L’Arte di scrivere con LaTeX: nuova edizione

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  • #108708
    lorenzo.pantieri
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      Carissimi,

      i grandi amori non si dimenticano mai. Erano anni che non compilavo l’Arte, ci ho finalmente rimesso le mani ed ecco una proposta di nuova edizione. È solo una bozza, anche se in fase avanzata (a eccezione del capitolo 2, che va corretto e completato): conto di metterla a punto con il vostro aiuto.

      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

      Questa è la versione precedente:

      http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX2012.pdf

      Tommaso, che durante questi anni ha curato l’Arte, ha fatto un lavoro superbo. La precisione linguistica e TeXnica è eccellente. Ho solo cercato di perfezionare l’Arte, di semplificarla e di renderla un po’ migliore.

      I difettucci dell’Arte che ho trovato:
      1. è diventata troppo voluminosa (la vogliamo agile e snella);
      2. in alcuni punti sono spiegate troppe cose, non tutte essenziali (l’Arte è una guida di base, non deve esserci “tutto”);
      3. vanno contenute il più possibile le parti a obsolescenza rapida (quelle sull’installazione e gli aggiornamenti, per esempio).
      4. in alcuni punti non è aggiornata.

      Ecco i principali cambiamenti che ho apportato:

      NEL DOCUMENTO
      – Via i capitoli sui codici e sui grafici, troppo specialistici.
      – Via le appendici sulle lingue antiche e sulle videopresentazioni, troppo specialistiche.
      – Il corpo del font del documento passa da 10 a 10 e mezzo: 10 punti sono davvero pochi, per me.
      – Ho allargato la gabbia del testo, prima troppo stretta (con buona pace di Bringhurst).
      – I titoli dei paragrafi e dei sottoparagrafi ora sono in neretto.
      – Le intestazioni delle tabelle sono in neretto.
      – Ho semplificato l’indice generale (non trovate che quello di adesso sia molto più chiaro?). 😉
      – Via gli elenchi delle figure e delle tabelle, abbastanza inutili.
      – Ho ritoccato frontespizio e ringraziamenti.
      – Via il punto finale dalle didascalie di tabelle e figure.
      – Via la punteggiatura dalla formule matematiche.
      – Via tutti gli accenni a XeLaTeX.
      – Ho corretto alcuni refusi segnalati dai lettori.

      1. STORIA E FILOSOFIA

      Sebbene possa sembrare inutile occupare diversi gigabyte di spazio sul disco…

      al posto di

      Sebbene possa sembrare inutile occupare 4 GiB di spazio sul disco…

      In questo modo la frase è a minor obsolescenza.

      2. INSTALLARE
      – Via tutti gli editor, a eccezione di TeXShop e Texworks. Guidiamo il lettore, troppe possibilità rischiano di disorientarlo.
      – Via le righe magiche (utili, ma non indispensabili, e un po’ complesse): rimandiamo il lettore interessato alla documentazione.

      3. BASI
      – Via il pacchetto ucs, obsoleto.
      – Via \include e \includeonly, se ne può fare a meno.

      5. MATEMATICA
      – Via la punteggiatura nelle formule.
      – Ho cambiato l’esempio del teorema 3 a pagina 84, prima inutilmente complicato.
      – Via i diagrammi commutativi e di Venn.

      7. BIBLIOGRAFIA
      – Via il pacchetto ucs.
      – Via Texmaker e TeXStudio

      9. PERSONALIZZARE
      – Via i capilettera
      – Via \pagecolor
      – Via \fcolorbox
      – Via “Creare nuovi oggetti mobili”, troppo specialistico.
      – Via la menzione a sectsy e tocbind, troppo TeXnici.
      – Via le filigrane.
      – Via shapepar.

      ELENCO DEI SITI INTERNET
      – Via Emacs, Kile, MiKTeX, TeXStudio e TeXMaker. Troppa grazia!

      BIBLIOGRAFIA FINALE
      – Via i back references: erano un eccesso di zelo.

      L’indice analitico è ora su tre colonne: molto meglio, vero? 😉

      Ecco ora i miei dubbi.

      INDICE
      – Vorrei mettere i i titoli dei capitoli in neretto. Come si fa?

      1. STORIA E FILOSOFIA
      – È vero che TeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2014?
      – È vero che LaTeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2011?
      – A pagina 6 vorrei “et al”in corsivo. Come si fa?

      2. INSTALLARE
      – È giusto quello che c’è scritto? Mi aiutate a integrarlo? L’idea è di non spiegare tutto (le cose qui cambiano da un giorno all’altro), ma di rinviare l’utente alla documentazione.

      3. BASI
      – Vorrei sapere la riga aggiornata da mettere al posto di

      This is pdfTeX, Version 3.1415926-2.4-1.40.13 (TeX Live 2017)

      BIBLIOGRAFIA FINALE
      – “Codifiche in TeX e LaTeX” (2012) di Claudio e Tommaso è ancora valido o è divenuto obsoleto?
      – “Installare TeXLive su Ubuntu” (2013) di Enrico è ancora valido o è divenuto obsoleto?
      – “Introduzione a TeXworks” (2011) di Enrico è ancora valido o è divenuto obsoleto?

      Grazie anticipate.

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      • #108709
        lorenzo.pantieri
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          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

          Ho appena aggiornato il lavoro, sulla base di alcune osservazioni di OldClaudio, che ringrazio.

          1. Ho sostituito il defunto “Sarovar” con “TeX Catalogue”.

          2. Ho messo nella bibliografia il testo di Agostino De Marco “Scrivere la tesi di laurea in LaTeX”.

          Posto che una rilettura integrale dell’opera male non fa, le priorità a mio avviso sono:

          1. Chiarire i dubbi che ho espresso nel post precedente.

          2. Scrivere bene il capitolo 2 (“Installare e aggiornare”). Non posso farcela da solo, anche tenendo conto che sono coinvolti più sistemi operativi. Per esempio, vi riporto una mail che ho ricevuto qualche tempo fa:

          La procedura di installazione [di TeX Live] su Ubuntu a cura del Professor Gregorio, a cui la sua guida rimanda, a mio avviso è utile per l’utente più esperto ed esigente, ma non spiega la procedura più semplice, utilizzando i soli strumenti di sistema, che potrebbe tornare utile all’utente comune, o comunque a chi è alle prime armi.

          In sostanza, leggendo le sue indicazioni e quelle del Professor Gregorio, si ha l’impressione che l’installazione di TeX Live su distribuzioni GNU/Linux sia possibile solo con una procedura molto complessa. Ma, per quanto ho potuto sperimentare, esiste una procedura molto più semplice ed ugualmente valida.

          Le suggerirei dunque di rivedere questa sezione della sua guida, quantomeno per accennare anche alla procedura di installazione mediante gli strumenti di gestione dei pacchetti, che risulta molto più semplice. A tale procedura si fa già accenno nella GuidaGuIT, ma trovo che alcune indicazioni possano essere arricchite e aggiornate.

          Grazie.

          P.S. Nell’ultima versione aggiornata, in Matematica:
          – via gli ambienti “gathered” e “aligned”, non indispensabili;
          – via il paragrafo “Evidenziare formule” (è raro doverlo fare, e poi il codice proposto era davvero macchinoso e poco elegante).

          Con quest’ultima sforbiciata, direi che la dieta è finita: la nuova Arte ha raggiunto il “peso ideale”…

        • #108710
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          lorenzo.pantieri” post=108936P.S. Nell’ultima versione aggiornata, in Matematica:
          – via gli ambienti “gathered” e “aligned”, non indispensabili;
          – via il paragrafo “Evidenziare formule” (è raro doverlo fare, e poi il codice proposto era davvero macchinoso e poco elegante).

          Già che ci sei, elimina il capitolo sulla matematica. Gli ambienti [tt]gathered[/tt] e [tt]aligned[/tt] sono molto importanti.
          A me fanno molto comodo in tante situazioni, suppongo sia lo stesso per altri. Anzi, dirò di più: eliminarli significa nascondere
          al lettore strumenti che si rivelano molto utili per evitare acrobazie con [tt]\notag[/tt] e simili.

          Ciao
          Enrico

        • #108711
          lorenzo.pantieri
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            egreg9″ post=108938

            P.S. Nell’ultima versione aggiornata, in Matematica:
            – via gli ambienti “gathered” e “aligned”, non indispensabili;

            Già che ci sei, elimina il capitolo sulla matematica. Gli ambienti [tt]gathered[/tt] e [tt]aligned[/tt] sono molto importanti.
            A me fanno molto comodo in tante situazioni, suppongo sia lo stesso per altri. Anzi, dirò di più: eliminarli significa nascondere
            al lettore strumenti che si rivelano molto utili per evitare acrobazie con [tt]\notag[/tt] e simili.

            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

            Rimessi al loro posto.

            Grazie 1000 Enrico!

          • #108712
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            lorenzo.pantieri” post=108933– Via tutti gli editor, a eccezione di TeXShop e Texworks. Guidiamo il lettore, troppe possibilità rischiano di disorientarlo.

            Protesterei vibratamente, ma qualcosa mi dice che sarebbe vano 😉

            Si potrebbero cambiare i nomi di due dei tre sistemi operativi citati nel manuale: Linux → GNU/Linux, Mac OS X → macOS.

          • #108713
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            lorenzo.pantieri” post=108933– È vero che TeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2014?

            Si direbbe di sì: ftp://ftp.cs.stanford.edu/pub/tex/

            lorenzo.pantieri” post=108933– È vero che LaTeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2011?

            Si direbbe di no: https://www.latex-project.org/news/latex2e-news/

          • #108714
            OldClaudio
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              2. Scrivere bene il capitolo 2 (“Installare e aggiornare”). Non posso farcela da solo, anche tenendo conto che sono coinvolti più sistemi operativi. Per esempio, vi riporto una mail che ho ricevuto qualche tempo fa:
              La procedura di installazione [di TeX Live] su Ubuntu a cura del Professor Gregorio, a cui la sua guida rimanda, a mio avviso è utile per l’utente più esperto ed esigente, ma non spiega la procedura più semplice, utilizzando i soli strumenti di sistema, che potrebbe tornare utile all’utente comune, o comunque a chi è alle prime armi.

              In sostanza, leggendo le sue indicazioni e quelle del Professor Gregorio, si ha l’impressione che l’installazione di TeX Live su distribuzioni GNU/Linux sia possibile solo con una procedura molto complessa. Ma, per quanto ho potuto sperimentare, esiste una procedura molto più semplice ed ugualmente valida.

              Le suggerirei dunque di rivedere questa sezione della sua guida, quantomeno per accennare anche alla procedura di installazione mediante gli strumenti di gestione dei pacchetti, che risulta molto più semplice. A tale procedura si fa già accenno nella GuidaGuIT, ma trovo che alcune indicazioni possano essere arricchite e aggiornate.

              No, quello che scrivi sia ne L’Arte, sia In LaTeX per l’impazionte a proposito di Linux è corretto: l’installazione su Linux, a causa di limitazioni degli sviluppatori, è più complessa.
              Se l’utente Linux si trova su una macchina che rispetta i dettami stabiliti dal Consorzio Debian, per esempio Ubuntu, ma non è l’unico Linux conforme ai dettami di Debian, può scaricare e installare TeXLive usando i comandi di sistema; se non sta attento a che cosa scarica, e in particolare se non scarica tutti i diversi pacchetti, si ritrova ocn una installazione monca, in passato vecchia di un paio d’anni, ma oggi meno “polverosa”, incompleta, non aggiornabile con la frequenza desiderata come succede sulle macchine Window, e Mac, presumibilmente adatta a comporre solo in inglese, solo con i font in codifica OT1, senza lettere accentate; probabilmente non può eseguire in shell escape certi programmi che i TeXLive su altre macchine possono fare liberamente, e via di questo passo.
              Quindi la procedura molto più semplice a cui si riferisce il tuo corrispondente, non è assolutamente altrettanto valida. Se fosse così perché Enrico avrebbe perso tempo a scrivere e descrivere una procedura complessa che sarebbe altrettanto valida di una procedura nativa che si risolve in pochi click?
              Ecco, quando spiegherai come installare TeXLive su Linux, analogamente a come hai già fatto per Windows e Mac, dovrai spiegare perché la procedura standard eseguita, per esempio, con Sinaptic, o più artigianalmente con apt-get, non è assolutamente altrettanto efficace della procedura che descriverai, o del perché rinvii il lettore alla consultazione di texlive-YEAR=ubuntu.pdf.

            • #108715
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              Elrond” post=108942

              – È vero che TeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2014?

              Si direbbe di sì: ftp://ftp.cs.stanford.edu/pub/tex/

              lorenzo.pantieri” post=108933– È vero che LaTeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2011?

              Si direbbe di no: https://www.latex-project.org/news/latex2e-news/

              Questo recita l’inizio del mio log:
              `This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.17 (TeX Live 2016) (preloaded format=pdflatex)
              restricted \write18 enabled.
              entering extended mode
              (./03bis-sto-3B-06122016.tex
              LaTeX2e <2016/03/31> patch level 3
              Babel <3.9r> and hyphenation patterns for 83 language(s) loaded.
              (./intexamdesigntg.cls`

              Ciao
              Tommaso

            • #108716
              lorenzo.pantieri
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                illinguista1972″ post=108950
                Questo recita l’inizio del mio log […]

                Mi manca la riga di “article”. Per farla breve, vorrei tutto il log di questo:
                `\documentclass[a4paper]{article}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage[utf8]{inputenc}
                \usepackage[italian]{babel}
                \begin{document}
                Ecco il mio primo documento con \LaTeX.
                \end{document}`

              • #108717
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                ::

                illinguista1972″ post=108950

                [quote=”lorenzo.pantieri” post=108933]- È vero che TeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2014?

                Si direbbe di sì: ftp://ftp.cs.stanford.edu/pub/tex/

                lorenzo.pantieri” post=108933– È vero che LaTeX è stato rivisto per l’ultima volta nel 2011?

                Si direbbe di no: https://www.latex-project.org/news/latex2e-news/

                Questo recita l’inizio del mio log:
                `This is pdfTeX, Version 3.14159265-2.6-1.40.17 (TeX Live 2016) (preloaded format=pdflatex)
                restricted \write18 enabled.
                entering extended mode
                (./03bis-sto-3B-06122016.tex
                LaTeX2e <2016/03/31> patch level 3
                Babel <3.9r> and hyphenation patterns for 83 language(s) loaded.
                (./intexamdesigntg.cls`

                Ciao
                Tommaso[/quote]
                Ciao, scusa, non ho capito se fosse una smentita o una conferma del mio messaggio 🙂 TeX 3.14159265 è la versione contenuta nel file [tt]tex14.tar.gz[/tt] dell’archivio FTP che ho linkato sopra, LaTeX2e 2016/03/31 è l’ultima versione presenta nella newsletter che ho indicato

              • #108718
                lorenzo.pantieri
                Partecipante
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                  Elrond” post=108952
                  Ciao, scusa, non ho capito se fosse una smentita o una conferma del mio messaggio.

                  Tutto a posto! Attendo il log (prodotto da una distribuzione aggiornatissima! del sorgente che ho mostrato.

                • #108719
                  OldClaudio
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                    lorenzo.pantieri” post=108953

                    Ciao, scusa, non ho capito se fosse una smentita o una conferma del mio messaggio.

                    Tutto a posto! Attendo il log (prodotto da una distribuzione aggiornatissima! del sorgente che ho mostrato.

                    [attachment]C:\fakepath\ArticoloDellArte.log[/attachment]

                  • #108720
                    OldClaudio
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                      [attachment=1806]ArticoloDellArte.log.txt[/attachment]

                      Ho aggiunto l’estensione .tex, perché l’estensione .log non è valida per gli allegati al sito.

                      Attachments:
                      You must be logged in to view attached files.
                    • #108721
                      lorenzo.pantieri
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                        Carissimi, ho appena aggiornato la guida sulla base delle osservazioni di OldClaudio, della cui perizia TeXnica sono sempre ammirato.

                        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                        Questa versione dell’Arte mi piace molto: agile e semplice, ora più che mai “evita come la peste i TeXnicismi”.

                        Ad alcune delle obiezioni di Claudio non so rispondere nel modo migliore: chiedo il vostro aiuto. Altre osservazioni di Claudio, forse fin troppo precise, rischiano di complicare eccessivamente l’esposizione. In fondo anche in matematica, la disciplina più precisa di tutte, a volte capita di fare dei piccoli abusi di linguaggio, per amor di semplicità. Una guida di base come l’Arte, a maggior ragione, deve essere un compromesso (buono, si spera) tra esattezza e facilità. Pensiamoci!

                        Ecco i principali cambiamenti.

                        1. Ho corretto alcuni refusi segnalati da Claudio.

                        2. L’ultima revisione di LaTeX è del 2016. L’ho scritto a pagina 3.

                        3. Ho eliminato il riferimento alla codifica utfx.

                        4. A pagina 10 ho scritto ex novo questo paragrafetto:

                        Un pregio di TeXworks e TeXShop è la capacità di interpretare i commenti speciali, cioè “righe magiche” che configurano l’editor in modo automatico, fissando una volta per tutte le impostazioni più importanti del documento. In questo modo si evitano all’utente i problemi descritti nel paragrafo 3.2.1 a pagina 17, e si possono gestire facilmente anche progetti suddivisi in più file come una tesi o un libro. Per maggiori dettagli, si veda [Beccari e Gordini, 2016].

                        Che ve ne pare?

                        5. A pagina 16, ho riformulato così:

                        T1 è la codifica dei font usati per scrivere in italiano e in molte altre lingue occidentali […].

                        Prima parlavo di T1 come di “codifica di output”, ma Claudio mi ha detto che non esiste niente del genere.

                        6. A pag. 17 scrivo:

                        Un ulteriore aspetto da tenere bene a mente, spesso fonte di grattacapi e danni a volte irrimediabili, è il rapporto tra la codifica con cui è scritto un sorgente e quella con cui è impostato l’editor in uso, che devono coincidere, altrimenti aprendo un file sconosciuto si potrebbero vedere caratteri bizzarri sullo schermo.

                        Claudio però osserva:

                        OldClaudioCi sono tre cose da tenere presente: (1) la codifica con cui si immette il testo da comporre nell’editor; (2) la codifica con cui l’editor salva il file su disco; (3) la codifica specificata a LaTeX da usare per interpretare correttamente i caratteri che trova nel file sorgente.

                        Non sono riuscito a riformulare quello che ho scritto senza complicare troppo l’esposizione, per cui ho lasciato tutto com’era. Se avete proposte, sono qui.

                        7. A pag. 20 Claudio mi segnala un errore nella riga
                        `\begin{ambiente}[<...>]{<...>}
                        `
                        ma non capisco dev’è l’errore.

                        8. Nella tabella 6 a pag. 21, ho messo “Maiusc” al posto di “Shift”.

                        9. A pag. 25 scrivo:

                        La prima informazione che LaTeX si aspetta di trovare nel sorgente è il tipo di documento che si desidera realizzare (la classe, in gergo), da specificare di norma come prima cosa con il comando \documentclass.

                        Claudio infatti dice che:

                        OldClaudioAnche gli ambienti filecontents e filecontents* possono apparire prima di \documentclass. È logico: il loro contenuto non viene composto all’interno del documento. Analogamente si possono inserire prima di \documentclass anche comandi e/o dichiarazioni che non producono testo; per esempio può venire definito un nuovo switch con \newif, per poterne usare lo stato anche fra gli argomenti facoltativi di \documentclass. Magari è un uso avanzato, ma eviterei di usare “primissima cosa”; io forse scriverei “di norma \documentclass è la prima cosa da scrivere in un documento .tex, a parte i commenti speciali (di cui si parlerà più avanti)”

                        Quello che dice Claudio è ineccepibile. Non sempre \documentclass è la prima istruzione. Quasi sempre è così, con l’importante eccezione, fra l’altro, delle righe magiche. Però ora ho paura che il lettore si chieda il perché di quel “di norma”, domanda che nella nuova Arte non ha risposta. Che ne dite?

                        10. Claudio contesta il termine “interlinea” usato nell’Arte e propone (se ho capito bene) di sostituirlo con “avanzamento di riga”.

                        OldClaudioCome mi sono sgolato infinite volte a dire, l’interlinea è lo spazio fra due righe adiacenti; quando la tipografia era “metallica”, l’interlinea era effettivamente una striscia di metallo interposta fra due righe adiacenti di caratteri da stampa. Quindi con \singlespacing si imposta l’interlinea al 20% del corpo, eccetera. In realtà il fattore suggerito dal nome “single”, “onehalf” e “double” serve per moltiplicare lo scartamento (detto anche avanzamento di riga) che all’interno di LaTeX viene chiamato \baselineskip e che di default vale 1,2 volte il corpo del font in uso.

                        Continuo a preferire “interlinea”, anche se improprio, perché più diffuso. È un leggero abuso di linguaggio che per me ci può stare. Ma forse c’è qualcosa che mi sfugge. Che ne dite?

                        11. Nella tabella 12 di pag. 39 dico che “m-width” è la larghezza della M nel font in uso.

                        OldClaudioNo, la larghezza della M è casuale, nel senso che con il font Romano Quadrato sarebbe giusto. Ma 1em è circa uguale al corpo del font in uso; Se si chiede a LaTeX di stampare l’uno a fianco dell’altro il valore in punti di 1em e della larghezza di M, si avrebbero delle grosse sorprese, fino ad avere la larghezza della M pari a circa 0,5em; provare per credere.

                        Ahia. E allora che cosa scrivo nella tabella? Scrivere che “m-width è la larghezza della M nel font Romano Quadrato” mi sembra molto criptico. Che fare?

                        12. A pag. 40 ho menzionato \include e \includeonly:

                        Un metodo alternativo, utile se si devono comporre documenti di grandi dimensioni, è costituito dalla coppia di comandi \include e \includeonly, la cui sintassi è spiegata in [Beccari, 2016].

                        Facile, no? 😉

                        13. A pag. 44 ho tolto:

                        L’opzione italian di babel definisce il comando “/, utile per andare a capo dopo la barra nelle espressioni che comportano l’alternanza tra due possibilità. La scrittura modulazione”/demodulazione, per esempio, produce modulazione/demodulazione se si trova all’interno di una riga, modulazione/ demodulazione se invece si trova alla fine.

                        Forse Claudio non sarà d’accordo, ma questa finezza mi è sempre sembrata un eccesso di zelo. Tanto più nella nuova Arte, che vuole semplificare le cose al massimo. Via.

                        14. A pag. 45, nell’esempio
                        `CEE. Poi CE. Ora UE. \\
                        CEE\@. Poi CE\@. Ora UE\@.
                        `
                        ho aumentato lo spazio dopo il punto fermo, per evidenziare la differenza. Se serve aumento ancora. Che dite?

                        15. A pag. 47 ho modificato l’esempio così:

                        Non così… ma così: \\
                        Londra, Parigi\dots{} Berlino.

                        16. A pag. 54, scrivo:

                        Di seguito si riportano alcune convenzioni tipografiche comunemente seguite nella composizione delle liste (le stesse osservate in questa guida):
                        • ogni voce di un elenco semplice (i cui elementi sono costituiti da un solo enunciato) comincia con l’iniziale minuscola e termina con il punto e virgola tranne l’ultima, seguita dal punto fermo;
                        • ogni voce di un elenco complesso (in cui almeno uno degli elementi sia composto da più di un enunciato) comincia con l’iniziale maiuscola (anche dopo il segno di due punti) e termina
                        con il punto fermo.

                        Claudio però dice:

                        OldClaudioPuoi non essere d’accordo, ma la differenza sostanziale fra elencazioni ed enumerazioni sta nel loro ruolo grammaticale, non tanto nel fatto, per altro importante, che le etichette di una enumerazione siano usabili per le crossreference. L’Articolo di Hunter su Ars 19 dovrebbe essere molto chiaro su questo argomento, anche se non è un dogma.

                        Non capisco la sua obiezione.

                        17. A pag. 59, scrivo:

                        Le norme emesse dall’UNI hanno valore di legge (per cui se un documento per uso legale viene scritto in modo conforme a esse non perde tale valore) ma nella versione originale le si può consultare soltanto tramite un servizio a pagamento.

                        Claudio aggiunge:

                        OldClaudioQui si potrebbe citare il documento prodotto dal NIST (USA) sp811.pdf, che è gratuito e contiene indicazioni conformi agli standard ISO e UNI, tranne per quel che riguarda la lingua, perché si riferisce solo all’inglese. Tuttavia è un pozzo di informazioni e vale tanto oro quanto pesa.

                        Credo sia un’indicazione eccessivamente tecnica per il lettore dell’Arte, che è un utente “normale”.

                        18. A pag. 68 ho modificato il testo così:

                        Può accadere, anche se di rado, che la spaziatura scelta da LaTeX per le formule risulti insoddisfacente. Per modificarla si usano i comandi raccolti nella tabella 24 nella pagina successiva. Analogamente a quanto avviene in modo testua- le (si veda il paragrafo 3.13), i comandi \quad (quadrato) e \qquad (quadratone) producono rispettivamente uno spazio di 1 e 2 em.

                        Va bene?

                        19. A pag. 75 presento l’ambiente split.

                        OldClaudioPer vari motivi, spiegati nella documentazione di amsmath, sarebbe sempre preferibile l’ambiente aligned che si usa esattamente come split; il risultato sembra lo stesso, ma la differenza consiste nello spazio impegnato orizzontalmente e quindi la cosa influisce sull’intera formula di cui split o aligned è parte.

                        Io continuo a preferire split perché lo trovo più immediato e intuitivo. Ho lasciato così.

                        20. A pag. 76 ho menzionato “gathered” e “aligned”, utili ma un pochino “pro”. Il lettore interessato se li studia sulla documentazione di amsmath, e siamo tutti contenti.

                        Per raggruppare più formule con una parentesi, magari da integrare con del testo esplicativo, LaTeX definisce i due ambienti gathered e aligned. Si veda la documentazione di amsmath per la sintassi.

                        21. A pag. 97 presento il comando \\[].

                        OldClaudioDare più respiro ad una tabella si ottiene con \arraystretch; Questo agisce su tutte le righe, mentre \\[] agisce solo fra due righe consecutive. Una soluzione non esclude l’altra; dipende dalla tabella e dal contenuto delle celle. Ma devono essere conosciuti entrambi i comandi.

                        Giusto, c’è anche \arraystretch, ma dubito che serva al lettore dell’Arte.

                        22. A pag. 106 menziono Asymptote. Mi aiutate a completare la riga corrispondente della tabella 44?

                        23. A pag. 108, a proposito della larghezza relativa di sidecap, ho eliminato:

                        Il valore predefinito è 1.

