Risposte nei forum create
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AutoreRisposte
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Stiamo andando un decisamente OT, spero che gli amministratori ci perdonino :).
Dalla documentazione di SIunits non risultano altri problemi e né io ne ho mai notati nelle occasioni in cui mi è capitato di usarlo.
Per far sparire il warning temo che le uniche soluzioni siano- 1) non usare SIunits
2) non usare babelentrambe decisamente poco raccomandabili.
Ciao
Matteo
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il warning:
`Package SIunits Warning: Option `italian' provided.
(SIunits) Command \unit defined by babel.
(SIunits) Mind to use \unita instead. On input line…`è soltanto un promemoria che ti ricorda di usare \unita al posto di \unit perché il secondo comando è già definito da babel.Ciao
Matteo
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Mi sembra una cosa piuttosto difficile da fare direttamente in gnuplot, in questi casi secondo me è meglio elaborare prima il file con altri strumenti e usare gnuplot solo per la creazione del grafici, octave è una valida scelta, per restare nel campo open source, tanto più che usa proprio gnuplot come “dispositivo di uscita”Ciao
Matteo
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C:\Documents and settings\nomeutente corrisponde alla variabile %USERPROFILE% (nota la diversa maniera di indicare le variabili d’ambiente di windows).
C:\Documents and settings\nomeutente\Dati Applicazioni è %APPDATA% (su windows in inglese “Dati Applicazioni” è sostituito da “Application Data”, immagino che ogni versione localizzata di win abbia un suo nome per quella directory)
C:\Documents and Settings\All Users\ è %ALLUSERSPROFILE%
C:\Programmi è %ProgramFiles%Gli spazi erano il motivo per cui nelle vecchie versioni di MiKTeX c’erano le due cartelle texmf e localtexmf in C:\, era infatti caldamente sconsigliata l’installazione in C:\Program Files (la cartella corrispondente a C:\Programmi nel windows in inglese), le versioni più recenti paiono più tolleranti, anche se non oserei mai scrivere qualcosa come `\input{file con spazi nel nome}`
Ciao
MatteoP.S.
Su Unix si scriverebbe $HOME/Dati Applicazioni o più semplicemente ~/Dati Applicazioni 🙂
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Sto cercando di essere un ex utente windows, per questa volta ti risponderò comunque 😉
2, 3. Non sono del tutto sicuro che la mia installazione di MiKTeX sia standard, comunque nel tab Roots del pannello di configurazione ho le seguenti voci:-
C:\Documents and Settings\nomeutente\Dati applicazioni\MiKTeX\2.5
C:\Documents and Settings\nomeutente\Impostazioni locali\Dati applicazioni\MiKTeX\2.5
C:\Documents and Settings\All USers\Dati applicazioni\MiKTeX\2.5
C:\Programmi\MiKTeX 2.5Le prime due corrispondono all’albero personale, la terza a quello locale e l’ultima a quello principale.
Sono molto simili alla parte che si riesce a leggere nella figura 4.5 del manuale di MiKTeX: http://docs.miktex.org/manual/localadditions.html, questo conforta la mia ipotesi di aver, tempo addietro, effettuato un’installazione senza stranezze.Ricordo che in versioni più vecchie di MiKTeX c’erano sicuramente l’albero principale (C:\texmf)e quello locale(C:\localtexmf), mentre non so se ci fosse l’albero personale
5. Il Package manager installa nell’albero principale, gli altri servono per l’installazione “manuale”, il refresh del DB si fa cliccando su un opportuno bottone del programma di configurazione (maggiori dettagli nel manuale che ho segnalato prima).
Ciao
Matteo
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Se preferisci puoi crearti un layout personalizzato con tutti i caratteri che ti servono:
http://www.microsoft.com/globaldev/tools/msklc.mspxCiao
Matteo
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Oggi, leggendo un intressante articolo in un vecchio numero di TUGBoat, ho (ri)scoperto che il digamma è un lettera greca arcaica, mentre nella tua guida è citato nella tabella 40 a pagina 121, la cui didascalia è “Caratteri ebraici”.
Sempre riguardo alla stessa tabella ho qualche dubbio sulla ebraicità del varkappa, dal nome mi sembra più una variante di una lettera greca (al lettore diligente lascio immaginare quale sia 🙂 ) forse la soluzione più semplice sarebbe ribattezzare la tabella con qualcosa come “Altri simboli alfabetici”.Ciao
Matteo
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Lorenzo, la precisione della tua guida è un incentivo alla mia pignoleria 😉 , aggiungo qualche altra osservazione:1) Paragrafo 2.1.2 a pagina 4: per quanto mi risulta i grecisti usano il maschile per le lettere, quindi il nome TeX dovrebbe essere formato da un tau, un epsilon e un chi (è poco più che una curiosità).
2) Paragrafo 4.1.2 pag. 19: anche la tastiera italiana di linux contiene tutti i caratteri necessari (anche se in posizioni diverse rispetto a quella del mac: alt-gr+’ì’ per ‘~’, alt-gr+”’ per ‘`’, alt-gr+’7′ oppure alt-gr+maiuscole+’è’ per ‘{‘, alt-gr+’8′ oppure alt-gr+maiuscole+’+’ per ‘}’); per gli utenti windows di solito suggerisco l’uso di un editor del layout per aggiungere quelli mancanti.
3) Paragrafo 4.4.4 pag. 25: anche MikTeX ha i tre alberi di pacchetti, la posizione esatta dipende dalla versione, per l’installazione manuale dei pacchetti non previsti dalla distribuzione si procede come con TeXLive; la differenza è il refresh del database che si fa utilizzando l’interfaccia grafica.
per warsaw: su leopard aggiornato non ho nessun problema a copiare usando anteprima skim o adobe reader
Ciao
Matteo
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1) È perfettamente normale, se compili solo con pdflatex ti conviene creare direttamente il file pdf con una stampante virtuale come pdfcreator, così salti un passaggio, la conversione da eps a pdf.
2) Per quanto riguarda il secondo problema probabilmente è dovuto a un bordo bianco eccessivo intorno alla figura, se apri il pdf con acrobat dovresti vedere se è davvero così.
3) sicuramente esportare una tabella come immagine non è la soluzione migliore, anche dal punto di vista estetico, comunque se excel2latex non dovesse fare il suo lavoro (a me non ha mai dato problemi) puoi mettere il comando \includegraphics all’interno di un ambiente table, in questo caso la didascalia sarebbe quella corretta.Ciao
Matteo
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