagina che vadano oltre il cambio di formato canonico (a4, a5, b5, a3 ecc…) e oltre l’uso di geometrie standardizzate.

                    Ma in questo caso ho bisogno — per istanze che non dipendono da me — di un formato differente sebbene vicino al b5. Ho così preso la palla al balzo per cercare di capire un po’ di più sulla geometria di pagina.

                    Allego il file così com’è.
                    La compilazione mi blocca sicché non ho modo di vedere il risultato della pagina che viene a te. Effettivamente brutto. Ma la pagina stampata dal file tufte class invece non mi pare così male sebbene necessiti ancora di qualche correttivo.
                    Ad es. ho difficoltà nel rapportare il parametro

                    `textheight=38\baselineskip `

                    ai punti e non ho trovato aiuto sule web. Forse sbaglio a formulare la domanda al browser.

                    Grazie ancora.

                    .F.

                    Ciao.
                    Nel sorgente che hai allegato hai duplicato la definizione del comando \printthreepages alla riga 114, cancellala.
                    Inoltre il disegno del layout si ottiene con il comando \spreadlayou ma tu lo usi all’interno del preambolo mentre va inserito all’interno dell’ambiente document (quello che va dalla riga 131 fino alla riga 142 non può stare li, sei ancora nel preambolo dove non possono ancora essere eseguite operazioni di composizione, spostale dentro document).
                    Saluti.
                    R.

                  • #105663
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                    @robitex

                    Grazie, a via di copia e incolla mi son perso quell’errore.

                    Ma allora funziona come il programma precedente! Credo di aver male interpretato le parole di OldClaudio. Per quello ho provato a cambiare nel preamble.

                    Ora ci siamo, compila.
                    Mi riservo di fare un po’ di prove prima di commentare ulteriormente.

                    Segnalo che dal mio file cambiando i valori di progetto la tabella del riepilogo non si aggiorna. Neanche se cambio quelli relativi alla classe corrente.
                    Non so se è ancora per errore mio. Se c’è non riesco ad individuarlo.
                    Mentre ricordo che la versione precedente le cambiava

                    Grazie ancora
                    .F.

                  • #105664
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Vedi @frix, ti giustifichi per essere un neofita e per non avere la mia esperienza. Non devi farlo, perché tutti siamo stati neofiti e tutti abbiamo fatto errori come quelli che distrattamente e involontariamente hai fatto tu.


                      @Robitex
                      ti ha spiegato gli errori che hai fatto, ma non si tratta di errori che riguardino l’uso del mio file per collaudare il disegno della pagina; infatti hai usato deu volete \newcommand per ridefinre lo stesso comando; quindi il primo ti esegue la definizione e il secondo ti produce un errore; se forzi la composizione, magari il programma procede, ma poi usi \spreadlayout prima della sua definizione e prima di \begin{document}; si tratta di errori generali, non relativi a questo particolare file; Non puoi mai usare un comando prima di averlo definito (e questo mi sembra ovvio) ma non puoi usare un comando che produca qualcosa nel file di uscita prima di \begin{document}, mai, qualunque comando sia.

                      Ora più che leggere le guide e capirle, non dovrebbe mancare un po’ di colpo d’occhio; se guardi il file pubblicato in IntroPageDesign, vedi che i comandi che producno testo sono tutti dopo \begin{document}; “testo” naturalmente vuol dire qualunaque cosa che appaia nel file PDF di uscita.

