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10 Maggio 2012 alle 8:23 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72710::
Spike” post=72676
Io non lo chiamerei neanche un difetto del disegnatore. Se la linea cade fuori dal box disegnato c’è poco da fare, metà dello spessore della linea non verrà visualizzato. Il problema si risolve dando
`begin{axis}[enlarge y limits, ………`
che automaticamente aumenta il box lungo l’asse y.Ciao,
RobertoGiusto, se invece non si specifica l’opzione [tt]axis lines=middle[/tt], [tt]enlarge y limits[/tt] è attiva di default. Comunque credo che OldClaudio stesse parlando in generale di come si dovrebbe disegnare un grafico in maniera professionale, da li è nato il “difetto del disegnatore”.
Ciao
FraGià, per questo ci sarebbe bisogno di un’opzione “ISO”, per cui i grafici vengano plottati secondo le norme vigenti, con tutto l’ambaradan già impostato.
P.S. Rispetto all’opzione clip=false preferisco enlarge limits, in quanto mi visualizza anche il tick rispettivo al massimo e al minimo valore sull’asse.
Ciao,
Roberto
10 Maggio 2012 alle 7:56 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72707::
Io non lo chiamerei neanche un difetto del disegnatore. Se la linea cade fuori dal box disegnato c’è poco da fare, metà dello spessore della linea non verrà visualizzato. Il problema si risolve dando
`begin{axis}[enlarge y limits, ………`
che automaticamente aumenta il box lungo l’asse y.Ciao,
Roberto
7 Maggio 2012 alle 13:02 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72699::lorenzo.pantieri” post=72469Ancora qualche domanda.
1. Quali sono i valori predefiniti della chiave view?
2. Qual è il valore predefinito della chiave mark? Che cosa fa esattamente questa chiave? Che cosa fa “mark=x”? Perché con “mark=x” non si hanno per marcatori delle “x”, ma delle semplici linee?
Grazie,
L.1.Il manuale dice 25 e 30.
2.La chiave mark non ha un valore predefinito (secondo il manuale di pgf), se non imposti niente dovrebbe plottare un cerchietto blu. Permette di cambiare la forma del marcatore scegliendo tra una serie di forme precaricate. La chiave “mak=x” disegna una croce con i bracci uguali alle diagonali di un quadrato avente lato pari al doppio del valore della chiave “mark size”. Lo spessore dei bracci si può cambiare con il codice “every mark./append style={line width=1pt}”. Il perché la x indichi la croce credo risieda nella traduzione di croce, che in inglese è cross, e che viene spesso abbreviata con la x. Se si vuole avere la lettera x come marcatore si deve utilizzare “mark=text”, dopo aver definito la chiave “/pgf/text mark=x”, il cui valore di default è “p”. Con varie opzioni si può poi cambiare lo stile del testo rappresentato.
Ciao,
Roberto
::egreg9″ post=72382
Io farei ancora meglio: metterei gli esercizi in coda a ogni capitolo, mi sembra la cosa migliore. Il povero alunno non è obbligato ad andare di qua e di là nella dispensa, e trova la sua teoria molto vicino agli esercizi. In fondo così si fa in tutti i libri di scuola. Nelle mie dispense, modeste, io faccio così. 🙂
Non sono d’accordo, almeno per quanto riguarda la matematica. Uno dei gravi difetti della maggior parte dei manuali scolastici è proprio che gli esercizi sono preponderanti rispetto alla parte teorica che, spesso, sparisce al confronto quando gli esercizi sono in coda alla teoria o, peggio ancora, in coda a ciascuna sezione. Questo induce nello studente l’idea che la teoria sia molto meno importante degli esercizi; idea che, purtroppo, molti insegnanti approvano.
Ciao
EnricoNel mio piccolo, mi trovo daccordo con il prof. I miei libri di Analisi Matematica avevano un volume per la teoria ed uno per la pratica, e ho trovato l’impostazione decisamente migliore dei testi scolastici dove dopo ogni capitolo di teoria veniva la parte sugli esercizi.
Ciao,
Roberto
::egreg9″ post=72358
Salve a tutti, ho notato che il seguente codice
`
\documentclass[a4paper,12pt]{scrreprt}\usepackage[T1]{fontenc}
\usepackage[utf8]{inputenc}\usepackage{classicthesis}
\begin{document}
ciao
$\mathsf{\sigma \rho}$\end{document}
`Produce caratteri errati, credo sia dovuto al fatto che classicthesis carica mathpazo, che non ha le lettere greche senza grazie.
