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logos” post=78324Interessante… dunque, se non ho capito male, potrei creare un file compilabile con XeLaTeX in cui inserire la sola citazione, quindi crearne un PDF ed inserirlo come immagine nel file LaTeX?! Beh, potrebbe essere una validissima soluzione. Tuttavia, per realizzarla, mi occorrerebbe sapere come posso “scontornare” un PDF creato da XeLaTeX. Ci sono dei pacchetti appositi oppure bisogna lavorare con il PDF da un programma esterno (tipo Adobe Acrobat)?
Grazie,
Andrea
Per ritagliare opportunamente il pdf puoi utilizzare pdfcrop (il README si legge con texdoc pdfcrop e onestamente non so se esista una guida a parte il README), un programmino veramente utile già presente in TeXLive.
Da terminale/prompt dei comandi, ti porti nella cartella in cui hai creato il pdf con XeLaTeX ed esegui:
`pdfcrop –hires documentoxelatex.pdf` Io in genere faccio questo lavoro per particolari grafici ed è veramente comodo. Ricordati di togliere il numero di pagina dal documento che va ritagliato. Per avere anche un po’ di margine attorno alla citazione potresti usare:`pdfcrop –margins 1 documentoxelatex.pdf` che lascia un margine di 1 bp su tutti i bordi.
Ciao
Claudio
::Rocco M.” post=78221Io devo riportare delle coppie di dati in una tabella e in un grafico provenienti da differenti apparecchi di misura. Li devo inserire nel computer manualmente. In LaTeX però i dati per una tabella a due colonne sono separati dall’operatore & e ogni riga termina con \\. Vorrei poter inserire i dati una volta sola ed ottenere sia il file contenente solo i dati (per pgfplots), sia il file contenente i dati con già i comandi per creare la tabella per risparmiare tempo (ho 4 ore di laboratorio in cui devo fare l’esperienza e pure redigere il rapporto… -.-).
Quello che non so è come strutturare il programma. Creo un file .txt (o .dat) in cui inserire i dati e poi lo passo al mio programma che li formatta per la tabella o inserisco direttamente i dati nel prompt del mio programma e lui mi restituisce il file .dat e il file contenente i dati formattati per la tabella?
Anche io mi chiedo a cosa ti serva quindi l’operazione C++..
Ecco cosa farei io: inserirei i dati incolonnati in un file .dat e farei il plot come descritto nel precedente intervento. Per la tabella? No problem: texdoc pgfplotstable da terminale e scoprirai che esiste un pacchetto complementare di pgfplots per crearsi le tabelle. In definitiva con un singolo .dat ti crei sia il grafico che la tabella.
Ciao
Claudio
::warcomeb” post=78230Ciao a tutti. Forse faccio una domanda stupida, ma come cosa mi infastidisce molto.
Sto utilizzando tikz per fare i disegni di un articolo scientifico in modo tale da convincere il mio advisor che è ORA di abbandonare xfig!
Per vari motivi mi è più facile disegnare partendo dalla coordinata 0,0 ed andare verso le y negative, quindi vorrei mettere la griglia per aiutarmi nel disegno e scrivo ad esempio`
\begin{figure}
\centering
\begin{tikzpicture}[scale=0.8]
\draw[help lines] (0,0) grid +(22,-15);\end{tikzpicture}
\caption{bla bla}
\label{fig:bla}
\end{figure}
`ma le linee vengono stampate solo in verticale mentre in orizzontale niente. Se al posto di -15 metto 15, la griglia viene stampata tutta.
C’è un motivo particolare per cui succede questo?grazie
MarcoNon ne ho la certezza, la mia è una supposizione sicura al 80%, che il codice che implementa [tt]grid[/tt] operi con dei foreach il cui avanzamento è di default 1 cm (oppure dato manualmente con [tt]step[/tt], [tt]xstep[/tt] o [tt]ystep[/tt]). Quello che succede, quindi è che le coordinate che inserisci dopo [tt]grid[/tt] sono i punti finali a cui il ciclo deve arrivare, ma ovviamente inserendo un valore finale negativo ed il ciclo avanza di +1, non c’è corrispondenza e il risultato è quello che ottieni tu.