                      Ora veniamo al punto di 38\baselineskip; capisco, può essere difficile figurarsi che cosa voglia dire in termini di una lunghezza in millimetri o in punti tipografici. Infatti per prima cosa bisogna sapere che cosa sia \baselineskip; ogni guida di base ne parla, specialmente dove dice di non modificare quella che disgraziatamente oggi tutti chiamano interlinea; in realtà si chiama scartamento o avanzamento di riga, mentre l’interlinea è lo spazio ulteriore che viene inserito fra due righe successive (in LaTeX si chiama \lineskip); forse ho dato per scontato che tu conoscessi questi termini, e i comandi a loro associati e hai fatto bene a tirarmi le orecchie per aver dato per scontato qualcosa che è scontato per me ma non per tutti i neofiti. Me ne scuso, e tanto per non perdere l’abitudine alle guide, tutto ciò è scritto nella guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato. Forse anche in quella guida, dove ho commentato abbondantemente il Reference Manual del papà di LaTeX, Leslie Lamport, ho dato per scontate informazioni che non sono scontate per niente. Ma ahimè, l’interprete pdftex contiene mezzo migliaio di comandi, e LaTeX di suo aggiunge un migliaio di macro e ti puoi immaginare quanti ne aggiungano il circa 3000 pacchetti di estensione che formano la distribuzione del sistema TeX. Se avessi commentato tutto avrei composto un’enciclopedia, nun una guida di “sole” 160 pagine circa. Ora scusami di per questo pistolotto, ma prendi in esame il fatto di usare la classe tufte (o come si chiama) al posto della classe book, e di usare solo i comandi \printclassparam e \drawclasslayout (già presenti nel mio file). Il primo ti stampa in punti e in millimetri i parametri della classe, e il secondo ti disegna il layout della classe, senza bisogno di specificare tutto quanto negli argomenti di \spreadlayout; non devi immaginarti niente e non devi fare nessun calcolo, e questo mi pare che sia detto abbastanza chiaramnte nella guida tematica IntroPageDesign.
                      Poi se vuoi usi \spreadlayout con i tuoi parametri modificati e vedi che cosa succede rispetto alla classe “tufte” (o come si chiama). Anche questo mi sembra che sia spiegato abbastanza chiaramente nella mia guida tematica. Se non lo, è il tuo aiuto per migliorarla sarebbe molto gradito e quindi se mi dici che cosa non è chiaro, sarò il primo a ringraziarti e a cercare di riformulare quanto ho scritto per essere più chiaro.

                    • #105665
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                      @OldClaudio

                      Grazie ancora, per le guide, il programma e la pazienza nelle risposte.

                      Non pensare che sia per pigro, leggo e studio più che posso, prima di chiedere qua, conciliando la cosa con il lavoro di cui lo scrivere è solo una parte. Ho studiato un po’ della geometria della pagina 10 giorni fa e poi ho dovuto fare altro fino a ieri. Trattandosi di cose nuove ho avuto difficoltà a ritenere tutto ciò che ho letto. Vent’anni (con relativa dotazione di ram mnemonico-cognitiva) li avevo diversi decenni fa. 🙂

                      Non v’è dubbio che nelle guide ci siano cose che chi scrive dà per scontate. Chi non lo ha fatto nel proprio lavoro o nel proprio ambito di conoscenza approfondita? Ma, altrimenti, come anticipi tu, non sarebbero guide. Quando ci si trova dall’altra parte però la musica è diversa.

                      Sul colpo d’occhio è sacrosanto ciò che dici. Mi capita anche nel mio lavoro.
                      Devo dire che a me viene più facile trovare gli errori “accidentali” se il testo, il disegno, lo schema, lo da redatto materialmente un altro. Sulle cose che faccio io ho più difficoltà a trovare gli errori di distrazione.

                      Un altro aspetto significativo, per me, è che pur leggendo le guide molte cose sfuggono (per la poca conoscenza dell’argomento) e poi pian piano emergono alla seconda, terza (e penso oltre) lettura. Il problema è che lì per lì non mi accorgo (ancora) di cosa mi sia sfuggito.

                      Approfondirò l’uso del programma e la guida e ti segnalerò le cose che trovo difficili.
                      Ma a questo punto, sul programma, se ho ben compreso, credo non ci sia più molto da dire: si va nell’ultima figura, si mettono i valori e si compila. Valori che vanno compresi, prima.

                      Per il momento ti posso segnalare:

                      1. il riepilogo (la tabella della prima pagina) continua a non cambiare valori (ho fatto un’altra prova). Quindi se a te/voi la cambia significa che ho infilato un altro errore da qualche parte. Se così fosse lo cercherò con più calma e tempo a disposizione.
                      – Se hai tempo di verificare e dirmi se a te funziona te ne sarò grato.

