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ivan.
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CreatoreTopic
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1 Luglio 2011 alle 8:37 #60815::
Ciao a tutti .Uso lo stile philosophy-modern per tutti i mie documenti:
`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib,ibidtracker=false]{biblatex}`Ma giuardate la bibliografia di questo documento:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdfChe succede Ivan?
Se serve ti invio un esempio minimo.
Ciao,
L.
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AutoreRisposte
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1 Luglio 2011 alle 8:42 #60816::
Ciao a tutti .
Uso lo stile philosophy-modern per tutti i mie documenti:
`\usepackage[style=philosophy-modern,hyperref,backref,square,natbib,ibidtracker=false]{biblatex}`Ma giuardate la bibliografia di questo documento:
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/ClassicThesis.pdfChe succede Ivan?
Se serve ti invio un esempio minimo.
Qual è il problema, precisamente?
Ciao
Enrico
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1 Luglio 2011 alle 8:46 #60817
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1 Luglio 2011 alle 8:48 #60818
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1 Luglio 2011 alle 21:28 #60819::
Qual è il problema, precisamente?
Di solito il link veniva spezzato in punto tattici: subito dopo una barra o un punto per esempio. Invece “macros” viene spezzato in “m—acros”: terribile. 🙁
Tutto sommato la sillabazione di “macro” mi lascia indifferente. Un indirizzo internet è da considerarsi “oggetto” linguistico in maniera molto particolare. Da un certo punto di vista sarebbe bene, visto la natura degli indirizzi web, poter sillabare in ogni punto. Questo facilita il riempimento di riga.
Però in quel caso l’indirizzo è sillabato male comunque. Il bello è che se andasse a capo dopo / molto probabilmente si sistemerebbe tutto. Non saprei, farò delle prove.Inoltre, mi pare che ci siano anche problemi di giustificazione del testo: guarda “stile ClassicThesis”, che non riesce a riempire bene la riga.
What’s goin’ on?
È vero, quella riga non è ben riempita. Sembra che ci sia uno spazio alla fine. Ma non dovrebbe esserci 🙄
Forse succede questo perché l’indirizzo deve andare a capo e quando accade ciò il testo precedente viene allineato a sinistra, evitando di allargare gli spazi tra le parole. In quel caso particolare forse era meglio questo. Ma nella maggior parte dei casi simili l’effetto è peggiore. Mi è già successo qualcosa di simile.
Forse aggiungendo uno spazio prima di “http”, la “c” va a capo e si sistema quasi tutto.
Per il momento non ho altre idee 🙁Ciao
Ivan
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1 Luglio 2011 alle 21:50 #60820::
Tutto sommato la sillabazione di “macro” mi lascia indifferente. Un indirizzo internet è da considerarsi “oggetto” linguistico in maniera molto particolare. Da un certo punto di vista sarebbe bene, visto la natura degli indirizzi web, poter sillabare in ogni punto. Questo facilita il riempimento di riga.
Non sono per nulla d’accordo. 🙁
Sillabare “www.pippo.net” come “www.p—ippo.net” o ” http://www.pi—ppo.net” è un’atrocità. Gli indirizzi Web si spezzano in punti ben precisi: dopo una barra, o un punto, di regola. Tutti gli stili più diffusi fanno così, e giustamente.
In ogni caso, le righe sono riempite malissimo: non sono neppure giustificate, un disastro. 🙁
Ciò che più conta (e che ti suggerisco serenamente di considerare per il futuro),è che il comportamento dello stile è ora diverso da quello solito: questo non andrebbe fatto mai. L’utente non dovrebbe essere spiazzato così. 🙁
Ti suggerisco senz’altro di ripristinare quanto prima il comportamento precedente: ora lo stile non è certo il “migliore del mondo! 🙂
Buon lavoro,
L.
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1 Luglio 2011 alle 22:19 #60821::
Tutto sommato la sillabazione di “macro” mi lascia indifferente. Un indirizzo internet è da considerarsi “oggetto” linguistico in maniera molto particolare. Da un certo punto di vista sarebbe bene, visto la natura degli indirizzi web, poter sillabare in ogni punto. Questo facilita il riempimento di riga.