                        24. A pag. 100, Claudio osserva che il codice in cima non produce la didascalia della figura 8. È voluto. Infatti dico che:

                        La figura 8 è stata inclusa nel documento con un codice del tipo:

                        Se dicessi
                        `Esempio d’uso di \pacchetto{sidecap}
                        `
                        dovrei dire che cos’è \pacchetto (sviando il discorso da sidecap), mentre se scrivessi
                        `Esempio d’uso di \textsf{sidecap}
                        `
                        sarebbe un cattivo LaTeX. Ho lasciato così.

                        25. A pag. 124
                        Il comando \printbibliography produce la sezione bibliografica con relativi titolo e testatina. Va dato immediatamente dopo le stesse sequenze di comandi già viste nel paragrafo 7.1 a pagina 115 per mandarne il relativo titolo nell’indice generale:

                        Claudio mi dice che:

                        OldClaudio
                        C’è una apposita opzione per il comando \printbibliography per inviare all’indice generale la bibliografia. Vedi la documentazione di biblatex.

                        Immagino che il comando sia
                        `\printbibliography[heading=bibintoc]
                        `
                        ma prima di cambiare quelle righe aspetterei conferma da un esperto di biblatex che ha sottomano l’ultima versione.

                        26. A pag. 124 ho scritto:

                        si compone il documento (almeno) altre due volte con LaTeX.

                        Prima non avevo scritto “almeno”. Ma Claudio osserva che:

                        OldClaudioAlmeno due; con le citazioni lunghe come autore anno o autore titolo, lo spazio usato dal rinvio potrebbe scomporre la pagina inficiando i riferimenti alle pagine; quindi una terza compilazione può rendersi necessaria.

                        27. A pag. 130 nella tabella 47, ho scritto “Sottovoce” al posto di “Sottolemma”. Ma non è un po’ ridicolo quel “Sottovoce”? Mi fa pensare a un bisbiglio…

                        28. A pag. 133 scrivo:

                        In linea generale, in un documento servono quattro famiglie di font:
                        • una famiglia con grazie per il testo principale;
                        • una famiglia senza grazie per scopi particolari;
                        • una famiglia a larghezza fissa per indirizzi Internet, codici e alcune parole di ambito informatico;
                        • una famiglia per scrivere la matematica.

                        Claudio:

                        OldClaudioMagari non hai voglia di scendere nei dettagli, ma le famiglie matematiche sono molte di più; LaTeX ne usa al minimo quattro quella per gli operatori, per le lettere (quella che esemplifichi qui), per i simboli e per i grandi operatori e delimitatori; ognuna in diversi corpi e due serie; se si usano altri stili di font da usare con \mathit, \mathbb, eccetera il numero di famiglie cresce; LaTeX può usare solo al massimo 16 famiglie (i font matematici OpenType richiedono una famiglia sola, ma si possono usare solo con XeLaTe e LuaLaTeX). Io qui scriverei “alcune famiglie” senza scendere in ulteriori dettagli.

                        Lo trovo un dettaglio eccessivo. Io qui uso “famiglia” in senso atecnico, come “raccolta di oggetti”. Quindi per me la “famiglia per scrivere la matematica” è formata da più sottofamiglie (quelle che Claudio chiama famiglie). Lascerei così.

                        29. A pag. 135 ho semplificato (e corretto) il paragrafo sulle lingue straniere.

                        30. A pag. 137, ho scritto che enumitem

                        Permette di personalizzare ogni aspetto degli ambienti standard per gli elenchi e di definirne di nuovi.

                        31. A pag. 140, scrivo:

                        Lo spazio sottile \, è preziosissimo per risolvere altri inestetismi: può servire per separare un apostrofo e le successive virgolette inglesi; per evitare fastidiose sovrapposizioni in certe sequenze: tra una lettera corsiva con tratti discendenti come la f e una parentesi tonda immediatamente prima, per esempio, oppure tra l’esponente di una nota al piede e ciò che lo precede.

                        Claudio:

                        OldClaudioLo spazio sottile è certamente utile, ma in certi casi è troppo grande, come per esempio nel caso del discendente della f corsiva o di tutti gli ascendenti (destri) seguiti da una parentesi aperta; talvolta questo succede anche con caratteri tondi; in questi casi invece di \, inserito fra i due elementi da separare, può essere più conveniente usare \/, detto correzione italica per le lettere inclinate del corsivo la richiedono abbastanza spesso; ma ci sono situazioni in cui la correzione italica si deve usare anche con il tondo, per esempio per scrivere l’unità di misura dei femtofarad fF. Non so che cosa faccia siunitx in questi casi, ma fF è una situazione problematica e \, inserirebbe uno spazio troppo grande.

                        Lascerei stare la correzione italica, è davvero una finezza.

                        32. Via la menzione a FloatBarrier di placeins.

                        33. A pag. 143, via la menzione alle norme UNI nell’introduzione del capitolo.

                        34. A pag. 143 ho scritto che l’accento acuto va preferibilmente solo sulle vocali e e o: é/É, ó/Ó.

                        35. A pag. 145, scrivo:

                        La lineetta isola nettamente un inciso all’interno del testo~—~ma in quest’uso la tipografia italiana preferisce il tratto~—~o segnala le battute in un dialogo.

                        Claudio osserva che il secondo non è un tratto: è vero, ma non deve esserlo: l’inciso è messo fra lineette. Forse però così la cosa è un po’ ambigua. Che ne dite?

                        36. A pag. 146, ho aggiunto che il maiuscoletto

                        Talvolta si usa per i titoli di certe sezioni.

                        37. A pag. 147

                        La corretta scrittura dei numeri interi di cinque o più cifre prevede uno spazio sottile ogni tre cifre a partire da destra

                        La parola “interi” l’ho aggiunta.

                        38. A pag. 148 in fondo

                        Le abbreviazioni si ottengono invece dal troncamento di una parola mantenendone una o più lettere iniziali seguite dal punto (come sig. o prof.).

                        Ho eliminato “prof.ssa” e “sig.ra” perché:

                        OldClaudioQueste sono abbreviazioni dei gerghi professionali come il burocratese e il commercialese. Nella recente pubblicazione a dispense “L’italiano — conoscere e usare una lingua formidabile’ (pubblicato come supplemento alla Repubblica e scritto da membri dell’Accademia della Crusca) si è dedicata un’intera dispensa all’italiano di genere in modo da no stravolgere il femminile rispetto al maschile; per signore e signora non c’è quindi nessuna necessità di abbreviare signora in sig.ra e per professore e professora (Crusca dicit) corrispondentemente non si usa una abbreviazione diversa rispetto a quella di professore e meno che mai si mette in evidenza la desinenza “essa”. Si può essere o non essere d’accordo, ma lo dice la Crusca.

                        39. A pag. 149, a proposito del JPEG, dico che:

                        È il più usato standard di compressione delle immagini fotografiche. Esegue una compressione con perdita di informazioni (cioè di tipo lossy). Insieme con il PNG, è il formato standard delle immagini bitmap da inserire in un documento da comporre con LaTeX.

                        Claudio mi segnala un errore in quel “PNG”, ma non capisco dov’è l’errore.

                        40. Ho sintetizzato leggerissimamente i capitoli sulla storia e la filosofia, sulle personalizzazioni, sulla revisione finale e sulle norme tipografiche, ciascuno dei quali ora occupa una pagina in meno. La nuova Arte è lunga 172 pagine, contro le 252 della versione precedente! Per me, la dieta le ha fatto benissimo.

                        41. Ho sintetizzato leggerissimamente il capitolo sulla revisione finale, che ora occupano una pagina in meno.

                        42. Idem per quanto riguarda l’appendice sulle norme tipografiche, che ora occupano una pagina in meno.

                        43. A pag. 151, ho ridotto all’osso l’elenco dei siti Internet.

                        43. Nella bibliografia finale, via il testo di Lesina, che Claudio dice essere obsoleto.

                        Per me, è forse la migliore Arte di sempre. Grazie a chi mi aiuterà a perfezionarla ancora!

                      • #108722
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                        Salve a tutti da un novello del forum!
                        Iniziativa decisamente lodevole: ora l’Arte è snella e più facilmente consultabile.

                        Da tesista accanito consultatore dell’Arte (Lorenzo si è meritato una menzione nella pagina dei ringraziamenti), e “nostalgico” della versione precedente, scrivo qualche suggerimento in merito ai seguenti punti:

                        lorenzo.pantieri” post=108933– I titoli dei paragrafi e dei sottoparagrafi ora sono in neretto.
                        – Le intestazioni delle tabelle sono in neretto.
                        […]
                        – Via gli elenchi delle figure e delle tabelle, abbastanza inutili.

                        Personalmente, mi piacciono molto di più i titoli di paragrafi, sottoparagrafi, tabelle nel colore di prima.
                        Quello è uno dei motivi per cui preferisco l’Arte ad altre guide, dal punto di vista grafico.
                        L’uso del neretto mi ricorda le guide dei pacchetti di LaTeX o di R: molto specialistiche e di… non proprio facile lettura 😀
                        Se uno degli intenti della nuova versione è “accattivarsi” il lettore medio, a mio avviso, i colori di prima sono migliori.

                        Via elenchi di tabelle e figure? 🙁 Quando consulto l’Arte, uso spessissimo gli elenchi di tabelle e figure per cercare dei contenuti che ricordo di aver visto in tabella di cui non ricordo il nome. Li trovavo molto comodi.

                        lorenzo.pantieri” post=1089339. PERSONALIZZARE
                        – Via i capilettera

                        I capilettera sono finiti in una guida aggiuntiva?
                        Mi piacevano… sebbene mi renda conto non siano essenziali.

                        lorenzo.pantieri” post=108933BIBLIOGRAFIA FINALE
                        – Via i back references: erano un eccesso di zelo.

                        Nella mia tesi sto usando questa opzione. Ritengo sia utile, consultando la bibliografia, per rendersi conto del motivo (nel testo) del riferimento ad una voce bibliografica.

                        Meno male che ho la versione precedente dell’Arte salvata in locale 😆 😉

                        Scherzi a parte, per il resto, un bel lavoro di sfoltimento!

                      • #108723
                        lorenzo.pantieri
                        Partecipante
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                          lucaiacolettig” post=108961Personalmente, mi piacciono molto di più i titoli di paragrafi, sottoparagrafi, tabelle nel colore di prima. Quello è uno dei motivi per cui preferisco l’Arte ad altre guide, dal punto di vista grafico. L’uso del neretto mi ricorda le guide dei pacchetti di LaTeX o di R: molto specialistiche e di… non proprio facile lettura Se uno degli intenti della nuova versione è “accattivarsi” il lettore medio, a mio avviso, i colori di prima sono migliori.

                          Il neretto permette di distinguere molto più facilmente, a colpo d’occhio, le sezioni. Quando ho scritto la prima versione di ArsClassica sono stato pesantemente influenzato dai dikat di ClassicThesis (gabbia strettissima, divieto assoluto di neretto): ora sono cresciuto. 😉

                          lucaiacolettig” post=108961Via elenchi di tabelle e figure? Quando consulto l’Arte, uso spessissimo gli elenchi di tabelle e figure per cercare dei contenuti che ricordo di aver visto in tabella di cui non ricordo il nome. Li trovavo molto comodi.

                          Mah, per me si fa molto prima a scorrere rapidamente il PDF (meglio se visto in due pagine affiancate) che a leggersi una colonna di nomi…

                          lucaiacolettig” post=108961I capilettera sono finiti in una guida aggiuntiva? Mi piacevano… sebbene mi renda conto non siano essenziali.

                          Nei Complementi (sul mio sito) c’è un intero capitolo dedicato ai capolettera. E poi, ovviamente, c’è l documentazione di lettrine. Per me, sono un barocchismo abbastanza inutile.

                          lucaiacolettig” post=108961Nella mia tesi sto usando i back references. Ritengo sia utile, consultando la bibliografia, per rendersi conto del motivo (nel testo) del riferimento ad una voce bibliografica.

                          Prova a farne a meno: non ne sentirai la mancanza. E la tua bibliografia ne guadagnerà in leggibilità: tutte quelle puntigliosissime righe “Citato a p. …” sono più fatidiose che utili.

                          lucaiacolettig” post=108961Meno male che ho la versione precedente dell’Arte salvata in locale.

                          Addirittura! Se vuoi ti passo l’Arte del 2008… 😉

                          A presto,
                          L.

                          P.S. Ti ringrazio perché, in un’altra discussione, mi hai fatto venire in mente l’opportunità di inserire una nota a margine, a mo’ d’esempio: la trovi a pagina 51.

                        • #108724
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                          Immaginavo che lo stile precedente fosse legato a Classic Thesis.

                          A questo punto controrecepisco i tuo consigli! Grazie.

                        • #108725
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                          lorenzo.pantieri” post=108962P.S. Ti ringrazio perché, in un’altra discussione, mi hai fatto venire in mente l’opportunità di inserire una nota a margine, a mo’ d’esempio: la trovi a pagina 51.

                          In effetti, cercando di risolvere il mio problema, consultavo l’Arte e notavo la mancanza dell’esempio.
                          Inserisci nella guida pure il comando che ho definito, se lo ritieni utile.

                        • #108726
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                          lorenzo.pantieri” post=108962

                          Nella mia tesi sto usando i back references. Ritengo sia utile, consultando la bibliografia, per rendersi conto del motivo (nel testo) del riferimento ad una voce bibliografica.

                          Prova a farne a meno: non ne sentirai la mancanza. E la tua bibliografia ne guadagnerà in leggibilità: tutte quelle puntigliosissime righe “Citato a p. …” sono più fatidiose che utili.

                          A me sembra che i back references nella bibliografia abbiano la stessa utilità di un indice analitico

                        • #108727
                          OldClaudio
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                            Le indicazioni di correzione o certi commenti puntigliosi che ti ho mandato sono per lo più mie idee fisse.
                            Però non sono d’accordo sul modo con cui vuoi maltrattare interlinea e scartamento, entrambi termini ufficiali della tipografia e che hanno significati diversi.
                            Come ho spiegato l’interlinea è lo spazio fra due righe adiacenti, non lo spazio fra le righe di base; lo scartamento è lo spazio fra le righe di base di due righe adiacenti composte con lo stesso font.
                            Il fatto che siamo abituati a pensare allo scartamento come la distanza delle rotaie di una linea ferroviaria non toglie niente al suo significato di base che è quello della distanza fra due cose che devono scorrere parallele sempre alla stessa distanza; i binari fanno anche le curve, le righe di testo di solito non fanno curve, anche se volendo gliele si possono far fare; ma in un dépliant reclamistico, non in un testo come una tesi o un libro.
                            Inoltre hanno corrispondenti precisi nella lingua di TeX;]:

                            scartamento –> \baselinskip
                            interlinea –> \lineskip

                            Ora tu puoi chiamarli come ti pare, ma chi impara ad usare termini errati quando diventando un utente più esperto, leggesse il TeXbook di Knuth, o qualunque documentazione di pacchetto in inglese non riuscirebbe a capire di che cosa si parla o sarebbe portato a fraintendere. Come insegnante tu conosci benissimo l’importanza di usare i termini giusti. quindi perché vuoi deliberatamente e scientemente usarli sbagliati?

                            E tanto per non uscire dal seminato, quando l’utente usa setspace.sty e prova a leggere non solo la documentazione ma anche il codice, scoprirebbe che:

                            \singlespace imposta \linespread al valore 1
                            \onehalfspace imposta \linespread al valore al valore 1.25 di default e per i corpi di 10pt, 11pt e 12pt imposta rispettivamente i valori 1.25, 1.213 e 1.241
                            \doublespace imposta \linespread al valore di default di 1.667 e per i corpi 10pt, 11pt e 12pt rispettivamente i valori 1.667, 1.618 e 1.655

                            Quindi dove sono i valor1 1.5 e 2 impliciti nei nomi onehalfspacing (che sta per one and a half spacing) e doublespacing? Per fortuna l’autore Geoffrey Tobin conosceva la differenza fra scartamento e interlinea.

                          • #108728
                            lorenzo.pantieri
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                              Elrond” post=108968A me sembra che i back references nella bibliografia abbiano la stessa utilità di un indice analitico

                              Non sono d’accordo.

                              Se dispongo di una versione cartacea dell’Arte e voglio vedere dov’è spiegato (poniamo) il comando \MakeUppercase, vado nell’indice analitico, vedo che \MakeUppercase è spiegato a pagina 32 e sono servito. Così per tutti i comandi, le classi e i pacchetti.

                              La domanda “in quali punti dell’Arte viene citato espressamente il libro di Umberto Eco su come si fa una tesi di laurea?” mi sembra invece molto più peregrina.

                              Quando ho scritto l’Arte per la prima volta ho messo i back reference perché ammiravo la semplicità con cui si può ottenere un risultato che sarebbe lunghissimo fare a mano. Idem i miniindici. Idem l’elenco delle tabelle e delle figure. Ma sono tutte cose di cui spesso si fa benissimo a meno. Non bisogna abusarne.

                              A mio giudizio. la bibliografia senza back references è molto più chiara e leggibile. Ripeto: tutte quelle righe “Citato a p. ” e “Citato alle pp. …”, petulanti e puntigliose, tolgono leggibilità, a fronte di una scarsa utilità.

                            • #108729
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                              lorenzo.pantieri” post=108970

                              A me sembra che i back references nella bibliografia abbiano la stessa utilità di un indice analitico

                              Non sono d’accordo.

                              Se dispongo di una versione cartacea dell’Arte e voglio vedere dov’è spiegato (poniamo) il comando \MakeUppercase, vado nell’indice analitico, vedo che \MakeUppercase è spiegato a pagina 32 e sono servito. Così per tutti i comandi, le classi e i pacchetti.

                              La domanda “in quali punti dell’Arte viene citato espressamente il libro di Umberto Eco su come si fa una tesi di laurea?” mi sembra invece molto più peregrina.

                              Premesso che non voglio convincere nessuno, ma solo esporre un’opinione (quindi non ho intenzione di continuare a lungo la discussione), una voce bibliografica può avere la stessa funzione di un concetto, se il lettore ben conosce il contenuto di quel testo. Mettere i back references non è un mero “andiamo a vedere per curiosità dove è stato citato questo testo”, ma (ri)trovare, scorrendo la bibliografia, dove un argomento è stato trattato.

                            • #108730
                              lorenzo.pantieri
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                                OldClaudio” post=108969Le indicazioni di correzione o certi commenti puntigliosi che ti ho mandato sono per lo più mie idee fisse.
                                Però non sono d’accordo sul modo con cui vuoi maltrattare interlinea e scartamento, entrambi termini ufficiali della tipografia e che hanno significati diversi.

                                Vediamo se ho capito. Tu proponi di modificare il par. 3.6.2 a pag. 27 come segue:

                                3.6.2 Interlinea, avanzamento di riga e riempimento della pagina

                                Interlinea

                                Non pochi editori, relatori e regolamenti di facoltà impongono di impaginare pubblicazioni e tesi in modo non professionale, a partire dalla questione dell’interlinea, ovvero lo spazio tra due righe adiacenti. L’interlinea standard di LaTeX garantisce un risultato tipografico ottimale e non andrebbe modificata senza una ragione precisa. Per farlo si consiglia il pacchetto [tt]setspace[/tt], che modifica lo scartamento (o avanzamento di riga), ovvero lo spazio fra le righe di base di due righe adiacenti; il pacchetto definisce tre scartamenti, da impostare nel preambolo come segue:
                                • \singlespacing (scartamento 1);
                                • \onehalfspacing (scartamento 1,5);
                                • \doublespacing (scartamento 2).
                                Si può modificare l’interlinea soltanto in alcune parti del documento con gli ambienti [tt]singlespace[/tt], [tt]onehalfspace[/tt] e [tt]doublespace[/tt], da usare nel modo consueto.

                                Se, infine, servisse un’interlinea ancora diverso, si può dare nel preambolo il comando standard che moltiplica lo scartamento per il . In alternativa, il pacchetto definisce l’ambiente [tt]spacing[/tt] da impostare come \linespread:
                                `\begin{spacing}{
                                }

                                \end{spacing}`

                                Ho capito bene? Se non l’ho fatto, scrivimi pure la tua proposta!

                                Nel resto dell’Arte, si menziona l’interlinea tre volte (a pag. 49, 59 e 136), ma lì mi pare che vada bene così. O sbaglio?

                              • #108731
                                lorenzo.pantieri
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                                  Elrond” post=108972Premesso che non voglio convincere nessuno, ma solo esporre un’opinione (quindi non ho intenzione di continuare a lungo la discussione), una voce bibliografica può avere la stessa funzione di un concetto, se il lettore ben conosce il contenuto di quel testo. Mettere i back references non è un mero “andiamo a vedere per curiosità dove è stato citato questo testo”, ma (ri)trovare, scorrendo la bibliografia, dove un argomento è stato trattato.

                                  Un testo non è “un argomento”.

                                  Testi come quelli di Lamport, Knuth o Fairbairns, per esempio, trattano gli argomenti più disparati, e vengono citati in lungo e in largo nell’Arte. Per me, le occasioni in cui un utente troverà a chiedersi “vediamo un po’ dove quest’opera è citata nell’Arte” sono molte di meno di quelle in cui si chiederà “vediamo dove questo comando (o pacchetto) viene spiegato nell’Arte”.

                                  Ecco perché trovo i back references non troppo utili. E di sicuro rendono meno leggibile la bibliografia.

                                  Quindi l’utente finale deve, di volta in volta, valutare se il gioco vale la candela.

                                  Non deve mettere i back references perché “tanto non costa nulla”. Tutto qui.

                                • #108732
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                                  lorenzo.pantieri” post=108974

                                  Premesso che non voglio convincere nessuno, ma solo esporre un’opinione (quindi non ho intenzione di continuare a lungo la discussione), una voce bibliografica può avere la stessa funzione di un concetto, se il lettore ben conosce il contenuto di quel testo. Mettere i back references non è un mero “andiamo a vedere per curiosità dove è stato citato questo testo”, ma (ri)trovare, scorrendo la bibliografia, dove un argomento è stato trattato.

                                  Un testo non è “un argomento”.

                                  Il fatto è che io sto pensando soprattutto a un testo scientifico in cui la bibliografia è composta principalmente da brevi articoli (deformazione professionale). La relazione articolo ⇔ argomento in questo caso è più stretta. Una tesi come quella di lucaiacolettig potrebbe essere un esempio simile.

                                  lorenzo.pantieri” post=108974Testi come quelli di Lamport, Knuth o Fairbairns, per esempio, trattano gli argomenti più disparati, e vengono citati in lungo e in largo nell’Arte. Per me, le occasioni in cui un utente troverà a chiedersi “vediamo un po’ dove quest’opera è citata nell’Arte” sono molte di meno di quelle in cui si chiederà “vediamo dove questo comando (o pacchetto) viene spiegato nell’Arte”.

                                  Su questo sono d’accordo, infatti non ho mai parlato in particolare de L’arte 😉

                                • #108733
                                  lorenzo.pantieri
                                  Partecipante
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                                    Elrond” post=108975Il fatto è che io sto pensando soprattutto a un testo scientifico in cui la bibliografia è composta principalmente da brevi articoli (deformazione professionale). La relazione articolo ⇔ argomento in questo caso è più stretta.

                                    Certo. E in questo caso i back references possono essere molto utili!

                                    Stiamo dicendo la stessa cosa: i back reference (come i miniindici e gli elenchi delle tabelle e delle figure) possono essere utili, ma bisogna valutarlo caso per caso. Non vanno messi solo “perché con LaTeX è facile farlo! Nelle prime edizioni dell’Arte sono caduto in questo “errore”, ma ora ho rimediato. 😉

                                  • #108734
                                    OldClaudio
                                    Partecipante
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                                      La parte iniziale va bene. Poi, invece

                                      Se, infine, servisse un’interlinea ancora diverso, si può dare nel preambolo il comando standard che moltiplica lo scartamento per il . In alternativa, il pacchetto definisce l’ambiente spacing da impostare come \linespread:
                                      \begin{spacing}{
                                      }

                                      \end{spacing}

                                      non sono sicuro che questo codice sia giusto; L\l’hai provato misurando su un foglio l’effettivo scartamento ottenuto? Non ho voglia di leggermi il codice, per altro poco documentato, né ho voglia di fare esperimenti; tieni presente che \linespread modifica lo scartamento, mentre \singlespace, \onehalfspace e \doublespace tengono già conto del copro del fonte aggiustano \linespread per tenere conto che esso è già il 20% in più del corpo.
                                      Sperimenta e vedi che cosa si ottiene; metti un fattore di scala grandino, così si amplifica l’effetto del fattore di scala ed è più facile capire quello che succede per davvero.

                                    • #108735
                                      lorenzo.pantieri
                                      Partecipante
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                                        Carissimi, ho appena aggiornato il docuemnto.

                                        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                        Ci sono cinque punti ancora in sospeso.

                                        1. A pag. 17 scrivo:

                                        Un ulteriore aspetto da tenere bene a mente, spesso fonte di grattacapi e danni a volte irrimediabili, è il rapporto tra la codifica con cui è scritto un sorgente e quella con cui è impostato l’editor in uso, che devono coincidere, altrimenti aprendo un file sconosciuto si potrebbero vedere caratteri bizzarri sullo schermo.

                                        Claudio però osserva:

                                        OldClaudioCi sono tre cose da tenere presente: (1) la codifica con cui si immette il testo da comporre nell’editor; (2) la codifica con cui l’editor salva il file su disco; (3) la codifica specificata a LaTeX da usare per interpretare correttamente i caratteri che trova nel file sorgente.

                                        Non sono riuscito a riformulare quello che ho scritto senza complicare troppo l’esposizione, per cui ho lasciato tutto com’era. Se avete proposte, sono qui.

                                        2. Ho riscritto il paragrafo 3.6.2 a pag. 27 (“Interlinea”), eliminando per semplcitià il cenno all’ambiente [tt]spacing[/tt]. Va bene?

                                        3. Nella tabella 12 di pag. 39 dico che “m-width” è la larghezza della M nel font in uso.

                                        OldClaudioNo, la larghezza della M è casuale, nel senso che con il font Romano Quadrato sarebbe giusto. Ma 1em è circa uguale al corpo del font in uso; Se si chiede a LaTeX di stampare l’uno a fianco dell’altro il valore in punti di 1em e della larghezza di M, si avrebbero delle grosse sorprese, fino ad avere la larghezza della M pari a circa 0,5em; provare per credere.

                                        Ahia. E allora che cosa scrivo nella tabella? Scrivere che “m-width è la larghezza della M nel font Romano Quadrato” mi sembra molto criptico. Che fare?

                                        4. A pag. 106 menziono Asymptote. Mi aiutate a completare la riga corrispondente della tabella 44?

                                        5. A pag. 124

                                        Il comando \printbibliography produce la sezione bibliografica con relativi titolo e testatina. Va dato immediatamente dopo le stesse sequenze di comandi già viste nel paragrafo 7.1 a pagina 115 per mandarne il relativo titolo nell’indice generale […].