Come rimediare? Semplice: disegna la griglia con valore finale dell’asse y positivo, ma nelle opzioni di [tt]draw[/tt] opera uno shift verticale negativo. In questo modo puoi effettuare tutte le operazioni che ti servono con le y negative senza incappare nel problema della griglia.
Ecco il codice.
`\begin{tikzpicture}[scale=0.8]
\draw[help lines,yshift=-15cm] (0,0) grid (22,15);
\draw[thick] (5,-10)–(10,-5);
\end{tikzpicture}` Ovviamente questo valore di scala non è sufficiente: la griglia è ancora troppo grande per un a4. 😉Ciao
Claudio
::Ipri” post=78199Salve a tutti,
io discuterò la mia tesi lunedì 1 ottobre e avendo quasi completato le slides sto scegliendo il tema. Questo Roma proposto da voi mi piace!
Ora lo studierò e magari smusserò qualche spigolatura che rimane.
Scrivo questo post perché se qualcuno ha apportato altre modifiche dopo la versione che è stata linkata in questa discussione, sarei grato di averle! 🙂Grazie comunque a tutti per il lavoro svolto, soprattuto a Claudio Fiandrino!
In realtà non ci avevo più lavorato sopra… usa pure il mio codice come base per migliorare il tema: io purtroppo sono un po’ stretto di tempi per cui non credo di poterci dedicare molto. Se hai delle domande/suggerimenti continua pure ad inserirle in questo filone e per quello che posso cercherò di darti una mano.
Ah.. dimenticavo: benvenuto nel forum! 🙂
Ciao
Claudio
::Rocco M.” post=78209Ciao a tutti. Vorrei creare un breve programma in C++ che mi consenta di salvare i dati una volta sola, per poi esportarli in un file per pgfplots (coordinate x e y soltanto) o una tabella (coordinate x e y separate dal segno &, …).
Cosa consigliate di fare? Di far caricare al mio programma un file esterno ed elaborarlo oppure di inserire direttamente i dati nel programma e salvarli sia per pgfplots che per la tabella?
Grazie.
Non ho capito bene una cosa: hai dei dati già su un file e ti serve il C++ per elaborarli e successivamente farne dei plot, oppure è il tuo programma che crea i dati? Il punto è che nel secondo caso ti conviene stampare opportunamente i dati:
`filedati<<"Colonna-x"<<"\t"<<"Colonna-y"<
/filedati.dat}; \end{axis}
\end{tikzpicture}
`Ciao
Claudio
23 Settembre 2012 alle 16:18 in risposta a: [TIKZ][RISOLTO] Macchina a stati finiti… gerarchica #79003::konda” post=78155Spettacolare Claudio! Ti ringrazio molto ora ci lavoro (il mio lavoro dovrà essere leggermente diverso) e vi farò avere un feedback (o altre domandine :roll:)
Grazie ancora!
Figurati 🙂
Ho palesemente rubato l’idea da un utente su TeX.SX, ma credo che rispondere per tutorial sia altamente istruttivo non solo per chi ha bisogno di capire il funzionamento del programma, ma anche a chi scrive per raccogliere bene le idee e fissarle. 🙂
Ciao
Claudio
23 Settembre 2012 alle 9:56 in risposta a: [TIKZ][RISOLTO] Macchina a stati finiti… gerarchica #79000::
In effetti quei disegni sono orribili… ma occorre anche precisare che con TikZ l’occhio si abitua all’eccellenza. 🙂In questo intervento si realizzerà una delle figure a cui l’OP faceva riferimento e può essere inteso come tutorial valido per tutti gli schemi in quanto si utilizzano diverse TikZ-tecniche.
Le basi
Quando si inizia è fondamentale fare una scelta di base: quale tecnica usare per posizionare i nodi. I metodi non sono infiniti: posizionamento manuale con le coordinate assolute, posizionamento manuale con le coordinate relative oppure posizionare i nodi su una matrice. Il primo metodo è, in genere, da scartare, a meno che si sia abituati a vedere il proprio disegno su un piano cartesiano e quindi sia abbastanza facile determinare a mente le coordinate.
