LaTeX per “umanisti” o sedicenti tali: latino e gr

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    Ciao a tutti da Grado: un caldo pazzesco.
    Vi scrivo per innescare (spero) uno scambio di opinioni pacifico, sereno e cordiale su una questione che è emersa dal fondo del mare scrivendo a Ivan.

    La questione è la seguente: le più note guide di LaTeX in giro per Internet sono decisamente sbilanciate a favore della matematica, nella prospettiva che chi si accosti al programma o chi lo conosca già e lo usi da tempo più o meno bene debba scrivere documenti senz’altro “scientifici”, dunque con un alto tasso di formule, o di chimica, o di fisica, o altro. Questo è dimostrato dalle numerose tabelle dei simboli, dalle appendici, dalle parti sulla matematica avanzata, dalla dovizia di particolari in merito che immancabilmente occupano pagine e pagine.

    La mia formazione “non scientifica” (almeno in questo senso) mi fa regolarmente saltare a piè pari queste parti nella lettura delle suddette guide: non è un male, perché i manuali sono fatti anche per questo.

    Quello che non trovo mai, purtroppo, sono alcuni strumenti che dovrebbero ugualmente essere presenti (almeno in una guida destinata a italiani) al pari della matematica. Mi riferisco alle possibilità (ottime, direi) che LaTeX offre per scrivere nelle due lingue fondamentali nella formazione di un umanista: il latino e il greco. La seconda delle quali, in verità, qualche volta viene affrontata, ma sempre di sfuggita. Ora, Lorenzo ha scritto un articolino sull’argomento, vi ricordate? Claudio, autore di qualche polizza di font greci, ne parla nella sua guida. Quello che non trovo mai sono indicazioni per scrivere in latino.

    Domande.
    1. esistono pacchetti dedicati al latino?
    2. bisogna impostare il preambolo in modo particolare?
    3. oppure l’unica è scriversi comandi per le vocali che portano la quantità e vivere sereni? Immagino che, dato che il latino si scrive con caratteri appunto latini, uno dei problemi potrebbe essere la sillabazione.
    4. ritenete, voi umanisti, che in una guida di base questi due argomenti (scrivere in latino e in greco) dovrebbero essere affrontati almeno per fornire gli elementi fondamentali all’utente?

    Grazie!

    Ciao
    Tommaso

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    • #48715
      OldClaudio
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        Caro Tommaso e amici umanisti,
        ho dedicato molto tempo al latino, al greco anche filologico e al copto sahidico e bohairico.

        Per il copto non me la sono sentita di scrivere alcunché sull’Introduzione.

        Per il greco ho scritto qualcosa e non solo di quel che ho fatto io; ma non mi sono dilungato perché quel che serve è molto specifico; ma hai ragione a dire che è molto specifico anche quel che si scrive sulla matematica. In una futura versione vedrò di ampliare l’argomento.

        Perché non ho scritto niente sul latino? Be’, ho sbagliato, credendo che la cosa fosse del tutto ovvia; ovviamente lo è per me che so che cosa ho messo su ctan, ma non lo è per gli altri utenti.

        Il latino si invoca aggiungendo latin alla lista delle lingue opzionali nella chiamata a babel

        `
        \usepackage[…,latin,italian]{babel}
        `
        volendo gli si può specificare l’attributo medieval
        `
        \languageattribute{latin}{medieval}
        `
        con il che si impostano le scritture delle parole “infixed” con la scrittura medievale mouembris invece di novembris.

        La sillabazione funziona con entrambe le ortografie, ma per i comandi di \MakeUppercase e \MakeLowercase è necessario avere specificato quell’attributo.

        Per i segni di lunga e di breve ci sono gli appositi comandi \ProsodicMarksOn (e Off), da attivare, perché di default non sono impostati (vedi documentazione di babel)

        C’è anche un pacchetto aggiuntivo ecclesiastic.sty (se ne ricordo bene il nome) che consente di scrivere i latino ecclesiastico, vale a dire con le legature ae e oe e con gli accenti (acuti) come viene usato nei testi come gli ordinari, breviari, messali, eccetera per far sì che i lettori di madre lingua molto diverse possano ritmare la lettura “corale” con la stessa accentazione.

        Cari amici, leggete la documentazione in latin.pdf e in ecclesiasti.pdf nelle apposite cartelle dell’albero /doc della documentazione. è chiaro che è troppo lunga riassumerla qui.