                                        Claudio mi dice che:

                                        OldClaudioC’è una apposita opzione per il comando \printbibliography per inviare all’indice generale la bibliografia. Vedi la documentazione di biblatex.

                                        Immagino che il comando sia
                                        `\printbibliography[heading=bibintoc]`

                                        ma prima di cambiare quelle righe aspetterei conferma da un esperto di biblatex che ha sottomano l’ultima versione.

                                        Grazie a chi mi aiuterà a risolverli!

                                      • #108736
                                        OldClaudio
                                        Partecipante
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                                          Asymptote: texdoc asymptote.

                                          \printbibliography[headings=bibintoc]

                                          a me funziona.

                                        • #108737
                                          lorenzo.pantieri
                                          Partecipante
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                                            1. Se mi dai l’ok, sostituisco il testo a pag. 124

                                            7.2.6 Generare e collocare la bibliografia nel documento

                                            Il comando \printbibliography produce la sezione bibliografica con relativi titolo e testatina. Va dato immediatamente dopo le stesse sequenze di comandi già viste nel paragrafo 7.1 per mandarne il relativo titolo nell’indice generale:
                                            `\cleardoublepage
                                            %\phantomsection
                                            \addcontentsline{toc}{chapter}{\bibname}
                                            \printbibliography
                                            `
                                            se la classe è book o report, e
                                            `%\clearpage
                                            %\phantomsection
                                            \addcontentsline{toc}{section}{\refname}
                                            \printbibliography
                                            `
                                            se la classe è article. Anche per biblatex valgono le stesse osservazioni contenute in quel paragrafo, cui si rimanda.

                                            Per generare effettivamente la bibliografia nel documento, infine, questa è la sequenza di composizione […].

                                            con il seguente:

                                            7.2.6 Generare e collocare la bibliografia nel documento

                                            Il comando \printbibliography produce la sezione bibliografica con relativi titolo e testatina. Per mandarne il relativo titolo nell’indice generale si usa l’istruzione:
                                            `\printbibliography[headings=bibintoc]
                                            `
                                            che funziona con le classi article, report e book.

                                            Per generare effettivamente la bibliografia nel documento, infine, questa è la sequenza di composizione […].

                                            Procedo?

                                            2. Sulla faccenda che [tt]em[/tt] non è la “larghezza della M nel font corrente”, ho trovato in effetti che:

                                            Traditionally, an [tt]em[/tt] was defined as the width of a capital M, but today the actual value is defined in the font file.

                                            Analogamente, avrei anche trovato che non è neppure vero che [tt]ex[/tt] è “l’altezza della x nel font corrente”.

                                            Traditionally, an [tt]ex[/tt] was defined as the height of a lower case x, but today the actual value is defined in the font file.

                                            Che si fa con la tabella 12 a pag. 39?

                                            3. Su Asymptote, ho dato un’occhiata alla sua documentazione. Da quello che ho capito, delle quattro funzioni considerate nella tabella 44 a pag. 106 (grafica vettoriale, conversione dei formati, ritaglio immagini e visualizzazione), Asymptpte ha solo la prima.

                                          • #108738
                                            OldClaudio
                                            Partecipante
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                                              Per la pagina 124 direi che quanto proponi di scrivere sia correttissimo.

                                              È voro che le dimensioni di un em e di un ex sono definiti nel file tfm di ciascun font; ma mentre 1ex coincide in pratica con l’altezza della x minuscola, non è vero per 1em. In generale 1 em non è molto diverso dalla larghezza di una M, ma se prendi i font tt, trovi che la M è larga circa 0.5em; dunque…
                                              La spiegazione è in quadrato e di conseguenza il quadratone; Il quadrato era il blocco spaziatore di metallo quando si componva in piumbo; era un blocchetto di metallo alto come tutti i font della polizza, escludendo, naturalmente lo spessore del glifo, e di sezione quadrata; siccome l’altezza era il corpo, la larghezza doveva essere uguale al corpo; nei font proporzionali la M andava da un alto all’altro del blocchetto, salvo una piccolissima spalla; quindi ache allora c’era una piccola disparità fra larghezza della M e la bse quadrata su cui lo spessore della M era ricavato.

                                              Per la x, invece, si faceva riferimento a questo segno perché i suoi bracci finivano con delle grazie il cui bordo orizzontale era senza arrotondamenti (in realtà c’era una piccolissima concavità, ma visibile solo con la lente); le altre minuscole come a c e m n o r s u v z (trascuro la w perché almeno in Italia non era di uso comune) finiscono sopra e/o sotto con delle linee curve e la v con una cuspide, tranne in certi corsivi. Ora l’incisore quando incideva le linee curve eseguiva un leggero overshoot per compensare la curva e il riempimento del tratto in curva. di fatto una o, per esempio, scend un pochino sotto la linea di base e sporge un pochino sopra la linea ad 1 ex di altezza; per la x non succede così.

                                              Ma con i ofnt elettronici, che sono immateriali è evidente che ogni segno è un disegno che deve solamente essere gradevole e associarsi otticamente con gli altri segni adiacenti; ecco quindi che scegliere per 1 ex un valore convenzionale più grande o più piccolo è irrilevante quando invece el curve di Bézier che delimitano il contorno fossero specificate in modo assoluto, invece che relativo. Oggi, disegnando font con METAFONT, imposti le v=caratteristiche del font con parametri globali e disegni i contorni dei segni usando solo coordinate relative; riferirsi alla dimensione ex definita nelle impostazioni generali del font vol dire essere agevolati nel disegnare segni il cui occhio mediano sia lo stesso; ecco, a rigore, a parte il nome, 1 ex è l’altzza dell’occhio mediano del font.

                                              Prova: scrivi nello stesso documento qualcosa in helvetica e in palatino o in computer modern; scegli font della stessa grandezza, per esempio 12pt, ma se vuoi impostali molto più grandi prendendo un corpo di 50mm (\fontsize{50mm}{50mm}\selectfont); inserisci M\quad M componendolo con i tre font diversi e controlla le distanze dei segni; vedrai che sono sostanzialmente uguali, non esattamente, ma sostanzialmente, visto che hanno lo stesso corpo.
                                              Poi aggiungi in ogni gruppo dove hai specificato al famiglia qualcosa come \dimen0=1ex\the\dimen0, con cui stampi il valore di 1 ex; vedrai che i tre valori sono decisamente diversi con quello dell’Helvetica circa il 20% più grande del valore per il computer modern; 1 eme è sostanzialmente lo stesso, perché il copro è lo stesso; 1ex è sostanzialmente diverso perché l’occhio mediano è sostanzialmente diverso.

                                              Spero di averti spiegato da dove vengono sia i nomi delle unità sia la loro vera realtà.

                                              Per Asymptote, certamente puoi disegnare; forse puoi anche modificare; leggi l’articolo di Agostino De Marco su Una delle ArsTeXniche di qualche anno fa, dove ci ha mostrato le traiettorie degli aerei con gli aerei stessi visti da angoli diversi; ha disegnato tutto con asymptote e lo descrive abbastanza dettagliatamente da utente, non da sviluppatore.

                                            • #108739
                                              lorenzo.pantieri
                                              Partecipante
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                                                OldClaudio” post=108993Per la pagina 124 direi che quanto proponi di scrivere sia correttissimo.

                                                Grazie 1000, Claudio!

                                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                Ho appena aggiornata l’Arte, aggiungendo nella bibliografia finale il testo che hai scritto con Tommaso, “L’arte di scrivere in diverse lingue con XeLaTeX”: è un’opera d’arte!

                                                A questo punto, direi che i problemi aperti sono sostanzialmente due:
                                                1. che cosa scrivere nella tabella 12 di pag. 39;
                                                2. come forzare biblatex a stampare “et al.” in corsivo e non in tondo.

                                                Se c’è qualche altra cosa, sono qui!

                                              • #108740
                                                OldClaudio
                                                Partecipante
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                                                  Tabella 12 della paigna 39

                                                  x-height ex praticamente uguale all’altezza delle lettere minuscole senza ascendenti del font in uso
                                                  M-width em praticamente uguale al corpo del font in uso

                                                  Se Ivan ti dice che philosophy-modern ha quella caratteristica di et. al. in tondo, non ci sono comandi di alto livello né parole chiave che possano farti il miracolo. ´se è una caratteristica specifica di quello stile, non è nemmeno che aggiornando ilMacTeX alla versione 2016 tu possa superare lo scoglio.

                                                  Dunque, se non te lo fa Ivan, devi fartelo da solo, andando a cercare la definizione del comando che effettivamente compone et. al. e modificandola mediante i comandi di patching del pacchetto etoolbox (sempre che etoolbox sia presente in MacTeX2013). Non sperare che te lo facciano altri, che non siano Ivan. Penso che non sia difficile, ma in questo periodo io ho troppe cose da fare.

                                                • #108741
                                                  lorenzo.pantieri
                                                  Partecipante
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                                                    OldClaudio” post=108997Tabella 12 della paigna 39

                                                    x-height ex praticamente uguale all’altezza delle lettere minuscole senza ascendenti del font in uso
                                                    M-width em praticamente uguale al corpo del font in uso

                                                    Non vorrei una spiegazione su più righe. Ho pensato di scrivere nel corpo della tabella:

                                                    m-width Larghezza approssimativa della M nel font in uso

                                                    oppure

                                                    m-width Larghezza della M nel font in uso (circa)

                                                    ma non mi piace molto, per me non è chiaro. Potrei mettere una spiegazione nella didascalia:
                                                    `Si noti che il valore di m-width è solo approssimato.`
                                                    Ma nessuna soluzione mi soddisfa. In attesa di idee migliori, lascio così. Non mi va che nell’Arte ci siano errori: ma chi è in grado di accorgersi di quell’errore non ne sarà confuso, credo. 😉

                                                    OldClaudio” post=108997Se Ivan ti dice che philosophy-modern ha quella caratteristica di et. al. in tondo, non ci sono comandi di alto livello né parole chiave che possano farti il miracolo. Se è una caratteristica specifica di quello stile, non è nemmeno che aggiornando ilMacTeX alla versione 2016 tu possa superare lo scoglio. Dunque, se non te lo fa Ivan, devi fartelo da solo […] Non sperare che te lo facciano altri, che non siano Ivan.

                                                    Conto nell’aiuto di Ivan, e nel tuo. Se vi viene in mente una soluzione, sono qui.

                                                  • #108742
                                                    lorenzo.pantieri
                                                    Partecipante
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                                                      Elrond” post=108941Si potrebbero cambiare i nomi di due dei tre sistemi operativi citati nel manuale: Linux → GNU/Linux, Mac OS X → macOS.

                                                      Questa mi era sfuggita: certo che “macOS” non è proprio un nome felice. Per semplicità, scrivo “Windows, Mac e Linux”.

                                                    • #108743
                                                      OldClaudio
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                                                        Per la tabella 12 non so che cos’altro dirti; quello che posso darti è il seguente piccolo file`% !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                                                        % !TEX TS-program = pdflatex
                                                        \documentclass{article}
                                                        \usepackage[T1]{fontenc}

                                                        \begin{document}
                                                        \newcommand\CMR[1]{\usefont{T1}{cmr}{m}{n}\setbox0\hbox{#1}}
                                                        \newcommand\PAL[1]{\usefont{T1}{pxr}{m}{n}\setbox0\hbox{#1}}
                                                        \newcommand\HEL[1]{\usefont{T1}{phv}{m}{n}\setbox0\hbox{#1}}
                                                        \newcommand\CMT[1]{\usefont{T1}{cmtt}{m}{n}\setbox0\hbox{#1}}

                                                        \begin{tabular}{*5l}
                                                        Font & x-height & M-width & 1\,ex & 1\,em \\
                                                        \hline
                                                        \CMR{}cmr at 10pt & \CMR{x}\the\ht0 & \CMR{M}\the\wd0 &\CMR{\rule{0pt}{1ex}}\the\ht0 & \CMR{\rule{1em}{0pt}}\the\wd0\\
                                                        \CMT{}cmtt at 10pt & \CMT{x}\the\ht0 & \CMT{M}\the\wd0 &\CMT{\rule{0pt}{1ex}}\the\ht0 & \CMT{\rule{1em}{0pt}}\the\wd0\\
                                                        \PAL{}palatino at 10pt & \PAL{x}\the\ht0 & \PAL{M}\the\wd0 &\PAL{\rule{0pt}{1ex}}\the\ht0 & \PAL{\rule{1em}{0pt}}\the\wd0\\
                                                        \HEL{}helvetica at 10pt & \HEL{x}\the\ht0 & \HEL{M}\the\wd0 &\HEL{\rule{0pt}{1ex}}\the\ht0 & \HEL{\rule{1em}{0pt}}\the\wd0\\
                                                        \end{tabular}
                                                        \end{document}
                                                        `
                                                        Compilalo leggendo bene le intestazioni delle colonne; Nella prima c’è il nome del font usato; nella seconda e nella terza ci sono le misurazioni dell’altezza della lettera “x” e della lettera”M”; nella quarte e nella quinta ci sono i valori caratteristici del font di 1ex e 1 em.
                                                        Nelle righe ci sono in sequenza il font Computer Modern tondo medio normale, il font Computer Modrn monospaziato medio normale; il font Palatino tondo medio normale, e il font Helvetica sanserif diritto medio normale.
                                                        Come vedi per tutti tranne il monospaziato 1em è circa uguale al corpo del font in uso, talvolta proprio uguale; invece 1ex e la’tezza della lettera “x” sono sempre molto simili ma non esattamante identiche tranne per il Computer Modern tondo.

                                                        Usare la parola “circa” per 1ex potrebbe anche andare, ma per 1em non va propriobene a causa dell’anomalia del monospaziato.

                                                        Per il corsivo di et.al. bisogna che te la cavi da solo: io non dispongo della versione 2013 di MacTeX; ma se a Ivan funziona la soluzione che ti ha dato e a te non funziona, è “colpa” della tua versione di MacTeX.

                                                      • #108744
                                                        lorenzo.pantieri
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                                                          OldClaudio” post=109002Usare la parola “circa” per 1ex potrebbe anche andare, ma per 1em non va propriobene a causa dell’anomalia del monospaziato.

                                                          La cosa ce l’ho chiara, Claudio.

                                                          1. Riguardo a “1ex” e all’ “altezza della x del font in uso”, sono due grandezze a volte uguali, altre volte leggermente diverse;

                                                          2. Quanto a “1em” e alla “larghezza della M del font in uso”, sono due grandezze a volte circa uguali, altre volte grossolanamente uguali, a altre volte completamente diverse.

                                                          Solo che non so come sintetizzare tutto per il lettore dell’Arte, che non è (necessariamente) un appassionato di tipografia. Ci penso.

                                                          OldClaudio” post=109002Per il corsivo di et.al. bisogna che te la cavi da solo: io non dispongo della versione 2013 di MacTeX; ma se a Ivan funziona la soluzione che ti ha dato e a te non funziona, è “colpa” della tua versione di MacTeX.

                                                          Spero che Ivan mi suggerisca una soluzione alternativa, magari “spiccia e sporca”, che costringa con la forza biblatex a fare quello che vorrei!

                                                        • #108745
                                                          lorenzo.pantieri
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                                                            Forse ci sono.

                                                            Nella tabella potrei scrivere che “x-height” è l’altezza della x nel font in uso e che “m-width” è pari al corpo del font in uso, dicendo però nella didascalia che i valori di “x-height” e “m-width” sono approssimati.

                                                          • #108746
                                                            lorenzo.pantieri
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                                                              In alternativa, nella tabella potrei dire che “x-height” vale circa 4 punti, e “m-width” vale circa 10 punti.

                                                              Mah.

                                                            • #108747
                                                              lorenzo.pantieri
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                                                                Fatto, ho aggiornato l’Arte (e anche l’Impaziente).

                                                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                Tabella 12 a pag. 39.

                                                                Non so se sia il caso di mettere quella precisazione ” valori esatti di x-height e m-width possono non coincidere con quelli indicati”, è una frase che più che chiarire rischia di intorbidare le acque. Senza quella frase, quello che c’è scritto è quasi giusto: può andare per il lettore dell’Impaziente (e infatti lì la precisazione non l’ho messa), ma forse non per quello dell’Arte.

                                                                Che dici?

                                                              • #108748
                                                                OldClaudio
                                                                Partecipante
                                                                  Up
                                                                  0
                                                                  Down
                                                                  ::


                                                                  Nella didascalia puoi aggiungere anche frasi lunghe. Nella tabella puoi scrivere che x-height è circa uguale l’altezza della `x’ nel font in uso e che m-width generalmente approssima la larghezza della `M’ nel font in uso.

                                                                  Mi sembrano frasi sufficientemente corte e anche sufficientemente esatte; se nella didascalia vuoi precisare che 1em approssima bene il corpo del font in uso e che spesso la larghezza della ‘M’ approssima bene il valore del corpo, puoi aggiungerlo senz’altro; non scenderei nel dettaglio che le divergenze maggiori, anche molto forti, sono nei font monospaziati.

                                                                • #108749
                                                                  lorenzo.pantieri
                                                                  Partecipante
                                                                    Up
                                                                    0
                                                                    Down
                                                                    ::

                                                                    OldClaudio” post=109009Nella didascalia puoi aggiungere anche frasi lunghe. Nella tabella puoi scrivere che x-height è circa uguale l’altezza della `x’ nel font in uso e che m-width generalmente approssima la larghezza della `M’ nel font in uso.

                                                                    Mi sembrano frasi sufficientemente corte e anche sufficientemente esatte; se nella didascalia vuoi precisare che 1em approssima bene il corpo del font in uso e che spesso la larghezza della ‘M’ approssima bene il valore del corpo, puoi aggiungerlo senz’altro; non scenderei nel dettaglio che le divergenze maggiori, anche molto forti, sono nei font monospaziati.

                                                                    Ho aggiornato sia l’Arte che l’Impaziente, sulla base di questa tua indicazione. Il risultato mi piace molto: non si scende nel dettaglio, ma non si dicono cose inesatte. Nelle “mie” guide ho sempre cercato di fare così.

                                                                    Grazie! 🙂

                                                                  • #108750
                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                    Partecipante
                                                                      Up
                                                                      0
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                                                                      ::


                                                                      L’Arte è aggiornata, e per quello che mi riguarda posso “tornare in letargo”.

                                                                      La nuova Arte mi piace: è una guida agile e snella, che spiega come affrontare i problemi tipici che si presentano nella stesura di una tesi (frontespizio, indice, sezionamento, riferimenti incrociati, bibliografia, …) e che rinvia le “specialità” ad articoli separati.

                                                                      Si può ancora migliorare, naturalmente: scrivendo l’Impaziente, per esempio, mi sono accorto che gli esempi del capitolo sulla matematica possono essere semplificati e resi più chiari.

                                                                      Il difetto principale di questa versione, tuttavia, “è dietro le quinte”: il file di impostazioni ([tt]impostazioni-artelatex.sty[/tt]) è davvero mal scritto: andrebbe semplificato, sfrondato e commentato, in vista dei prossimi aggiornamenti.

                                                                      Fra l’altro, sarebbe opportuno scrivere un pacchetto che definisca l’ambiente per produrre i codici fianco a fianco. Ora, per darvi un’idea della faccenda, in [tt]impostazioni-artelatex.sty[/tt] ci sono ben dieci ambienti che lo fanno, tutti leggerissimamente diversi l’uno dall’altro, con nomi (per me ora divenuti) incomprensibili ([tt]ssidebyside[/tt], [tt]sssidebyside[/tt], [tt]csidebyside[/tt], [tt]sidebysidelat[/tt]…). Colpa mia. 😳

                                                                      Ci penseremo… 😉

                                                                    • #108751
                                                                      lorenzo.pantieri
                                                                      Partecipante
                                                                        Up
                                                                        0
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                                                                        ::


                                                                        Carissimi, ho apportato ancora qualche ultima correzione.

                                                                        http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                        Vi chiedo di darci un’occhiata, per evitare che abbia commesso errori.

                                                                        1.
                                                                        In tutto il documento, i titoli di sezione contenevano alcuni nomi di comandi in [tt]typewriter[/tt] e di pacchetti in sans serif. Li ho riformulati: ora sono tutti semplice testo.

                                                                        2.
                                                                        A pag. 53, a proposito degli elenchi annidati, ho sostituto

                                                                        LaTeX permette di annidare anche gli elenchi (mai più di una lista dentro l’altra, però) […].

                                                                        con

                                                                        LaTeX permette di annidare anche gli elenchi (si consiglia di non annidare mai più di una lista dentro l’altra, però) […]

                                                                        Il nostro è solo un consiglio, non un’impossibilità TeXnica.

                                                                        3.
                                                                        A pag. 64, ho sostituito

                                                                        \varpi e \varsigma non si usano mai;

                                                                        con un più prudente e corretto

                                                                        \varpi e \varsigma non si usano praticamente mai;

                                                                        Claudio infatti osserva che \varsigma rappresenta l’incognita nelle equazioni diofantee.

                                                                        4.
                                                                        A pag. 66, ho sostituto

                                                                        I comandi \widehat e \widetilde producono rispettivamente simboli di cappello e tilde che sormontano tutto il proprio argomento.

                                                                        con un più preciso

                                                                        I comandi \widehat e \widetilde producono rispettivamente simboli di cappello e tilde che sormontano tutto il proprio argomento (di tre lettere al massimo).

                                                                        5.
                                                                        A pag. 92, ho sostituto

                                                                        per impostazione predefinita, il contenuto di una colonna p viene giustificato e sillabato automaticamente;

                                                                        con

                                                                        per impostazione predefinita, il contenuto di una colonna p viene giustificato e sillabato automaticamente (per forzare l’andata a capo in una cella si usa \newline);

                                                                        6.
                                                                        A pag. 94, nella tabella 37. ho sostituto $\pi^{\pi^{\pi}}$ con $\pi^{\pi^{2}}$.

                                                                        7.
                                                                        A p. 127 ho sostituto

                                                                        l’argomento facoltativo di \printbibliography filtra le voci come prima, per cui type= manda in bibliografia soltanto quelle del specificato, mentre nottype= omette quelle il cui tipo non è .

                                                                        con

                                                                        l’argomento facoltativo di \printbibliography filtra le voci come prima, per cui type= manda in bibliografia soltanto quelle del specificato, mentre nottype= omette quelle il cui tipo è .

                                                                        8.
                                                                        A p. 132, ho sostituto

                                                                        In linea generale, in un documento servono quattro famiglie di font:
                                                                        • una famiglia con grazie per il testo principale;
                                                                        • una famiglia senza grazie per scopi particolari;
                                                                        • una famiglia a larghezza fissa per indirizzi Internet, codici e alcune parole di ambito informatico;
                                                                        • una famiglia per scrivere la matematica.

                                                                        con un più preciso

                                                                        In linea generale, in un documento servono diverse famiglie di font:
                                                                        • una famiglia con grazie per il testo principale;
                                                                        • una famiglia senza grazie per scopi particolari;
                                                                        • una famiglia a larghezza fissa per indirizzi Internet, codici e alcune parole di ambito informatico;
                                                                        • una serie di font per scrivere la matematica.

                                                                        Che ne dite?

                                                                      • #108752
                                                                        lorenzo.pantieri
                                                                        Partecipante
                                                                          Up
                                                                          0
                                                                          Down
                                                                          ::


                                                                          Ah, un ultimissimo cambiamento. Questa versione dell’Arte non usa più gli Euler come font per la matematica: sono molto belli (più belli dei Palatino), ma hanno diversi (noti) inconvenienti:
                                                                          1. manca qualche simbolo;
                                                                          2. nelle lettere greche, le forme principali non si distinguono bene da quelle varianti;
                                                                          3. i font non sono corsivi (per un lavoro di fisica sono inutilizzabili).

                                                                          Forse, in una guida di base è meglio lasciarli stare. Non escludo, però, di ritornare sui miei passi…

                                                                          Buona lettura! 🙂

                                                                        • #108753
                                                                          OldClaudio
                                                                          Partecipante
                                                                            Up
                                                                            0
                                                                            Down
                                                                            ::


                                                                            I cambiamenti che hai introdotto sono ben fatti; appresso in particolare che hai evitato di parlare di famiglia di font matematici. Come hai scritto tu non sei sceso nei dettagli, ma non hai detto cose errate come quando parlavi di una famiglia di font matematici; Sul libro di Knuth il concetto di famiglia matematica è esposto in un contensto, quello di TeX + plain.tex+un file di macro di personalizzazione per la composizione del TeXbook, i font testuali non erano raccolti in famiglie, quindi il nome di famiglia matematica era accettabile; con l’avvento di LsTeX2e e del Nuew Font Selection Scheme è necessario riservare il nome di famiglia ai soli font testuali (vedi i comandi per l’utente come \fontfmaily, \familydefault, eccetera) perché in matematica i font coerenti per disegno, forma, eccetera si chiamano math groups. Per i font testuali non c’è nessun limite al numero di font testuali che si possono usare nello stesso documento, se non la memoria riservata da TeX per lavorare; in matematica si possono usare al massimo solo 16 math groups nello stesso documento; è quindi evidente che si tratta di cose diverse ed è meglio chiamarle con nomi diviersi.
                                                                            Lo so; questo non sono concetti per guide introduttive, ma per chi scrive guide, tu, io, e i numerosi altri che si sono cimentati con queste cose (vedi le numerose guide tematiche del forum) e per chi scrive di font su ArsTeXnica la distinzione è importante e il concetto deve essere recepito in tutti i suoi dettagli e sfumature.

                                                                          • #108754
                                                                            lorenzo.pantieri
                                                                            Partecipante
                                                                              Up
                                                                              0
                                                                              Down
                                                                              ::

                                                                              OldClaudio” post=109041I cambiamenti che hai introdotto sono ben fatti […].

                                                                              Ti ringrazio per tutto il tuo aiuto. Senza il tuo contributo, questa nuova edizione dell’Arte (e dell’Impaziente!) non sarebbe quella che è.

                                                                              A presto, per ora.

                                                                            • #108755
                                                                              lorenzo.pantieri
                                                                              Partecipante
                                                                                Up
                                                                                0
                                                                                Down
                                                                                ::


                                                                                Buongiorno.

                                                                                http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                                Ho corretto un errore nella dimostrazione dell’infinità dei numeri primi (a pagina 80). Prima la dimostrazione era sbagliata. Ora dovrebbe essere corretta, per quanto compatta.