                      A presto,
                      .F.

                    • #105666
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        frix” post=105852 @OldClaudio
                        Per il momento ti posso segnalare:

                        1. il riepilogo (la tabella della prima pagina) continua a non cambiare valori (ho fatto un’altra prova). Quindi se a te/voi la cambia significa che ho infilato un altro errore da qualche parte. Se così fosse lo cercherò con più calma e tempo a disposizione.
                        – Se hai tempo di verificare e dirmi se a te funziona te ne sarò grato.

                        Se non hai cambiato classe, è logico che i valori della prima pagina non cambino, sono sempre i valori della classe book.
                        I valori della prima pagina sono quelli della classe con cui stai componendo il documento, quindi quelli della classe che hai indicato nella riga \documentclass.

                        Mi pare di capire che i nomi dei comandi in inglese non ti dicano niente; siccome quel programmino l’ho scritto per me, a me in comandi in inglese mi parlano più di certi accrocchi che bisognerebbe inventare con parole italiane o loro frammenti. Non riesco a conciliare la programmazione con la lingua italiana; non che non ci abbia mai provato, ma vengono fuori delle cose maccheroniche che fanno di solito ridere, per non dire piangere, a me, per lo meno.

                        “Se a me funziona” che cosa? Se ti riferisci al fatto che i parametri non cambino, te l’ho spiegato sopra; se ti riferisci al fatto che con i valori numerici che hai indicato alcuni messaggi fa funzioni, sì, funziona, ma il layout che viene fuori è quello che ti ho inviato e che è brutto.

                        Se scrivessi a parole in un messaggio quello che vorresti ottenere in un formato quasi B5, per esempio 170mm per 240mm, potrei vedere che cosa si può mettere e inviarti la parte di documento compreso fra [tt]\begin{document}[/tt] e [tt]\end{document}[/tt]; occorrono conferma del formato della carta, base e altezza della riquadro che contiene solo il testo; margine sinistro effettivo; margine superiore effettivo, altezza della testatina e distanza di questa dal testo; distanza della linea di base del piedino dalla linea di base; se di queste due cose vuoi che siano larghe come il testo se le vuoi di un’altra dimensione; se vuoi le note marginali e quanto le vuoi larghe e distanti dal corpo del testo. Nota che testatine e piedino non sono obbligatori, né lo sono le note marginali

                      • #105667
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                        @OldClaudio

                        ## RIEPILOGO dati:

                        – dim. pagina 170*240
                        – font Palatino o famiglia TeX Gyre
                        – altre dimensioni: non ho vincoli precostituiti. Rispetto a suftesi periodical (che ho provato nel tuo programma. Manca periodical ”aureo” che è un po’ più pienotto) allargherei la larghezza della nota marginale stringendo il corpo del testo. Non modificherei altro se non per motivi di equilibrio del disegno geometrico della pagina. Stamperanno twoside. Forse si possono stringere un po’ margini ‘outer’.
                        – testatina e piedino larghi come il testo.
                        – il documento dovrebbe arrivare ad un centinaio di pagine da rilegare in brossura (incollaggio).

                        Se sulla base di queste notizie tu riesci a tirare fuori delle misure sensate in modo che io possa comprendere meglio la dinamica della progettazione attraverso il tuo programma te ne sarò grato.
                        Bene inteso che non penso di intraprendere la via della progettazione sistematica di nuove pagine!
                        Sinceramente preferisco restare sulle soluzioni predisposte da chi sa come farlo meglio di me.