        PS1: in latino corretto le legature ae e oe minuscole e maiuscola non dovrebbero essere usate; ma in ortografia medievale e in latino ecclesiastico quelle legature si usano abbondantemente, salvo che in latino medievale spesso sono sostituite dalla semplice lettera e (vedi il De vulgari eloquentia di Dante, per esempio).

        PS2:Per quegli umanisti che volessero scrivere in copto sahidico non mettano la lingua copta fra le opzioni di babele ma invochino direttamente il pacchetto coptic dopo averne letto la documentazione, s’intende, nel solito albero della documentazione di latex. Per il copto bohairico (quello usato per la liturgia copta) a parte l’articolo scritto su ArsTeXnica non ho reso pubblico niente; chi fosse interessato mi scriva privatamente.

        PS3: per quegli umanisti che dovessero scrivere in greco con le annotazioni filologiche, la nuova recente versione del pacchetto teubner offre molto di più delle versioni precedenti.

        Mi perdonate? 😉

      • #48716
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        Ecco: questa è proprio una bella risposta! 😉

        Grazie, Claudio, immaginavo che ci fosse una via diversa. Avevo in mente qualche laureando alle prese con LaTeX che dovesse scrivere qualche passo in latino e in greco.
        Ovviamente, a meno di non dover fare un lavoraccio filologico su raccolte di frammenti o testi incompleti, il pacchetto teubner forse sarebbe eccessivo: lo lascerei ai filologi.

        Per riportare in latino e in greco passi da tradurre, oppure esempi, gli strumenti di LaTeX che si possono desumere dalla guida di Claudio, dall’articolino di Lorenzo e nuovamente dalle indicazioni che Claudio ha appena postato dovrebbero essere sufficienti.

        Ciao
        Tommaso

        PS: un’introduzione al tocario B manca proprio. Ci pensi tu? 😯

      • #48717
        lorenzo.pantieri
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          La questione è la seguente: le più note guide di LaTeX in giro per Internet sono decisamente sbilanciate a favore della matematica, nella prospettiva che chi si accosti al programma o chi lo conosca già e lo usi da tempo più o meno bene debba scrivere documenti senz’altro “scientifici”, dunque con un alto tasso di formule, o di chimica, o di fisica, o altro.

          Caro Tommaso, LaTeX è il non plus ultra per i documenti scientifici, anche perché gestisce in maniera comoda formule, teoremi, figure e tabelle mobili, con i relativi riferimenti.

          Scrivere in greco e il latino con LaTeX è possibile, ma qui il vantaggio di usare il nostro programma preferito si assottiglia…

          CIao,
          L.

        • #48718
          OldClaudio
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            Difficile per il greco? forse. Difficile per i latino? mah, non direi:
            `
            \documentclass[twocolumn]{report}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{lmodern}
            \usepackage[latin]{babel}
            \languageattribute{latin}{medieval}

            \begin{document}
            \chapter{Medievalis \prefacename}
            Istum est caput ubi latini sermonis compositio descripta est per pachetum
            \texttt{babel} a Johannis Braams perfectum.

            Latini sermonis speciales compositionis ordines in fila \texttt{latin.dtx}
            inueniuntur; sed fila ipsa citius a \LaTeX\ legitur sic per ipsum \LaTeX\ tractata est;
            ad hoc, fila \texttt{latin.ins} perfecta fuit ut, per \LaTeX\ tractata,
            ad facile et directum finem perueniatur.

            \noindent\textrm{Augusta Taurinorum, \today}

            \noindent\textbf{Augusta Taurinorum, \today}

            \noindent\textit{Augusta Taurinorum, \today}

            \noindent\textsl{Augusta Taurinorum, \today}

            \noindent\textsf{Augusta Taurinorum, \today}

            \noindent\texttt{Augusta Taurinorum, \today}

            \newpage

            \begin{flushleft}\Large
            Ex Jiulii C\ae saris libro: De bello Gallico
            \end{flushleft}

            Flumen est Arar, quo per fines H{\ae}duorum et Sequanorum in
            Rhodanum influit, incredibili lenitate, ita ut oculis in utram partem fluat
            iudicari non possit. Id Heluetii ratibus ac lintribus iunctis transibant.
            Ubi per exploratores C{\ae}sar certior factus est tres iam partes Heluetios id
            flumen traduxisse, quartam fere partem citra flumen Ararim reliquam esse, de
            tertia uigilia cum legionibus tribus e castris profectus est ad eam partem
            peruenit qu\ae\ nondum flumen trans”ierat. Eos impeditos et inopinantes
            adgressus magnam partem eorum concidit: reliqui sese fug\ae\ mandarunt atque
            in proximas siluas abdiderunt.