                                                                              • #108756
                                                                                lorenzo.pantieri
                                                                                Partecipante
                                                                                  Up
                                                                                  0
                                                                                  Down
                                                                                  ::


                                                                                  Carissimi, a p. 65 dell’Arte c’era un (piccolo) errore nell’esempio di \overset.
                                                                                  `\documentclass[12pt]{article}
                                                                                  \usepackage{amsmath,amssymb}
                                                                                  \begin{document}
                                                                                  Il simbolo
                                                                                  \[
                                                                                  \overset{H}{=}
                                                                                  \]
                                                                                  indica l’uguaglianza nel senso
                                                                                  del teorema di de l’H\^{o}pital.
                                                                                  \end{document}`
                                                                                  La “H”, che non è una variabile, ma l’iniziale di un cognome, quindi va in tondo e non in corsivo. Potrei correggere l’esempio così:
                                                                                  `Il simbolo
                                                                                  \[
                                                                                  \overset{\textup{H}}{=}
                                                                                  \]
                                                                                  indica l’uguaglianza nel senso
                                                                                  del teorema di de l’H\^{o}pital.`
                                                                                  Però così l’esempio viene (leggermente) complicato: voglio spiegare solo \overset, non \overset con \textup. Voglio un esempio migliore. Potrei scrivere
                                                                                  `Il simbolo
                                                                                  \[
                                                                                  \overset{\Delta}{=}
                                                                                  \]
                                                                                  si usa talvolta nelle definizioni.`
                                                                                  ma ci sono due inconvenienti:
                                                                                  1. esiste già il comando \triangleq di amsmath;
                                                                                  2. ricordo che Enrico ha detto che quel simbolo è una cattiva prassi tipografica: nelle definizioni, meglio usare solo l’uguale.

                                                                                  Potrei scrivere
                                                                                  `Il simbolo
                                                                                  \[
                                                                                  \overset{\text{def}}{=}
                                                                                  \]
                                                                                  si usa talvolta nelle definizioni.
                                                                                  `
                                                                                  ma c’è il problema di prima, così si spiegano due comandi insieme (\overset e \text), mente vorrei un esempio con un solo \overset.

                                                                                  Che fare?

                                                                                  P.S. Nella Symbol List, ho trovato questo esempio:
                                                                                  `Il simbolo
                                                                                  \[
                                                                                  \overset{R}{\sim}
                                                                                  \]
                                                                                  indica l'equivalenza rispetto a~$R$.
                                                                                  `
                                                                                  Direi che è l’esempio migliore. Intanto ci ho messo questo.

                                                                                  Che dite?

                                                                                • #108757
                                                                                  mcl1962
                                                                                  Partecipante
                                                                                    Up
                                                                                    0
                                                                                    Down
                                                                                    ::

                                                                                    lorenzo.pantieri” post=109051

                                                                                    Ho corretto un errore nella dimostrazione dell’infinità dei numeri primi (a pagina 80). Prima la dimostrazione era sbagliata. Ora dovrebbe essere corretta, per quanto compatta.

                                                                                    La dimostrazione è sbagliata! Se per assurdo assumi che ci sono solo un numero finito di primi (2, 3, …, p) e q = 2 \cdot 3 \cdot … \cdot p allora puoi concludere che: o q+1 è primo oppure q+1 è divisibile per un numero primo diverso da 2, 3, …, p!
                                                                                    Ciao.

                                                                                    Claudio

                                                                                  • #108758
                                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                                    Partecipante
                                                                                      Up
                                                                                      0
                                                                                      Down
                                                                                      ::

                                                                                      mcl1962″ post=109054La dimostrazione è sbagliata!

                                                                                      Per assurdo, supponiamo che i numeri primi siano finiti. Allora esiste una lista esaustiva dei primi: $p_1$, \dots, $p_n$. Sia $q$ il loro prodotto. Sia $M=q+1$. Allora $M$ non è primo. Dunque esiste un primo $p_i$ che lo divide. Ma $p_i$ divide $q$. Quindi divide la loro differenza, $1$. Assurdo.

                                                                                    • #108759
                                                                                      mcl1962
                                                                                      Partecipante
                                                                                        Up
                                                                                        0
                                                                                        Down
                                                                                        ::


                                                                                        Per esempio:

                                                                                        2*3*5*7*11*13 +1 = 30031 che non è primo poiché 30031=59*509.
                                                                                        Ciao.

                                                                                        Claudio

                                                                                      • #108760
                                                                                        lorenzo.pantieri
                                                                                        Partecipante
                                                                                          Up
                                                                                          0
                                                                                          Down
                                                                                          ::

                                                                                          mcl1962″ post=109056Per esempio:

                                                                                          2*3*5*7*11*13 +1 = 30031 che non è primo poiché 30031=59*509.

                                                                                          Bastava $2\cdot7+1=15$, che non è primo. Ma l’assurdo sta nel supporre di avere trovato una lista di tutti i primi.

                                                                                        • #108761
                                                                                          mcl1962
                                                                                          Partecipante
                                                                                            Up
                                                                                            0
                                                                                            Down
                                                                                            ::


                                                                                            Sì, così la dimostrazione è corretta.
                                                                                            Ciao.

                                                                                            Claudio

                                                                                          • #108762
                                                                                            mcl1962
                                                                                            Partecipante
                                                                                              Up
                                                                                              0
                                                                                              Down
                                                                                              ::


                                                                                              No! dovevi considerare il prodotto di tutti i primi tra 2 e 7, non solo 2*7!
                                                                                              Se ti interessa: 2*3*5*7 *…*p si chiama primoriale di p (talvolta si indica con p#) ed è una specie di fattoriale per i numeri primi.

                                                                                            • #108763
                                                                                              mcl1962
                                                                                              Partecipante
                                                                                                Up
                                                                                                0
                                                                                                Down
                                                                                                ::

                                                                                                lorenzo.pantieri” post=109057

                                                                                                Per esempio:

                                                                                                2*3*5*7*11*13 +1 = 30031 che non è primo poiché 30031=59*509.

                                                                                                Bastava $2\cdot7+1=15$, che non è primo. Ma l’assurdo sta nel supporre di avere trovato una lista di tutti i primi.

                                                                                                Chiaro! Però nel tuo esempio dovevi considerare il prodotto di tutti i primi tra 2 e 7, non solo 2*7!
                                                                                                Se ti interessa: 2*3*5*7 *…*p si chiama primoriale di p (talvolta si indica con p#) ed è una specie di fattoriale per i numeri primi.

                                                                                              • #108764
                                                                                                lorenzo.pantieri
                                                                                                Partecipante
                                                                                                  Up
                                                                                                  0
                                                                                                  Down
                                                                                                  ::


                                                                                                  http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                                                  Carissimi, ho apportato un altro paio di ritocchi.

                                                                                                  1. Ho limato l’impaginazione del capitolo 4 (“Testo”) e l’ho leggerissimamente sintetizzato: ora il capitolo occupa una pagina in meno.

                                                                                                  2. Le didascalie delle figure 7,8, e 9 ora sono semplice testo.

                                                                                                  È tutto, per quest’anno. 😉

                                                                                                • #108765
                                                                                                  lorenzo.pantieri
                                                                                                  Partecipante
                                                                                                    Up
                                                                                                    0
                                                                                                    Down
                                                                                                    ::


                                                                                                    Buongiorno (e buon anno!).

                                                                                                    A pag. 114 dell’Arte scrivo:

                                                                                                    Dalla versione 2012 di TeX Live, il nuovo motore bibliografico predefinito da biblatex è Biber. BibTeX è ancora utilizzabile, ma il fatto che lavori con una versione obsoleta di biblatex suggerisce di preferire senz’altro il primo, il cui sviluppo procede parallelamente a quello del pacchetto presentato in questo capitolo. Ed è questa la scelta qui raccomandata. Gli editor per LaTeX presentati [in questa guida, ovvero TeXworks e TeXShop], tuttavia, sono ancora preimpostati per lavorare con BibTeX. In attesa che la situazione si stabilizzi, si danno di seguito le semplici istruzioni per passare a Biber […].

                                                                                                    Tutto ciò è vero ancora oggi?

                                                                                                    In altre parole, è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                    Grazie.

                                                                                                  • #108766
                                                                                                    Up
                                                                                                    0
                                                                                                    Down
                                                                                                    ::

                                                                                                    lorenzo.pantieri” post=109070In altre parole, è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                    Stando alle informazioni riportate qui/, sì. AUCTeX è l’unico editor che riconosce automaticamente per ogni documento qual è il motore bibliografico da utilizzare. E poi dicono che è difficile da usare 😀

                                                                                                  • #108767
                                                                                                    Up
                                                                                                    0
                                                                                                    Down
                                                                                                    ::

                                                                                                    lorenzo.pantieri” post=109070è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                    Stando alle informazioni riportate qui, sì. Pare che AUCTeX sia l’unico in grado di determinare in automatico per ogni documento qual è il motore bibliografico da utilizzare. E poi dicono che è difficile da utilizzare 😀

                                                                                                  • #108768
                                                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                                                    Partecipante
                                                                                                      Up
                                                                                                      0
                                                                                                      Down
                                                                                                      ::

                                                                                                      Elrond” post=109073

                                                                                                      è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                      Stando alle informazioni riportate qui, sì. Pare che AUCTeX sia l’unico in grado di determinare in automatico per ogni documento qual è il motore bibliografico da utilizzare. E poi dicono che è difficile da utilizzare 😀

                                                                                                      Non è una bella cosa. Ormai biblatex è lo standard “di fatto”, è maturo e stabile. Io ne uso una vecchia versione che è quasi perfetta, immagino che in questi anni sia stato perfezionato e che ora sia a prova di bomba.

                                                                                                      Peccato: è una (piccola) complicazione in più per chi usa LaTeX…

                                                                                                    • #108769
                                                                                                      Up
                                                                                                      0
                                                                                                      Down
                                                                                                      ::

                                                                                                      lorenzo.pantieri” post=109074

                                                                                                      [quote=”lorenzo.pantieri” post=109070]è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                      Stando alle informazioni riportate qui, sì. Pare che AUCTeX sia l’unico in grado di determinare in automatico per ogni documento qual è il motore bibliografico da utilizzare. E poi dicono che è difficile da utilizzare 😀

                                                                                                      Non è una bella cosa.[/quote]
                                                                                                      Sarà che gli sviluppatori di AUCTeX sono più attenti alle innovazioni, o anche il fatto che l’attuale manutentore di Biber utilizza questo programma di editing (infatti lui ha contribuito il supporto iniziale a Biber)

                                                                                                      lorenzo.pantieri” post=109074Ormai biblatex è lo standard “di fatto”

                                                                                                      Di quale ambito parli? Per quanto riguarda l’editoria scientifica biblatex non è neanche lontanamente contemplato e non credo che le cose cambieranno nel breve periodo (guarda per esempio http://tex.stackexchange.com/a/12179/31416)

                                                                                                    • #108770
                                                                                                      lorenzo.pantieri
                                                                                                      Partecipante
                                                                                                        Up
                                                                                                        0
                                                                                                        Down
                                                                                                        ::

                                                                                                        Elrond” post=109075Di quale ambito parli? Per quanto riguarda l’editoria scientifica biblatex non è neanche lontanamente contemplato […].

                                                                                                        This is a shame. (cit.)

                                                                                                      • #108771
                                                                                                        Up
                                                                                                        0
                                                                                                        Down
                                                                                                        ::

                                                                                                        lorenzo.pantieri” post=109076

                                                                                                        Di quale ambito parli? Per quanto riguarda l’editoria scientifica biblatex non è neanche lontanamente contemplato […].

                                                                                                        This is a shame. (cit.)

                                                                                                        Sono d’accordo che sia un peccato che uno strumento così potente non sia utilizzato nelle riviste scientifiche, ma questa è un’indicazione del fatto che poi tanto standard di fatto non è 😉 A parte quelli interessati a utilizzare gli strumenti più completi e recenti, ho l’impressione che tantissimi utenti di LaTeX non abbiano mai sentito parlare di biblatex, e tanti sono anche quelli che pur conoscendolo non sanno/non vogliono/non possono usarlo.

                                                                                                      • #108772
                                                                                                        OldClaudio
                                                                                                        Partecipante
                                                                                                          Up
                                                                                                          0
                                                                                                          Down
                                                                                                          ::

                                                                                                          Tutto ciò è vero ancora oggi?

                                                                                                          In altre parole, è vero che TeXworks è TeXShop sono tuttora impostati per lavorare con BiBTeX, e che per impostare Biber come motore tipografico occorre procedere a mano?

                                                                                                          Per fortuna con TeXShop e TeXworks le cose stanno ancora così, ma credo che tu abbia sentito nominare le righe magiche; quindi la riga
                                                                                                          `% !BIB TSprogram = *****`con gli asterischi sostituiti da biber o bibtex sono capiti da entrambi, indipendentemente da come sono configurati; è comodissimo, perché la riga magica configura TeXShop e TeXworks per i documento specifico; se devi ricompilare un documento creato prima dell’avvento di biber, fai molto prima con la riga magica che non riconfigurando l’editor o agendo a mano.

                                                                                                          ArsTeXcnica funziona ancora con bibtex con un file .bst creato apposta 12 anni fa. Non sarebbe un problema passare ad una bella impostazione di biblatex per lavorare con biber, e Massimiliano ci ha già provato, ma si introducono piccole modifiche stilistiche rispetto al passato; ci si domanda se ne valga la pena.

                                                                                                          La classe per le guide tematiche è più recente ma la sua bibliografia si gestisce con bibtex e un file di stile .bst creato apposta; Per le guide tematiche va benissimo e l’estrazione dei dati dal file .bib, è molto più veloce e non ha nessuno degli inconvenienti che talvolta sono richiesti usando biber, il quale si blocca e al quale bisogna cancellare la cache per farlo rifunzionare.

                                                                                                          Ne L’Arte puoi tranquillamente rivolgerti ai lettori, presumibilmente neofiti, descrivendo solo l’uso di biber; gli utenti esperti non hanno nessun problema ad usare il motore di gestione della bibliografia che preferiscono. Io uso entrambi i programmi tramite le righe magiche e non mi lamento affatto, anzi sono libero di usare il programma necessario, o il programma più adatto.

                                                                                                          AUKTeX distingue da solo il motore da usare? Ottimo. Ma anche TeXShop e TeXworks lo fanno tramite le righe magiche.

                                                                                                        • #108773
                                                                                                          Up
                                                                                                          0
                                                                                                          Down
                                                                                                          ::

                                                                                                          OldClaudio” post=109078AUKTeX distingue da solo il motore da usare? Ottimo.

                                                                                                          Sì, semplicemente AUCTeX esegue il parsing della riga
                                                                                                          `\usepackage[…]{biblatex}`
                                                                                                          e in base alle opzioni che l’utente ha già passato a biblatex decide quale motore utilizzare.

                                                                                                          OldClaudio” post=109078Ma anche TeXShop e TeXworks lo fanno tramite le righe magiche.

                                                                                                          Cioè l’utente deve scrivere una riga in più oltre a
                                                                                                          `\usepackage[…]{biblatex}`
                                                                                                          e se cambia il motore bibliografico deve cambiare di conseguenza la riga magica. Non mi sembra esattamente la stessa cosa 🙂 (Nota: non sto dicendo che questo modo di procedere sia terribilmente complicato, anzi, però se l’informazione sul motore bibliografico è già contenuta da qualche parte mi sembra inutile duplicarla.)

                                                                                                        • #108774
                                                                                                          lorenzo.pantieri
                                                                                                          Partecipante
                                                                                                            Up
                                                                                                            0
                                                                                                            Down
                                                                                                            ::

                                                                                                            OldClaudio” post=109078Per le guide [BibTeX] è molto più veloce e non ha nessuno degli inconvenienti che talvolta sono richiesti usando biber, il quale si blocca e al quale bisogna cancellare la cache per farlo rifunzionare.

                                                                                                            C’è ancora questo problema con Biber? A me, raramente, capita che Biber si blocchi: devo andare nella cartella
                                                                                                            `/var/folders/sM/`
                                                                                                            e svuotarla. Pensavo che questo problema fosse ormai stato risolto: mi confermi che non è così? 🙁

                                                                                                            Grazie mille!

                                                                                                            Elrond” post=109079e se cambia il motore bibliografico deve cambiare di conseguenza la riga magica.

                                                                                                            Di solito però non succede!

                                                                                                          • #108775
                                                                                                            mcl1962
                                                                                                            Partecipante
                                                                                                              Up
                                                                                                              0
                                                                                                              Down
                                                                                                              ::

                                                                                                              lorenzo.pantieri” post=109055

                                                                                                              La dimostrazione è sbagliata!

                                                                                                              Per assurdo, supponiamo che i numeri primi siano finiti. Allora esiste una lista esaustiva dei primi: $p_1$, \dots, $p_n$. Sia $q$ il loro prodotto. Sia $M=q+1$. Allora $M$ non è primo. Dunque esiste un primo $p_i$ che lo divide. Ma $p_i$ divide $q$. Quindi divide la loro differenza, $1$. Assurdo.

                                                                                                              Quindi puoi concludere che esiste un primo, diverso da $p_1$, \dots, $p_n$, ma non necessariamente $M=q+1$ è primo. La dimostrazione a pagina 78 è così sbagliata!
                                                                                                              Ciao.

                                                                                                              Claudio

                                                                                                            • #108776
                                                                                                              lorenzo.pantieri
                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                Up
                                                                                                                0
                                                                                                                Down
                                                                                                                ::

                                                                                                                mcl1962″ post=109082

                                                                                                                [quote=”mcl1962″ post=109054]La dimostrazione è sbagliata!

                                                                                                                Per assurdo, supponiamo che i numeri primi siano finiti. Allora esiste una lista esaustiva dei primi: $p_1$, \dots, $p_n$. Sia $q$ il loro prodotto. Sia $M=q+1$. Allora $M$ non è primo. Dunque esiste un primo $p_i$ che lo divide. Ma $p_i$ divide $q$. Quindi divide la loro differenza, $1$. Assurdo.

                                                                                                                Quindi puoi concludere che esiste un primo, diverso da $p_1$, \dots, $p_n$, ma non necessariamente $M=q+1$ è primo. La dimostrazione a pagina 78 è così sbagliata!
                                                                                                                [/quote]
                                                                                                                Per me la dimostrazione è corretta. Vedo di articolarla passo per passo.

                                                                                                                Definizione. Un numero primo $p$ è un intero maggiore di $1$ i cui unici divisori positivi sono $1$ e $p$.

                                                                                                                Teorema. I numeri primi sono infiniti.

                                                                                                                Dimostrazione.

                                                                                                                1. Procedo per assurdo. Assumo che i numeri primi siano finiti.
                                                                                                                2. Se è così, esiste una lista finita di tutti i primi: $p_1$, …, $p_n$. (Se questi primi sono ordinati in ordine crescente, $p_1$ è il più piccolo numero primo, cioè $2$, mentre $p_n$ è “il numero primo più grande di tutti”.)
                                                                                                                3. Sia $q$ il prodotto di tutti i primi: $q=p_1 \cdot \dots \cdot p_n$.
                                                                                                                4. Sia $M=q+1$.
                                                                                                                5. Ora, $M$ non può essere primo: poiché è più grande di $p_1$, … $p_n$, non può stare in quella lista.
                                                                                                                6. Poiché $M$ non è primo, ci deve essere un primo $p_i$ (necessariamente nella lista) che lo divide.
                                                                                                                7. Ma $p_i$ divide $q$.
                                                                                                                8. Poiché se un numero divide due interi, allora divide anche la loro differenza, allora $p_i$, che divide $M$ e $q$, deve dividere $M-q$, cioè $p_i$ deve dividere $1$.
                                                                                                                9. Assurdo.

                                                                                                                Mi sbaglio?

                                                                                                                Ecco, la dimostrazione che ho dato nell’Arte vorrebbe essere questa, molto in sintesi.

                                                                                                                Fammi sapere!

                                                                                                              • #108777
                                                                                                                mcl1962
                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                  Up
                                                                                                                  0
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                                                                                                                  ::


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                                                                                                                  2. Ammettiamo che siano finiti: $p_1 < ... < p_n$. 3. Sia $q$ il prodotto di tutti i primi: $q=p_1 \cdot \dots \cdot p_n$. 4. Sia $M=q+1$. 5. $M$ sarà un prodotto di numeri primi, necessariamente scelti tra $p_1$, ..., $p_n$. 6. Siccome $p_i$ divide $q$, $p_i$ non può dividere $M$ poiché altrimenti $p_i$ dividerebbe $1 = M - q$. 7. Esiste così un primo diverso da $p_1$, ..., $p_n$. 8. Ciò contraddice il fatto che $p_1$, ..., $p_n$ era la lista di tutti i primi; dunque i primi sono infiniti. Come detto in un'altra risposta $M$ potrebbe essere primo oppure composto (mi sembra sia ancora un problema aperto sapere se esistono infiniti primi della forma $M$), ossia: nel punto 7 il primo potrebbe essere $M$ oppure un altro primo. Ciao. Claudio

                                                                                                                • #108778
                                                                                                                • #108779
                                                                                                                  mcl1962
                                                                                                                  Partecipante
                                                                                                                    Up
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                                                                                                                    ::


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                                                                                                                    se ti serve una dimostrazione breve puoi utilizzare questa, data da Kummer nel 1878:

                                                                                                                    Ammettiamo che $p_1 < p_2 < \cdots < p_n$ siano tutti i primi. Sia $N = p_1 p_2 \cdots p_n > 2$. L’intero $N – 1$, essendo prodotto di primi, avrà un divisore $p_i$ in comune con $N$. Quindi $p_i$ divide $N – (N – 1) = 1$, che è assurdo.

                                                                                                                    Ciao.

                                                                                                                    Claudio

                                                                                                                  • #108780
                                                                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                                                                    Partecipante
                                                                                                                      Up
                                                                                                                      0
                                                                                                                      Down
                                                                                                                      ::

                                                                                                                      lorenzo.pantieri” post=109083
                                                                                                                      Definizione. Un numero primo $p$ è un intero maggiore di $1$ i cui unici divisori positivi sono $1$ e $p$.

                                                                                                                      Teorema. I numeri primi sono infiniti.

                                                                                                                      Dimostrazione.

                                                                                                                      1. Procedo per assurdo. Assumo che i numeri primi siano finiti.
                                                                                                                      2. Se è così, esiste una lista finita di tutti i primi: $p_1$, …, $p_n$. (Se questi primi sono ordinati in ordine crescente, $p_1$ è il più piccolo numero primo, cioè $2$, mentre $p_n$ è “il numero primo più grande di tutti”.)
                                                                                                                      3. Sia $q$ il prodotto di tutti i primi: $q=p_1 \cdot \dots \cdot p_n$.
                                                                                                                      4. Sia $M=q+1$.
                                                                                                                      5. Ora, $M$ non può essere primo: poiché è più grande di $p_1$, … $p_n$, non può stare in quella lista.
                                                                                                                      6. Poiché $M$ non è primo, ci deve essere un primo $p_i$ (necessariamente nella lista) che lo divide.
                                                                                                                      7. Ma $p_i$ divide $q$.
                                                                                                                      8. Poiché se un numero divide due interi, allora divide anche la loro differenza, allora $p_i$, che divide $M$ e $q$, deve dividere $M-q$, cioè $p_i$ deve dividere $1$.
                                                                                                                      9. Assurdo.

                                                                                                                      Le “vostre” dimostrazioni sono corrette. Ma a mio avviso anche la “mia” lo è. Mi dite di preciso qual è l’errore?

                                                                                                                    • #108781
                                                                                                                      OldClaudio
                                                                                                                      Partecipante
                                                                                                                        Up
                                                                                                                        0
                                                                                                                        Down
                                                                                                                        ::


                                                                                                                        Il bello di questo forum, di questa piazza, dove ci incontra e si discute, come si faceva una volta fisicamente quando internet non esisteva, e meno che mai i forum informatici.

                                                                                                                        Tuttavia la dimostrazione di Euclide, così come lui l’ha espressa, fa acqua secondo le nostre definizioni moderne, anche se rende l’idea. Si noti che la dimostrazione, ripetuta nel tutorial iniziale della documentazione di beamer, mi ha lasciato sempre perplesso, e me l’ero modificata a mio uso e consumo, con i miei mezzi rozzi di uno che ha usato molta matematica ma non è matematico, nel modo simile a quello riportato nel link che Elrond ci ha segnalato.

                                                                                                                        La dimostrazione di Kummer si basa su una affermazione non dimostrata e non intuitiva, che N-1 sia un prodotto di primi, mi pare che sia addirittura sbagliata. Ma ripeto, non sono un matematico e la mia intuitività è ridotta.
                                                                                                                        Ora Lorenzo potrebbe riferirsi alla dimostrazione indicata nel link che ci ha dato Elrond, oppure potrebbe riformulare la sua dimostrazione. Questo è il bello del forum, ma finché in qualche modo siamo parlando di cose che hanno a che fare anche indirettamente con LaTeX e gli altri formati.

                                                                                                                        Anche gli scacchi non sono direttamente connessi a LaTeX, ma LaTe serve anche per esporre strategie di gioco che richiedono font particolari e macor particolari per descrivere quelle cose mediante LaTeX, quindi di può anche parlare di scacchi, solo, però, nella loro connessione con LaTeX.

                                                                                                                      • #108782
                                                                                                                        OldClaudio
                                                                                                                        Partecipante
                                                                                                                          Up
                                                                                                                          0
                                                                                                                          Down
                                                                                                                          ::

                                                                                                                          Cioè l’utente deve scrivere una riga in più oltre a
                                                                                                                          \usepackage[…]{biblatex}

                                                                                                                          e se cambia il motore bibliografico deve cambiare di conseguenza la riga magica. Non mi sembra esattamente la stessa cosa (Nota: non sto dicendo che questo modo di procedere sia terribilmente complicato, anzi, però se l’informazione sul motore bibliografico è già contenuta da qualche parte mi sembra inutile duplicarla.)

                                                                                                                          1) è vero che con emacs con o senza auktex si uò anche preparare il caffè; è noto; basta disporre del software e dell’hardware domotico necessario, ma l’iperbole del preparare il caffè non è poi tanto iperbolica.

                                                                                                                          2) non sempre fra le specifiche della invocazione di biblatex si specifica anche la back-end, quindi anche con auktex è necessario scrivere qualcosa, cioè specificare quell’opzione.

                                                                                                                          Detto questo non tolgo niente all’onnipotenza di emacs, al quale rimprovero solo il fatto di saper fare troppe cose con comandi da tastiera criptici che si imparano solo con lunga pratica; io non ci sono mai riuscito, e quindi rimango fedele a TeXShop senza rimpiangere nulla dei miracoli che avrei potuto fare com emacs ma che non sono mai riuscito a fare…:smile: 🙂 🙂

                                                                                                                        • #108783
                                                                                                                          mcl1962
                                                                                                                          Partecipante
                                                                                                                            Up
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                                                                                                                            ::

                                                                                                                            lorenzo.pantieri” post=109089

                                                                                                                            Definizione. Un numero primo $p$ è un intero maggiore di $1$ i cui unici divisori positivi sono $1$ e $p$.

                                                                                                                            Teorema. I numeri primi sono infiniti.