                        Grazie ancora per il tempo e la pazienza, e la pazienza, e la pazienza…
                        Federico

                        *****************************

                        ## COSE Varie

                        I nomi in inglese mi vanno benissimo. Sono chiari per il significato che esprimono (pagewidth. ad es.). Sono coì nel manuale di geometry e, in ogni caso, per me, studiare cose nuove con nomi inglesi o italiani è indifferente, una volta che ho capito di che si tratta.
                        ******

                        Suftesi peridical (che correi provare ad usare per una serie di prossime relazioni) è un buon riferimento per la pagina della mia dimensione. Rispetto ad essa le mia esigenze sono:

                        1. note marginali più ampie: perché sono utili (concordo con ciò che scrive Ivan Valbusa per il suo pacchetto), ne ho molte e perché (nelle intenzioni) devono poter contenere figure e tabelle piccole,
                        2. ho bisogno di potere alternare figure:
                        a. larghe come il testo (indifferentemente posizionate ma centrate sul testo principale)
                        b. nelle note marginali
                        c. larghe come [testo + marginsep + nota marginale] ma non devono stare necessariamente in una pagina a se stante (in sostanza talune sono larghe e basse e vanno nel testo)
                        3. non uso footnotes ma solo sidenotes (numerate).

                        Rispetto alla tua guida ed ai dati che esponi nella tabella iniziale del programma ho alcuni chiarimenti da chiederti.
                        Se interpreto correttamente, rispetto alla figura 1 e 2 del manuale di geometry, nella tua traduzione:

                        – margine interno corrisponde a left/inner
                        – margine esterno corrisponde a right/outer
                        – margine superiore corrisponde a top e, nel caso, alla distanza tra bordo foglio superiore e head
                        – margine inferiore corrisponde a bottom
                        – Altezza testatina corrisponde a headheight
                        – Altezza piedino corrisponde all’altezza del testo del “foot”
                        – separatore di testa corrisponde a headsep
                        – ribassamento del piedino corrisponde a footskip

                        Mi ha un po’ confuso, sul margine superiore, la figura 3.1 che hai messo nella guida.

                        ## ESPERIMENTO

                        A sentimento, stasera, ho pensato di provare in Tufte class le dimensioni di progetto partendo da quelle di suftesi (periodical) derivate dalla tabella del tuo programma.
                        Le ho inserite dentro alle opzioni di geometry, così:

                        `
                        % per stampa su A4 di una size inferiore ..cap. 5.2 man.geometry
                        \geometry{layoutsize={170mm,240mm},layout=a4paper,left=23.99mm,top=19.43mm,textwidth=92mm,marginparsep=7.00mm,marginparwidth=40.51294mm,textheight=163.78}
                        % stampo formato piccolo su A4 per fare le prove dalla mia stampante
                        `

                        Non avendo i crocini layoutsize mi aiuta.
                        L’ho sperimentato nel file “sample-book” in modo da non avere un file alterato dalle mie prove.
                        Così facendo ricevo un errore sulla dimensione dell’altezza del testo. Sembra lo accetti solo come:

                        `numero\baselineskip`

                        se lo scrivo così compila, se metto un valore tipo textheight=163.xyz si blocca.
                        Ma così non ho idea di ciò che faccio, vado per numeri tra 38 e 41, senza un senso nel design (in gergo sarebbe ”ad occhio”). Ma in questo caso non mi piace per principio.

                        ### Note all’esperimento:

                        – marginsep = 3.51 mm usato da suftesi mi sembra poco, io preferirei distanziarle un poco di più, forse perché non ci vedo più bene come una volta… Ha senso allargare?
                        – ho stretto texwidth (92mm) della quantità di cui ho incrementato marginparwidth e marginsep. Sono sotto la misura di Bringhurst ma ci sono le note marginali che allargano (ne ho in quasi tutte le pagine).
                        – ho tenuto textheight uguale a quella di suftesi ma forse, non avendo note a pié di pagina si potrebbe incrementare. Il problema è decidere di quanto in modo sensato/corretto.

                        ****

                      • #105668
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          Non ho ancora provato a disegnare un layout corrispondente alle tue specifiche, per altro abbastanza vaghe, tranne per il formato della pagina rifilata. Suftesi periodical già è una buona partenza, ma…

                          Le note al piede fanno parte del main body del documento, cioè stanno dentro \textheight.