            \end{document}
            `

            … a parte il mio latino maccheronico 🙂

            Tommaso, se mi correggi la parte latina scritta da me, inventandoti o creando nomi adeguati per “file” e per “package” mi faresti un grnade favore 😀

          • #48719
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            il latino con LaTeX è possibile, ma qui il vantaggio di usare il nostro programma preferito si assottiglia…

            Non con la codifica utf8:

            `

            % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
            \documentclass{book}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{ucs}
            \usepackage[utf8x]{inputenc}
            \usepackage[latin,polutonikogreek,italian]{babel}
            \languageattribute{latin}{withprosodicmarks}

            \begin{document}

            \begin{otherlanguage*}{polutonikogreek}%
            Ἀριστοτέλης, ὁ φιλόσοφος, Σταγειρίτης ἦν τὸ γένος. ἐγένετο δὲ τῶι ἔτει τπδ´. ὀκτωκαιδέκατον ἔτος ἔχων, εἰς Ἀθήνας ἦλθε καὶ συσταθεὶς Πλάτωνι, διέτριψε παρὰ αὐτὸν εἴκοσιν ἔτη.
            \end{otherlanguage*}

            \begin{otherlanguage*}{latin}%
            ā ŏ ī ĭ
            \end{otherlanguage*}

            \end{document}
            `

            😉

            Anche per citare brevi passi è irrinunciabile, ormai, poter avere il greco di rettamente nel sorgente. La stessa cosa si può fare con XeLaTeX.

            Ciao
            Ivan

          • #48720
            lorenzo.pantieri
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              Difficile per il greco? forse. Difficile per i latino? mah, non direi:

              In realtà, non ho detto che scrivere in latino o greco con LaTeX sia difficile: ho detto che il vantaggio di usare LaTeX si assottiglia… 😉

            • #48721
              OldClaudio
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                Il vantaggio di usare il mark-up di LaTeX qual è?

                Ne possiamo elencare centinaia a seconda del lavoro che si fa e delle preferenze che ciascuno di noi ha. Non vedo dove si assottigli qualunque dei vantaggi che mi vengano in mente.

                Ma LaTeX, o meglio la composizione del file sorgente, soffre come qualunque altro software, dei problemi di hardware; per noi italiani che generalmente usiamo la tastiera italiana, questo pezzo di hardware ci mette in difficoltà; lo stesso vale per qualunque altro utente dell’Europa occidentale e delle Americhe. Un russo usa una tastiera su cui sono serigrafate sia le lettere cirilliche sia quelle latine e non ha bisogno di usare nessuno dei trucchi indicati da Enrico per scrivere in cirillico; a loro basta un click di mouse su una opportuna iconcina per cambiare funzionalità della tastiera. Lo stesso per i greci, lo stesso per gli arabi, lo stesso per i giapponesi (l’unico inconveniente della tastiera giapponese che ho incontrato è che per far posto a due nuovi tasti per cambiare “alfabeto, hanno accorciato la barra dello spazio, e chi non è abituato alla barra corta tocca spesso inavvertitamente uno di questi tasti e il suo testo in italiano diventa improvvisamente testo in kanji); lo stesso vale per tutti quelli che scrivono abitualmente in una lingua che non usi i caratteri latini.

                L’esempio bellissimo che porta Ivan richiede certi pacchetti e encoding di entrata, ma il problema non sta lì; il problema è che nessuno di noi ha serigrafate sulla tastiera anche le lettere greche, o cirilliche, o arabe, o kanji/katakana, ecc., e i tasti di controllo per attivare i tasti morti; tocca arrangiarsi fino a quando non si sa usare la tastiera greca come se fosse una di quelle, senza nessun segno sui tasti, che venivano usate un tempo per insegnare ai dattilografi a “diteggiare” senza guardare la tastiera. E questo problema esiste sia che tu usi LaTeX, sia Word, sia Writer, sia qualunque editor con o senza word o text processor annesso.

              • #48722
                lorenzo.pantieri
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                  Ne possiamo elencare centinaia a seconda del lavoro che si fa e delle preferenze che ciascuno di noi ha. Non vedo dove si assottigli qualunque dei vantaggi che mi vengano in mente.

