Misura per rientro di versi troppo lunghi, su due colonne

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    Salve,

    Sto preparando un’antologia di poemi classici. Sono numerosi, e la case editrice richiede siano disposti su due colonne.

    Tra questi poemi, alcuni hanno versi molto lunghi, che necessariamente devono andare su due righe tipografiche.

    Quale potrebbe essere un valore di rientro della seconda riga, secondo i canoni della tipografia italiana tradizionale, per stampe di classici?

    Per intendersi, qual’è il valore di \hangindent?

    Esempio:

    `
    Sempre caro mi fu quest'ermo
    \hangindent colle
    E questa siepe che da tanta
    parte
    De'll ultimo orrizonte il guarde
    esclude.
    `

    2. La tipografia classica francese (e polacca) richiede di precedere la seconda parte del verso con una parentesi quadra:

    `
    Sempre caro mi fu quest'ermo
    [colle
    E questa siepe che da tanta
    [parte
    De'll ultimo orrizonte il guarde
    [esclude.
    `

    È questa la prassi anche per la tipografia “classica” italiana?

    3. Altre scuole, richiedono che la seconda parte del verso sia allineata con il margine destro del poema:

    `
    Sempre caro mi fu quest'ermo
    colle
    E questa siepe che da tanta
    parte
    De'll ultimo orrizonte il guarde
    esclude.
    `

    È questa la forma migliore anche secondo il canone di tipografia italiano?

    Grazie in anticipo.

    Guido

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    • #105567
      OldClaudio
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        Secondo le mie conoscenze non esista una norma ISO o UNI che specifichi questo rientro. Se la casa editrice vuole un rientro con o senza quadra, te lo deve dire lei di quanto lo vuole e come vuole marcato il rientro.
        V’altra parte da quello che scrivi sembrerebbe che tu non stia usando l’ambiente verse nativo di LaTeX che provvede da solo a rientrare la parte eccedente la giustezza e che compone nella riga successiva.
        So che esiste anche un pacchetto verse Creato a Peter Wilson (tipografo “artistico” che compone i suoi testo non solo ocn LaTeX, ma anche con una pressa tipografica a mano avendo composto le pagine a mano con i caratteri mobili metallici); Nel leggi la documentazione aprendo un terminale o prompt dei comandi, comunque si chiami con il tuo sistema operativo; scrivendoci dentro il comando texdoc verse; e infine premendo il tasto invio; Mi sembra piuttosto interessante. Non fare a mano quello che LaTeX sa già fare da solo.
        Infine direi che una cosa utile da fare sia quella di consultare una serie di antologie italiane pubblicate da case editrici diverse e vedere che cosa hanno fatto loro. Si impara molto da questo esame comparativo.

      • #105568
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        Grazie mille, uso già il pacchetto Verse di Wilson, quando c’è bisogno anche Reledmac e Poemscol. Purtroppo seguono i canoni della tipografia anglosassone (anzi, statunitense, quella anglosassone è un po’ diversa).

        L’impostazione standard di quei pacchetti sembra mal adattarsi alle caratteristiche richieste dalle scuole tipografiche tradizionali francese e italiana.

        Avevo già pensato alle antologie in commercio, ma non è facile trovare una casa editrice che segua la vecchia scuola.

        Cercherò qualche edizione di pregio della prima della metà del secolo scorso, magari della Valdonega. Difficile a trovarsi su due colonne, però.

        Ci vorrebbe qualcuno a cui potersi rivolgere, che faccia da tutore per questi aspetti tipografici un po’ esclusivi della scuola italiana. Ma i vecchi maestri se ne vanno, ed è sempre più difficile trovare consiglio.

        Grazie mille per i suggerimenti.

        (PS: Non ho ricevuto notifica via e-mail della risposta a questo e altri threads a cui sono iscritto per notifiche. Ho controllato la mia casella spam, ma non è arrivato niente.)

      • #105569
        OldClaudio
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          Prova con questo codice.`% !TEX TS-program = pdflatex
          % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
          \documentclass{book}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage{lmodern}
          \usepackage[italian]{babel}
          \usepackage{multicol}

          \renewenvironment{verse}
          { \def\acapo{\newline\hspace*{2em}}% nuova riga
          \language=\expandafter\csname l@nohyphenation\endcsname
          \list{}{\itemsep \medskipamount %\z@
          \itemindent 0pt %-1.5em%
          \listparindent\itemindent
          \leftmargin 0pt % nuova riga
          \rightmargin \leftmargin
          }%
          \item\relax}
          {\endlist}

          \begin{document}\columnsep=6pt
          Questo è l'inizio del primo canto dell'Inferno della Divina Commedia di Dante Alighieri.
          \begin{multicols}{2}\begin{verse}
          Nel mezzo del cammin di nostra vita\\
          mi ritrovai per una selva oscura\\
          ché la diritta via era smarrita.\\

          Ahi quanto a dir qual era è cosa dura\\
          esta selva selvaggia e aspra e forte\\
          che nel pensier rinnova la paura!

          Tant'è amara che poco è più che morte;\\
          ma per trattar del bene ch'i' vi\acapo trovai,\\
          dirò del l'altre cose ch'i' v'ho scorte.

          Io non so ben dir com'i' v'intrai\\
          tant'era pien di sonno a quel punto\\
          che la verace via abbandonai.\end{verse}
          \end{multicols}
          \end{document}`
          Ho ridefinito l’ambiente verse e vi ho definito dentro il comando \acapo; nella terza strofa ne vedi l’uso, anche se in realtà non ce n’era bisogno. Ho tolto anche il rientro dei versi successivi al primo in ogni strofa, ma ho aggiunto un piccolo spazio per separare le strofe.
          Forse l’ “a capo” rientrato si può fare anche in modo automatico, ma non è così semplice da fare come in un testo normale, perché verse si appoggia all’ambiente list. Quindi in prima battuta si compone la poesia senza usare \acapo, e nel correggere le bozze si aggiunge solo nei punti in cui si ritiene necessario, non necessariamante prima della parola che senza il comando \acapo Latex manderebbe a capo secondo il suo parere.

          Quella strana costruzione \language=… serve per togliere la cesura in fin di riga eliminando la possibilità di andare a capo spezzando le parole. L’ho mesa nei miei primi tentativi, a se poi il comando \acapo viene usato a mano, esso in realtà non serve a niente e se vuoi lo puoi togliere.

          Ovviamente quel codice è solo un esempio di fattibilità; puoi modificartelo come ti pare.

        • #105570
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          Grazie per il codice, molto istruttivo per me!

          (Chiedo scusa per il ritardo alla risposta, ma non ricevo notificazioni dal Forum. La mia casella postale funziona, e non vedo alcun messaggio nello spam.)

        • #105571
          OldClaudio
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            Non so cosa dirti a proposito dei messaggi che non ricevi. Io sono solo un moderatore, non l’amministratore del forum; per ora ti suggerirei di ri-verificare il tuo profilo qui nel forum per essere sicuro che lì l’indirizzo di posta elettronica sia corretto. Se lo è, dovresti rivolgerti all’amministratore.

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