Non sono per nulla d’accordo. 🙁
Sillabare “www.pippo.net” come “www.p—ippo.net” o ” http://www.pi—ppo.net” è un’atrocità. Gli indirizzi Web si spezzano in punti ben precisi: dopo una barra, o un punto, di regola. Tutti gli stili più diffusi fanno così, e giustamente.
In ogni caso, le righe sono riempite malissimo: non sono neppure giustificate, un disastro. 🙁
Certo, se possibile, gli indirizzi si spezzano in quei punti. Ma se non è possibile, per la bibliografia farei un’eccezione. Mia opinione.
Poi, come già detto altre volte, lo stile modern, con la gabbia di classicthesis, creerà sempre problemi con gli indirizzi. O di riempimento o di sillabazione. Non c’è niente da fare. Bisogna agire a mano, caso per caso.Ciò che più conta (e che ti suggerisco serenamente di considerare per il futuro),è che il comportamento dello stile è ora diverso da quello solito: questo non andrebbe fatto mai. L’utente non dovrebbe essere spiazzato così. 🙁
Forse la colpa non è (solo) mia ;). I miei stili, per quanto riguarda gli url, fanno una sola cosa:
`\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu\relax}`
Questo non fa altro che aggiungere la riga
`\Urlmuskip=0mu\relax`
alla fine della definizione di
`\newcommand*{\biburlsetup}{%
\Urlmuskip=0mu plus 3mu\relax
\mathchardef\UrlBigBreakPenalty=100\relax
\mathchardef\UrlBreakPenalty=200\relax
\mathchardef\UrlNumberPenalty=3000\relax
\mathchardef\UrlUppercasePenalty=6000\relax
\mathchardef\UrlLowercasePenalty=9000\relax
\def\UrlBigBreaks{\do\:\do\-}%
\def\UrlBreaks{%
\do\.\do\@\do\/\do\\\do\!\do\_\do\|\do\;\do\>\do\]\do\)\do\}%
\do\,\do\?\do\'\do\+\do\=\do\#\do\$\do\&\do\*\do\^\do\”}%
\def\do##1{\appto\UrlSpecials{\do##1{\penalty\UrlNumberPenalty\mathchar`##1 }}}%
\do\1\do\2\do\3\do\4\do\5\do\6\do\7\do\8\do\9\do\0%
\def\do##1{\appto\UrlSpecials{\do##1{\penalty\UrlUppercasePenalty\mathchar`##1 }}}%
\do\A\do\B\do\C\do\D\do\E\do\F\do\G\do\H\do\I\do\J
\do\K\do\L\do\M\do\N\do\O\do\P\do\Q\do\R\do\S\do\T
\do\U\do\V\do\W\do\X\do\Y\do\Z
\def\do##1{\appto\UrlSpecials{\do##1{\penalty\UrlLowercasePenalty\mathchar`##1 }}}%
\do\a\do\b\do\c\do\d\do\e\do\f\do\g\do\h\do\i\do\j
\do\k\do\l\do\m\do\n\do\o\do\p\do\q\do\r\do\s\do\t
\do\u\do\v\do\w\do\x\do\y\do\z
\let\do\noexpand}`
Quel codice era stato suggerito da Enrico, proprio nel tentativo di risolvere il problema con gli url.Quando è stato inserito quel comando, però, la definizione di \biburlsetup era quella della TeX Live 2009. O almeno così mi par di ricordare:
`\newcommand*{\biburlsetup}{%
\Urlmuskip=0mu plus 2mu\relax
\mathchardef\UrlBreakPenalty=200\relax
\mathchardef\UrlBigBreakPenalty=100\relax
\mathchardef\UrlEmergencyPenalty=9000\relax
\appto\UrlSpecials{%
\do\0{\mathchar`\0\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\1{\mathchar`\1\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\2{\mathchar`\2\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\3{\mathchar`\3\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\4{\mathchar`\4\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\5{\mathchar`\5\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\6{\mathchar`\6\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\7{\mathchar`\7\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\8{\mathchar`\8\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\9{\mathchar`\9\penalty\UrlEmergencyPenalty}}%
\def\UrlBreaks{%
\do\.\do\@\do\/\do\\\do\!\do\_\do\|\do\;\do\>\do\]\do\)\do\}%
\do\,\do\?\do\'\do\+\do\=\do\#\do\$\do\&\do\*\do\^\do\”}%
\def\UrlBigBreaks{\do\:\do\-}}`I due codici sono diversi, ma non saprei dire se le differenze influiscono su questo problema.
