::
Vedi Antiiia, chiedere quale sia il font migliore è una questione di gusti e stai ricevendo le risposte più diverse.
È un po’ come chiedere quale sia la musica migliore; è una questione di gusti.
Si può chiedere quale sia il font preferibile per fare questo o quello; per esempio se devi comporre matematica, o se devi comporre con alfabeti diversi da quello latino, o se devi comporre molte grandi tabelle, eccetera.
Allora ciascuno, pur avendo le sue preferenze e i suoi gusti personali, ti può dire quali siano i vantaggi e gli svantaggi ad usare il font che ciascuno preferisce.
Quindi io non ti dico quali font preferisco io, perché io scrivo certi testi che presumibilmente sono diversi da ciò che vuoi scrivere tu, quindi ho certamente esigenze diverse.
Il bello di LaTeX è che puoi cambiare font semplicemente cambiando un nome nell’argomento di un comando \usepackage; e tutto il tuo documento, ricompilato, ti mostra quello che si può fare con quel font. Se ti piace e fa quello che ti serve, bene; altrimenti lo cambi.
Ma il bello di una composizione tipografica non è solo l’uso di questo o quel font; è anche l’impaginazione e lo scartamento fra le righe del testo; scegli un font e componi il testo; poi imposta uno scartamento del 50% più grande e ricomponi; confronta le due composizioni: quella con le righe più distanziate ti apparirà certamente più brutta, meno professionale, più alla Word…
Si dice che i font Compur=er Modern sono talmente riconoscibili e talmente privi di personalità che gli stampati con quei font sono riconoscibili a distanza. Ti grantisco che non è vero; impagina il testo un po’ più stretto, lascia meno spazio bianco verticale fra il testo e gli oggetti fuori testo, e lo stampato, senza modificare i font, è subito diverso e può piacere di più.
Non perdere troppo tempo a scegliere un font in modo esteticamente astratto; pensa bene a quello che devi fare e, a prestazioni equivalenti, puoi scegliere un font su basi estetiche, non viceversa.