Per realizzare il disegno e per mostrare insieme un paio di tecniche si utilizzeranno sia i riferimenti relativi che il posizionamento con matrici.
Disegnare rettangoli
Il disegno dei rettangoli non deve spaventare, anzi è una delle cose più semplici da realizzare. Con TikZ è possibile definire stili da applicare ai nodi, le varie label del disegno. Ecco cosa si utilizzerà per la figura:
`
\tikzset{blocco/.style={draw,rounded corners}}
`La definizione degli stili, un consiglio, va preferibilmente inserita nel preambolo.Creare i collegamenti
Mentre si posizionano i nodi, è consigliabile etichettarli con label, in modo tale da poter utilizzare successivamente le label come riferimenti. Le frecce, quindi, saranno dei segmenti originati da un nodo e diretti verso un altro. Ad esempio, per collegare (a) e (b) sapendo che (b) è a destra di (a) si può scrivere:
`\draw[->](a.east)–(b.west); `in questo modo il segmento è originato dall’ancora posizionata a destra ([tt]east[/tt]) di (a) verso il punto contraddistinto dall’ancora a sinistra ([tt]west[/tt]) di (b). Le ancore strettamente indispensabili sono [tt]north[/tt], [tt]south[/tt], [tt]east[/tt] e [tt]west[/tt].Posizionamento dei nodi ed allineamenti
Iniziamo a posizionare il primo nodo, lo [tt]start[/tt]. Il codice è semplice:
`\node[blocco] (start) {start}; `Utilizzando i riferimenti relativi non serve definire dove posizionare il primo nodo. Si noti che il nostro nodo è di tipo [tt]blocco[/tt] perciò sarà evidenziato dal rettangolo, come si vuole e il nodo ha come label [tt](start)[/tt], la stessa che deve comparire in figura. Ovviamente, però, la label può essere definita a piacere.A destra del nodo [tt]start[/tt], nella figura campione sono presenti quattro nodi. Cosa meglio di una matrice per definirli? L’idea base è definire una matrice di questo tipo:
`\matrix (m1) [blocco, right= 2.5cm of start]{
try1 & \node[blocco](fail1){fail};\\
$K_2$ & \node[blocco](ok1){ok};\\
};` Con questa definizione si otterrebbero i quattro nodi delimitati da un rettangolo come, all’interno della matrice, i nodi (fail) e (ok); il problema sarebbe l’allineamento dei nodi stessi: in genere, con matrici, posizionamento dei nodi con riferimenti relativi ecc.. l’allineamento dei nodi va farsi benedire senza un intervento manuale. Inoltre, la spaziatura dei nodi nella matrice è pensata per elementi senza niente altro ed evidenziare con un rettangolo alcuni di essi fa sì che il risultato non sia dei migliori. Entrambi i problemi si risolvono specificando a mano il punto di ancoraggio e la spaziatura dei nodi, ad esempio:
`
\matrix (m1) [matrix of nodes,blocco, right= 2.5cm of start ,column sep=0.25cm,row sep =0.25 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=1ex,]{
try1 & \node[blocco](fail1){fail};\\
$K_2$ & \node[blocco](ok1){ok};\\
};
`Si noti che anche la matrice ha la propria label, (m1), esattamente come gli altri nodi, ma serve solo al posizionamento dei nodi, non per le frecce.In maniera analoga a questa, andiamo a definire una seconda matrice per il secondo gruppo di nodi:
`
\matrix (m2) [matrix of nodes,blocco, right= 3cm of m1 ,column sep=0.25cm,row sep =0.25 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=1ex,]{
try2 & \node[blocco](fail2){fail};\\
$K_2$ & \node[blocco](ok2){ok};\\
};
` Il posizionamento di (m2) è chiaramente a destra di (m1) come si evince da [tt]right= 3cm of m1[/tt]. Per i nodi [tt]fail[/tt] ed [tt]ok[/tt] si sono usate label diverse rispetto a quelle definite per gli stessi nodi in (m1).La terza matrice è un po’ diversa rispetto alle due precedenti. In realtà non servirebbe neppure una matrice per definire i nodi (abort) e (success), ma viene comodo utilizzare la spaziatura delle righe per posizionare in maniera fedele alla figura riferimento di due nodi. Ecco la definizione:
`
\matrix (m3) [matrix of nodes, right= 3cm of m2,row sep =1.5 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=3ex,minimum width=4em]{