Per avere il comportamento standard di biblatex, metti questo nel preambolo:
`\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu plus 3mu\relax}`
ma se anche così quelle voci avranno dei problemi, allora significa che il problema è delle voci, che sono “ingestibili” automaticamente.Ti suggerisco senz’altro di ripristinare quanto prima il comportamento precedente: ora lo stile non è certo il “migliore del mondo! 🙂
Visto che quel codice era stato inserito per risolvere lo stesso problema qualche tempo fa, e che già allora aveva dei limiti, vorrà dire che lo toglierò dalla prossima versione, se è questa la scelta migliore.
Ciao
Ivan
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1 Luglio 2011 alle 22:29 #60822::
Sillabare “www.pippo.net” come “www.p—ippo.net” o ” http://www.pi—ppo.net” è un’atrocità. Gli indirizzi Web si spezzano in punti ben precisi: dopo una barra, o un punto, di regola. Tutti gli stili più diffusi fanno così, e giustamente.
Ho un documento in cui uso lo stile `numeric’ e c’è un elemento della bibliografia il cui URL viene separato in `.go-v’ (posso provare a produrre un esempio minimo se necessario). Se `numeric’ rientra fra “gli stili più diffusi” la tua affermazione diventa falsa.
Non sarò esteticamente bello da vedere un indirizzo spezzato così, ma sono anch’io del parere che è meglio separare un indirizzo in una maniera improbabile (non è che ci interessa più di tanto degli URL) piuttosto che vederlo uscire fuori dal rigo.
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2 Luglio 2011 alle 7:36 #60823::
Non sarò esteticamente bello da vedere un indirizzo spezzato così, ma sono anch’io del parere che è meglio separare un indirizzo in una maniera improbabile (non è che ci interessa più di tanto degli URL) piuttosto che vederlo uscire fuori dal rigo.
Vediamo di ricapitolare.
1.
Fino a poco tempo fa, lo stile philosphy-modern spezzava i link (nella bibliografia finale) solo in punti “tattici” (dopo un punto o una barra, per esempio). Per mantanere la giustificazione ciò comportava il prezzo di alcuni spazi bianchi abnormi. Vedi la bibliografia dell’Arte, quassù.2.
Recentemente le cose sono cambiate: lo stile philosphy-modern spezza i link dove gli pare, producendo divioni arbitarie: “macro” viene spezzato in “m — acro”. Questo ad alcuni non dispiace: io però lo trovo tremendo. In ogni caso, le voci nella bibliografia finale non sono più giustificate correttamente. Vedi la bibliografia del mio articolo su ClassicThesis, sul mio sito.In definitiva (Ivan non prendertela), così com’è ora lo stile è bacato. 🙁
3.
La cura proposta da Ivan non funziona: ho provato, ma le parole sono ancora spezzate arbitrariamente: “macro” viene spezzato in “ma — cro”. La giustificazione, almeno, ora c’è.4.
Vorrei ardentemente sapere come ripristinare il comportamento precedente, che mi piaceva a tal punto da adottare lo stile per tutti i miei lavori, compresa l’Arte. Il mio consiglio è che Ivan integri direttamente questo nel suo stile. Vedere “macro” spezzato in “m — acro” è un pugno in un occhio. Meglio, molto meglio avere qualche spazio bianco più largo del dovuto.5.
Il problema non è “delle voci, ingestibili automaticamente”. Le voci sono sempre quelle: prima biblatex e philosopy le gestivano alla grandissima!Ciao,
L.
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2 Luglio 2011 alle 8:33 #60824::
2.
