L’arte della “correzione italica”

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  • #108920
    lorenzo.pantieri
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      Buongiorno, vorrei capire meglio la faccenda.

      Cominciamo con la definizione.

      La cosiddetta “correzione italica” è una piccola variazione della distanza orizzontale tra due caratteri, che ne assicura la spaziatura ottimale. Di solito (ma non sempre) si usa per separare un carattere corsivo da uno successivo in tondo (quest’ultimo è spesso una parentesi, o un segno di interpunzione “alto” come i due punti, il punto e virgola, il punto esclamativo o interrogativo). Di regola LaTeX è predisposto per inserire la “correzione italica” quando serve, ma a volte occorre aggiungerla a mano, con \/.

      Ho capito bene, fin qui?

      Ho una prima perplessità sul nome: lo trovo a dir poco infelice. Non pensate sia meglio “correzione per il corsivo” (che traduce l’inglese italic correction)? In inglese, “corsivo” si dice italics, ma rendere italics con “italico” (e non con “corsivo”) lo troverei proprio sbagliato. Che ne dite?

      A parte questo dubbio terminologico, quali sono le circostanze in cui, scrivendo con LaTeX, serve occorre questa correzione a mano?

      Vediamo questo codice.
      `\documentclass[12pt]{article}
      \usepackage[italian]{babel}
      \usepackage[T1]{fontenc}

      %\usepackage{mathpazo}

      \setlength{\parindent}{0pt}

      \begin{document}
      \Huge

      {\em puff}! \\
      {\em puff}\/! \\
      \emph{puff}! \\

      ({\em ed}) \\
      ({\em ed}\/) \\
      (\emph{ed}) \\

      fF \\
      f\/F \\
      f\,F \\
      \end{document}
      `
      Come si osserva, la correzione può essere utile quando si usa la dichiarazione \em, ma in alternativa basta usare il comando \emph, che lo fa da solo, automaticamente.

      L’esempio del femtofarad mostra che la correzione può essere utile anche quando si scrive in tondo: questo è un caso in cui la correzione serve davvero (lo spazio sottile introduce una spaziatura eccessiva).

      C’è un altro problema: tutto dipende dai font del documento. Per esempio, se si carica mathpazo cambia tutto:
      1. la correzione in {\em puff}! continua a essere necessaria (ma basta \emph, che ci pensa automaticamente);
      2. la correzione in ({\em ed}) non è più necessaria (il problema non si verifica, e il codice \/ è ininfluente);
      3. la correzione per il femtofarad (che con i Computer Modern funzionava) ora non funziona più.

      Insomma, mi fate un esempio concreto di situazione in cui serve inserire a mano la correzione \/?

      Una volta capito questo, valuto se aggiungere la cosa nell’Arte.

      Grazie,
      Lorenzo

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      • #108921
        OldClaudio
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          La correzione italica, o correzione di pendenza, o correzione di inclinazione, non dipende solo dal corsivo come hai giustamante osservato ma è necessaria tutte le vole che un glifo esce dal suo bounding box; e lo chiamo cosò, eprche la terminologia di Metafont è questa; la dizione “rettangolo circoscritto” nonè la stessa cosa con i glifi.

          Detto questo, direi che siccome questa correzione serve solo quando il font in uso lo richiede; quindi è ovvio che dipenda dai font; se col Computer Modern e i suoi discendenti è utile e necessario, non necessariamente lo è con altri font come tu hai sperimentato con il Palatino.
          A spanne direi che questa correzione potrebbe essere necessaria quando il font contiene le legature della “f” con la “i” e/o la “l”, ma solo durante la revisione delle bozze, non in prima battuta, a meno che uno non sappia già che la cosa è necessaria. Inoltre non è detto che i font le cui informazioni metriche contenute nei oro file tfm (TeX Font Metrics) siano complete quando si parte dai dati dei file afm (Adobe Fonte Metrics), perché credo che nessun font sia dotato di tutte le raffinatezze previsti da font ricavati inizialmente da Knuth mediante METAFONT. Se ben ricorda dal TeXbook i font testuali sono dotati di una quindicina di parametri non tutti facili da determinare a cose fatte,ma impostati nei file sorgente METAFONT; I font matematici sono caratterizzati da una trentina di parametri, ma nesun font commerciale dispone di altrettante caratteristiche.

          Quindi non si può essere assiomatici in merito all’uso del comando \/, quando usarlo e quando è superfluo. Si tratta sicuramente di un comando per l’aggiustamento fine del testo composto, che si può/deve usare solo durante la revisione delle bozze, né più né meno di dell’aggiustamento fine degli spazi sia nel testo sia in matematica; perché TeX e gli altri compositori fanno molto ma non sono onnipotenti.

          Se ne vuoi parlare, ne parli nel capitolo Revisione.

        • #108922
          lorenzo.pantieri
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            OldClaudio” post=109067La correzione italica, o correzione di pendenza, o correzione di inclinazione, non dipende solo dal corsivo come hai giustamante osservato ma è necessaria tutte le vole che un glifo esce dal suo bounding box; e lo chiamo cosò, eprche la terminologia di Metafont è questa; la dizione “rettangolo circoscritto” nonè la stessa cosa con i glifi.

            Detto questo, direi che siccome questa correzione serve solo quando il font in uso lo richiede; quindi è ovvio che dipenda dai font; se col Computer Modern e i suoi discendenti è utile e necessario, non necessariamente lo è con altri font come tu hai sperimentato con il Palatino.
            A spanne direi che questa correzione potrebbe essere necessaria quando il font contiene le legature della “f” con la “i” e/o la “l”, ma solo durante la revisione delle bozze, non in prima battuta, a meno che uno non sappia già che la cosa è necessaria. Inoltre non è detto che i font le cui informazioni metriche contenute nei oro file tfm (TeX Font Metrics) siano complete quando si parte dai dati dei file afm (Adobe Fonte Metrics), perché credo che nessun font sia dotato di tutte le raffinatezze previsti da font ricavati inizialmente da Knuth mediante METAFONT. Se ben ricorda dal TeXbook i font testuali sono dotati di una quindicina di parametri non tutti facili da determinare a cose fatte,ma impostati nei file sorgente METAFONT; I font matematici sono caratterizzati da una trentina di parametri, ma nesun font commerciale dispone di altrettante caratteristiche.

            Quindi non si può essere assiomatici in merito all’uso del comando \/, quando usarlo e quando è superfluo. Si tratta sicuramente di un comando per l’aggiustamento fine del testo composto, che si può/deve usare solo durante la revisione delle bozze, né più né meno di dell’aggiustamento fine degli spazi sia nel testo sia in matematica; perché TeX e gli altri compositori fanno molto ma non sono onnipotenti.

            Se ne vuoi parlare, ne parli nel capitolo Revisione.

            Ottimo. Se non altro, mi sono chiarito il problema. Penso se è il caso di menzionarne nell’Arte.

            Grazie mille!

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