\node[blocco](abort){abort};\\
\node[blocco](success){success};\\
};
` Si noti che in ogni matrice si è specificato almeno [tt]minimum height[/tt]: la chiave contribuisce, come l’ancoraggio, all’allineamento dei nodi. In genere si usa [tt]text height[/tt], ma in questo caso occorre tenere in considerazione che un nodo può anche avere il rettangolo al proprio bordo.Posizionamento dei collegamenti
In questa sezione si discute come disegnare effettivamente le frecce da un nodo ad un altro. Un comodo strumento è la libreria [tt]calc[/tt] che permetterà di effettuare calcoli per meglio caratterizzare i segmenti. È comodo definire il tipo di freccia da usare nelle opzioni dell’ambiente [tt]tikzpicture[/tt], in modo tale da non ripeterlo ad ogni passaggio; nel nostro caso:
`\begin{tikzpicture}[-stealth]` che è la mia preferita.Iniziamo con la freccia a destra del nodo (start):
`\path[draw]($(start.west)-(1,0)$)–(start.west);` Come si può notare, con la sintassi della libreria calc si può disegnare un segmento a partire da un singolo nodo conosciuto: in questo caso il punto a sinistra del nodo (start.west). Il punto iniziale è 1cm a sinistra della coordinata (start.west) infatti la sintassi indica che a (start.west) si sottrae 1cm sull’asse x e 0cm sull’asse y.Colleghiamo i nodi start e m1 con:
`\path[draw](start.east)–(m1);` mentre con:
`\path[draw](fail1.east)–(fail1.east-|m2.west);` colleghiamo i nodi (fail1) della prima matrice con la seconda matrice. Si noti la sintassi [tt](fail1.east-|m2.west)[/tt]: in questo modo si sta dicendo che la coordinata di arrivo ha lo stesso valore sull’asse x di (fail1) e quello dell’asse y di (m2). Scrivere:
`\path[draw](fail1.east)–(m2.west);` avrebbe disegnato un segmento il cui punto di arrivo sarebbe stato il centro esatto del rettangolo della seconda matrice.Proseguendo, si commenteranno solo gli altri collegamenti con particolarità evidenti. Ad esempio:
`\path[draw](ok1.east)–($(ok1.east|-success.west)!0.5!(m2.west|-success.west)$)–(success.west);` che collega il punto (ok1) della prima matrice verso (success). La particolarità è il calcolo del punto intermedio [tt]($(ok1.east|-success.west)!0.5!(m2.west|-success.west)$)[/tt] in cui il segmento si divide: partendo da (ok1.east) verso il punto indicato in direzione obliqua e dal punto intermedio verso (success) in direzione orizzontale.Invece, con:
`
\path[draw](ok2.east)–(success.170);
` è possibile spostare il punto di arrivo (per evitare sovrapposizioni con la freccia già disegnata che parte da (ok1)) riferendosi all’angolo del rettangolo del nodo (success). 170, infatti, rappresentano i gradi. Attenzione: l’uso degli angoli per fare riferimento al bordo di un nodo può essere pericoloso se non si è sicuri al 100% di cosa si fa; gli angoli infatti cambiano rispetto alle dimensioni del nodo, perciò in generale non è vero che per due distinti nodi i riferimenti (x.170) e (y.170) siano uguali (lo so per esperienza perché ci sono cascato come un pollo 😀 – si veda qui).Il rettangolo in background
Dopo aver posizionato i nodi e disegnato tutti i collegamenti, il tocco finale è rappresentato dalla definizione del rettangolo che comprende tutta la figura. Ho pensato di posizionare tale rettangolo in background; in questo caso è un passaggio superfulo, ma conoscere questa libreria a volte è veramente utile (e qui bisogna ringraziare Liverpool che è stato il primo a suggerirla- si veda qui). La libreria infatti permette di definire vari “livelli” in cui apporre parte dell’immagine, ad esempio colorare un sfondo in modo tale che il contenuto da tenere in primo piano non sia reso opaco. In questo caso, comunque, si è utilizzato il livello “predefinito” [tt]background[/tt] reso già disponibile dalla libreria; in generale l’utilizzo è:
`\begin{pgfonlayer}{background}
…
\end{pgfonlayer}` Dove i [tt]…[/tt] rappresentano il codice da inserire in background.Nel nostro caso codice necessario è:
`