Recentemente le cose sono cambiate: lo stile philosphy-modern spezza i link dove gli pare, producendo divioni arbitarie: “macro” viene spezzato in “m — acro”. Questo ad alcuni non dispiace: io però lo trovo tremendo. In ogni caso, le voci nella bibliografia finale non sono più giustificate correttamente. Vedi la bibliografia del mio articolo su ClassicThesis, sul mio sito.In definitiva (Ivan non prendertela), così com’è ora lo stile è bacato. 🙁
No, ti ho già spiegato sopra il motivo. Non è il mio stile che è bacato. Semplicemente Lehmann ha modificato un comando. Per convicerti prova a inserire nel tuo preambolo il vecchio codice di biblatex (2009):
`\renewcommand*{\biburlsetup}{%
\Urlmuskip=0mu plus 2mu\relax
\mathchardef\UrlBreakPenalty=200\relax
\mathchardef\UrlBigBreakPenalty=100\relax
\mathchardef\UrlEmergencyPenalty=9000\relax
\appto\UrlSpecials{%
\do\0{\mathchar`\0\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\1{\mathchar`\1\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\2{\mathchar`\2\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\3{\mathchar`\3\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\4{\mathchar`\4\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\5{\mathchar`\5\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\6{\mathchar`\6\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\7{\mathchar`\7\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\8{\mathchar`\8\penalty\UrlEmergencyPenalty}%
\do\9{\mathchar`\9\penalty\UrlEmergencyPenalty}}%
\def\UrlBreaks{%
\do\.\do\@\do\/\do\\\do\!\do\_\do\|\do\;\do\>\do\]\do\)\do\}%
\do\,\do\?\do\'\do\+\do\=\do\#\do\$\do\&\do\*\do\^\do\”}%
\def\UrlBigBreaks{\do\:\do\-}}`
e vedrai che gli indirizzi andranno a capo in punti tattici. Ma io non ci penso minimamente a ripristinare un codice dell’anno scorso, oltretutto di un autore che sa il fatto suo. Se Lehmann ha adottato questa strategia avrà le sue buone ragioni.La cura proposta da Ivan non funziona: ho provato, ma le parole sono ancora spezzate arbitrariamente: “macro” viene spezzato in “ma — cro”. La giustificazione, almeno, ora c’è.
Le parole sono spezzate così perché Lehmann ha voluto così. Io non c’entro. Per quanto riguarda la giustificazione, con il nuovo codice di Lehmann sicuramente toglierò il mio, perché ora non ha più senso
Vorrei ardentemente sapere come ripristinare il comportamento precedente, che mi piaceva a tal punto da adottare lo stile per tutti i miei lavori, compresa l’Arte. Il mio consiglio è che Ivan integri direttamente questo nel suo stile.
Vedi codice sopra. Ma non lo integro negli stili. La soluzione di Lehmann elimina tanti fastidi, a costo di una sillabazione arbitraria di un indirizzo web che, lo sottolineo nuovamente, è un oggetto linguistico molto particolare. A tal punto che per sua natura non andrebbe spezzato
Vedere “macro” spezzato in “m — acro” è un pugno in un occhio. Meglio, molto meglio avere qualche spazio bianco più largo del dovuto.
Non sono d’accordo. La sillabazione di un indirizzo web può essere risolta con una semplice convenzione: “per la loro natura gli indirizzi web possono essere spezzati in punti arbitrari, ma possibilmente dopo un punto o una barra” (anche per la bibliografia si inverte nome e cognome, che sarebbe un errore, ma a fin di bene). Mentre nessuna convenzione potrebbe giustificare una riga mal riempita.
Il problema non è “delle voci, ingestibili automaticamente”. Le voci sono sempre quelle: prima biblatex e philosopy le gestivano alla grandissima!
Spero di essere stato chiaro. Se vuoi il comportamento di prima, metti il codice del 2009 nel preambolo.
Ciao
Ivan
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2 Luglio 2011 alle 9:53 #60825::
No, ti ho già spiegato sopra il motivo. Non è il mio stile che è bacato. Semplicemente Lehmann ha modificato un comando.
Allora, ti faccio questa proposta.
1.
Aggiungi al tuo stile la riga che mi hai detto e che permette di giustificare la bibliografia: così com’è, le singole voci non sono giustificate! Guarda il mio articolo su ClassicThesis. O anche la doc. di ArsClassica che ho appena aggionato: questo baco (almeno)n c’è!2.