                          Le note marginali si possono usare per figurine/tabelline piccole, ma non è la strada corretta; quella corretta è di usare il pacchetto wrapfig che per essere usato bene richiede una attenta lettura della sua documentazione, perché le possibilità d’uso sono moltissime: oggetto flottante o fisso, con o senza didascalia, tutto nel margine o parzialmente rientrante nel testo, margine esterno o interno, e via di questo passo.

                          Le note con sidenotes? mah, vedi tu. Tieni presente che le note marginali (che includono anche le sidenote), le figure e le tabelle flottanti impegnano una parte di memoria del programma di compilazione e se in n dato momento esse arrivano complessivamente al numero di 18, quelle successive vengono perse; si può usare il pacchetto morefloats, che ti raddoppia il numero di oggetti in coda, ma dal trentasettesimo in poi li perde. Io ci andrei piano con le note marginali non numerate o marginali numerate e le eviterei accuratamente specialmente se prevedi che siano molte.

                          Le figure centrate nella \textwith si fanno nel solito modo con una dichiarazione \centering all’inizio dell’ambiente figure.

                          Le figure estese alla larghezza \textwidth+\marginparsep+\marginparwidth sono difficilissime da creare, anche perché devono comunque essere oggetti mobili; come tali non sai in quale pagina cadranno e quindi non sai se dovranno sporgere a destra o a sinistra. La classe memoir (che potresti usare come substrato alla tua classe, perché poi puoi usare i suoi comandi interni per configurare il layout, oppure puoi usare geometry) permette di usare dei test all’interno degli oggetti mobili che controllano la parità della pagina dove cade la figura (dispari -> pagine di destra; pari -> pagina di sinsitr) cosicché sulla base di quei test si può gestire da quale parte far sporgere l’oggetto; bisogna mettere insieme una dentro l’altra un certo numero di \makebox come fossero delle matriosche, ma la cosa è fattibile. Ripeto: non è banale ma è fattibile.

                          Ora provo a vedere che cos riesco a fare con le tue indicazioni un po’ vaghe; ricordati che dato l’insieme di specifiche vaghe, le soluzioni possibili sono infinite; di queste un insieme sempre infinito ma di ordine inferiore sono brutte in assoluto, un altro insieme possono piacere, un terzo insieme lascia indifferenti, perché non sono né belle né brutte. Ma siccome il concetto di bello e di brutto è soggettivo, ciò che piace a me potrebbe essere brutto per te.

                          Io per esempio, non userei note marginali di nessun tipo, ma userei note al piede con parsimonia, perché le note, anche se non sono nel testo, distraggono il lettore; cercherei di usare lo spazio nel margine esterno per far sporgere figure grandi e modificherei i parametri metrici e numerici di posizionamento in modo da facilitare al massimo lo svuotamento delle code; inoltre, userei spesso il comando \afterpage per svuotare le code quasi a mano con un [tt]\afterpage{\clearpage}[/tt] in modo da ridurre o eliminare le pagine mozze.

                          Vedi dunque che il progetto che hai in mente è molto complesso; non riguarda solo l’aspetto della pagina.

                          38\baselineskip vuol dire che chiedi un blocco di testo che se fosse composto solo con testo normale conterrebbe 38 righe con i loro scartamenti; La prima riga del blocco è convenzionalmente alta 10pt, le altre 37 occupano lo spazio verticale di 37 scartamenti; lo scartamento normale è del 20% maggiore del corpo; quindi se componi in corpo 10pt l’altezza del testo risulta 10pt + 37 ( 1.2 10pt ) = 454pt. Ma bisogna vedere com la classe tufte (o come si chiama) specificando 38 fa il conto che ti ho detto oppure se conta 38 scartamenti più i 10pt della prima riga per un totale di 39 righe; oppure se usa quel calcolo in altri modi. Confesso di aver esaminato il codice di quella classe e di avere concluso che non mi piace; quindi l’ho rimosso dai miei ricordi.