                                                                                                                            Dimostrazione.

                                                                                                                            [ol]
                                                                                                                            [li]Procedo per assurdo. Assumo che i numeri primi siano finiti.[/li]

                                                                                                                            [li]Se è così, esiste una lista finita di tutti i primi: $p_1$, …, $p_n$. (Se questi primi sono ordinati in ordine crescente, $p_1$ è il più piccolo numero primo, cioè $2$, mentre $p_n$ è “il numero primo più grande di tutti”.)[/li]

                                                                                                                            [li]Sia $q$ il prodotto di tutti i primi: $q=p_1 \cdot \dots \cdot p_n$.[/li]

                                                                                                                            [li]Sia $M=q+1$.[/li]

                                                                                                                            [li]Ora, $M$ non può essere primo: poiché è più grande di $p_1$, … $p_n$, non può stare in quella lista.[/li]

                                                                                                                            [li]Poiché $M$ non è primo, ci deve essere un primo $p_i$ (necessariamente nella lista) che lo divide.[/li]

                                                                                                                            [li]Ma $p_i$ divide $q$.[/li]

                                                                                                                            [li]Poiché se un numero divide due interi, allora divide anche la loro differenza, allora $p_i$, che divide $M$ e $q$, deve dividere $M-q$, cioè $p_i$ deve dividere $1$.[/li]

                                                                                                                            [li]Assurdo.[/li]
                                                                                                                            [/ol]

                                                                                                                            Le “vostre” dimostrazioni sono corrette. Ma a mio avviso anche la “mia” lo è. Mi dite di preciso qual è l’errore?

                                                                                                                            Questa dimostrazione va bene, è quella nell’Arte che è sbagliata perché non puoi concludere che $q+1$ è primo!

                                                                                                                            Claudio

                                                                                                                          • #108784
                                                                                                                            lorenzo.pantieri
                                                                                                                            Partecipante
                                                                                                                              Up
                                                                                                                              0
                                                                                                                              Down
                                                                                                                              ::

                                                                                                                              OldClaudio” post=109090Anche gli scacchi non sono direttamente connessi a LaTeX, ma LaTe serve anche per esporre strategie di gioco che richiedono font particolari e macor particolari per descrivere quelle cose mediante LaTeX, quindi di può anche parlare di scacchi, solo, però, nella loro connessione con LaTeX.

                                                                                                                              La connessione con LaTeX è questa: nella mia guida, mi serve un esempio semplice (ma significativo!) di dimostrazione, che stia in poche righe e non distragga il lettore. Voglio mostrare all’opera l’ambiente “proof”, tutto qui.

                                                                                                                              Propongo due versioni alternativa della dimostrazione. La prima, un po’ troppo lunga:

                                                                                                                              Per assurdo, sia dato l’elenco di tutti i primi. Sia $q$ il loro prodotto e $p$ un primo che divide $q+1$. Allora $p$ non può stare nell’elenco, perché altrimenti dividerebbe $1$.

                                                                                                                              La seconda, un po’ criptica.

                                                                                                                              Per assurdo, sia $q$ il prodotto di tutti i primi e $p$ un primo che divide $q+1$. Allora $p$ non può dividere $q$, perché altrimenti dividerebbe $1$.

                                                                                                                              Intanto ditemi se sono esatte.

                                                                                                                              Ci penso su, in ogni caso.

                                                                                                                            • #108785
                                                                                                                              mcl1962
                                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                                Up
                                                                                                                                0
                                                                                                                                Down
                                                                                                                                ::

                                                                                                                                OldClaudio” post=109090

                                                                                                                                La dimostrazione di Kummer si basa su una affermazione non dimostrata e non intuitiva, che N-1 sia un prodotto di primi, mi pare che sia addirittura sbagliata.

                                                                                                                                No, la dimostrazione è corretta! Paulo Ribenboim in “The Book of Prime Number Records” (Springer) scrive a proposito della dimostrazione di Kummer: “This proof, by an eminent mathematician, is like a pearl, round, bright, and beautiful in its simplicity”.

                                                                                                                                Il teorema fondamentale dell’aritmetica afferma che “Ogni numero naturale > 1 si può esprimere in un unico modo, a meno dell’ordine dei fattori, come prodotto di numeri primi”. Dunque Kummer non si basa su un’affermazione non infondata. E direi che non è nemmeno “non intuitiva”: se un numero intero > 1 non è primo allora è composto e dunque è prodotto di due numeri interi > 1 che potranno essere primi (fine!) oppure composti (e dunque ripetiamo il ragionamento) oppure uno primo e l’altro composto. La parte difficile da dimostrare nel teorema fondamentale dell’aritmetica riguarda l’unicità della scomposizione, non l’esistenza della stessa.

                                                                                                                                Ciao.

                                                                                                                                Claudio

                                                                                                                              • #108786
                                                                                                                                mcl1962
                                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                  0
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                                                                                                                                  ::

                                                                                                                                  lorenzo.pantieri” post=109093
                                                                                                                                  Per assurdo, sia dato l’elenco di tutti i primi. Sia $q$ il loro prodotto e $p$ un primo che divide $q+1$. Allora $p$ non può stare nell’elenco, perché altrimenti dividerebbe $1$.

                                                                                                                                  Scriverei “sia dato l’elenco finito di tutti i primi”.
                                                                                                                                  Ciao.

                                                                                                                                  Claudio

                                                                                                                                • #108787
                                                                                                                                  lorenzo.pantieri
                                                                                                                                  Partecipante
                                                                                                                                    Up
                                                                                                                                    0
                                                                                                                                    Down
                                                                                                                                    ::


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                                                                                                                                    Arte aggiornata. Pagina 78. Va bene? 🙂

                                                                                                                                    Grazie mille, ragazzi!!! 🙂

                                                                                                                                  • #108788
                                                                                                                                    mcl1962
                                                                                                                                    Partecipante
                                                                                                                                      Up
                                                                                                                                      0
                                                                                                                                      Down
                                                                                                                                      ::


                                                                                                                                      Per me va bene. Grazie a te e a Tommaso per l’Arte!

                                                                                                                                      Ciao.
                                                                                                                                      Claudio

                                                                                                                                    • #108789
                                                                                                                                      lorenzo.pantieri
                                                                                                                                      Partecipante
                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                        0
                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                        ::

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                                                                                                                                        Grazie a te, per il tuo contributo! 🙂

                                                                                                                                      • #108790
                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                        0
                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                        ::

                                                                                                                                        OldClaudio” post=1090912) non sempre fra le specifiche della invocazione di biblatex si specifica anche la back-end, quindi anche con auktex è necessario scrivere qualcosa, cioè specificare quell’opzione.

                                                                                                                                        No: se il backend non è specificato si assume biber in maniera predefinita (cioè quello che fa biblatex). Ripeto, l’utente non deve fare niente di più rispetto a quello che farebbe normalmente.

                                                                                                                                      • #108791
                                                                                                                                        lorenzo.pantieri
                                                                                                                                        Partecipante
                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                          0
                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                          http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                                                                                          Ho aggiornato nuovamente l’Arte. Come per il mio lavoro su ClassicThesis, anche questa versione è “definitiva”.

                                                                                                                                          Anche qui, nei ringraziamenti ho aggiunto il nome di Marco Stara per il suo prezioso lavoro di revisione.

                                                                                                                                          A presto,
                                                                                                                                          Lorenzo

                                                                                                                                        • #108792
                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                          0
                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                          Grazie innanzitutto a Lorenzo e Tommaso per questa nuova edizione dell’Arte.

                                                                                                                                          Come detto nella prefazione è per gran parte una revisione e aggiornamento della precedente, ma mi chiedevo se, magari per introdurre qualcosa di distintivo rispetto alla 2012, ci fosse ancora spazio per presentare un po’ più estesamente Latex3.

                                                                                                                                          Sono un eterno principiante e sarei curioso di capire/imparare come funziona. E sì, come prima cosa ho cercato nell’Arte, ma non ho trovato nulla 🙂

                                                                                                                                          Grazie ancora!
                                                                                                                                          ciao
                                                                                                                                          Andrea

                                                                                                                                        • #108793
                                                                                                                                          lorenzo.pantieri
                                                                                                                                          Partecipante
                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                            0
                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                            ::

                                                                                                                                            And” post=109124Come detto nella prefazione è per gran parte una revisione e aggiornamento della precedente, ma mi chiedevo se, magari per introdurre qualcosa di distintivo rispetto alla 2012, ci fosse ancora spazio per presentare un po’ più estesamente Latex3.

                                                                                                                                            Sono un eterno principiante e sarei curioso di capire/imparare come funziona. E sì, come prima cosa ho cercato nell’Arte, ma non ho trovato nulla 🙂

                                                                                                                                            Non ho idea di che cosa sia di preciso LaTeX3. Di sicuro, non è il caso di parlarne nell’Arte, che da questa edizione, per semplicità, ha lasciato perdere tutti i riferimenti perfino a XeLaTeX.

                                                                                                                                            Ripeto come la penso. Anni fa c’erano due LaTeX: LaTeX in senso stretto (output in dvi, immagini in eps) e pdfLaTeX (output in pdf, immagini in pdf, jpg e png). I due programmi facevano essenzialmente la stessa cosa, ma erano variamente incompatibili. Ho sempre trovato la cosa assurda. Tutto ciò, fra l’altro, era fonte di confusioni inenarrabili e infinite per i principianti.

                                                                                                                                            Il quadro, ora, mi sembra questo: ci sono (almeno) pdfFLaTeX (maturo e rodato), XeLaTeX (che eccelle nella gestione dei font e delle lingue), LuaLaTeX (che ha delle funzioni avanzate di scripting), LaTeX3 (in fase di sviluppo, che si propone di sostituire LaTeX fornendo funzioni avanzate “di serie”, senza dover caricare pacchetti ad hoc). I programmi sono tutti variamente incompatibili.

                                                                                                                                            Troppa grazia, in assoluto.

                                                                                                                                            Troppa grazia, a maggior ragione, per parlarne in una guida di base come l’Arte. Finché la situazione non si sarà stabilizzata, l’Arte parlerà solo di pdfLaTeX. Il lettore desideroso di approfondire può farlo leggendo lavori specialistici (quello su XeLaTeX, di Claudio è Tommaso, è superbo).

                                                                                                                                          • #108794
                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                            0
                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                            ::

                                                                                                                                            lorenzo.pantieri” post=109125Il quadro, ora, mi sembra questo: ci sono (almeno) pdfFLaTeX (maturo e rodato), XeLaTeX (che eccelle nella gestione dei font e delle lingue), LuaLaTeX (che ha delle funzioni avanzate di scripting), LaTeX3 (in fase di sviluppo, che si propone di sostituire LaTeX fornendo funzioni avanzate “di serie”, senza dover caricare pacchetti ad hoc). I programmi sono tutti variamente incompatibili.

                                                                                                                                            Se fai distinzione fra i programmi [tt]latex[/tt] e [tt]pdflatex[/tt] (che tra l’altro sono lo stesso identico programma eseguibile che però precarica due formati diversi), [tt]latex[/tt] è tutt’ora vivo e vegeto. Sempre parlando di riviste scientifiche, ne conosco più di qualcuna che richiede che i documenti sia compilabili con [tt]latex[/tt], non [tt]pdflatex[/tt].

                                                                                                                                          • #108795
                                                                                                                                            lorenzo.pantieri
                                                                                                                                            Partecipante
                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                              0
                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                              ::

                                                                                                                                              Elrond” post=109133Se fai distinzione fra i programmi [tt]latex[/tt] e [tt]pdflatex[/tt] (che tra l’altro sono lo stesso identico programma eseguibile che però precarica due formati diversi), [tt]latex[/tt] è tutt’ora vivo e vegeto. Sempre parlando di riviste scientifiche, ne conosco più di qualcuna che richiede che i documenti sia compilabili con [tt]latex[/tt], non [tt]pdflatex[/tt].

                                                                                                                                              Fa’ una ricerca veloce sul forum (quello vecchio, http://www.guit.sssup.it) per vedere quanti problemi ha dato questa duplicità. You do the math.

                                                                                                                                            • #108796
                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                              0
                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                              ::

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                                                                                                                                              Se fai distinzione fra i programmi [tt]latex[/tt] e [tt]pdflatex[/tt] (che tra l’altro sono lo stesso identico programma eseguibile che però precarica due formati diversi), [tt]latex[/tt] è tutt’ora vivo e vegeto. Sempre parlando di riviste scientifiche, ne conosco più di qualcuna che richiede che i documenti sia compilabili con [tt]latex[/tt], non [tt]pdflatex[/tt].

                                                                                                                                              Fa’ una ricerca veloce sul forum (quello vecchio, http://www.guit.sssup.it) per vedere quanti problemi ha dato questa duplicità. You do the math.

                                                                                                                                              Personalmente non sono un fan del formato di [tt]latex[/tt], però sicuramente buona parte della fortuna del linguaggio è dovuta al fatto che in ambito matematico/fisico e affini è praticamente ovunque, però poi le riviste scientifiche ti obbligano senza possibilità di scelta a rimanere ancorato a strumenti del secolo scorso (invece su arXiv è possibile scegliere se usare [tt]latex[/tt] o [tt]pdflatex[/tt]).

                                                                                                                                              In realtà qualcuno predilige effettivamente [tt]latex[/tt] a [tt]pdflatex[/tt] perché il primo è più veloce del secondo, su documenti molto lunghi può fare la differenza (fonte: David Kastrup).

                                                                                                                                            • #108797
                                                                                                                                              OldClaudio
                                                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                0
                                                                                                                                                Down
                                                                                                                                                ::


                                                                                                                                                Lorenzo, come al solito resti in superficie ed eviti con cura di approfondire quello che dici o che lamenti.

                                                                                                                                                Intanto devi fare una distinzione tra un formato che è quasi equivalente a mark up, e programma
                                                                                                                                                ,
                                                                                                                                                LaTeX è un mark up. Lo sono anche plain e ConTeXt; eccetera

                                                                                                                                                tex, pdftex, xetex, luatex ed altri sono programmi.

                                                                                                                                                Facendo girare uno dei programmi suddetti con l’opzione –ini e un file di configurazione acconcio si ottengono i file di formato.

                                                                                                                                                Premesso che tex oggi non si usa più, ma al suo posto si usa solo pdftex che con opportune impostazioni si comporta come tex, con il giusto file di configurazione .ini, si creano diversi file di formato .fmt, per cui

                                                                                                                                                pdftex + latex.ini produce latex.fmt
                                                                                                                                                pdftex+ pdflatex.ini produce pdflatx.fmt
                                                                                                                                                xetex + xelatex.ini produce xelatex.fmt
                                                                                                                                                lualatex+ lualate.ini produce lualatex.fmt
                                                                                                                                                eccetera

                                                                                                                                                I comandi da terminale latex, pdflatex, xelatex, lualatex, eccetera sono delle specie di scorciatoie per fare quello che fin dalla prima versione di TeX78 si faceva e si può fare anche oggi, cioè

                                                                                                                                                latex corrisponde al comando pdftex &latex (l’estensione .fmt è sottintesa)
                                                                                                                                                pdflatex corrisponde al comando pdftex &pdflatex
                                                                                                                                                eccetera

                                                                                                                                                I file .ini che contengono nel loro nome la stringa latex, usano tutti lo stesso file latex.ltx che contiene i comandi primitivi e le macro necessarie per descrivere il mark up latex; quindi tutti i comandi da terminale che contengono la stringe latex nel loro nome contengono lo stesso mark up.

                                                                                                                                                In che cosa differiscono quindi le varie combinazioni di programma e file di formato quando questi contengono la stringa latex? Non differiscono nel mark up, ma nel modo in cui le varie macro del mark up sono tradotte in linguaggio nativo di ciascun programma; no solo ma ognuno rende disponibili agli utenti anche i suoi comandi nativi.

                                                                                                                                                Non ci sono incompatibilità nella compilazione dei documenti che non usano esplicitamente i comandi nativi di ciascun programma, ma solo le macro del mark up e le macro derivate da queste.

                                                                                                                                                Io ho constatato che un programma che non faccia usa di comandi nativi gira nello stesso modo lanciando sia pdflatex, sia xelatex, sia lualatex.
                                                                                                                                                Apparentemente esiste una incompatibilità nella fruizione del pacchetto microtype; ma non è colpa del mark up, bensì del fatto che microtype usa comandi nativi. Il che conferma quanto dicevo sopra,

                                                                                                                                                Quindi ciò che compare nel vecchio sito deriva da una mancanza di comprensione del funzionamento delle accoppiate (programma, file di formato).

                                                                                                                                                Nello stesso tempo oggi ci sono pacchettini spesso già caricati dal file .ini di configurazione, di cui l’utente non è cosciente se non legge con attenzione la prima parte di qualsiasi file .log, che permettono di sapere con quel programma viene compilato un dato documento scritto con il mark up LaTeX, in modo che, volendo, può confezionare un preambolo tale da poter far compilare qualunque specifico documento con tutti e tre i programmi pdflatex, xelatex, lualatex, non è nemmeno impossibile rendere il documento compilabile oltre che da quei tre programmi anche dal semplice latex (pdftex &latex) per produrre una uscita in formato DVI. L’ho fatto e so quel che dico; ma l’ho fatto solo per collaudare la fattibilità; in realtà personalmente considero il formato DVI di uscita un reperto archeologico,anche se Elrond dice che ci sono molte case editrici che accettano il formato DVI, ma non il formato PDF; le case editrici con le quali ho lavorato io hanno sempre accettato il formato PDF, quindi è una mia mancanza quella di non aver ancora avuto la sfortuna di incontrane una che accetta solo il formato DVI.

                                                                                                                                                Ho sperimentato invece alcune funzionalità che fanno uso di comandi in “directlua”; è chiaro che un documento, o una classe, o un pacchetto che usi del codice in directlua, può girare solo con lualatex. Si fanno cose interessanti, ma non riesco ancora ad appassionarmici. Ce ne è solo una che mi piace moltissimo: quella di poter caricare un file di pattern di sillabazione senza necessità di creare il file di formato; a me serve molto visto che lavoro molto con la sillabazione di diverse lingue. Ma questo è OT rispetto a quanto dicevi su fatto che i vari programmi sono incompatibili come si evince anche dal vecchio forum.

                                                                                                                                                Non restare in superficie: le cose non sono come appaiono, ma hanno una sostanza decisamente più profonda.

                                                                                                                                              • #108798
                                                                                                                                                lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                  0
                                                                                                                                                  Down
                                                                                                                                                  ::

                                                                                                                                                  OldClaudio” post=109137Lorenzo, come al solito resti in superficie ed eviti con cura di approfondire quello che dici o che lamenti.

                                                                                                                                                  I nostri punti di vista sono, com’è giusto che sia, molto diversi. Tu sei un esperto di LaTeX, e ti scrivi da solo le classi. Io sono un utente normale che usa LaTeX per scrivere. Scrivo anche delle guide a LaTeX, è vero, ma sempre sub specie principiantis. Il mio principiante vuole usare LaTeX per scrivere la tesi, tutto qui.

                                                                                                                                                  Un principiante che desidera scrivere una tesi non ha (scusami per la brutalità!) tempo da perdere con LaTeX. LaTeX è per lui solo un mezzo, non un fine. Ed è giusto così.

                                                                                                                                                  Ora, la questione dei “tanti LaTeX incompatibili” c’è eccome. In generale, un documento scritto per LaTeX (quello con output in dvi) e compilato con pdfLaTeX dà errore, e viceversa. Data l’immagine pippo.jpg, il codice
                                                                                                                                                  `\documentclass{book}
                                                                                                                                                  \usepackage{graphicx}
                                                                                                                                                  \begin{document}
                                                                                                                                                  \includegraphics{pippo}
                                                                                                                                                  \end{document}`
                                                                                                                                                  funziona con pdfLaTeX ma dà errore con LaTeX. Ancora, il codice
                                                                                                                                                  `\documentclass{book}
                                                                                                                                                  \usepackage{fontspec}
                                                                                                                                                  \usepackage{polyglossia}
                                                                                                                                                  \setmainlanguage{english}
                                                                                                                                                  \begin{document}
                                                                                                                                                  Bye.
                                                                                                                                                  \end{document}`
                                                                                                                                                  compilato con XeLaTeX funziona, ma compilato con pdfLaTeX dà errore. Ovvio, dirai tu. Un delirio, dirà il mio principiante!

                                                                                                                                                  Immagina che esistano tante versioni di Word, che fanno tutte più o meno la stessa cosa, ma tutte mutuamente incompatibili. Diresti che è una situazione ideale per uno che “vuole semplicemente scrivere”?

                                                                                                                                                  OldClaudio” post=109137Non restare in superficie: le cose non sono come appaiono, ma hanno una sostanza decisamente più profonda.

                                                                                                                                                  Il mio obiettivo è spiegare le cose nel modo più semplice possibile. Nell’Arte penso sia opportuno limitarmi a pdfLaTeX: l’utente interessato a scandagliare in profondità le cose può farlo leggendo la letteratura specifica!

                                                                                                                                                • #108799
                                                                                                                                                  lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                  Partecipante
                                                                                                                                                    Up
                                                                                                                                                    0
                                                                                                                                                    Down
                                                                                                                                                    ::


                                                                                                                                                    Ho appena aggiornato l’Arte (e l’Impaziente), consigliando \boldsymbol al posto di \bm del pacchetto bm per i simboli in neretto corsivo.

                                                                                                                                                    http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                                                                                                    http://www.guitex.org/home/it/forum/5-tex-e-latex/109139-differenze-tra-bm-e-boldsymbol

                                                                                                                                                  • #108800
                                                                                                                                                    OldClaudio
                                                                                                                                                    Partecipante
                                                                                                                                                      Up
                                                                                                                                                      0
                                                                                                                                                      Down
                                                                                                                                                      ::


                                                                                                                                                      La guida per un neofita deve essere senza troppe elucubrazioni, sono perfettamante d’accordo.
                                                                                                                                                      Mi tu porti esempi che vorrebbero contraddire le mie affermazioni, ma non hai letto con attenzione quello che ho scritto:
                                                                                                                                                      Un documento che non faccia usa né direttamente né indirettamente di comandi nativi è compilabile con tutti e tre i programmi.

                                                                                                                                                      Ora è chiarissimo a me che quando usi \includegraphics questo usa dei comandi nativi; li usa tanto quanto microtype. È ovvio che polyglossia e fontspec usino dei comandi nativi e quindi non siano compatibili, ma queste cose contraddico il “teorema” di compatibilità

                                                                                                                                                      Se un file sorgente di un documento non usa direttamente comandi nativi e non invoca pacchetti che usano comandi nativi, esso è compilabile con pdflatex, xelatex, lualatex

                                                                                                                                                      Mi dirai: come si fa a sapere se un pacchetto usa o non usa comandi nativi? Lo ammetto, questo è difficile, ma vale il teorema negato:

                                                                                                                                                      Se un file sorgente di un documento non è compilabile con pdflatex, xelatex, lualatex, esso fa uso direttamente di comandi nativi oppure invoca pacchetti che fanno uso di comandi nativi

                                                                                                                                                      Magra consolazione, lo ammetto, ma se ci sono delle condizioni di incompatibilità, non credo che si possa dire altro.

                                                                                                                                                      D’altra parte, come ti ho detto, esistono generalmente strade abbastanza semplici, se fosse necessario avere un file sorgente compilabile con tutti e tre i comandi pdflatex, xelatex, o lualatex, e consiste nell’usare un pacchettino che distingua il programma di compilazione (a me piace usare iftex, ma qualcuno dice che la sua analisi non è sempre corretta — a me non risulta, o per lo meno, a me non è mai capitato) in modo che con opportuni if si possono distinguere i pacchetti e i comandi specifici da usare con ciascuno dei tre comandi di compilazione.

                                                                                                                                                      Ti porto solo un esempio; la classe guidatematica.cls consente di usare tutti e tre i comandi di compilazione senza problemi, perché comincia con in \ifPDFTeX e contiene impostazioni specifiche per le lingue e i font, diverse da compilatore a compilatore. Si tratta di poche righe, piuttosto ovvie, che non richiedono una particolare immaginazione creativa per essere specificate.

                                                                                                                                                      Ti porto un altro esempio contrario; il pacchetto guit.sty non solo non mi risulta che sia compatibile con xelatex e lualatex, ma anche con pdflatex singhiozza un po’ se si usano font diversi da quelli che l’autore ha preso in considerazione; tempo fa gli ho chiesto di renderlo compatibile almeno con i font Latin Modern e gentilmente l’autore lo ha aggiornato.

                                                                                                                                                      Infine il compositore latex: esso non dispone direttamente di nessuna funzionalità per includere figure esterne; se il file DVI viene elaborato con dvips, il programma ghostscript riesce a vedere le figure, evidentemente solo se erano state immesse con il formato .eps e talvolta funzionava anche con figure con il formato .ps, purché non contenessero certi comandi PostScript. Data questa enorme limitazione da lungo tempo esistono dei visualizzatori di file DVI con figure .eps incluse, in grado di far vedere anche le figure; questi visualizzatori avanzati contengono al loro interno abbastanza codice per interpretare il linguaggio PostScript ridotto usato nei file .eps, altrimenti non sarebbero in grado di mostrare nient’altro che dei rettangoli bianchi con il nome del file .eps scritto dentro, come i visualizzatori inizialmente disponibili all’inizio degli anni ’80. In altre parole il formato DeVice Independent DVI, era il meglio che Knuth e il suo team di dottorandi riuscisse a fare con i mezzi primordiali della fine degli anni ’70. Direi che, sempre senza scendere nei dettagli in una guida come L’Arte, vada benissimo supporre che si stia compilando sempre con un compilatore aggiornato e con l’uscita in formato PDF che, proprio perché “Portable Document Format”, è portabile, leggibile, stampabile su qualsiasi macchina e qualsiasi sistema operativo. Di fatto, così facendo si esclude il compilatore latex dalle conoscnze dei neofiti, e ciò va benissimo, ma non lo ritiri fuori per avere una carta in più per dimostrare che i tre compilatori pdflatex, xelatex e lualatex sono incompatibili.

                                                                                                                                                      Se ti limiti a questi tre compilatori e al “teorema di compatibilità” non ci sono differenze fra i formati delle figure immissibilo nel file PDF di uscita; le altre poche differenze sono implicite nei motivi per i quali i tre programmi si sono evoluti:

                                                                                                                                                      1) In principio c’era solo pdftex che con pdflatex.ini creava il compositore pdflatex; aveva delle limitazioni sia nella gestione delle lingue sia nella gestione dei font.
                                                                                                                                                      2) Poi venne xetex che con xelatex.ini creava il compositore xelatex; superava le mancanze di pdflatex nella gestione delle lingue e dei font, pa perdeva alcune funzionalità per il passaggio attraverso un formato di uscita intermedio, DVI esteso, che veniva subito passato con un(a) “pipe” al convertite xdvipdfmx per trasformarlo in formato PDF, ma questa procedura non permetteva di mettere nel file di uscita certe cose native del formato PDF.
                                                                                                                                                      3) Ultimamente è uscito il programma luatex che con lualatex.ini creava il compositore lualatex; questo nuovo programma non solo supera le limitazioni di xelatex e pdflatex, ma aggiunge altre funzionalità speciali che gli permettono di dialogare con il linguaggio di scripting Lua e permette di fare altre cose nemmeno immaginabili con i precedenti due compositori.