Chiedi a Lehmann se è davvero sicuro di voler spezzare gli URL in quel modo. Certo, così si risolvono i problemi di giustificazione della bibliografia, però il prezzo di avere parole mal sillabate è grosso. Ah, viene anche una disomogeneità con il comando \url, che per nulla al mondo (spero) si sognerebbe di spezzare “www.pippo.com” come “www.p — ippo.com”, et similia.Immagino che Lehmann ci abbia pensato bene, e che si sia trattato di una decisione sofferta. Forse mettere un’opzione nel suo stile (e quindi nel tuo) che ripristini il vecchio comportamento potrebbe essere opportuno.
Ciao,
L.
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2 Luglio 2011 alle 10:06 #60826::
No, ti ho già spiegato sopra il motivo. Non è il mio stile che è bacato. Semplicemente Lehmann ha modificato un comando.
Allora, ti faccio questa proposta.
1.
Aggiungi al tuo stile la riga che mi hai detto e che permette di giustificare la bibliografia: così com’è, le singole voci non sono giustificate! Guarda il mio articolo su ClassicThesis. O anche la doc. di ArsClassica che ho appena aggionato: questo baco (almeno)n c’è!È vero, era un prezzo da pagare. Ma ne avevamo già discusso a suo tempo. Semplicemente eliminerò la riga responsabile di quel comportamento.
2.
Chiedi a Lehmann se è davvero sicuro di voler spezzare gli URL in quel modo. Certo, così si risolvono i problemi di giustificazione della bibliografia, però il prezzo di avere parole mal sillabate è grosso. Ah, viene anche una disomogeneità con il comando \url, che per nulla al mondo (spero) si sognerebbe di spezzare “www.pippo.com” come “www.p — ippo.com”, et similia.In verità gli indirizzi non sono sillabati. Manca infatti il trattino di sillabazione. Quindi formalmente non si tratta nemmeno di un errore. L’indirizzo web non è una parola, è un oggetto. Quindi non va sillabato, però può essere spezzato .Così come un’immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Il comando \url si comporta diversamente? Pazienza. Vorrà dire che si assume che la convenzione che ho proposto sopra valga solo per le bibliografie.Immagino che Lehmann ci abbia pensato bene, e che si sia trattato di una decisione sofferta. Forse mettere un’opzione nel suo stile (e quindi nel tuo) che ripristini il vecchio comportamento potrebbe essere opportuno.
Secondo me quello di Lehmann è stato un colpo di genio.
Aggiungere un’opzione che ha come conseguenza quasi certa il cattivo riempimento di riga in tutte le voci che contengono un indirizzo internet un po’ lungo mi sembra una follia.Ciao
Ivan
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2 Luglio 2011 alle 11:00 #60827::
Se mi venisse data la possibilità di scegliere tra una riga mal riempita (sia per lettere che sporgono, sia per spazi bianchi alla fine pur di far stare l’URL tutto nella riga successiva, sia per eccessivi spazi bianchi tra le parole pur di spezzare un URL in modo etimologico o in punti tattici come barre e punti) e una riga ben riempita (nella quale il testo vero e proprio — sia che si tratti di testo “vero”, sia che si tratti di un titolo di pubblicazione in bibliografia che, questo sì!, deve essere sillabato correttamente — viene trattato correttamente e l’URL spezzato nel punto migliore per riempire bene la riga), scelgo senz’altro la seconda.Questo degli URL che si spezzano e non si spezzano, che sporgono, che vanno messi per forza tutti in una riga, che anche nelle documentazioni dei pacchetti si vedono sporgere, che hanno posto tutti questi problemi eccetera eccetera, è un problema che andrebbe risolto alla fonte, uniformandone il comportamento. Che mi frega se un URL va a capo con m-acros? Tanto lo devo cliccare, e cliccare m o acros è la stessa cosa: vengo portato sempre nello stesso posto. Si dovrebbe fare in modo che SEMPRE un URL, con qualunque pacchetto lo scriva o in qualunque testo venga messo, se deve andare a capo ci vada quando finisce la riga, dovunque finisca. E sarà LaTeX a pensarci per noi. 😀
Ciao
Tommaso
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2 Luglio 2011 alle 13:00 #60828::
In verità gli indirizzi non sono sillabati. Manca infatti il trattino di sillabazione. Quindi formalmente non si tratta nemmeno di un errore. L’indirizzo web non è una parola, è un oggetto. Quindi non va sillabato, però può essere spezzato .Così come un’immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Prendo un quadro di Van Gogh. Tu lo spezzeresti su due pagine? Io no. Come vedi, non è così semplice.