                        • #105669
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                          Ottima risposta, molte grazie. 🙂

                          Sulle note marginali siete in molti a pensarla così.
                          Io, in questo caso, le uso per inserire specificazioni che in altro modo lo appesantirebbero.
                          Il testo che sto scrivendo deve avere diversi livelli di approfondimento degli argomenti. Una parte di questi la gestisco con le “Parti” del documento — una si dovrebbe chiamare (senza troppa fantasia) “Approfondimenti” — un’altra deve inevitabilmente stare con il testo: se la scrivo a piè di pagina perde efficacia, non viene letta e alla fine (a mio modo di vedere) la pagina con tante note al piede è ugualmente meno bella.
                          Valbusa spiega bene questo aspetto quando descrive la sua classe.

                          In ogni caso appena definita una bozza avanzata ho in progetto di ri-valutare le note marginali e provare ad inserire una parte di esse nel testo.

                          Sapevo che appesantiscono. Corro il rischio e cerco di gestirlo. Il manuale della classe dà delle “dritte” in merito.

                          ****

                          Le indicazioni per il design della pagina sono vaghe — e me ne scuso — perché non mi so dare vicoli. E non me li so dare per la poca esperienza che ho in materia. E quindi ancora non ho ben capito quali cose siano più importanti di altre. Sicché qualsiasi vincolo ti dessi sarebbe “abbastanza” casuale e temo potrebbe fare fare più danni che altro.
                          È un atteggiamento passivo (o conservativo) ma sarebbe “azzardato” il contrario.
                          L’unico vincolo che ho è la dimensione finale della carta.
                          Se mi avessero lasciato usare un formato canonico (per me) non mi sarei avventurato in questo campo (anche se qualcosa in più ora la sto imparando e ciò, personalmente, non guasta).

                          Usando a4 o cmq formati canonici non mi sono mai preoccupato della geometria di pagina.
                          Pedissequamente mi andava bene ciò che altri avevano già preparato. E sinceramente credo che non sia una strada sbagliata. Perlomeno allo stadio di conoscenza di in cui mi trovo. Mi sono sempre concentrato su altro.

                          Comunque approfondire un po’ questo genere di aspetti è interessante. Sul piano dell’inclinazione personale non mi entusiasmano ma c’è di peggio.

                          ****

                          La Tufte Class è stata aggiornata da poco. Prova a dare un’occhiata, magari è migliorata rispetto a quando la osservasti.
                          Io l’ho scelta per le note e per la questione delle figure.
                          Non sono in grado — senza poter investire il tempo necessario per studiare ed imparare (tempo che purtroppo non ho) — di replicare con memoir la questione delle figure. Altrimenti sarei restato su di essa perché è quella che ho usato di più fino ad oggi e la trovo molto soddisfacente.

                          ****
                          Sulla baselineskip: avevo intuito cosa fosse. Non ho trovato sul web riferimenti che mi facessero capire le misure, come i tuoi.
                          Sul perché Tufte Class non compili ancora se non uso quella forma. Ma lo tengo a mente ed indagherò.

                          .F.

                        • #105670
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Prova con questo codice, quello messo fra le lunghe righe commentate:`\usepackage[utf8]{inputenc}

                            %%%%%%%%%%%%%%%%%%%%% inizio codice
                            \normalfont
                            \usepackage{geometry}
                            \geometry{papersize={170mm,240mm},
                            total={100mm,\dimexpr41\baselineskip+10pt},
                            hmarginratio={3:7},
                            vmarginratio={1:1},
                            headheight=14pt,
                            headsep=15pt,
                            footskip=30pt,
                            marginparwidth=35mm,
                            marginparsep=5mm,
                            heightrounded,
                            twoside,
                            bindingoffset=3mm
                            }
                            %%%%%%%%%%%%%%%%%%%% fine codice
                            \pdfpagewidth=\paperwidth
                            \pdfpageheight=\paperheight`Devi solo aggiunegrlo fra le righe del modello che sono indicate esternamente ai lunghi commenti.