                  Se devo scrivere un articolo “scientifico” pieno di zeppo di formule, teoremi, figure, tabelle e riferimenti, LaTeX batte Word 10 a 0, per i noti motivi.

                  Se dovessi scrivere un articolo “umanistico” con alcuni passi in greco classico userei sempre LaTeX, ma ho la sensazione che il vantaggio su Word non sarebbe di 10 a 0. Ma hai ragione, questo è solo un mio sospetto. Bisognerebbe prendere un umanista “medio” (magari con poche conoscenze informatiche), fargli conoscere LaTeX e chiedergli se il gioco vale la candela. Forse la risposta è ancora “sì”, ma probabilmente si tratterebbe di un “sì” leggermente meno forte di quello per i documenti scientifici.

                  Ciao,
                  L.

                • #48723
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                  Cari tutti,
                  grazie per le vostre risposte 😀
                  La mia domanda iniziale andava al di là, o meglio non teneva conto, dei possibili risvolti sulla facilità o meno della scrittura in greco o latino, come non teneva conto dei vantaggi o degli svantaggi in merito. Queste, mi sembra di aver capito, sono le due scuole di pensiero fiorite in questo filone.
                  Mi interessava avere qualche strumento operativo per farlo, e direi che le risposte sono arrivate. Il preambolo di Ivan e quello di Claudio si possono considerare due preamboli “buoni” per scrivere un documento che contenga parti nelle tre lingue.

                  Facile o difficile, comodo o scomodo… L’importante è che il risultato sia comunque l’eccellenza di LaTeX, per me.

                  Grazie a tutti

                  Ciao
                  Tommaso

                • #48724
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                  Ciao Ivan,

                  nell’esempio che hai fatto di scrittura direttamente in greco antico

                  `

                  \begin{otherlanguage*}{polutonikogreek}%
                  Ἀριστοτέλης, ὁ φιλόσοφος, Σταγειρίτης ἦν τὸ γένος. ἐγένετο δὲ τῶι ἔτει τπδ´. ὀκτωκαιδέκατον ἔτος ἔχων, εἰς Ἀθήνας ἦλθε καὶ συσταθεὶς Πλάτωνι, διέτριψε παρὰ αὐτὸν εἴκοσιν ἔτη.
                  \end{otherlanguage*}

                  \end{document}
                  `

                  che editor hai usato? Grazie,

                  Lorenzo

                • #48725
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                  L’editor è TέXΣὁπ, una versione greca di TeXShop, ora non più in giro. 😉

                  Ciao
                  Tommaso

                • #48726
                  samiel
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                    L’esempio bellissimo che porta Ivan richiede certi pacchetti e encoding di entrata,

                    È possibile avere direttamente il greco con Vim,
                    che io uso da shell. Se sia possibile anche con Kate
                    o con gli editor più specializzati come Kile non so:
                    ma sarebbe interessante per noi umanisti saperlo…

                    Io in ogni caso ho “tradotto” in LaTeX anche tutti i documenti
                    che mi servono per la scuola (progetti, programmi, relazioni).
                    Il bello è quando qualche collega mi chiede il file
                    per utilizzarne una parte…. In ogni caso ci sono problemi
                    anche semplicemente con gli .odt. Io ho adottato
                    la “linea dure”. Mando gli .odt e poi gli altri si arrangiano
                    (tanto più che esiste un addon di Sun che consente
                    di leggerli anche con MS Word). A eventuali obiezioni rispondo:
                    “Regalami una copia originale di Windows e di Office
                    e ti mando i .doc”…

                    M.

                  • #48727
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      Io con il Mac e con TeXshop introduco il testo graco, le poche volte di cui ne ho bisogno, usando la tastiera latina trasformata in greca; voglio dire, con System Preferences ho installato anche il driver per il greco politonico; quando devo scrivere in greco clicco dove abitualmente nella barra in alto si trova la bandiera della tua/mia tastiera (io ho la tastiera USA e le bandierina degli USA); nel menù a discesa che compare clicco sulla bandierina greca et volià, la mia tastiera è diventata greca; ma, mi obbietterai, i tasti non corrispondono. È vero me riclicco sulla bandierina greca e clicco su Show keyboard viewer (in italiano sarà qualcosa come mostra la tastiera); si pare una finestrella in alto a desta dove c’è il disegno della tastiera greca con ttuti i tasti e che cambia aspetto quando premi il tasto delle maiuscole o il tasto ctrl, oppure il tasto alt, oppure il tasto “mela”; i tasti morti degli accenti sono beige; se clicchi uno di questi tasti, la tastiera cambia ancora e ti mostra le ulteriori possibilità di comporre altri accenti (per esempio aspro + acuto) e le lettere che possono ricevere questi ulteriori segni cambiano ancora. Sembra complicato, ma dopo un po’ impari a memoria i tasti più frequenti e la corrispondenza fra le lettere latine e quelle greche e procedi con maggiore speditezza senza usare il mouse.