\begin{pgfonlayer}{background}
\node[scale=0.02] (mywest) at ($(start.west)-(0.5,0)$){};
\node[scale=0.02] (mynorth) at ($(abort.north)+(0,0.5)$){};
\node[scale=0.02] (myeast) at ($(abort.east)+(0.5,0)$){};
\node[scale=0.02] (mysouth) at ($(success.south)-(0,0.5)$){};\draw[rounded corners,-] (mywest)|-(mynorth)-|(myeast)|-(mysouth)-| (mywest);
\end{pgfonlayer}
` I primi comandi servono per creare nodi “aiuto”, ovvero dei nodi le cui posizioni, definite a partire dai nodi già esistenti, saranno la base per il disegno del rettangolo. Si consideri, ad esempio:
`\node[scale=0.02] (mywest) at ($(start.west)-(0.5,0)$){};` È molto simile alla sintassi usata per definire la freccia a sinistra del nodo (start) e infatti con questa sintassi si definisce il punto intermedio di quel collegamento. Tutto ciò, ovviamente, perché nella figura campione il rettangolo globale aveva come particolarità il fatto di “tagliare” le frecce entranti ed uscenti dalla figura. I nodi “aiuto” definiti sono stati tutti scalati: questo fa sì che nel disegno del rettangolo non siano visibili “buchi bianchi”. In genere, infatti, ogni nodo, anche se non ha una label, occupa dello spazio; ad esempio, il codice:
`
\node (x) at (1,0) {};
\draw (0,0)–(x)–(2,1);
` non produce un segmento continuo.Codice completo
Ecco il codice con un esempio compilabile:
`\documentclass{article}\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{positioning,matrix,calc,backgrounds}\tikzset{blocco/.style={draw,rounded corners}}
\begin{document}
\begin{tikzpicture}[-stealth,on grid, node distance=1cm,scale=0.95,transform shape]
% Blocchi
\node[blocco] (start) {start};
\matrix (m1) [matrix of nodes,blocco, right= 2.5cm of start ,column sep=0.25cm,row sep =0.25 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=1ex,]{
try1 & \node[blocco](fail1){fail};\\
$K_2$ & \node[blocco](ok1){ok};\\
};\matrix (m2) [matrix of nodes,blocco, right= 3cm of m1 ,column sep=0.25cm,row sep =0.25 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=1ex,]{
try2 & \node[blocco](fail2){fail};\\
$K_2$ & \node[blocco](ok2){ok};\\
};\matrix (m3) [matrix of nodes, right= 3cm of m2,row sep =1.5 cm, every column/.style={anchor=center},minimum height=3ex,minimum width=4em]{
\node[blocco](abort){abort};\\
\node[blocco](success){success};\\
};% Collegamenti
\path[draw]($(start.west)-(1,0)$)–(start.west);
\path[draw](start.east)–(m1);
\path[draw](fail1.east)–(fail1.east-|m2.west);
\path[draw](ok1.east)–($(ok1.east|-success.west)!0.5!(m2.west|-success.west)$)–(success.west);
\path[draw](fail2.east)–(abort.west);
\path[draw](ok2.east)–(success.170);\path[draw](abort.east)–($(abort.east)+(1,0)$);
\path[draw](success.east)–($(success.east)+(1,0)$);% background
\begin{pgfonlayer}{background}
\node[scale=0.02] (mywest) at ($(start.west)-(0.5,0)$){};
\node[scale=0.02] (mynorth) at ($(abort.north)+(0,0.5)$){};
\node[scale=0.02] (myeast) at ($(abort.east)+(0.5,0)$){};
\node[scale=0.02] (mysouth) at ($(success.south)-(0,0.5)$){};\draw[rounded corners,-] (mywest)|-(mynorth)-|(myeast)|-(mysouth)-| (mywest);
\end{pgfonlayer}\end{tikzpicture}
\end{document}`
Il risultato grafico
[attachment=462]Immagine_2012-09-23.jpg[/attachment]
E ora… il gran premio 😎
Ciao
Claudio
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Certo 🙂Sia TikZ che pgfplots sono dotati di una libreria chiamata [tt]external[/tt]; questa libreria, ogni volta che in fase di compilazione si incontra una figura/grafico interrompe la compilazione per generare in via separata la figura (in genere in pdf, ma anche in ps volendo) e includerla nel documento più o meno come si fa con [tt]\includegraphics[/tt]. Questa è in breve la spiegazione ad alto livello, almeno per come l’ho capita io :D. Il fatto di creare separatamente le figure implica da un lato che si debba compilare il file con [tt]pdflatex -shell-escape[/tt] e che si risolva il problema della memoria (di cui TikZ, e per estensione ovviamente pgfplots, abusa).