Quella di Lehman è stata un’idea per cercare di riempire al meglio le righe. Ciò non toglie che tutte le volte che vedrò scritto “pippo” spezzato come “pi — ppo” avrò un sobbalzo.
Aggiungere un’opzione che ha come conseguenza quasi certa il cattivo riempimento di riga in tutte le voci che contengono un indirizzo internet un po’ lungo mi sembra una follia.
Non concordo sulla follia. A me sembra molto più folle avvere “www.sillabazione.com” spezzato come “www.si — llabazione.com” o come “www.sillab — azione.com” che avere degli spazi grandi un po’ grandini.
Spero che Lehmann sia al corrente che esistono utenti (quorum ego) parecchio sbigottiti dalla sua scelta. Ecco perché avere un’opzione che permetta di disattivarla sarebbe una buona idea.
Ciao,
L.
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2 Luglio 2011 alle 13:03 #60829
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2 Luglio 2011 alle 13:04 #60830::
Che mi frega se un URL va a capo con m-acros? Tanto lo devo cliccare, e cliccare m o acros è la stessa cosa: vengo portato sempre nello stesso posto.
Parafraso.
E che mi frega se una parola come “sillabazione” viene spezzata come “si—llabazione”? In fin dei conti, si capisce benissimo lo stesso che si parla di sillabazione. propongo che una parola venga terminata quando si è arrivati alla fine della riga, in barba alla grammatica. Vuoi mettere, il mancato rispetto di qualche regoletta grammaticale, con il buon riempimento della riga?
Ragazzi non prendetevela, mi raccomando! 😉
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2 Luglio 2011 alle 13:06 #60831::
Così come un’immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Il paragone improprio è di Ivan: non credo proprio che ogni immagine si possa spezzare in due pagine.
Anzi, le immagini spezzabili in due pagine mi sembrano più l’eccezione che la regola!
Ciao,
L.
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2 Luglio 2011 alle 13:50 #60832::
E che mi frega se una parola come “sillabazione” viene spezzata come “si—llabazione”? In fin dei conti, si capisce benissimo lo stesso che si parla di sillabazione. propongo che una parola venga terminata quando si è arrivati alla fine della riga, in barba alla grammatica. Vuoi mettere, il mancato rispetto di qualche regoletta grammaticale, con il buon riempimento della riga?
Il tuo ragionamento non fa una grinza. 😀
Ciao
Tommaso
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2 Luglio 2011 alle 14:36 #60833::
Prendo un quadro di Van Gogh. Tu lo spezzeresti su due pagine? Io no. Come vedi, non è così semplice.
Mi inserisco per dire la mia in estrema modestia. Ritengo che in fondo Ivan abbia ragione: un url è un oggetto che, diversamente dalle parole del testo, non è fatto per essere letto e, diversamente da un immagine, non è fatto per esser guardato.
Spezzare un’immagine comporta difficoltà a coglierla per intero così come spezzare un parola nei punti sbagliati la rende meno intelligibile. Un url non devi né coglierlo per intero né “capirlo”. Non è un significante, non ha un “significato”.
Se spesso si divide un’immagine, avrei ancor meno problemi a spezzare un url (in un qualsiasi punto).
A mio modestissimo parere.
Antonio
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2 Luglio 2011 alle 14:56 #60834::
Così come un’immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Il paragone improprio è di Ivan: non credo proprio che ogni immagine si possa spezzare in due pagine.
Anzi, le immagini spezzabili in due pagine mi sembrano più l’eccezione che la regola!
Ciao,
L.Suppongo che parlasse di immagini divise su due pagine affiancate. Sono assai comuni.
