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La mia esperienza con suftesi mi ricorda uno spot pubblicitario di molti anni fa, in cui il protagonista -che non beveva caffè- scopre di colpo il caffè decaffeinato e, finalmente, può prendersi tutti i caffè che vuole, coniugando gusto e salute.Sapevo dell’esistenza di suftesi, ma non ci avevo mai scritto niente: padroneggiare una classe richiede tempo e io mi accontentavo di sapere cavarmela (non senza fatica…) con ClassicThesis, ArsClassica (che non è nemmeno una classe) e le classi standard.
Sto usando suftesi da un paio di giorni: semplicemente, fa tutto quello che deve fare una classe che imposta l’aspetto generale del documento. I layout che si possono ottenere sono innumerevoli: si passa da un layout all’altro intervenendo sulle opzioni, nel preambolo. Si ricompila e il gioco è fatto.
Non succede quello che capita, poniamo, con ClassicThesis: se hai un documento scritto per le classi standard e vuoi il layout di ClassicThesis, devi mettere le mani su tutto il documento, perdendo ore di tempo. Lo stesso problema c’è con tutte le classi che conoscevo. Con suftesi, invece, cambi un’opzione nel preambolo, ricompili e hai un documento come lo vuoi tu.
suftesi non è una classe: è la classe.
La documentazione, poi, è superba.
D’ora in poi penso che la userò per tutti i miei documenti. A meno che non ci siano ragioni forti per fare il contrario (per esempio, se una casa editrice mi impone la sua classe).
Appena avrò tempo aggiornerò le miei guide consigliando suftesi.
Ringrazio Ivan per il lavoro a dir poco superbo.
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