La libreria pare sia stata scritta proprio dall’autore di pgfplots e puoi richiamarla aggiungendo queste chiamate nel tuo preambolo:
`\usepackage{pgfplots}
\usepgfplotslibrary{external}
\tikzexternalize`In realtà funziona anche:
`\usepackage{pgfplots}
\usetikzlibrary{external}
\tikzexternalize`La differenza, come spiegato nella documentazione di pgfplots, è che la prima versione dovrebbe essere più robusta, ovvero se si ha una versione di pgf vecchia (e quindi la chiamata [tt] \usetikzlibrary{external} [/tt] non sarebbe valida) verrebbe caricata una copia locale di pgfplots.
Ciao
Claudio
::bennyk” post=78006Ciao a tutti,
vorrei usare toptesi e topfront ma devo inserire anche le informazioni \dipartimento e \matricola, come posso fare?Grazie.
Scusate l’OT.
@bennyk: hai ricevuto istruzioni precise in segreteria o dal tuo relatore in merito alle informazioni che devi inserire?Ciao
Claudio
::Rocco M.” post=78070
In ogni caso, visto che i dati sono generati in Matlab, sapere se il grafico è ragionevolmente non distorto è ancora più semplice: confronta il risultato approssimato di pgfplots con il plot di Matlab.
I dati non sono generati in Matlab ma con un programma in C++. Poi abbiamo uno script Matlab che prende l’output del programma in C++ e disegna il grafico. Ad ogni modo farò un confronto!
Grazie.
Io per la mia tesi ho fatto parecchie simulazioni e avevo scritto il simulatore proprio in C++. Per i grafici ho sempre usato [tt]pgfplots[/tt] e anche a me era spuntato quel famoso errore di memoria quando scrivevo dei report temporanei (tra parentesi il pacchetto “legge” file testuali come [tt].dat[/tt] perciò si possono evitare software esterni come gnuplot o matlab e si risparmia tempo). Ho risolto con la libreria [tt]external[/tt] e compilando con [tt]pdflatex -shell-escape[/tt].
Ciao
Claudio
::carlab” post=77911salve,
vorrei avere cortesemente aiuto sul comando da inserire nel documento MiKteX per slide per poter avere il nuemro delle pagine centrate e in fondo alla pagina, io al momento metto il comando \setcounter e tra le parentesi graffe petto il numero della pagina da cui iniziare
vi ringrazio molto
CarlaBenvenuta nel forum! 🙂
MiKTeX è una distribuzione dei pacchetti, pertanto sarebbe utile sapere quale classe usi per la presentazione (Beamer?).