                            Compila e vedi che cosa ti disegna il comando \drawclasslayout già presente nel modello.
                            Nota che nello specificare le dimensioni delle parti del testo ho usato i millimetri; nella prima pagina del testo compilato compaiono tutti i pparametri sia in punti sia in milllimetri; le discrepanze (minime) fra i millimetri impostati e quelli ricalcolati ti danno anche un’idea del perché non è mai il caso di specificare le cose con troppe cifre decimali.

                            In ogni caso se quello che ottieni non ti piace, cambia i parametri inseriti tramite le opzioni del comando \geometry; e lascia fare a pdflatex il compito di ricalcolare il tutto e di disegnare i layout; poi se vuoi vedere coma la pagina 170mm X 240mm sta in posizione su un foglio A4 puoi sepre copiare i parametri ottenuti nella prima pagina e ricopiarli dentro un comando \showlayout specificando sia il formato della pagina fisica sia gli offset che ti interessano. Ma ai fini del disegno della pagina rifilata, cioè del testo finale, il primo disegno ottenuto con \drawclasslayout è quello che interessa di più.
                            Per le figure che sbordano dal lato giusto fino ad occupare lo spazio per le note marginali, apri eventualmente un altro topic, perché con questo titolo non si avrebbe idea di ciò di cui si parla.

                          • #105671
                            Up
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                            Grazie, mille!
                            proverò il tuo codice nel pomeriggio.

                            ***
                            Le giornate pasquali sono servite per fermarmi ed approfondire le teoria del design delle pagine di un libro.
                            Ho trovato chiari ed interessanti il manuale di Giorgio Fioravanti (Manuale del Grafico) con 17 esempi commentati e corredati dai dati dimensionali e la costruzione della classe di Ivan Valbusa. Non cito il resto che sarà ancor più noto e stranoto.
                            In ogni caso prima di cambiare un parametro di una pagina è bene conoscere cosa sta dietro ad un dato pre-definito da qualcuno del settore.
                            Ovvio che un po’ di letture non sono sufficienti per considerarsi imparati ma aiutano a circoscrivere i problemi, o a conoscerne l’esistenza.
                            Mi basta già aver compreso la questione dei rapporti 2/3 e 1/3 a cui prima non avevo dato sufficiente importanza. Rimanderò ad altri momenti ulteriori esperimentazioni di design di pagina.

                            Al momento mi resta da risolvere il dubbio di come considerare le note marginali all’interno del rapporto tra pieni e vuoti della pagina, soprattutto quando la pagina è piccola. Ci studierò sopra facendo un po’ di prove anche seguendo le tue indicazioni.
                            A sentimento, visto che non stanno in tutte le pagine sarei dell’idea di non considerarle; però vorrei leggermente allargare lo spazio a loro destinato. Ciò mi obbliga a restringere lo spazio per il corpo del testo. E la pagina senza note ancora non mi convince.

                            Per ora ancora moltissime grazie.

                            .F.

                          • #105672
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                            @OldClaudio
                            .
                            Provato!
                            Ottimo sul tuo programma. Mi piace il risultato.

                            ***

                            Leggendo geometry ero convinto di aver capito un po’ di più ma vedendo che hai impostato:
                            `hmarginratio={3:7}`
                            non mi tornano più le cose.
                            Se guardo le misure del riepilogo, posto che lo spazio per i margini laterali è 170-100=70mm, leggendo il riepilogo mi trovo left = 23.10mm e right = 46.90 chre sommati mi danno 70
                            Osservando la proporzione che hai dato:
                            `hmarginratio={3:7}`
                            mi si confondono le idee perché non mi tornano i numeri.
                            Ma se ad es. nel tuo programma modifico tale proporzione, ad es. a {2:3}, si sposta lo spazio per le note marginali e viene una roba brutta. Sicché il valore che hai dato ha un senso che io non comprendo.

                            Mentre mi sembrerebbe più intuibile e con numeri compatibili.
                            `vmarginratio={1:1}`
                            Ma a questo punto, visto che non ho capito bene la ratio, potrebbe essere un caso?

                            .F.

                          • #105673
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                            Ho inserito i seguenti dati nel mio documento master per vedere l’effetto che fa.