                      naturalmente devi avere impostato TeXshop per poter usare la codifica completa, quindi utf-8. altrimenti quando salvi e poi riapri non risci a riconoscere più niente di quel che hai scritto e devi ricominciare da capo. Fai qualche esperimento e vedrai che, anche se non è altrettanto semplice che scrivere in lettere latine, non è poi così complicato. Come alternativa puoi comporre con i CBgreek font che sono mappati in modo quasi intuitivo sulla tastiera latina, magari usa il pacchetto teubner se devi usare segni filologici strani, e poi lavorare anche con un encoding latino come latin1.

                      Oppure, se scrivi molto in greco, comprati una tastiera ausiliaria greca e inseriscila in una porta usb così che puoi usare la tastiera che preferisci con i simboli giusti serigrafati sui tasti.

                    • #48728
                      samiel
                      Partecipante
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                        Con Vim è abbastanza impostante avere un font Unicode completo.
                        Personalmente, uso lo Everson Mono.
                        Cambiando mappatura poi, posso scrivere
                        direttamente anche ad esempio in cirillico o con
                        l’alfabeto ebraico, fatto salvo che in questo caso
                        bisognerebbe invertire la direzione del cursore…
                        Per i diacritici in greco, ci sono le macro già incluse
                        che si trovano, per il mio sistema, all’inizio di
                        /usr/share/vim/vim72/keymap/greek_utf-8.vim

                        M:

                      • #48729
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                        Scherzi a parte (oggi sono in vena di scherzare, saranno i primi freddi?) credo che la cosa migliore da fare, almeno per chi usa Mac, è modificare virtualmente la tastiera come dice Claudio, e come credo abbia fatto Ivanus quoque. Non è male la cosa: basta prenderci un poco la mano.

                        Ciao
                        Tommaso

                      • #48730
                        OldClaudio
                        Partecipante
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                          Samiel, è vero, ma quali tasti batti per scrivere la lettera che vuoi? Spiega a Cincinnato come fai con Vim, dopo aver cambiato la mappatura tra tastiera e alfabeto (pagina della tabella unicode). te lo chiedo perché Vim per me è sempre sto il gioco di prestigio del veri Pinguini doc, che io guardavo lavorare con vi o con vim e non riuscivo a collegare i movimenti delle mani con quel che succedeva sullo schermo. Nota che io ho imparato a usare un editore che lavorava solo da tastiera, senza mouse, ma appena ho avuto un sistema operativo a finestre mi sono domandato come ho fatto per tanti anni a lavorare con quella “roba”. Eppure i mie amici Pinguini doc mi dicono che non esiste niente di meglio. Ci ho visto lavorare anche Stallman, ma lui è un po’ speciale 😯

                        • #48731
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                          Scherzi a parte (oggi sono in vena di scherzare, saranno i primi freddi?) credo che la cosa migliore da fare, almeno per chi usa Mac, è modificare virtualmente la tastiera come dice Claudio, e come credo abbia fatto Ivanus quoque. Non è male la cosa: basta prenderci un poco la mano.

                          Ciao
                          Tommaso

                          Naturalmente è così. Illo tempore su Windows c’è un programmino per creare un nuovo layout della tastiera:
                          http://windows.microsoft.com/it-IT/windows-vista/Create-your-own-keyboard-layout
                          Su Vista mi pare che si possa cambiare tastiera rapidamente, come sul Mac; e così anche su XP (ma ho solo vaghi ricordi). Per quanto riguarda la tastiera “fisica”, come dice Claudio, non ci si mette tanto ad abituarsi alla corrispondenza delle lettere. Se proprio non si sopporta il disagio, sul Mac si può risolvere la questione comprando una keyboard skin protection, una pellicola trasparente da applicare sulla tastiera, sulla quale scrivere le lettere greche, per esempio.
                          Così per cambiare tastiera basta posizionare la pellicola.
                          Ci sarà qualcosa anche per gli altri computer, anche se in questo caso ogni marca avrà il suo copri tastiera.