Ciao
Claudio
::Marco87″ post=77902Ciao a tutti,
supponiamo che stia facendo un disegno con [tt]TikZ.[/tt] Definisco le coordinate di due punti in questo modo:
`\coordinate (a) at (3,7);
\coordinate (b) at (5,9);`
Supponiamo che a questo punto voglia definire le coordinate di un terzo punto, la cui ascissa è quella di [tt]a[/tt] e la cui ordinata è quella di [tt]b.[/tt] Qual è il modo più veloce ed elegante per farlo?Grazie e buona giornata,
Marco.Ciao,
mi vengono in mente due metodi, ma il primo è quello ovvio: a mano. 😀
`
\documentclass{article}\usepackage{tikz}
\usetikzlibrary{calc}\begin{document}
Metodo più veloce: a mano!
\begin{center}
\begin{tikzpicture}
\coordinate (a) at (3,7);
\coordinate (b) at (5,9);
\coordinate (c) at (3,9);\node at (a) {A};
\node at (b) {B};
\node at (c) {C};
\end{tikzpicture}
\end{center}Metodo elegante.
\begin{center}
\begin{tikzpicture}
\coordinate (a) at (3,7);
\coordinate (b) at (5,9);\node at (a) {A};
\node at (b) {B};
\draw let \p1=(a), \p2=(b) in (\x1,\y2)–(\x1,\y2) node {C};
\end{tikzpicture}
\end{center}\end{document}`
Il secondo sostanzialmente partendo dalle coordinate di (a) e (b) salvate in due punti \p1 e \p2 permette di riferirsi ad ascissa e coordinata con (\x1,\y1) per \p1 ed (\x2,\y2) per \p2. Quindi poi basta scambiarle e il gioco è fatto. Purtroppo la sintassi non si può usare direttamente per i nodi, ma solo mentre si realizza un segmento: per questo con il piccolo trucchetto di disegnare un segmento di lunghezza nulla si può inserire il nodo nella posizione voluta.
Ciao
Claudio
::
In effetti questo è uno di quei pochi casi in cui aprire la pagina del pacchetto su CTAN è quasi un obbligo. 🙂Nel forum si consiglia sovente di leggere la documentazione con texdoc nome-pacchetto (o classe) perché è la strada più breve per capire il funzionamento e i comandi di tale pacchetto/classe. Certo, si può ricorrere anche a http://texdoc.net/ … Ma nel caso di moderncv nemmeno dare da terminale texdoc -l moderncv serve: pare non ci sia una vera e propria documentazione, anche se con il comando indicato si poteva già trovare il pdf con gli esempi.
Detto questo, caro Dr Spencer Reid, quando sul forum si consiglia di leggere la documentazione da terminale non mi sembra che arrivi l’FBI (nel tuo caso la BAU 😛 ) a casa tua per controllare se hai rispettato o meno il consiglio. I consigli non sono ordini perciò nulla vieta di andare sulla pagina internet di un sito per reperire la documentazione o altri esempi. Di sicuro nessuno può tenere nascosto il fatto che siti come http://www.ctan.org/ o http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/Catalogue/ contengano tutte le informazioni su pacchetti o classi.. basta una ricerca su google per scoprirlo.
Riguardo al problema originale… scaricando il [tt]template.tex[/tt] dal sito indicato da Dr Spencer Reid, credo che ci siano tutte le informazioni necessarie per compilare il cv seguendo il modello indicato. Il codice è commentato e molto chiaro.
Ciao
Claudio
::xchiara” post=77863Buongiorno a tutti,
premetto che e’ la prima volta che cerco di fare una presentazione usando beamer.
Da quello che ho capito scegliendo un theme non e’ possibile cambiarlo nel corso della presentazione.
Il fatto e’ che io vorrei mettere una figura sulla prima slide della presentazione….e’ possibile farlo?
Ho provato con \incudegraphic ma me la mette comunque su una slide o precedente o successiva.Grazie
Ciao,
hai ragione, una volta scelto un tema con [tt]\usetheme[/tt] non è possibile cambiarlo. Per rispondere alla seconda domanda, invece, sì è possibile. Considera però che ogni tema ha la facoltà di inserire immagini nel frontespizio con il comando [tt]\titlegraphic[/tt].
Ecco un esempio minimo:
`\documentclass{beamer}
\usetheme{Singapore}
\author{Il mio nome}
\title{Il titolo}
\subtitle{Il sottotitolo}
\titlegraphic{\includegraphics[width=1.5cm]{nome-immagine}}
\institute{Il mio ateneo}
\date{\today}\begin{document}
\begin{frame}
\titlepage
\end{frame}
\end{document}`Ciao
Claudio
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