                                                                                                                                                      È ovvio che le funzionalità in più che hanno i programmi successivi non sono presenti nei compositori precedenti; ed è ovvio, quindi che i successivi siano in qualche modo compatibili con i precedenti riducendone le prestazioni, ma è altrettanto ovvio che non si possono fare con i compositori precedenti quelle cose che richiedono le funzionalità dei compositori successivi.

                                                                                                                                                      Tutto sommato pdflatex, benché facente parte della storia “antica” del sistema TeX, funziona benissimo e lo usiamo tutti con grande piacere; chi si avvicina alle lingue straniere, con particolare riguardo a quelle che usano “alfabeti” diversi da quello latino, deve fare i conti con le limitazioni di pdflatex e magari deve rivolgersi a xelatex; se poi ha ulteriori esigenze deve salire un altro gradino della scala e usare lualatex.

                                                                                                                                                      Io uso normalmente pdflatex; xelatex molto saltuariamente; lualatex relativamente spesso per le funzionalità particolari di sapersi caricare i pattern di sillabazione senza passare attraverso la creazione del file di formato, in quanto questa è una delle funzionalità avanzate che gli altri due compositori non hanno. Questo, secondo me, è il modo corretto di usare i tre compositori, senza porsi limiti di incompatibilità (che ci sono dal basso in alto) ma usando il programma giusto per le particolari necessità che si hanno. Il grosso del mark up “LaTeX” resta identico; le particolari funzionalità necessarie all’autore sono evidentemente diverse.

                                                                                                                                                    • #108801
                                                                                                                                                      lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                      Partecipante
                                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                                        0
                                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                                        ::

                                                                                                                                                        La guida per un neofita deve essere senza troppe elucubrazioni, sono perfettamante d’accordo.
                                                                                                                                                        [/quote=”OldClaudio”]
                                                                                                                                                        Ottimo, stiamo dicendo la stessa cosa!

                                                                                                                                                        OldClaudioOra è chiarissimo a me che quando usi \includegraphics questo usa dei comandi nativi […]. Mi dirai: come si fa a sapere se un pacchetto usa o non usa comandi nativi? Lo ammetto, questo è difficile […].

                                                                                                                                                        Lo dici tu stesso che è difficile!

                                                                                                                                                        Questa tra i “comandi nativi” e i “comandi non nativi” è una distinzione troppo sottile (per non dire capziosa), per il mio principiante. Per lui, \includegrapics è un comando “di base”di LaTeX: il poveretto lo usa per inserire una figura. Esattamente come, per lui, sono istruzioni “di base” \chapter o \begin{equation}, che usa per cominciare un capitolo o una formula.

                                                                                                                                                        Se il mio principiante ha un documento bello e pronto per pdfLaTeX, e per avventura lo compila con LaTeX, quell’\includegraphics gli dà un errore fatale. Per lui, è un’esperienza surreale, esattamente come se l’errore fosse colpa di \chapter o di \begin{equation}. (Per te è diverso, ma solo perché tu sai quello che c’è sotto il cofano.)

                                                                                                                                                        Un solo LaTeX basta e avanza, in una guida di base. L’ho sempre pensato, e lo penso ancora. 😉

                                                                                                                                                        Grazie ancora!

                                                                                                                                                      • #108802
                                                                                                                                                        OldClaudio
                                                                                                                                                        Partecipante
                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                                          … e infatti hai fatto bene a descrivere solo pdflatex.

                                                                                                                                                        • #108803
                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                                          Mi scuso se commetto un errore nello scrivere nel presente thread. Vorrei solo segnalare un errore nell’Arte: si tratta dell’espressione “pro e contra” al capitolo 1 “Storia e Filosofia”, nel primissimo paragrafo. Ho consultato l’Accademia della Crusca pensando a una mia mancata conoscenza della forma ” pro e contra”, in luogo a “pro e contro”, ma stante a quanto si legge nel link (1), di cui sotto, l’unica forma corretta ed accettata è ” pro e contro”.

                                                                                                                                                          (1)Accademia della Crusca, “Pro e contro” o “Pro e contra”?

                                                                                                                                                        • #108804
                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                                          sì, per lo stesso motivo per cui si dice

                                                                                                                                                          i computer (e non i computers)
                                                                                                                                                          i curriculum (e non i curricula)

                                                                                                                                                          i termini stranieri che per pigrizia mentale o altre ragioni vengono usati in una lingua, non sono. in quella, PRODUTTIVI, sono usati unicamente in una forma fissa cristallizzata che non subisce modifiche

                                                                                                                                                        • #108805
                                                                                                                                                          Heinrich Fleck
                                                                                                                                                          Partecipante
                                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                                            0
                                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                                            ::


                                                                                                                                                            Non citare (almeno!) TeXstudio non mi sembra una cosa buona. Io quando installo TeXlive la prima cosa che faccio è deselezionare l’uso di TeXworks cge detesto profondamente.
                                                                                                                                                            Un saluto, Enrico

                                                                                                                                                          • #108806
                                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                                            0
                                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                                            ::

                                                                                                                                                            Dingo” post=110409sì, per lo stesso motivo per cui si dice

                                                                                                                                                            i computer (e non i computers)
                                                                                                                                                            i curriculum (e non i curricula)

                                                                                                                                                            i termini stranieri che per pigrizia mentale o altre ragioni vengono usati in una lingua, non sono. in quella, PRODUTTIVI, sono usati unicamente in una forma fissa cristallizzata che non subisce modifiche

                                                                                                                                                            Non essendo io né un linguista né un umanista, sono andato a vedere nel sito dell’accademia della crusca curricula e come si può leggere o si usa il plurale nella forma italianizzata o si usa la forma latina curricula. La forma i curriculum sembrerebbe quindi errata o per lo meno sgradita.

                                                                                                                                                          • #108807
                                                                                                                                                            OldClaudio
                                                                                                                                                            Partecipante
                                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                                              0
                                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                                              ::


                                                                                                                                                              No, @Schwarz89it, l’abitudine di dire curricula è un’abitudine recente, originatasi nell’accademia e poi propagatasi fuori.
                                                                                                                                                              60 anni fa negli USA si scriveva sl plurale curricula, formulae, antennae, eccetera, mentre in Italia si scriveva al plurale curriculum (ma si usava e si potrebbe usare anche oggi curricoli), formule, antenne, eccetera.
                                                                                                                                                              Oggi Negli USA al plurale si scrive curriculums, formulas, antennas, avendo inglesizzato quelle parole che per loro erano latine e come taili in passato andavano trattate. Noi, invece, abbiamo scopiazzato gli angloamericani quando loro usavano ancora il latino e oggi, diciamo e scriviamo curricula, che è errato, erratissimo. Altrimenti se fosse giusto, per coerenza dovremmo parlare degli itinera legislativi e i bambini dovrebbero disegnare sugli alba da disegno con i lapides colorati. Potrei andare avanti con altre parole latine entrate o rimaste da sempre nella nostra lingua, ma perdendo ogni forma grammaticale, dalla declinazione ai plurali, perché, anche se il latino è il papà, dell’italiano, oggi non è più usato come lingua, e le singole parole rimaste sono state trattate come qualsiasi altra parola terminate per consonate. Non diversamente da golf, computer, monitor, hot dog, wurstel, yogurt, kebab, cus cus (che in Sicilia si prepara da secoli, ma non si scrive alla francese), e tante altre parole (ce ne sono tante, ma tante, tantissime) che in italiano terminano per consonante e non tutte sono prestiti assimilati da lingue moderne.

                                                                                                                                                              Il “contra” usato da Lorenzo, è una cosa strana e personalmente non l’avrei usato; anche se “pro” sembra direttamente preso di peso dal latino, pro è una di quelle parole assimilate, che non richiede di essere appaiato con la forma latina di contro, cioè “contra”.

                                                                                                                                                              Nel decimo secolo fu scritto il placito di Capua, che i linguisti presentano come primo esempio certo di uso del “volgare” in un documento scritto. Era il volgare della Ciociaria, non certo precursore dell’italiano, ma se lo vai a rivedere, trovi che il genitivo era ancora usato (parte sancti Benedicti). Oggi il genitivo e la declinazione sono rimasti nei pronomi e di alcuni rari aggettivi usati come pronomi, tanto che per evitare di usare queste parole si arriva a dire che “loro” (derivato da illorum) è un aggettivo anche nella sua vera funzione di genitivo (di essi).

                                                                                                                                                              Non sono un linguista, quindi posso avere detto delle cretinate; ma conosco diverse lingue; mi picco di saper leggere capendo quel che leggo tutte le lingue romanze (anche se non è proprio così vero, perché col rumeno ho qualche difficoltà), e riesco a farlo perché ricordo bene il latino che ho studiato a liceo e un po’ di filologia romanza che mi sono studiato da solo. Ho la presunzione di avere una certa esperienza, ameno con le lingue romanze, e so ben distinguere le tradizioni linguistiche diverse seguite dalle varie Accademie nazionali, da quella della Crusca, a quelle francesi, spagnole, portoghesi che spesso hanno dettato regole ortografiche e grammaticali con decisioni che la Crusca ha cercato di evitare, preferendo analizzare la lingua italiana nel suo divenire.

                                                                                                                                                              Hai letto i 14 volumetti scritti dalla Crusca assieme alla Repubblica e pubblicati insieme al giornale nei mesi scorsi? Vale la pena, perché sono molto interessanti.

                                                                                                                                                            • #108808
                                                                                                                                                              lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                                0
                                                                                                                                                                Down
                                                                                                                                                                ::

                                                                                                                                                                movlw” post=110408Vorrei solo segnalare un errore nell’Arte: si tratta dell’espressione “pro e contra” al capitolo 1 “Storia e Filosofia”, nel primissimo paragrafo. Ho consultato l’Accademia della Crusca pensando a una mia mancata conoscenza della forma ” pro e contra”, in luogo a “pro e contro”, ma stante a quanto si legge nel link […], di cui sotto, l’unica forma corretta ed accettata è ” pro e contro”.

                                                                                                                                                                Grazie mille per avermi segnalato l’errore. Grazie anche a Claudio per le osservazioni. Stasera correggo l’errore e aggiorno l’Arte (e LaTeXpedia).

                                                                                                                                                                heinrichNon citare (almeno!) TeXstudio non mi sembra una cosa buona. Io quando installo TeXlive la prima cosa che faccio è deselezionare l’uso di TeXworks cge detesto profondamente.

                                                                                                                                                                Non conosco TeXStudio. E conosco TeXworks solo superficialmente (l’ho usato qualche ora, per curiosità, e non mi è piaciuto). Adoro TeXShop (solo per Mac) e non lo cambierei con nessun altro editor del mondo. Ciò detto, penso che una guida di base debba consigliare un solo editor: troppe possibilità disorientano l’utente alle prime armi. Quindi, per chi non usa Mac, o si consiglia TeXworks o TeXstudio. Da quel poco che ne so, TeXworks è l’editor predefinito di TeXLive: è la ragione che mi ha portato a consigliarlo.

                                                                                                                                                              • #108809
                                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                                0
                                                                                                                                                                Down
                                                                                                                                                                ::

                                                                                                                                                                lorenzo.pantieri” post=110416Da quel poco che ne so, TeXworks è l’editor predefinito di TeXLive

                                                                                                                                                                Su GNU/Linux TeX Live non fornisce TeXworks

                                                                                                                                                              • #108810
                                                                                                                                                                OldClaudio
                                                                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                                  0
                                                                                                                                                                  Down
                                                                                                                                                                  ::


                                                                                                                                                                  A me risulta questa situazione:
                                                                                                                                                                  1) MacTeX viene installato con TeXLive completo e con l’editor TeXShop, più altre cosette come LaTeXit e BibDesk e qualcosa d’altro che non ricordo, e che comunque non uso mai.
                                                                                                                                                                  2) TexLive epr Windows instlalla quel minimo di Perl che serve a tlmgr.exe per fare il suo lavoro e ovviamente a installer per installare il sistema. Insieme a TeXlive completo l’installer mette a disposizione TeXworks.
                                                                                                                                                                  3) TeXLive per Linux, sia installandolo dai suoi repositories, sia da CTAN instlla o può installare TeXLive completo e dai suoi repositories può installare sia TeXworks, sia TeXstudio, sia TeXmaker, nel senso che questi ed altri editor sono idisponibili per i pinguini doc. Emacs anche non è generalmente installato di default, ma lo si installa dai repositories insieme anche al plugin auctex.
                                                                                                                                                                  4) MiKTeX fino a pochi anni fa installava sia TeXworks, ma non lo diceva a nessuno, sia TeXnicCenter. Ora ha abbandonato TeXnicCenter e al suo posto installa TeXstudio, forse anche TeXworks, ma come lo installava di soppiatto allora forse lo installa di soppiatto anche oggi.

                                                                                                                                                                  Ora, è evidente che per chi ha il Mac, secondo te, Lorenzo, ma anche secondo me, non c’è niente di meglio di TeXShop; tuttavia molti lo considerano troppo spartano. TeXworks è ancora più spartano, ma ha alcune (poche) funzionalità che mancano a TeXShop.

                                                                                                                                                                  Ma per chi non ha il Mac, le alternative semplici sono TeXworks e TeXstudio. emacs+auctex sono per tutte le piattaforme (sul Mac questa accoppiata si chiama Aquamacs) ma non sono semplici finché non si è presa la mano.

                                                                                                                                                                  Io direi che TeXstudio per chi non ha il Mac sia la cosa migliore; è chiaro che se te lo installi, di primo acchito non ti piace, perché è diverso da TeXShop. Ma ha diverse funzionalità che a me piacerebbero, anche se ne posso fare tranquillamente a meno; per esempio quella di poter navigare da un punto all’altro del file in lavorazione semplicemente cliccando sull’albero della struttura del documento (un po come i bookmarks dei file PDF) nella barra laterale sinistra.

                                                                                                                                                                  Da un po’ di tempo non uso più piattaforme windows o linux, quindi non ho esperienze recenti, ma per me dopo TeXShop viene TeXstudio; non ho dubbi.

                                                                                                                                                                  Siccome però, L’Arte non è solo per i possessori di Mac, direi che trascurare un minimo di descrizione di TeXstudio non è una buona scelta, specialmente tendo conto che più della metà dei lettori, presumibilmente, usa piattaforme Windows.

                                                                                                                                                                • #108811
                                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                                  0
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                                                                                                                                                                  ::

                                                                                                                                                                  OldClaudio” post=110418A me risulta questa situazione:
                                                                                                                                                                  1) MacTeX viene installato con TeXLive completo e con l’editor TeXShop, più altre cosette come LaTeXit e BibDesk e qualcosa d’altro che non ricordo, e che comunque non uso mai.
                                                                                                                                                                  2) TexLive epr Windows instlalla quel minimo di Perl che serve a tlmgr.exe per fare il suo lavoro e ovviamente a installer per installare il sistema. Insieme a TeXlive completo l’installer mette a disposizione TeXworks.
                                                                                                                                                                  3) TeXLive per Linux, sia installandolo dai suoi repositories, sia da CTAN instlla o può installare TeXLive completo e dai suoi repositories può installare sia TeXworks, sia TeXstudio, sia TeXmaker, nel senso che questi ed altri editor sono idisponibili per i pinguini doc. Emacs anche non è generalmente installato di default, ma lo si installa dai repositories insieme anche al plugin auctex.
                                                                                                                                                                  4) MiKTeX fino a pochi anni fa installava sia TeXworks, ma non lo diceva a nessuno, sia TeXnicCenter. Ora ha abbandonato TeXnicCenter e al suo posto installa TeXstudio, forse anche TeXworks, ma come lo installava di soppiatto allora forse lo installa di soppiatto anche oggi.

                                                                                                                                                                  Ora, è evidente che per chi ha il Mac, secondo te, Lorenzo, ma anche secondo me, non c’è niente di meglio di TeXShop; tuttavia molti lo considerano troppo spartano. TeXworks è ancora più spartano, ma ha alcune (poche) funzionalità che mancano a TeXShop.

                                                                                                                                                                  Ma per chi non ha il Mac, le alternative semplici sono TeXworks e TeXstudio. emacs+auctex sono per tutte le piattaforme (sul Mac questa accoppiata si chiama Aquamacs) ma non sono semplici finché non si è presa la mano.

                                                                                                                                                                  Io direi che TeXstudio per chi non ha il Mac sia la cosa migliore; è chiaro che se te lo installi, di primo acchito non ti piace, perché è diverso da TeXShop. Ma ha diverse funzionalità che a me piacerebbero, anche se ne posso fare tranquillamente a meno; per esempio quella di poter navigare da un punto all’altro del file in lavorazione semplicemente cliccando sull’albero della struttura del documento (un po come i bookmarks dei file PDF) nella barra laterale sinistra.

                                                                                                                                                                  Da un po’ di tempo non uso più piattaforme windows o linux, quindi non ho esperienze recenti, ma per me dopo TeXShop viene TeXstudio; non ho dubbi.

                                                                                                                                                                  Siccome però, L’Arte non è solo per i possessori di Mac, direi che trascurare un minimo di descrizione di TeXstudio non è una buona scelta, specialmente tendo conto che più della metà dei lettori, presumibilmente, usa piattaforme Windows.

                                                                                                                                                                  Concordo con OldClaudio. TeXworks non viene più fornito insieme a TeXShop su Mac, né viene fornito su Linux. Mentre so per certo che è contenuto nella TeX Live per Windows. Detto questo, so che dà qualche problema su Windows 10 (a meno che non sia un caso isolato, e parlo dell’ultima versione disponibile, la 0.6.1).

                                                                                                                                                                  TeXworks andrebbe benissimo, ma gli aggiornamenti sono annuali e decisamente laconici.

                                                                                                                                                                  TeXstudio non va male, anche se è tanto ingombrante.

                                                                                                                                                                  TeXShop? Va benissimo. Anzi, andava: a me l’ultima versione, la 3.77, si chiude inaspettatamente in continuazione.

                                                                                                                                                                  In altre parole, l’unico editor multipiattaforma che sembri funzionare è proprio TeXstudio. Questo il calibro degli ultimi change log:
                                                                                                                                                                  `TeXstudio 2.12.4
                                                                                                                                                                  —————-
                                                                                                                                                                  – detect definition of tex counts using \newcount
                                                                                                                                                                  – improve config dialog layout
                                                                                                                                                                  – make todo comment detection configurable
                                                                                                                                                                  – show frame titles in structure view
                                                                                                                                                                  – support table alignment in IEEEeqnarray, xtabular and mpxtabular
                                                                                                                                                                  – table alignment: fix aligning of empty cols
                                                                                                                                                                  – table alignment: place \\ if last columns is empty
                                                                                                                                                                  – warn if \begin{column} is used outside columns-env
                                                                                                                                                                  – workaround for not interpreting $ inside sweave \Sexpr{}
                                                                                                                                                                  – option to deactivate interperation of command definition in magic comments
                                                                                                                                                                  – remove pdf viewer subtypes from “Default Viewer” config. PDF viewer subtypes should be selected in “PDF Viewer”.
                                                                                                                                                                  – increase the maximal resolution for pdf rendering (bug 2003)
                                                                                                                                                                  – toolbar for embedded viewer can not turned-off anymore
                                                                                                                                                                  – show shortcuts in tooltips (can be deactivated in the options)
                                                                                                                                                                  – pass non-breaking space to grammar check (fixes bug 2040)
                                                                                                                                                                  – \item completion no adds a space (feature request 994)
                                                                                                                                                                  – fix highlighting of current section in structure (bug 2103)
                                                                                                                                                                  – fix delays when typing _abc
                                                                                                                                                                  – fix bug in log parser: wrong filename if empty brackets () occur in text
                                                                                                                                                                  – fix word repetition erro on non-breaking space (~)
                                                                                                                                                                  – fix file detection in latex/include file
                                                                                                                                                                  – fix width of side panel not saved (bug 2083)
                                                                                                                                                                  – fix ampersand in in recent session names
                                                                                                                                                                  – fix parsing of \RequirePackage in style files if the argument is completed on the same line
                                                                                                                                                                  – fix misinterpretation of closing brace if extra opening brace is used over multilines
                                                                                                                                                                  – fix jumping to first page when changing magnifier/hand in pdfviewer
                                                                                                                                                                  – fix spelling error on words followed by
                                                                                                                                                                  – show option –version when calling with –help
                                                                                                                                                                  – fix link to LibreOffice dictionaries
                                                                                                                                                                  – fix crash on pressing Esc in options
                                                                                                                                                                  – fix entering persian half-space letter
                                                                                                                                                                  – fix \maketitle completion
                                                                                                                                                                  – fix shortcut context on OSX
                                                                                                                                                                  – fix robustcommand definition
                                                                                                                                                                  – use $* instead of $@ in BUILD.sh (bug 2042)
                                                                                                                                                                  – add needspace.cwl
                                                                                                                                                                  – update some cwls
                                                                                                                                                                  – add turkish translation

                                                                                                                                                                  TeXstudio 2.12.2
                                                                                                                                                                  —————-
                                                                                                                                                                  – PDF shortcuts are now changable
                                                                                                                                                                  – Support LanguageTool json API (needed for LanguageTool > 3.5)
                                                                                                                                                                  – slightly improved layout of config dialog
                                                                                                                                                                  – improved detection of stdout and stderr redirection (bug 2019)
                                                                                                                                                                  – fix: duplicate side panel icons (bug 2016)
                                                                                                                                                                  – fix: togglefullscreen from maximised and in reverse (bug 2021)
                                                                                                                                                                  – fix: don't try to call bibtex/biber if there are no bibtex-files (bug 2025)
                                                                                                                                                                  – fix: detection of programs (bug 2037)
                                                                                                                                                                  – fix: avoid problems if check latex is called without open documents

                                                                                                                                                                  TeXstudio 2.12.0
                                                                                                                                                                  —————-
                                                                                                                                                                  – improved user interface: optimized layout, some new icons, some changes of color
                                                                                                                                                                  – warn if file-saving fails
                                                                                                                                                                  – cwl-based highlighting of todo-like commands
                                                                                                                                                                  – partly support \todo commands spanning multiple lines (starting line is considered for highlighting and structure entry)
                                                                                                                                                                  – partly support highlighting of multi-line titles: first line is highlighted
                                                                                                                                                                  – move cursor to context in line when clicking on log entry
                                                                                                                                                                  – add “Move all to other view” to editor tabs context menu
                                                                                                                                                                  – add shortcut Ctrl+Alt+X to open the current pdf in the external viewer
                                                                                                                                                                  – open the annotation dialog by double-clicking on an annotation in the list
                                                                                                                                                                  – indicate LanguageTool server in tooltip
                                                                                                                                                                  – indicate cursor RTL state in status bar
                                                                                                                                                                  – build commands can be edited in non-advanced mode
                                                                                                                                                                  – auto user commands on single argument math commands e.g. \overbrace{abc}
                                                                                                                                                                  – support \input of PGF/TikZ files in graphics wizard
                                                                                                                                                                  – support fix %BEGIN_FOLD in .rnw files
                                                                                                                                                                  – improved highlighting for pweave and sweave
                                                                                                                                                                  – improved tooltips on structure entries
                                                                                                                                                                  – improved text completion: support compound words, apostrophe, subscript in braces, words with underscores
                                                                                                                                                                  – Parenthesis -> Select Inner/Outer work also when the cursor is not next to a parenthesis but inside
                                                                                                                                                                  – don't clear highlights of search in pdf after timeout
                                                                                                                                                                  – revert to pre 2.11.0 save method on windows because the new QSaveFile has problems with Dropbox folders
                                                                                                                                                                  – option to disable safe writing of files (using QSaveFile) – non-Windows only
                                                                                                                                                                  – option to disable showing logfile/error list in case of compile errors
                                                                                                                                                                  – option to deactivate all reactions to external file changes
                                                                                                                                                                  – option to control the triple click behavior
                                                                                                                                                                  – additional shortcuts with Tab, Backspace, Del in shortcut options
                                                                                                                                                                  – portable version does now store all settings in a subfolder “config”
                                                                                                                                                                  – improved automatic handling of hg version information (relevant when building from source tar)
                                                                                                                                                                  – improved handling of cwl dublets
                                                                                                                                                                  – use Ctrl+Space for completion on OS X (was Cmd+Space which conflicts with Spotlight search)
                                                                                                                                                                  – deprecate command line option –ini-file FILE in favor of –config DIR
                                                                                                                                                                  – deprecate command line option –master in favor of –root
                                                                                                                                                                  – remove View -> Align Windows (obsolete because of the embedded viewer)
                                                                                                                                                                  – remove old toolbox style of side panel
                                                                                                                                                                  – fix crash (newenv without any arguments)
                                                                                                                                                                  – fix freeze when parsing incorrect \texorpdfstring with incorrect arguments (bug 1948)
                                                                                                                                                                  – fix label detection in glossaries.cwl (bug 1963)
                                                                                                                                                                  – fix: automatically run bibliography if there is no bbl file
                                                                                                                                                                  – fix: “Close last open environment” works now also for environments opened on the same line (bug 1957)
                                                                                                                                                                  – fix: hg version comparision assumed 'larger' if the version could not be determined
                                                                                                                                                                  – fix: do not lose focus to editor for “Find in PDF”
                                                                                                                                                                  – fix grammar check on words in text arguments
                                                                                                                                                                  – fix addchap/addpart entries not recognized as structure elements
                                                                                                                                                                  – fix incorrect double-click and drag behavior (bug 1936)
                                                                                                                                                                  – fix issues with not-updated bookmarks (bug 1950)
                                                                                                                                                                  – fix math hover preview in subfile
                                                                                                                                                                  – fix “Tab or Indent Selection”
                                                                                                                                                                  – fix detection of MikTeX 64bit
                                                                                                                                                                  – fix build with phonon
                                                                                                                                                                  – improved some cwl files