Ciao
Enrico
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2 Luglio 2011 alle 18:19 #60835::
Mi inserisco per dire la mia in estrema modestia. Ritengo che in fondo Ivan abbia ragione: un url è un oggetto che, diversamente dalle parole del testo, non è fatto per essere letto e, diversamente da un immagine, non è fatto per esser guardato.
Immagina, in un bel documento LaTeX, una frase del genere:
Le regole di sillabazione in italiano sono molto complesse. Tutte, però sono riportarte nel bellissimo sito http://www.sillabazione.it, che raccomandiamo di consultare in tutti i casi di incertezza.
Bene, ora immagina che “www.sillabazione.it” sia spezzato come “www.sill—abazione.it” o come “www.sillabaz—ione.it”.
Davvero sei convinto che una cosa così non provochi nessuno straniamento nel lettore?
È una situazione limite, certo: ma io salterei sulla sedia per molto meno! 😉
Ripeto: la soluzione di Lehmann permette di riempire benissimo le righe, forse (forse) potrebbe anche essere la migliore, ma qualche effetto collaterale ce l’ha di sicuro.
Ciao,
L.
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3 Luglio 2011 alle 11:22 #60836::
Così come un‘immagine può essere spezzata su due pagine, un indirizzo può essere spezzato su due righe. È semplice.
Il paragone improprio è di Ivan: non credo proprio che ogni immagine si possa spezzare in due pagine.
Anzi, le immagini spezzabili in due pagine mi sembrano più l’eccezione che la regola!
Ahimè, il linguaggio ordinario! Intendevo dire che esiste un mondo possibile nel quale un oggetto è un’immagine e questa immagine può essere spezzata su due pagine…
In ogni caso credo proprio che ogni immagine possa essere spezzata, all’occorrenza. Il che non significache lo debba essere. Non credo che la proprietà di “poter essere spezzate” intacchi l’essenza delle immagini 😉Suppongo che parlasse di immagini divise su due pagine affiancate. Sono assai comuni.
Certo, l’ho dato per scontato.
Prendo un quadro di Van Gogh. Tu lo spezzeresti su due pagine? Io no. Come vedi, non è così semplice.
Mi inserisco per dire la mia in estrema modestia. Ritengo che in fondo Ivan abbia ragione: un url è un oggetto che, diversamente dalle parole del testo, non è fatto per essere letto e, diversamente da un immagine, non è fatto per esser guardato.
Chiarissimo! Avrei voluto dirolo io 😀
Spezzare un’immagine comporta difficoltà a coglierla per intero così come spezzare un parola nei punti sbagliati la rende meno intelligibile. Un url non devi né coglierlo per intero né “capirlo”. Non è un significante, non ha un “significato”.
Basta pensare a un url come questo:
http://www.guit.sssup.it/phpBB2/posting.php?mode=quote&p=59880&sid=95e284026dd70bc041938ee37d5bb7a3
Dove lo sillabiamo, Lorenzo?Le parole significanti che leggiamo in un url lo sono solo per accidens. Non denotano alcunché, sono autoreferenziali. L’unica cosa di denotante in un url è l’url stesso, ma lo è in maniera diversa da un termine.
Ciao
Ivan
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3 Luglio 2011 alle 11:36 #60837::
Il problema di spezzare un URl è quello della coperta corta. L’ideale, IMO, sarebbe quello di non spezzare proprio oggetti del genere, ma proprio a volte non si può fare altrimenti. Le soluzioni sono queste.1.
Lo si spezza solo in punti tattici (diciamo dopo un punto o una barra), accettando che LaTeX, per mantenere la giustificazione, dilati gli spazi bianchi presenti. La bibliografia attuale dell’Arte è composta così, con risultati in genere piuttosto buoni.2.
Lo si spezza solo in punti tattici e, per mantenere la giustificazione, si accetta che LaTeX inserisca degli spazi bianchi tra i vari caratteri che compongono l’URL (se ben ricordo, all’inizio gli stili philosophy facevano così). Brutto: perché il font a spaziatura fissa non è più… a spaziatura fissa.3.