                          Fuori tema:
                          Il vero problema del greco per gli umanisti è che il pacchetto ucs, necessario per scrivere direttamente in greco nel sorgente, non è compatibile con biblatex. L’alternativa è usare XeLaTeX, che però non può beneficiare di microtype 🙁

                          Ciao
                          Ivan

                        • #48732
                          samiel
                          Partecipante
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                            Samiel, è vero, ma quali tasti batti per scrivere la lettera che vuoi? Spiega a Cincinnato come fai con Vim, dopo aver cambiato la mappatura tra tastiera e alfabeto (pagina della tabella unicode).

                            La commutazione si fa in un attimo su Vim con Ctrl – ^
                            per il resto, la maggior parte delle lettere “più o meno” coincide.
                            La d dà delta, la f phi, la m la mi e via dicendo.
                            Almeno alcuni dei diacritici poi sono abbastanza intuitivi:
                            ad esempio > e < producono gli spiriti che si posizionano correttamente sopra le vocali ecc ecc. Con poca pratica le cose si fanno abbastanza automatiche. Con Emacs invece non so, non mi è stato mai troppo simpatico... Con KDE è altrettanto facile cambiare mappatura. Non avevo mai provato, ma anche qui noi linuxiani abbiamo le bandierine e con un click del mouse, ecco apparire sullo schermo l'alfabeto di Omero.

                            l vero problema del greco per gli umanisti è che il pacchetto ucs, necessario per scrivere direttamente in greco nel sorgente, non è compatibile con biblatex

                            E questa è davvero la dolente nota, a mio avviso l’unica…

                            M.

                          • #48733
                            lorenzo.pantieri
                            Partecipante
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                              Fuori tema:
                              Il vero problema del greco per gli umanisti è che il pacchetto ucs, necessario per scrivere direttamente in greco nel sorgente, non è compatibile con biblatex. L’alternativa è usare XeLaTeX, che però non può beneficiare di microtype 🙁

                              Fuori tema: è uno dei “vantaggi” di avere più versioni del nostro programma (LaTeX, pdfLaTeX, XeLaTeX, …), che fanno tutte sostanzialmente la stessa cosa, ma ciascuna variamente incompatibile con le altre. 👿

                              L’ho sempre considerato un non-senso.

                              Ciao,
                              L.

                            • #48734
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                              Grazie a tutti per i consigli.

                              Penso che risolverò tutto rimappando la tastiera sotto XP. Il mio problema infatti è questo: con emacs è molto semplice inserire il greco antico con l’input method greek-ibycus4 ma richiede l’uso degli accenti grave e acuto da inserire dopo le lettere da accentare. Purtroppo mi trovo con la tastiera italiana e l’accento grave non c’è. Ho risolto definendo il comando C-‘ sotto emacs che mi dà il carattere accento grave. Ma quando uso C-‘ dopo una lettera da accentare il sistema non è contento, non riconosce la combinazione come il carattere finale. E l’accento sulla lettera non viene. Penso quindi che giocare con il mapping della tastiera direttamente a livello di sistema operativo possa essere più produttivo. Il mapping statunitense va più che bene, tanto quando scrivo greco non ho certo bisogno delle vocali latine accentate!

                              Se comunque qualcuno è un drago di emacs e di lisp (io non lo sono, ho faticato già abbastanza per tirar fuori
                              ` (global-set-key (kbd “C-'”) “`”)`
                              per avere l’accento grave), ogni suggerimento è benvenuto!

                              Lorenzo

                            • #48735
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                              Ma secondo voi qual è il male peggiore: che ucs e biblatex siano incompatibili, oppure che XeLaTeX non accetti microtype?

                              Per me il primo.

                              Ciao
                              Tommaso

                            • #48736
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                              Ma secondo voi qual è il male peggiore: che ucs e biblatex siano incompatibili, oppure che XeLaTeX non accetti microtype?

                              Per me il primo.