                                                                                                                                                                  TeXstudio 2.11.2
                                                                                                                                                                  —————-
                                                                                                                                                                  – major performance speedup, in case some default section commands were not defined in any used package
                                                                                                                                                                  – speed up pasting into large documents (factor 100x)
                                                                                                                                                                  – add comment toggle
                                                                                                                                                                  – improved search panel layout
                                                                                                                                                                  – improved bracket detection for \todo highlighting (bug 1789)
                                                                                                                                                                  – improved parsing of section titles (bug 1817)
                                                                                                                                                                  – added shorter auto-save intervals (1 min, 2 min)
                                                                                                                                                                  – detection of user-local installation of MikTeX
                                                                                                                                                                  – cwl-format: suffix %plain disables possible semantics associated with an argument name
                                                                                                                                                                  – cwl-format: suffix %labeldef for definition of labels
                                                                                                                                                                  – cwl-format: %suffix notation takes precedence over detection by argument name
                                                                                                                                                                  – cwl-format: allow 'key' to be used in label if #l is set
                                                                                                                                                                  – replace babel german by ngerman in presentation wizard
                                                                                                                                                                  – highlight cursorEnums in script
                                                                                                                                                                  – support reading an application style sheet from stylesheet.qss
                                                                                                                                                                  – fix crash on qt4 if update check is sucessful
                                                                                                                                                                  – fix: auto-indent
                                                                                                                                                                  – fix: make insertion of tabs work with cursor mirrors (bug 1788)
                                                                                                                                                                  – fix: verbatim setting for \verb|abc| (bug 1795)
                                                                                                                                                                  – fix: update of save icon after SaveAll (bug 1808)
                                                                                                                                                                  – fix: dictionaries in extracted .oxt files not recognized (bug 1804)
                                                                                                                                                                  – fix: replace with regexp containing lookahead (bug 1779)
                                                                                                                                                                  – fix: keep indentation when using the graphics wizard (1816)
                                                                                                                                                                  – fix: quote replacement on formerly hidden child documents (1827)
                                                                                                                                                                  – fix: do not interpret double backslash within braces as column end in tabular environment (bug 1831)
                                                                                                                                                                  – fix: show a warning if file could not be saved
                                                                                                                                                                  – fix: correctly handle optional arguments in command definitions
                                                                                                                                                                  – fix: handling of \let arguments
                                                                                                                                                                  – fix: spellchecking of words with apostrophe
                                                                                                                                                                  – fix: visibility of option for system theme icons on Linux
                                                                                                                                                                  – fix: scripting: cursor.movePostition(n, Left/Right) across empty lines and beyond end of file
                                                                                                                                                                  – fix: running scripts from the macro window
                                                                                                                                                                  – fix: mixture of zoom and scroll on ctrl+mouse wheel (bug 1847)
                                                                                                                                                                  – fix: scrreprt detection
                                                                                                                                                                  – fix: editor font rendering in case of UI scaling (note: this fix is partial and does currently only apply if Options -> Advanced Editor -> Disable Line Cache is chosen)
                                                                                                                                                                  – fix: argument scanning when option contain key/val pairs
                                                                                                                                                                  – fix: editor hiding when updating a windowed pdf viewer which was enlarged
                                                                                                                                                                  before changing to windowed mode (Bug #1876)
                                                                                                                                                                  – fix: repetition checking for words followed by colon (bug 1884)
                                                                                                                                                                  – fix: position of completer when competion words become very large
                                                                                                                                                                  – fix: freeze while typing \texorpdfstring (bug 1898)
                                                                                                                                                                  – fix: script error on editor.search with options and callback (bug 1899)
                                                                                                                                                                  – fix: regExp replace in multi doc search
                                                                                                                                                                  – updated some cwl files

                                                                                                                                                                  TeXstudio 2.11.0
                                                                                                                                                                  —————-
                                                                                                                                                                  – support two editors next to each other
                                                                                                                                                                  – new tabular wizard
                                                                                                                                                                  – support multi-line commands
                                                                                                                                                                  – add scrollbar marks for search and bookmarks
                                                                                                                                                                  – add command option –no-session
                                                                                                                                                                  – add manual to mac OS X app bundle data
                                                                                                                                                                  – improve table manipulation of tabu/longtabu
                                                                                                                                                                  – select words by doubleclick + hold + mousemove
                                                                                                                                                                  – restructure cwl search paths to settings/completion/user :/completion settings/completion/autogenerated
                                                                                                                                                                  – safer way of obtaining the PATH on OS X
                                                                                                                                                                  – add option for image tooltip
                                                                                                                                                                  – do not show explicit hyphens in section titles of the structure view
                                                                                                                                                                  – do not parse for structure in non-LaTeX-like languages
                                                                                                                                                                  – make preview work with \input in preamble (files get rewritten to absolute paths for the temporary compilation)
                                                                                                                                                                  – use QSaveFile for file saving instead of our custom file saving strategy if available (Qt5 only)
                                                                                                                                                                  – eneable left/right shortcuts for embedded viewer
                                                                                                                                                                  – remove multiple default values for latexmk (fixes bug 1694)
                                                                                                                                                                  – support environment variables in additional search paths
                                                                                                                                                                  – support [txs-app-dir] and [txs-settings-dir] in additional search paths for log and pdf
                                                                                                                                                                  – add statusbar icon for LanguageTool
                                                                                                                                                                  – make LanguageTool arguments configurable
                                                                                                                                                                  – add align cursor mirrors options
                                                                                                                                                                  – make pasting into cursor mirrors a single undo block
                                                                                                                                                                  – do not remove cursor mirrors on undo
                                                                                                                                                                  – select text of current item in Packages Help to allow easier overwriting (feature request 1063)
                                                                                                                                                                  – select search/replace texts when switchting there using Tab / Backtab (feature request 1064)
                                                                                                                                                                  – added optional workingDirectory argument to script function system()
                                                                                                                                                                  – added editor->insertSnippet() to scripting environment
                                                                                                                                                                  – added option to choose log encoding
                                                                                                                                                                  – make icons greyscale for viewer sync buttons if they are not activated
                                                                                                                                                                  – added a table template
                                                                                                                                                                  – added some elements to math/latex menus
                                                                                                                                                                  – unix: allow defining a datadir different from PREFIX/share
                                                                                                                                                                  – add the option to use system hunspell and quazip
                                                                                                                                                                  – add images to windows installer
                                                                                                                                                                  – document advanced code snippet properties in the manual
                                                                                                                                                                  – don't show dialog for creating a file if it could not be opened but exists
                                                                                                                                                                  – use Freedesktop Icon Naming Specification for standard icons
                                                                                                                                                                  – add qt5 autodetection to BUILD.sh
                                                                                                                                                                  – fix duplicated line endings for larger files (chunked loading)
                                                                                                                                                                  – fix: windows environment variables may contain brackets: PROGRAMFILES(X86)
                                                                                                                                                                  – fix env closing with $,$$,etc.
                                                                                                                                                                  – fix: go to PDF for temporarily compiled documents
                                                                                                                                                                  – fix finding root document when explicit root doc is set
                                                                                                                                                                  – fix spell check when word ends with point
                                                                                                                                                                  – fix argument detection: optional arguments may appear after mandatory ones
                                                                                                                                                                  – fix: correctly generate environment definition from \newenvironment in case of a default argument
                                                                                                                                                                  – fix crash in keyVal syntax check when the document was deleted in the meantime
                                                                                                                                                                  – fix: clear replace highlights when search term is changed
                                                                                                                                                                  – fix: cancel in marco dialog (bug 1662)
                                                                                                                                                                  – fixed interpretation of % !BIB program = … (bug 1667)
                                                                                                                                                                  – fix AltGr+F not typing [ on Croatian keyboard
                                                                                                                                                                  – fix cursor jumping to end of file when trying to jump from a non-matched bracket (bug 1668)
                                                                                                                                                                  – fix pasting columns over an existing selection (bug 1726)
                                                                                                                                                                  – fix broken language triggers (bug 1735)
                                                                                                                                                                  – fix quote replacements
                                                                                                                                                                  – fix line breaks for cursor mirrors
                                                                                                                                                                  – fix auto paren completion for cursor mirrors
                                                                                                                                                                  – fix line operations to work with cursor mirrors
                                                                                                                                                                  – fix sychronize text of placeholder mirror when inserting an environment on a selection (Ctrl+E)
                                                                                                                                                                  – fix font in pdf viewer status bar did not scale
                                                                                                                                                                  – fix loading of badword lists
                                                                                                                                                                  – fix LanguageTool startup
                                                                                                                                                                  – fix overlapping in unicodeinsert on osx
                                                                                                                                                                  – fix: pinyin input of punctuation (bug 1770)
                                                                                                                                                                  – fix: retain spaces when sending text to LanguageTool
                                                                                                                                                                  – fix: don't translate Ctrl+Alt+Left as the translation breaks the shortcut
                                                                                                                                                                  – several updates to cwl files
                                                                                                                                                                  – update poppler for windows to 0.39.0
                                                                                                                                                                  – improved generation of label texts`
                                                                                                                                                                  Naturalmente va citato Emacs + AUCTeX nelle sue incarnazioni, forse il migliore in assoluto. Lo dico perché lo riconosco, ma non riesco ad abituarmici.

                                                                                                                                                                  Ciao
                                                                                                                                                                  Tommaso

                                                                                                                                                                • #108812
                                                                                                                                                                  robitex
                                                                                                                                                                  Amministratore del forum
                                                                                                                                                                    Up
                                                                                                                                                                    0
                                                                                                                                                                    Down
                                                                                                                                                                    ::


                                                                                                                                                                    Sono giunto alla conclusione che l’editor ideale NON esiste!
                                                                                                                                                                    Preferibile usare quello più adatto al compito che si ha davanti.
                                                                                                                                                                    Pesonalmente ne uso due o tre.
                                                                                                                                                                    R.

                                                                                                                                                                  • #108813
                                                                                                                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                    Partecipante
                                                                                                                                                                      Up
                                                                                                                                                                      0
                                                                                                                                                                      Down
                                                                                                                                                                      ::

                                                                                                                                                                      OldClaudio” post=110418Io direi che TeXstudio per chi non ha il Mac sia la cosa migliore […].

                                                                                                                                                                      illinguista1972″ post=110419In altre parole, l’unico editor multipiattaforma che sembri funzionare è proprio TeXstudio.

                                                                                                                                                                      Benissimo allora per consigliare, a chi non usa Mac, TeXstudio al posto di TeXworks. Di sicuro, credo che una guida di base come l’Arte debba consigliare un solo editor per piattaforma.

                                                                                                                                                                      Quello che nell’Arte è scritto per TeXworks vale anche per TeXstudio? Se mi dite di sì (come ho detto, non li conosco!) sostituisco “TeXstudio” al posto di “TeXworks”, cambio lo screenshot ed elimino dalla bibliografia l’articolo di Enrico su TeXworks.

                                                                                                                                                                      Appena mi date l’ok, procedo.

                                                                                                                                                                    • #108814
                                                                                                                                                                      OldClaudio
                                                                                                                                                                      Partecipante
                                                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                                                        0
                                                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                                                        ::


                                                                                                                                                                        Per sostituire TeXstudio a TeXworks non devi fare granché, perché anche epr TeXworks hai scritto pochissimo.

                                                                                                                                                                        In ogni caso:
                                                                                                                                                                        1) Hai bisogno di una tipica schermata di TeXstudio da sostituire alla tipica schermata di TeXworks. Sarebbe meglio che la tipica schermata sia presa da una piattaforma Windows, se non altro perché consigli TeXstudio per coloro che usano piattaforme diverse dal Mac.
                                                                                                                                                                        2) Sul Mac le impostazioni BibTeX –> biber si possono fare nello stesso modo che hai indicato per TeXworks, ma le preferenze si trovano in un sotto menù che non ti so indicare perché io sono su un Mac e non ho una piattaforma WIndows a disposizione.

                                                                                                                                                                        Direi, però che TeXstudio, come TeXworks e TeXShop dispone delle righe magiche di autoconfigurazione per un documento specifico; Io, per esempio uso sempre la riga magica
                                                                                                                                                                        ` % !BIB program = …`
                                                                                                                                                                        con il nome del gestore del database coerente con il tipo di biliografia che voglio comporre; al posto dei scrivo dunque bibtex o biber a seconda di come voglio comporre al bibliografia per quello specifico documento.

                                                                                                                                                                        Qualcuno che che faccio questo con TeXShop su un Mac: qualcuno che usa TeXstudio su WIndows dovrebbe verificartelo.

                                                                                                                                                                        LA strada delle righe di autoconfigurazione (magiche) è senz’altro quella da preferire per tutti. Ahimè con emacs+auctex e Aquamacs le righe magiche sono completamente diverse.

                                                                                                                                                                      • #108815
                                                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                                                        0
                                                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                                                        ::

                                                                                                                                                                        OldClaudio” post=110431Ahimè con emacs+auctex e Aquamacs le righe magiche sono completamente diverse.

                                                                                                                                                                        Penso di averlo già detto altre volte, ma ogni tanto fa bene ripeterlo: AUCTeX ha le cosiddette righe magiche da circa 20-25 anni (Emacs di per sé usa le variabili locali da sempre, quindi stiamo parlando di 40 anni). Credo che all’epoca tutti gli editor che hanno poi iniziato a usare proprie convenzioni dovevano ancora essere pensati. Direi che sono gli altri a non essersi adattati 😛

                                                                                                                                                                      • #108816
                                                                                                                                                                        OldClaudio
                                                                                                                                                                        Partecipante
                                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                                          ::


                                                                                                                                                                          Non volevo dire che auctex è arrivato per ultimo. L’ho indicato per ultimo, perché la maggior parte degli utenti (secondo stime recenti sono l’83% di utenti di calcolatori personali) usa Windows, e non ne conosco nessuno che sappia nemmeno dell’esistenza di emacs. Non escludo che ce ne siano, ma non ne ho mai incontrati, escludendo i professionisti che passano da una piattaforma all’altra a occhi chiusi.
                                                                                                                                                                          Duque se Lorenzo vuol indicare solo due sistemi operativi che gli paiccano o che siano multipiattaforma, deve volare basso e accontentarsi o di TeXstudio o di TeXworks, che non gli piace, e quindi lo “cancella”.

                                                                                                                                                                          Confesso di averci provato più di una volta, ma alla mia età i neuroni non funzionano più tanto bene e non ce la faccio. Per un periodo di tempo ho usato emacs solo per consultare le festa da calendario, per evitare di mettere i test di ammissione (a settembre) nel giorno del capodanno ebraico. C’è da ridere a confessare una cosa del genere, ma solo emacs poteva provvedere una funzionalità di questo genere.

                                                                                                                                                                        • #108817
                                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                                          ::

                                                                                                                                                                          OldClaudio” post=110436Non volevo dire che auctex è arrivato per ultimo.

                                                                                                                                                                          No no, mi riferivo al fatto che spesso sembra che Emacs voglia sempre essere alternativo e che gli sviluppatori si divertano a fare le cose diverse dagli altri programmi (per esempio, uso di righe magiche differenti). Invece il problema è che spesso le funzionalità in Emacs sono state sviluppate molto prima rispetto agli altri programmi 😉 Un esempio stupido: in Emacs il copia-incolla si fa con [tt]Alt + W[/tt] e [tt]Ctrl + Y[/tt], invece degli ubiqui [tt]Ctrl + C[/tt] e [tt]Ctrl + V[/tt]. Questo spesso spaesa i neofiti, convincendoli che Emacs faccia cose senza senso. In realtà le scorciatoie [tt]Ctrl + C[/tt] e [tt]Ctrl + V[/tt] sono state standardizzate nel 1987 con lo https://en.wikipedia.org/wiki/IBM_Common_User_Access, Emacs, in varie incarnazioni, era già in giro da un decennio. Certo, Emacs non si è adattato allo standard per le scorciatoie predefinite e ha proseguito per la sua strada, ma le scorciatoie CUA sono comunque facilmente attivabili dall’utente (è addirittura molto facile da fare col mouse).

                                                                                                                                                                        • #108818
                                                                                                                                                                          lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                          Partecipante
                                                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                                                            0
                                                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                                                            ::

                                                                                                                                                                            OldClaudio” post=110431Per sostituire TeXstudio a TeXworks non devi fare granché, perché anche epr TeXworks hai scritto pochissimo.

                                                                                                                                                                            Certo, ed è voluto: ho ridotto al massimo le parti dell’Arte a obsolescenza rapida.

                                                                                                                                                                            OldClaudio” post=110431In ogni caso:
                                                                                                                                                                            1) Hai bisogno di una tipica schermata di TeXstudio da sostituire alla tipica schermata di TeXworks. Sarebbe meglio che la tipica schermata sia presa da una piattaforma Windows, se non altro perché consigli TeXstudio per coloro che usano piattaforme diverse dal Mac.

                                                                                                                                                                            Ho setacciato la Rete alla ricerca di screenshot e ne ho trovato uno abbastanza chiaro.

                                                                                                                                                                            OldClaudio” post=110436Duque se Lorenzo vuol indicare solo due sistemi operativi che gli paiccano o che siano multipiattaforma, deve volare basso e accontentarsi o di TeXstudio o di TeXworks, che non gli piace, e quindi lo “cancella”.

                                                                                                                                                                            Voglio consigliare un solo editor per piattaforma: quindi TeXShop per Mac, e TeXstudio per Windows e Linux.

                                                                                                                                                                            Ecco qua:

                                                                                                                                                                            http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ArteLaTeX.pdf

                                                                                                                                                                            Ho bisogno di voi per tre cose:
                                                                                                                                                                            1. va bene quello che dico su TeXstudio?
                                                                                                                                                                            2. quello che dico a pagina 114 su come impostare Biber in TeXstudio è corretto?
                                                                                                                                                                            3. lo screenshot che ho trovato non è il massimo, se ne avete uno più chiaro (possibilmente delle dimensioni 3×2), sono qui.

                                                                                                                                                                          • #108819
                                                                                                                                                                            lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                            Partecipante
                                                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                                                              0
                                                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                                                              ::


                                                                                                                                                                              Ho aggiornato tutte le mie guide, suggerendo TeXstudio al posto di TeXworks.

                                                                                                                                                                              http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX.html

                                                                                                                                                                              Se ci date un’occhiata, mi fate cosa gradita!

                                                                                                                                                                            • #108820
                                                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                                                              0
                                                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                                                              ::


                                                                                                                                                                              Chiedo scusa, non so se questo è il topic giusto. Volevo chiedere un chiarimento sull’Arte: al 7.2.2 Record e campi, il campo indicato per l’inserimento della data di pubblicazione è date; ma non dovrebbe essere year?

                                                                                                                                                                            • #108821
                                                                                                                                                                              OldClaudio
                                                                                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                                                0
                                                                                                                                                                                Down
                                                                                                                                                                                ::


                                                                                                                                                                                Nell’argomento di \ate ci puoi scrivere quello che ti pare, per esempio: \date{\today}; \date{\the\year}; \date{XIV martii MMXIX}; \date{Decima conferenza di topologia. Topolinia, 2019) 🙂

                                                                                                                                                                              • #108822
                                                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                                                0
                                                                                                                                                                                Down
                                                                                                                                                                                ::


                                                                                                                                                                                Chiedo scusa, forse mi sono spiegato male. Nei due documenti che ho prodotto fin ora comprensivi di bibliografia, ho sempre usato year = {} nel database bibliografico. Ho fatto una prova: se nel database bibliografico metto date = {anno}, nel documento la referenza viene composta correttamente a meno dell’anno (che non viene stampato). Se invece metto year = {anno} compare anche l’anno. Non so a questo punto da cosa dipenda (date e year sono intercambiali?).

                                                                                                                                                                              • #108823
                                                                                                                                                                                OldClaudio
                                                                                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                                                  0
                                                                                                                                                                                  Down
                                                                                                                                                                                  ::


                                                                                                                                                                                  In effetti io non ho capito quanto scrivevi, perché ti sei spiegato benissimo specificando il paragrafo 7.2.2 dell’Arte; io ho parlato del comando \date di LaTeX, tu parli invece del database bibliografico, che NON è in linguaggio LaTeX. Scusami

                                                                                                                                                                                  In LaTeX il comando \date è attivo solo mentre vene composto il titolo del documento.
                                                                                                                                                                                  Nel database bibliografico i campi possibili sono solo year, date added, e date modified; gli ultimi due riguardano solo le informazioni scritte nel database e non vengono trasferite alla bibliografia composta con uno dei programmi di composizione basati su LaTeX; infatti non mi risulta che né bibtex, né biber astraggano quei campi quando vengono lanciati per scrivere il file .bbl necessario ai programmi di composizione per comporre la bibliografia.

                                                                                                                                                                                  Io ho composto moltissime bibliografie usando sia il pacchetto natbib (e derivati) con l’estrattore bibtex, e il pacchetto biblatex con poche aggiunte di pacchetti aggiuntivi, e l’estrattore biber, ma non ho mai pensato di usare il campo date, che, consultando la documentazione sia di natbib, sia di biblatex non ho mai incontrato.

                                                                                                                                                                                  Questo mi fa pensare che quanto scritto nel paragrafo 7.2.2 dell’arte sia sbagliato o sia “obsoleto”. Nel senso che non è escluso che 10 o 15 anni fa potesse essere un nome di campo corretto. Mi stupisco molto di questo fatto, perché gli autori dell’Arte sono molto preciso e scrupolosi e so che hanno rivisto il testo milllanta volte; e molti altri hanno rivisto il testo. Apparentemente nessuno si è accorto di questo “errore”.
                                                                                                                                                                                  Noto anche che questo “errore” si trova anche nel paragrafo 11.2.2 della LaTeXpedia.

                                                                                                                                                                                • #108824
                                                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                                                  0
                                                                                                                                                                                  Down
                                                                                                                                                                                  ::


                                                                                                                                                                                  Figurati. Il dubbio mi era venuto perché in un’altra guida che ho letto per la bibliografia, non si menzionava il campo date. Siccome l’Arte è il riferimento di sicurezza per me, sono andato a controllare per vedere cosa si diceva lì e ho notato l’incongruenza (che poi ho pensato di segnalare qui).

                                                                                                                                                                                • #108825
                                                                                                                                                                                  lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                                  Partecipante
                                                                                                                                                                                    Up
                                                                                                                                                                                    0
                                                                                                                                                                                    Down
                                                                                                                                                                                    ::

                                                                                                                                                                                    Giuseppe_90″ post=116132date e year sono intercambiali?

                                                                                                                                                                                    Grazie per la segnalazione, innanzitutto.

                                                                                                                                                                                    Ho appena controllato: la prima versione dell’Arte (2008) menzionava il campo “year” e non “date”. Il campo “date” (al posto di “year”) compare per la prima volta nella versione del 2010 dell’Arte, quando suggeriamo di caricare biblatex (le prime versioni dell’Arte non lo facevano).

                                                                                                                                                                                    Nelle mie bibliografie ho record che usano indifferentemente i campi “date” e “year”. Compilando (con biblatex, che carico sempre) li produco tutti senza problemi, quindi significa che il campo “date” esisteva eccome. Ovviamente, le cose possono essere cambiate (la versione di LaTeX che uso è datata).

                                                                                                                                                                                    Ho sempre pensato (vado a memoria) che “date” fosse un campo introdotto da biblatex, che è molto preciso: se voglio indicare che un articolo è stato scritto il 16 maggio del 2019 il nome più giusto del campo è “date”, non “year”.

                                                                                                                                                                                    Ah, negli stili philosophy di Ivan Valbusa (che uso) c’è il campo “origdate”: difficile pensare che non faccia (facesse) riferimento al campo “date”.

                                                                                                                                                                                    Ciò detto, se mi dite che il campo “date” non va bene, aggiorno le guide. Ma sarebbe interessante capire che è successo: se biblatex avesse eliminato “date”, rendendo scorrette tutte le bibliografie che lo usano, sarebbe spiacevole, anche se metterci una pezza è facile.

                                                                                                                                                                                  • #108826
                                                                                                                                                                                    lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                                    Partecipante
                                                                                                                                                                                      Up
                                                                                                                                                                                      0
                                                                                                                                                                                      Down
                                                                                                                                                                                      ::


                                                                                                                                                                                      A proposto dell’installazione e aggiornamento di LaTeX, Heirich Fleck (che ringrazio) mi segnala che quelle parti andrebbero dell’Arte cambiate. Mi segnala anche problemi nell’aggiornamento di TeX Live su Windows.

                                                                                                                                                                                      Riporto quello che ho scritto ad Heinrich.

                                                                                                                                                                                      Il capitolo dell’Arte sull’installazione e l’aggiornamento di LaTeX è quello che invecchia più in fretta. Ho sempre pensato che meno diciamo, meglio è. Dubito che domattina i comandi \chapter o \footnote vengano sostituiti da qualcos’altro. Invece è possibile che domattina la procedura di installazione di LaTeX cambi. Correrci dietro non ha molto senso, per me.

                                                                                                                                                                                      Sono un matematico, non un informatico: di LaTeX amo quello che non cambia (\chapter, \footnote, \begin{equation}, …). La procedura di installazione e aggiornamento mi lascia freddo. Il mio software ideale si installa con un doppio clic e si aggiorna da solo. Il di più viene dal maligno. 😉

                                                                                                                                                                                      1. Installare LaTeX su Mac. Non lo faccio da anni, ma presto (entro l’estate, diciamo) dovrò farlo: sono in procinto di comprare un nuovo iMac. Installare e aggiornare LaTeX su Mac era abbastanza facile, ma non facile quanto vorrei. Vedrò se le cose sono cambiate.

                                                                                                                                                                                      2. Installare LaTeX su Windows. L’ultima volta che ci ho provato non ci sono riuscito. Non scherzo. Speravo che le cose migliorassero con il tempo, ma da quello che scrivi sembra di no. Mah.

                                                                                                                                                                                      3. Installare su Linux. Mai fatto. E in più c’è il problema che ci sono più distribuzioni di Linux, e per quel poco che ne so non esiste una procedura unica che vada bene per tutte.

                                                                                                                                                                                      In definitiva, come proponi di modificare le pag. 13-14? Te la senti di mandarmi una bozza? Le istruzioni non devono essere dettagliate, devono essere le più semplici possibili. Circa Linux, va bene (continuare a) rinviare il lettore a un documento esterno. Io ovviamente potrò scrivere e controllare la parte che riguarda MacTeX (sempre che si chiami ancora così: anche il sistema operativo del Mac ha cambiato nome).

                                                                                                                                                                                      P.S. Domande.
                                                                                                                                                                                      1. La distrbuazione di riferimento è sempre TeX Live?
                                                                                                                                                                                      2. Gli editor di riferimento sono ancora TeXstudio e TeXShop? O nel frattempo è uscito qualcosa di meglio?
                                                                                                                                                                                      3. Il documento di Enrico sull’installazione con Linux è ancora valido?

                                                                                                                                                                                      Ringrazio fin d’ora chiunque vorrà contribuire.

                                                                                                                                                                                    • #108827
                                                                                                                                                                                      Up
                                                                                                                                                                                      0
                                                                                                                                                                                      Down
                                                                                                                                                                                      ::

                                                                                                                                                                                      lorenzo.pantieriGli editor di riferimento sono ancora TeXstudio e TeXShop? O nel frattempo è uscito qualcosa di meglio?