Lo si spezza solo in punti tattici e si rinuncia alla giustificazione. Anche questa è una possibilità, IMO accettabile.4.
Non lo si spezza e si lascia che l’URL sbordi. Questa mi convince molto meno.5.
Si spezza l’URL dovunque, pur di avere la giustificazione, creando gli effetti di straniamento che dicevo.Tutte queste soluzioni hanno, naturalmente, pro e contro. La soluzione perfetta non esiste: è il problema della coperta corta, dicevo.
Lehmann ha optato per l’ultima soluzione? Va bene.
Però per favore, guarda questo orrore.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Orrore.pngCome vedi (anche prescindendo dall’effetto di straniamento di quegli URL spezzati), la giustificazione orizzontale non è venuta.
Di sicuro, una bibliografia così non è a regola d’Arte.
Che faccio, torno a natbib? 🙁
Ciao,
L.P.S.
Vero, il mega URL che riporti non si può spezzare in punti tattici, ma di URL così ce ne sono proprio pochi, e mi sanno di “precario”. Per esempio, anziché il tuo URL si potrebbe dire qualcosa come “il motore di ricerca avanzata di http://www.guit.sssup.it”, e si sarebbe (quasi) a posto.
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3 Luglio 2011 alle 12:11 #60838::
Però per favore, guarda questo orrore.
http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/Orrore.pngCome vedi (anche prescindendo dall’effetto di straniamento di quegli URL spezzati), la giustificazione orizzontale non è venuta.
Di sicuro, una bibliografia così non è a regola d’Arte.
Che faccio, torno a natbib? 🙁
Tornare a natbib a causa di alcuni url mi sembra eccessivo. Dal mio punto di vista, il problema è molto limitato. Non ho mai visto tesi in ambito umanistico con url in bibliografia. Generalmente in tutte le discipline si tende a riferirsi sempre a fonti cartacee. Ma forse le cose stanno cambiando. L’Arte fa un usa massiccio di url quindi il problema si nota.
L’orrore che riporti è oggettivo, ma dubito che si possa trovare una soluzione generale. Dovrai sistemare le voci una alla volta 🙁
Se vuoi posso provare a capirci di più, ma mi devi inviare un po’ di materiale. Per esempio un file .tex minimale e un file .bib che contenga quell voci, in modo che possa riprodurre l’errore sul mio computer. Mi spaventa un po’ lo sforamento di “Citato”.Per il momento incollati quella riga che ti ho dato sopra. Almeno avrai un riempimento ottimale.
Ciao
Ivan
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3 Luglio 2011 alle 14:30 #60839::
Tornare a natbib a causa di alcuni url mi sembra eccessivo.
Certo.
TDal mio punto di vista, il problema è molto limitato. Non ho mai visto tesi in ambito umanistico con url in bibliografia. Generalmente in tutte le discipline si tende a riferirsi sempre a fonti cartacee. Ma forse le cose stanno cambiando. L’Arte fa un usa massiccio di url quindi il problema si nota.
Già.
L’orrore che riporti è oggettivo, ma dubito che si possa trovare una soluzione generale. Dovrai sistemare le voci una alla volta 🙁
Fuori discussione. L’Arte non mi interessa solo in sé: mi interessa quello che deve fare il mio lettore principiante, e chiedergli di intervenire a mano tu tutte le voci, o su un gran numero di voci, viola la filosofia di LaTeX.
Mi spaventa un po’ lo sforamento di “Citato”.
Terribile vero?
Intanto che ti preparo il file minimale, ti raccomando di aggiungere la riga magica
`\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu plus 3mu\relax}`
ai tuoi stili. Almeno così le righe vengono giustificate a dovere.A presto,
L.
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3 Luglio 2011 alle 19:11 #60840::
Intanto che ti preparo il file minimale, ti raccomando di aggiungere la riga magica
`\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu plus 3mu\relax}`
ai tuoi stili. Almeno così le righe vengono giustificate a dovere.Negli stili c’è già quella riga magica, un po’ modificata:
`\appto\biburlsetup{\Urlmuskip=0mu\relax}`
E’ sufficiente eliminarla. L’ho già fatto. La prossima versione sarà corretta.Ciao
Ivan
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