                              Ciao
                              Tommaso

                              Secondo me il male peggiore è l’incompatibilità tra ucs e biblatex. Almeno per un umanista.
                              Se uno volesse fare un’edizione critica di un’opera in greco, o una semplice tesi di letteratura greca, utilizzando biblatex, sarebbe costretto o a rinunciare a biblatex o a rinunciare di scrivere in greco nel sorgente. Molto meglio rinunciare a microtype, in questi casi. Il riempimento di riga è comunque ottimo; si ha soltanto qualche overfull box in più.

                              Ciao
                              Ivan

                            • #48737
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                              Ho trovato un altro input enconding che è usabilissimo con la tastiera italiana sotto emacs: si chiama greek-mizuochi. Le combinazioni per ottenere gli accenti e gli spiriti sulle lettere non obbligano ad avere la tilde e l’accento grave. Chi usa emacs può usare questo metodo. E io non rimapperò la tastiera 😉

                              Ciao,

                              Lorenzo

                            • #48738
                              OldClaudio
                              Partecipante
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                                Ho dato un’occhiata, forse un po’ distratta, anche perché le poche volte che uso emacs lo uso sotto la vaste di Aquamacs; in rete in effetti esiste in file greek.el che farebbe riferimento al metodo di inpit a cui tu alludi (greek-mizuochi) ma dove i caratteri di entrata sono JIS (Japanese Input System?). Chiaramante scritto dai giapponesi per i giapponesi.

                                Ho visto anche un cgreek che accetta diversi encoding sia per l’alfabeto latino, sia per quelli greco politonico e cirillico; tra quelli greci c’è anche greek-mizuochi.

                                Tuttavia la fatica che si fa per digitare un testo è la stessa di quella che serve per comporre con la tastiera latina il greco con il fontencoding LGR; l’unico vantaggio, forse è che si vedono sullo schermo direttamente i caratteri greci accentati; Ma tra i metodi di codifica dell’entrata in questo pacchetto cgreek, c’è anche l’input encoding corrispondente a quella dei font LGR, quindi volendo si può usare anche quella codifica.

                                Il problema resta e resta, nota bene, anche per i greci, la cui tastiera ha i tasti espliciti per scrivere in greco monotonico (niente spiriti, gli accenti ridotti al solo acuto e, infine, la dieresi). Ma quando vogliono scrivere in καταρεύθσα, devono ricorrere ai tasti morti che sono piuttosto numerosi e richiedono una battuta per ogni accento, spirito, dieresi, iota sottoscritto; quindi la lora fatica per l’input è la stessa; il vantaggio per loro è che hanno tutto l’alfabeto serigrafato sui vari tasti, molti tasti morti e segni speciali e, ultimo, ma non meno importante, la possibilità di commutare i layout sulla variante USA della tastiera latina; insomma un filologo italiano che volesse scrivere anche in greco farebbe bene a comprarsi una tastiera greca, se conosce un amico in Grecia se la può fare spedire e il costo, trasporto compreso, non dovrebbe superare la sessantina di euro. Altrimenti la ordina al suo negozio/supermercato/… preferito; aspetterà forse un paio di mesi prima che arrivi, ma gli arriva. Poi esistono sempre gli acquisti on line.
                                Non sto scherzando; quel prezzo val bene la comodità di scrittura e la tastiera, si spera, non va più alla fine come molte altre periferiche.

                              • #48739
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                                Ho dato un’occhiata, forse un po’ distratta, anche perché le poche volte che uso emacs lo uso sotto la vaste di Aquamacs; in rete in effetti esiste in file greek.el che farebbe riferimento al metodo di inpit a cui tu alludi (greek-mizuochi) ma dove i caratteri di entrata sono JIS (Japanese Input System?). Chiaramante scritto dai giapponesi per i giapponesi.

                                Sì, penso tu abbia ragione sulla nipponicità del sistema. Tuttavia io non ho fatto altro che aprire la tendina di MULE (MULtilingual Environment) e selezionare l’input method e l’ho provato senza problemi per i caratteri greci. Che poi sia faticoso scrivere spiriti e accenti sono d’accordo. Anzi, nell’encoding mizuochi i segni usati sono ancora meno intuitivi del solito. Ma è proprio per questo che ha risolto il problema della tastiera italiana: non usa accento grave e acuto ma supplisce con V e v.
                                Aggiungo che, mettendo insieme la scarsa quantità di greco che uso con l’incompatibilità con biblatex, senza avere né tempo né voglia di provare XeTeX, penso che ritornerò pacificamente ad avere il sorgente con il greco “traslitterato”. E buona notte.

                                L.

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