Esiste un modo per risolvere il problema?Naturalmente sai già che anche non caricando classicthesis quelle lettere non verrebbero in carattere senza grazie.
`\DeclareMathAlphabet{\greeksf}{OML}{cmbr}{m}{it}`
Così puoi scrivere [tt]$\greeksf{\rho}\greeksf{\sigma}[/tt]
Ciao
EnricoSo che normalmente vengono “stampate” in carattere normale, ma in questo caso avevo notato che il carattere era errato. Più che stamparlo in carattere senza grazie ero interessato a come stamparlo correttamente, visto che in un ambiente senza grazie ci sarebbe questa piccola seccatura.
Grazie,
Roberto
2 Maggio 2012 alle 19:14 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72675::
A pagina 168 del manuale di pgfplots, subito prima della frase da te quotata in precedenza, c’è una spiegazione che forse è più chiara della miaTicks and tick labels are placed according to the chosen value as well. The choice bottom will draw the
x line at y = ymin, middle will draw the x line at y = 0, and top will draw it at y = ymax. Finally,
box is a combination of options top and bottom.… Scegliendo “bottom” l’asse delle x sarà disegnato passante per y=ymin, con “middle” l’asse passerà per y=0, con “top” l’asse passerà per y=ymax.
2 Maggio 2012 alle 19:06 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72674::lorenzo.pantieri” post=72263
Il valore “middle” non fa altro che far passare l’asse per la coordinata 0 dell’altro asse. Se la coordinata 0 non fa parte del “dominio” dei punti dell’asse viene scelto il limite inferiore di questo “dominio”. In tutti i casi se selezioni un dominio per entrambi gli assi dove lo 0 sia compreso tra gli estremi del dominio, avrai che entrambi gli assi passeranno per l’origine.
Di conseguenza
`axis x line=middle (oppure center)`
fa si che l’asse x passi per la coordinata 0 dell’asse y. Nel caso in cui i valori sull’asse y vadano da 20 a 40, l’asse x passerà per il punto 20.
La chiave “axis line” invece vale per tutti e due gli assi, solamente che bisogna “guardarli” nel verso della freccia. In pratica sinistra e destra sono definiti per un osservatore che cammina lungo l’asse x muovendosi verso + infinito.Scusami, ma questa spiegazione mi risulta oscura… Colpa mia, sicuramente.
Grazie, comunque.
Penso proprio sia colpa mia, non sono mai stato bravo in italiano 😛
Allora, per quanto riguarda il posizionamento degli assi:
La traduzione del manuale sarebbe:
Il codice
`axis x line=middle`
disegna l’asse x come una retta avente equazione y=0.
Il codice
`axis y line=middle`
disegna l’asse y come una retta avente equazione x=0.Se ad esempio scrivi
`\documentclass{article}
\usepackage{pgfplots}
\begin{document}\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmin=-4, xmax=5,
ymin=-1, ymax=2,
axis x line=middle,
axis y line=left
]
\end{axis}
\end{tikzpicture}\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmin=-4, xmax=5,
ymin=-1, ymax=2,
axis x line=middle,
axis y line=middle
]
\end{axis}
\end{tikzpicture}\end{document}`
otterrai due coppie di assi cartesiani. In entrambe le coppie l’asse x passa per il punto dell’asse y avente ordinata 0.
Nel primo caso, avendo dato “axis y line=left” l’asse y passa per il punto dell’asse x avente ascissa minima (in questo caso -4).
Nel secondo caso, avendo dato “axis y line=middle” l’asse y passa per il punto dell’asse x avente ascissa 0.A questo punto scrivendo il codice
`
\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
xmin=1, xmax=5,
ymin=-1, ymax=2,
axis x line=middle,
axis y line=middle
]
\end{axis}
\end{tikzpicture}
`Si ottiene una coppia di assi in cui l’asse y non ha equazione x=0, ma x=1. Infatti in questo caso l’ascissa 0 è esterna al dominio visualizzato, quindi l’asse y viene fatto passare per l’ascissa più “vicina” a 0.
In tutti gli esempi sostituendo center a middle si ottiene lo stesso risultato.
Per quanto riguarda left e right, left sarebbe sopra l’asse x e right sotto l’asse x.
2 Maggio 2012 alle 17:42 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72671::lorenzo.pantieri” post=72258Un’altra domanda. Mi seorprende il comportamento del valore “middle”.