                            `\geometry{paperwidth=170mm,paperheight=240mm,left=23.01mm,top=21.59099mm,textwidth=100mm,marginparsep=5mm,marginparwidth=35mm,textheight=41\baselineskip,bindingoffset=3mm}`

                            Se stampo abilitando
                            `\usepackage[frame,a4,center,font=textsf,color=red]{crop}`
                            e misuro le dimensioni che hai impostato non mi tornano completamente. O meglio:
                            – tornano le orizzontali => 3+23+100+5+35+4= 26+100+44=170mm (e mi pare stiano bene nel complesso della pagina)
                            – altezza del corpo del testo è 200mm mentre dal riepilogo del tuo programma dovrebbe essere 176.43
                            – ed effettivamente le proporzioni dell’immagine sono diverse rispetto al tuo programma.

                            L’effetto non è accettabile. Meglio avere più marginebottom

                            Se stampo modificando textheight nel codice di geometry che ho messo sopra
                            `textheight=39\baselineskip`
                            (che corrisponde a quello usato di default dalla classe con il foglio b5) l’effetto mi pare migliore.

                            Il mio problema è che non capisco come mai nel tuo programma impostando l’altezza del testo che hai fissato viene un risultato mentre se gli stessi valori li riporto nel file su cui sto lavorando (tufte-class) viene fuori tutt’altro.

                            Ipotizzo che sia qualche impostazione della Tufte-Class (?)
                            Ho provato ad inserire nel file di esempio allegato alla documentazione della classe la tua geometria e viene una roba inguardabile (ho commentato twoside nel tuo codice poiché già presente nella dichiarazione iniziale).

                            In questo forum http://tex.stackexchange.com/questions/201893/change-paper-size-in-tufte-book-class (ultimo post) Heiko Oberdiek, se capisco bene, dice che per cambiare la geometria di pagina si dovrebbero impostare solo \textwidth e \textheight con i valori di altezza e larghezza desiderati del testo e conseguentemente di larghezza e altezza carta.
                            Secondo te, da questo, dovrei desumere che la classe si auto-imposta i margini da sola?

                            Sinceramente sono un po’ pentito di aver lasciato per questo progetto la classe memoir.
                            In un modo o nell’altro mi sono sempre cavato dagli impicci, e molti impicci erano già stati provati, e soprattutto risolti da altri.
                            Qui faccio fatica. E ne faccio fare… 🙁

                            Ergo, oramai questa è così, ma appena avrò tempo proverò la tua soluzione con memoir, per future applicazioni.

                            .F.

                          • #105674
                            OldClaudio
                            Partecipante
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                              Come ti ho detto il mio file è artigianale ed è fatto apposta per metterci le mini dentro, non tanto nella parte che fa i disegni, quanto nell’impostazione della classe di lavoro e nei parametri che si passano via geometry e/o via \showlayout; poi si valuta esteticamente il risultato.
                              Non è che con il mio file si possa considerare finito un determinato disegno della pagina; per esempio quel 3:7 l’ho determinato valutandone l’effetto estetico, non perché ci sia una regola scolpita nella pietra.
                              Ma come ho sempre detto, i gusti sono gusti e non si discutono; fai bene a provare altri layout, finché ne trovi uno che ti soddisfi completamente.
                              Il mio era solo un esempio delle possibilità che hai.

                              Ma eccoti un consiglio non richiesto: come classe del mio modello usa una classe assolutamante generica; non usare tufte o suftesi, o saptesi o toptesi, o quel che è. usa book; poi specifica con geometry o con \showlayout, che non modifica niente ma si limita ad eseguire il disegno; usane anche gli argomenti facoltativi, in modo che puoi vedere, per esempio, come viene la pagina 170mm per 240mm su una pagina A4; te lo disegna lui con parametri coerenti. Continua a specificare quello che ti pare in modo da essere libero di fissare quello che vuoi; con tufte, evidentemente non puoi fissare quello che vuoi; ecco perché non ti vengono le cose come vorresti.

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