                                                                                                                                                                                      TeXworks per sempre! Perché ce l’avete con TeXworks? 😀 Io ritengo – e saranno pure gusti personali – che meriti una menzione. È spartano sì – se non sbaglio anche TeXshop -, ma avere dei fogli puliti senza fronzoli può aiutare durante la scrittura. Poi… de gustibus

                                                                                                                                                                                      lorenzo.pantieriIl documento di Enrico sull’installazione con Linux è ancora valido?

                                                                                                                                                                                      Non lo so. C’è chi ancora lo usa. Io di mio ho combinato pasticci la prima e l’unica volta (essenzialmente seguivo alla cieca, tanto ero alle prime armi…) Io sto imparando il Perl e spulciando un po’ alcune parti del file install-tl e sono alla ricerca di un metodo più pulito e semplice. Ho raccattato un po’ di cose in giro e il risultato è questo. Io voglio:
                                                                                                                                                                                      1. dare delle istruzioni più generali, funzionanti, durature e elementari!
                                                                                                                                                                                      2. non spaventare i neofiti (tutti noi sappiamo che palla al piede può rivelarsi l’installazione, a volte una porta in faccia, con relative conseguenze…)
                                                                                                                                                                                      3. non usare “ln” e creare collegamenti simbolici sparsi qua e là, perché l’utente alle prime armi può perderne il conto e il controllo
                                                                                                                                                                                      4. evitare che l’utente faccia casini e non capisca ciò che fa col terminale: a questo punto penso di consigliare di mettere l’intera cartella /texlive nella /home con `TEXLIVE_INSTALL_PREFIX=$HOME/texlive <...>/install-tl` e fare così in modo che utenti impacciati non vengano in contatto con il potentissimo sudo.
                                                                                                                                                                                      5. dare istruzioni su come disinstallare in toto la distribuzione (per un motivo o l’altro, non giudichiamo nessuno)

                                                                                                                                                                                      lorenzo.pantieriLa distrbuazione di riferimento è sempre TeX Live?

                                                                                                                                                                                      C’è anche MiKTeX ora, ma mai provato personalmente… Però ha delle buone potenzialità…

                                                                                                                                                                                      %%%
                                                                                                                                                                                      A questo scopo sto pensando di scrivere uno script in sh/Bash chiamato tl-install.sh per automatizzare il tutto, quando avrò tempo… Così ti basta fare `. <...>/tl-install.sh` e tu utente berti un un caffé in quei 15 minuti di installazione.
                                                                                                                                                                                      %%%

                                                                                                                                                                                    • #108828
                                                                                                                                                                                      lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                                      Partecipante
                                                                                                                                                                                        Up
                                                                                                                                                                                        0
                                                                                                                                                                                        Down
                                                                                                                                                                                        ::


                                                                                                                                                                                        Risolto il mistero!

                                                                                                                                                                                        OldClaudioIl campo date è specifico di biblatex e non è mai esitito nei file bib da gestire con bibtex; il campo date di biblatex serve per scrivere una
                                                                                                                                                                                        data, non solo l’anno, con il formato ISO: YYYY-MM-DD; consente anche delle date incomplete ed equivale al descrittore year solo se non si specificano le altre parti della data.

                                                                                                                                                                                        Probabilmente chi si è rivolto al forum non considerava che nelle tue guide dici che dai per scontato che si usi biblatex con il motore di
                                                                                                                                                                                        estrazione biber. Siccome bibtex si può usare anche con biblatex specificando la risorsa che si usa per estrarre le informazioni dal database, ogni volta che si parla di campi gestibili solo da biber, bisognerebbe specificarlo, altrimenti la guida diventa ambigua.

                                                                                                                                                                                        Chiarissimo. In effetti nell’Arte c’è scritto:

                                                                                                                                                                                        Da qualche anno il nuovo motore bibliografico predefinito da biblatex è Biber. BibTeX è ancora utilizzabile, ma il fatto che lavori con una versione obsoleta di biblatex suggerisce di preferire senz’altro il primo, il cui sviluppo procede parallelamente a quello del pacchetto presentato in questo capitolo. Ed è questa la scelta qui raccomandata.

                                                                                                                                                                                        Forse bisogna essere più perentori. Anziché scrivere “raccomandata” (una raccomandazione si può seguire o no) scriviamo “fatta”. Il concetto è: “Da qui fino alla fine del capitolo assumiamo che si carichi il pacchetto biblatex e che si compili con Biber”. Ho scritto “adottata” al posto di “raccomandata” e rimesso “date” al suo posto.

                                                                                                                                                                                        OldClaudioMacTeX non è difficile da installare; condivide con le altre installazioni basate su TeX Live la difficoltà di aggiornamento
                                                                                                                                                                                        “frequente” (il lo eseguo ogni 7-10 giorni); ma, impostata correttamente l’applicazione TeX Live Utility.app (cioè scegliendo un mirror
                                                                                                                                                                                        affidabile da cui scaricare gli aggiornamenti dei soli pacchetti aggiornati nell’ultimo lasso di tempo) Il tutto si riduce a un click sul nome di una applicazione. L’ultima volta che ho installato MacTeX (un paio di settimane fa; da allora ho aggiornato un paio di volte) ci ho messo circa mezz’ora per scaricare il file di installazione, e due minuti e mezzo per installare; due click in tutto; questo secondo te è difficile?

                                                                                                                                                                                        MiKTeX, se vuoi è ora disponibile anche per Mac; anche MiKTeX richiede di aggiornare; questo è un effetto secondario del software aperto: ci sono migliaia di persone che contribuiscono software al sistema TeX e lo fanno da volontari, nel tempo di cui dispongono e quando possono, ma soprattutto quando hanno qualcosa da condividere con gli altri; tu stesso ai contribuito ArsClassica, quindi sai che cosa intendo.

                                                                                                                                                                                        Vero, MacTeX non è difficile né da installare né da aggiornare. Ma secondo i miei (severi) criteri, un software è facile da installare e aggiornare se si installa con due clic e si aggiorna da solo. Molti software Mac, anche complessi e costosi, sono fatti così. LaTeX no, perché bisogna aggiornarlo manualmente (addirittura impostando un mirror, concetto che l’utente normale dovrebbe essere libero di ignorare serenamente). Questa, per me, è una pecca.

                                                                                                                                                                                        OldClaudioPer il tuo nuovo iMac, ricordati che ha un processore a 64 bit e che alcuni software a 32 bit che girano sugli iMac di qualche anno fa, non girano più su quelli nuovi.

                                                                                                                                                                                        Purtroppo. Per esempio, ho una vecchia versione di Matehmatica che ho pagato soldi sonanti, perfetta per me. Aggiornando, quel software non girerà più e dovrò comprare la versione nuova, che ha funzioni che non mi interessano. Ricordo al riguardo una gag di Crozza nei panni di Tim Cook… 😉

                                                                                                                                                                                        Indrjo Dedej” post=116148
                                                                                                                                                                                        TeXworks per sempre! Perché ce l’avete con TeXworks?

                                                                                                                                                                                        Non ce l’ho con TeXworks: non l’ho mai usato. L’ho aperto una volta e l’ho trovato brutto e confuso. Oddio, non che TeXstudio mi sia piaciuto molto di più. Consigliandolo, mi sono fidato dei consigli di chi ne sa più di me (Claudio e Tommaso, in primis). Personalmente, abbandonerei TeXShop solo se trovassi un editor più semplice e ancora più minimale. Peccato (per gli utenti delle altre piattaforme) che sia solo per Mac. 😉

                                                                                                                                                                                        Indrjo Dedej” post=116148
                                                                                                                                                                                        Io ritengo – e saranno pure gusti personali – che meriti una menzione.

                                                                                                                                                                                        No. Una guida deve prendere posizione. L’utente, soprattutto se principiante, ha diritto di essere guidato: una guida serve a quello, no? 😉

                                                                                                                                                                                        Quanto a Linux, non lo conosco: cedo volentieri la palla a chi ne sa. Enrico, però, è un’autorità.

                                                                                                                                                                                        Grazie a tutti.

                                                                                                                                                                                      • #108829
                                                                                                                                                                                        samiel
                                                                                                                                                                                        Partecipante
                                                                                                                                                                                          Up
                                                                                                                                                                                          0
                                                                                                                                                                                          Down
                                                                                                                                                                                          ::

                                                                                                                                                                                          3. Installare su Linux. Mai fatto. E in più c’è il problema che ci sono più distribuzioni di Linux, e per quel poco che ne so non esiste una procedura unica che vada bene per tutte.

                                                                                                                                                                                          Certo che c’è! Lasciando stare i pacchetti debianizzati (che cmq da un paio di anni non sono più in cosmico ritardo),

                                                                                                                                                                                          1. si scarica la .iso
                                                                                                                                                                                          2a. la si masterizza
                                                                                                                                                                                          2b. non la si masterizza, ma semplicemente la si monta
                                                                                                                                                                                          3. si va nella directory del CD o della .iso
                                                                                                                                                                                          4. si lancia il comando perl install-tl
                                                                                                                                                                                          5. si sceglie di installare tutto
                                                                                                                                                                                          6. si aspetta qualche minuto
                                                                                                                                                                                          7. si mettono o aggiornano i PATH in /etc/profile e in ~/.bashcr
                                                                                                                                                                                          `PATH=/usr/local/texlive/2019/bin/x86_64-linux:$PATH; export PATH
                                                                                                                                                                                          MANPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/man:$MANPATH; export MANPATH
                                                                                                                                                                                          INFOPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/info:$INFOPATH; export INFOPATH`
                                                                                                                                                                                          8. o si riavvia oppure, visto che Linux non è Windows, si fanno leggere i due suddetti file col comando source
                                                                                                                                                                                          9. si usa la nuova Texlive

                                                                                                                                                                                          m

                                                                                                                                                                                        • #108830
                                                                                                                                                                                          lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                                          Partecipante
                                                                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                                                                            0
                                                                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                                                                            ::

                                                                                                                                                                                            samiel” post=116151

                                                                                                                                                                                            3. Installare su Linux. Mai fatto. E in più c’è il problema che ci sono più distribuzioni di Linux, e per quel poco che ne so non esiste una procedura unica che vada bene per tutte.

                                                                                                                                                                                            Certo che c’è! Lasciando stare i pacchetti debianizzati (che cmq da un paio di anni non sono più in cosmico ritardo),

                                                                                                                                                                                            1. si scarica la .iso
                                                                                                                                                                                            2a. la si masterizza
                                                                                                                                                                                            2b. non la si masterizza, ma semplicemente la si monta
                                                                                                                                                                                            3. si va nella directory del CD o della .iso
                                                                                                                                                                                            4. si lancia il comando perl install-tl
                                                                                                                                                                                            5. si sceglie di installare tutto
                                                                                                                                                                                            6. si aspetta qualche minuto
                                                                                                                                                                                            7. si mettono o aggiornano i PATH in /etc/profile e in ~/.bashcr
                                                                                                                                                                                            `PATH=/usr/local/texlive/2019/bin/x86_64-linux:$PATH; export PATH
                                                                                                                                                                                            MANPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/man:$MANPATH; export MANPATH
                                                                                                                                                                                            INFOPATH=/usr/local/texlive/2019/texmf-dist/doc/info:$INFOPATH; export INFOPATH`
                                                                                                                                                                                            8. o si riavvia oppure, visto che Linux non è Windows, si fanno leggere i due suddetti file col comando source
                                                                                                                                                                                            9. si usa la nuova Texlive

                                                                                                                                                                                            Conosco Linux solo di fama, quindi devo fidarmi di quello che mi dite voi forumisti. Heinrick Fleck propone di integrare il passo dell’Arte così:

                                                                                                                                                                                            A causa di alcuni limiti imposti dagli sviluppatori, non si può installare e aggiornare TeX Live sulle distribuzioni Linux con la semplicità degli altri sistemi operativi. Le istruzioni descritte nella guida di [Gregorio, 2013] però, permettono di farlo con molta tranquillità. La procedura lì descritta, cui si rimanda, funziona su una distribuzione di Ubuntu correttamente installata e, con qualche modifica, anche su Fedora (e simili) e OpenSuSe (e simili). Se invece si usa una distribuzione Slackware si consiglia di seguire le istruzioni riportate nella guida (Fleck, 2017).

                                                                                                                                                                                            Una cosa non mi va molto a genio.: così le distribuzioni menzionate dall’Arte sarebbero Ubuntu e Slackware, ma le distribuzioni di Linux sono moltissime.

                                                                                                                                                                                            https://www.internetgs.it/migliori-distribuzioni-linux

                                                                                                                                                                                            Questo link ne elenca 15, ma le distribuzioni di Linux sono di più. Inoltre, da quanto capisco ciascuna distribuzine di Linux ha delle varianti: non metto la mano sul fuoco che quello che si dice per una distribuzione valga per tutte le sue varianti. Un delirio (per me), ma evidentemente gli utenti di Linux sono contenti così…

                                                                                                                                                                                            Sta di fatto che se l’Arte spiega come installare TeX Live su Ubuntu e Slackware, la domande sorge spontanea: e perché non Linux Mint? E Debian? Fedora? E le altre? Non se ne esce.

                                                                                                                                                                                            Il forumista Samiel dice che c’è una semplice procedura che va bene per tutte le distribuzioni di Linux meno Debian. Questo, però, sembra contraddire quanto riportato negl articoli di Enrico e si Heinrich, che spiegano come installare LaTeX solo su distribuzioni molto particolari: se c’è un’unica procedura che va bene per tutto, perché non dirla?

                                                                                                                                                                                            Mah.

                                                                                                                                                                                            Ripeto: posso parlare di LaTeX e di come installarlo su Mac: sugli altri sistemi operativi posso solo fare “il traduttor dei traduttor d’Omero”. In altre parole, quei paragrafi dovete propormeli voi: io posso solo vagliarli e copiarli sull’Arte… 😉

                                                                                                                                                                                          • #108831
                                                                                                                                                                                            Up
                                                                                                                                                                                            0
                                                                                                                                                                                            Down
                                                                                                                                                                                            ::


                                                                                                                                                                                            La procedura proposta da Samiel e scritta in quelle note che ho linkato va bene: io l’ho provato su ubuntu, ubuntu mate, elementary OS, pure OS e che io sappia, mai provato, va bene sulla “madre” Debian. Su Tails non mi esprimo distesamente, è pensato per soffrire di amnesia e per essere portato in chiavetta. Non vedo perché non debba funzionare su Fedora, Slackware o ArchLinux.

                                                                                                                                                                                          • #108832
                                                                                                                                                                                            OldClaudio
                                                                                                                                                                                            Partecipante
                                                                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                                                                              0
                                                                                                                                                                                              Down
                                                                                                                                                                                              ::


                                                                                                                                                                                              Lorenzo, sono bene al corrente circa la tua ritrosia nei confronti degli aggiornamenti e nel gestire cose che non fanno parte della tua esperienza diretta. L’hai già detto sul forum anche altre volte e hai ripetuto anche recentemente che lavori ancora con MacTeX (TeX Live per Mac) del 2013 e che con riluttanza con il tuo nuovo iMac devi installare la versione del 2019.
                                                                                                                                                                                              Le probabilità che cose composte con software di 6 anni fa richiedano di doverci mettere le mani sopra sono alte. Tuttavia non scoraggiarti; TeX Live e LaTeX in generale sta facendo passi avanti notevoli da un paio d’anni; fino al 2017 il nucleo di LaTeX veniva ritoccato solo per gli errori veri e propri; ora vengono apportate modifiche al nella sostanza; Frank Mittelbach ha prodotto un meccanismo di “roll back”, descritto in un articolo che compare tradotto in italiano su Ars 27, per poter usare le versioni “anziane” nei casi in ci sia il bisogno di farlo. Tuttavia io raramente ho dovuto rimettere mano su miei documenti datati perché non funzionavano più; mi è capitato solo per la compatibilità con le norme ISO per l’archiviabilità — argomento che anche a livello normativo è sempre in ebollizione.

                                                                                                                                                                                              Ma senza divagare le tue conoscenze in merito alle dozzine di realizzazioni di sistemi Linux sono minori delle mie; io ho usato (persino comperato una versione commerciale) alcune versioni Linux e ho imparato alcune cose in merito ai sistemi UNIX, tanto che il mio passaggio da Windows a Mac è avvenuto senza inciampi.

                                                                                                                                                                                              Ma quello che ho imparato è che di Linux conformi ai dettati del consorzio Debian ce ne sono tanti, fra i quali Ubuntu e le sue varianti, Slackware, Debian, Mint e molti altri di quelli che hai citato; ma di TeX Live ne esiste al versione ufficiale per ogni piattaforma Linux che va scaricata e installata da CTAN e/o dai suoi mirror, e la versione Debianizzata, che si scarica dai repository Debian; Quello che si dice spesso a proposito della versione Debianizzata (in ritardo, aggiornabile solo quando i repository mettono a disposizione i suoi grossi pacchetti verificati dai Debianizzatori del consorzio Debian (fra i quali anche il nostro amico Norbert Preining, che non ci frequenta più direttamente perché si era trasferito, e forse lo è ancora, in Giappone), che non dispone del tlmgr o di altra simile applicazione per l’aggiornamento continuo).

                                                                                                                                                                                              I suggerimenti che hai avuto in merito all’installazione su Linux valgono per tutte le distribuzioni Linux, anche quelle conformi ai dettami del consorzio Debian, di TeX Live scaricato da CTAN. Possono variare in alcuni piccoli dettagli; ma la procedura è quella descritta nel documento di Enrico texlive-YYYY-ubuntu.pdf contenuto nella pagina di documentazione del nostro forum; vi si parla esplicitamente anche di OpenSuse e di Fedora; ma chi ha seguito quelle istruzioni l’ha installato anche su Slackware, Mint eccetera. Ne L’Arte basta fare riferimento al documento di Enrico e poi ogni “pinguino” si regola come meglio crede. Gli utenti Linux, detti Pinguini, visto che il simbolo di tutti i Linux è il pinguino, in genere sono molto scafati e hanno bisogno di pochissime dritte per seguire le istruzioni di Enrico.

                                                                                                                                                                                              Nell’ultimo numero di TUGboat c’è un articolo che annuncia la nascita di un TinyTeX; voglio provarlo quando tornando a casa, riesco a recuperare una mia vecchia macchina Windows ancora funzionante, ma che non uso più da anni e sono curioso di vedere in che cosa consiste. Sembra che sia basato su una tecnologia Linux, ma da installare su qualunque piattaforma in forma minimale, ma tale da poter accedere direttamente ai singoli pacchetti al volo (essendo in rete) per cui l’installazione locale di TeXlive contiene sempre e solo i pacchetti che si usano davvero e sempre aggiornati; non più malloppi da 6Gibyte, ma cose che inizialmente sono poche decine di Mibyte. Simile, quindi, all’approccio di MiKTeX, ma aggiornabile sulla base dei singoli pacchetti; inoltre è multipiattaforma; potrebe essere usato anche sui Mac al posto di MacTeX. Devo approfondire, ma sembra una cosa interessante; specialmente interessante epr tutti gli utenti indipendentemente dai calcolatori e dai sistemi operativi con cui lavorano; una cosa che è, appunto, in linea con le tue aspirazioni.

                                                                                                                                                                                            • #108833
                                                                                                                                                                                              Up
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                                                                                                                                                                                              ::


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                                                                                                                                                                                            • #108834
                                                                                                                                                                                              Up
                                                                                                                                                                                              0
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                                                                                                                                                                                              ::


                                                                                                                                                                                              Il campo date è ancora presente. È definito in biblatex.def e documentato. Non ho controllato tutti i cambiamenti ma da una veloce lettura non mi pare sia cambiato molto da questo punto di vista. Per una data semplice, tipo 2019, si può usare year o date indifferentemente. Il campo date permett di inserire più informazioni, con una sintassi appropriata. Un tempo nel campo date non si poteva inserire altro tasto se non quello previsto dalla sua sintassi, mentre in year si poteva mettere anche cose come “s.d.” Ora non saprei.

                                                                                                                                                                                              Ciao
                                                                                                                                                                                              Ivan

                                                                                                                                                                                            • #108835
                                                                                                                                                                                              lorenzo.pantieri
                                                                                                                                                                                              Partecipante
                                                                                                                                                                                                Up
                                                                                                                                                                                                0
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                                                                                                                                                                                                ::

                                                                                                                                                                                                OldClaudio” post=116172Lorenzo, sono bene al corrente circa la tua ritrosia […] nel gestire cose che non fanno parte della tua esperienza diretta.

                                                                                                                                                                                                Mi sembra il minimo! Quasi tutto quello che c’è sull’Arte l’ho provato e riprovato di persona, ma c’è qualche eccezione: per esempio, per completezza spiego come si installa LaTeX su Linux, pur non avendolo mai fatto. Qui devo fidarmi in tutto e per tutto di quello che mi dicono i forumisti.

                                                                                                                                                                                                OldClaudio” post=116172Ne L’Arte basta fare riferimento al documento di Enrico e poi ogni “pinguino” si regola come meglio crede. Gli utenti Linux, detti Pinguini, visto che il simbolo di tutti i Linux è il pinguino, in genere sono molto scafati e hanno bisogno di pochissime dritte per seguire le istruzioni di Enrico.

                                                                                                                                                                                                Molto bene, la penso anch’io così. Ho riformulato leggermente il passo dell’Arte (e di LaTeXpedia): ho ritenuto oportuno precisare che anche se la versione menzionata nell’articolo di Enrico è datata, le indicazioni sono valide lo stesso.

                                                                                                                                                                                                A causa di alcuni limiti imposti dagli sviluppatori, non si può installare e aggiornare TeX Live sulle distribuzioni Linux con la semplicità degli altri sistemi operativi. Le istruzioni descritte nella guida di [Gregorio, 2013] però, permettono di farlo con molta tranquillità. La procedura lì descritta, cui si rimanda, si riferisce a una versione di TeX Live datata, ma è ancora valida: funziona su una distribuzione di Ubuntu correttamente installata e, con qualche modifica, anche su Fedora (e simili) e OpenSuSe (e simili).

                                                                                                                                                                                                Ringrazio te, Heinrich, Ivan e Jpass.

                                                                                                                                                                                                Ci sentiamo, al più tardi, quando aggiornerò il mio iMac: se l’Arte e LaTeXpedia si compileranno, il resto sarà una passeggiata… 😉

                                                                                                                                                                                              • #108836
                                                                                                                                                                                                samiel
                                                                                                                                                                                                Partecipante
                                                                                                                                                                                                  Up
                                                                                                                                                                                                  0
                                                                                                                                                                                                  Down
                                                                                                                                                                                                  ::

                                                                                                                                                                                                  Il forumista Samiel dice che c’è una semplice procedura che va bene per tutte le distribuzioni di Linux meno Debian. Questo, però, sembra contraddire quanto riportato negl articoli di Enrico e si Heinrich, che spiegano come installare LaTeX solo su distribuzioni molto particolari: se c’è un’unica procedura che va bene per tutto, perché non dirla?

                                                                                                                                                                                                  Forse non mi sono spiegato bene. La procedura da me usata, che fa risparmiare tutti i link simbolici previsti
                                                                                                                                                                                                  in quella suggerita da @egreg, funziona anche per Debian. Io intendevo dire che, se non si vuole installare
                                                                                                                                                                                                  su Debian e su tutte le distro derivanti da Debian (insomma quelle che usano pacchetti .deb, da Ubuntu a LinuxMint)
                                                                                                                                                                                                  la versione debianizzata, bensì Texlive vanilla, basta fare i passaggi da me enumerati.
                                                                                                                                                                                                  Si possono conservare le versioni più vecchie, e sarè operativa solo quella il cui PATH è inserito nei due file da me menzionati
                                                                                                                                                                                                  La guida di @egreg funziona, ma non capisco perché fare tutti i passaggi suggeriti al § 7
                                                                                                                                                                                                  per farla andare in /opt, quando essa senza toccare nulla si installa automaticamente in /usr/local/texlive/…
                                                                                                                                                                                                  dove … è la data, ovvero /usr/local/texlive/2019 ecc. Voglio dire che l’installazione di ogni versione
                                                                                                                                                                                                  sta tutta e solo in una sua directory e non tocca minimamente la altre. A condizione di non aver installato
                                                                                                                                                                                                  la versione debianizzata. Editor avanzati, da Kile a Texstudio, trovano automaticamente i PATH giusti
                                                                                                                                                                                                  e si autoconfigurano di conseguenza. L’unica complicazione è che, se sono richiesti pacchetti debianizzati
                                                                                                                                                                                                  non installati come dipendenza, bisogna fare ricorso a un file dummy creato con equivs.
                                                                                                                                                                                                  Personalmente, ho effettuato questa procedura su Debian, Ubuntu, LinuxMint e Slackware,
                                                                                                                                                                                                  e quest’ultima notoriamente con Debian non c’entra nulla (peraltro la prossima versione di Slackware
                                                                                                                                                                                                  vedi il log della current, ha finalmente abbandonato l’ormai vecchissima Tetex e includerà Texlive appositamente pacchettizzata).
                                                                                                                                                                                                  Ma il vantaggio della versione vanilla è che, come ho scritto sopra, non serve in fondo nemmeno pacchettizzarla
                                                                                                                                                                                                  perché va in una directory tutta sua e non intacca nessun’altra directory di sistema.
                                                                                                                                                                                                  Ergo. l’installer di Texlive funziona, con qualche accorgimento, per tutte le distro Linux

                                                                                                                                                                                                  m

                                                                                                                                                                                                • #108837
                                                                                                                                                                                                  Heinrich Fleck
                                                                                                                                                                                                  Partecipante
                                                                                                                                                                                                    Up
                                                                                                                                                                                                    0
                                                                                                                                                                                                    Down
                                                                                                                                                                                                    ::


                                                                                                                                                                                                    Lorenzo,

                                                                                                                                                                                                    concordo con Samiel per quanto ha risposto e che sottolinea anche quanto ti ho privatamente comuicato.
                                                                                                                                                                                                    Se nei tuoi manuali intenderai far cenno all’installazione all’installazione di TeXlive su Linux Slackware (cosa per parte mia non necessaria visto il numero ridotto di utenti della distriuzione) ricorda sempre che le procdure che ti ho segnalato sono relative soprattutto all’installazione del moduli perl (vedi pdf sul mio sito), senza i quali l’installazione si avvia sì, ma non interfaccia grafica.
                                                                                                                                                                                                    Sottolinerei ancora i problemi che derivano (credo quasi nsormontabili) all’installazione di TeXlive 2019 su una distribuzione Linux a 32 bit.
                                                                                                                                                                                                    Un saluto, Enrico M.

                                                                                                                                                                                                Visualizzazione 128 filoni di risposte
                                                                                                                                                                                                • Devi essere connesso per rispondere a questo topic.

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