`\documentclass{article}
\usepackage{pgfplots}
\begin{document}\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
axis x line=middle,
axis y line=left
]
\addplot [thick,blue] {x^2};
\end{axis}
\end{tikzpicture}\end{document}`
Come vedete, l’asse x non è “in mezzo”, come il nome suggerisce.Un altro esempio:
`\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
axis x line=bottom,
axis y line=middle
]
\addplot [
thick,
blue,
domain=0:2*pi
]
{sin(deg(x))};
\end{axis}
\end{tikzpicture}
`
Come vedete, questa volta è l’asse y a non essere al centro (è a sinistra).Questo è ancora più strano.
`\begin{tikzpicture}
\begin{axis}[
axis x line=middle,
axis y line=middle
]
\end{axis}
\end{tikzpicture}`
Come vedete, né l’asse x né l’asse y sono in mezzo: l’asse y è a destra, l’asse y è in basso.Sul manuale ho trovato che
The case center is a synonym for middle, both draw the line through the respective coordinate 0. If this coordinate is not part of the axis limit, the lower axis limit is chosen instead.
ma non ho proprio capito che significa. Da quel poco che ho capito, “middle” cerca di mettere l’asse al centro, ma se ciò dovesse creare la presenza di quadranti vuoti, allora l’asse x viene messo in basso e l’asse y viene messo a sinistra, se necessario. Ho detto bene? Questa cosa vorrei capirla per bene, ecco!
Un’altra cosa che non ho capito è questa (è tratta dal manuale di pgfplots, pagina 168):
`axis lines=box left middle center right none`
La chiave “axis line”, da quel che ho capito, imposta il formato di entrambi gli assi contemporaneamente. Che senso ha dire che entrambi gli assi devono essere messi a destra (“right”) o a sinistra (“left”)? A destra e a sinistra ci potrà andare l’asse y, non l’asse x!Ah, “middle” e “center” sono sinonimi, dunque?
Grazie,
L.Il valore “middle” non fa altro che far passare l’asse per la coordinata 0 dell’altro asse. Se la coordinata 0 non fa parte del “dominio” dei punti dell’asse viene scelto il limite inferiore di questo “dominio”. In tutti i casi se selezioni un dominio per entrambi gli assi dove lo 0 sia compreso tra gli estremi del dominio, avrai che entrambi gli assi passeranno per l’origine.
Di conseguenza
`axis x line=middle (oppure center)`
fa si che l’asse x passi per la coordinata 0 dell’asse y. Nel caso in cui i valori sull’asse y vadano da 20 a 40, l’asse x passerà per il punto 20.
La chiave “axis line” invece vale per tutti e due gli assi, solamente che bisogna “guardarli” nel verso della freccia. In pratica sinistra e destra sono definiti per un osservatore che cammina lungo l’asse x muovendosi verso + infinito.Ciao,
Roberto
::robitex” post=72137Ciao,
il font si cambia con:
`
\pgfplotsset{
…
tick label style = {font=\sffamily},
…
}`Scusami, ma non riesco ad ottenere font senza grazie (o di qualunque altra famiglia), ma solamente di corpo diverso. C’è per caso nel mio codice qualche opzione che sovrascrive il comando dato nel preambolo?
30 Aprile 2012 alle 14:04 in risposta a: Il disegno programmato nell’Arte di scrivere con LaTeX #72668::lorenzo.pantieri” post=72162
Continuo a trovare il grafico più piccolo (e anche spostato un po’ a sinistra rispetto agli altri due), ma forse è solo una mia impressione…Credo che i grafici abbiano le stesse dimensioni, solo che il grafico in alto è spostato più a destra a causa delle etichette dell’asse y; per il resto i due assi x mi sembrano uguali, bisognerebbe misurare con il righello 😛
::robitex” post=72137Ciao,
il font si cambia con:
`
\pgfplotsset{
…
tick label style = {font=\sffamily},
…
}`La spaziatura della legenda si può regolare banalmente con puntelli invisibili:
`\legend{{Primo Elemento},
{\rule{0pt}{16pt}Secondo Elemento},
{\rule{0pt}{16pt}Terzo Elemento},
{\rule{0pt}{16pt}Nota 1},
{\rule{0pt}{16pt}Nota 2}}`Sicuro di voler generare i grafici internamente al documento?
Un saluto.
R.Grazie, avevo capito che convenisse usare append style. Per quanto riguarda la legenda, non c’è un modo per impostare il tutto in automatico, tipo con un every node?
Per quanto riguarda i grafici avevo generato i grafici con excel, ma ovviamente non erano coerenti con il documento, quindi ho deciso di crearli all’interno del documento, tanto sono una ventina, ed una volta imparate le basi ci vogliono dieci minuti a grafico.
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