Licenze dei font e uso di LaTeX

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  • #117310
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    Ciao a tutti!
    Negli ultimi anni sono aumentati i font disponibili con LaTeX, sia Opent Type che Type 1.
    Come tutti i software, anche i font vengono distribuiti sotto una propria licenza.
    Giusto ieri, su consiglio di Tommaso, ho scoperto il nuovo font di Michael Sharpe ETbb, distribuito
    con licenza congiunta:
    – The LaTeX Project Public License 1.3
    MIT License https://www.ctan.org/license/mit

    Un’altro font, che tra l’altro suftesi carica di default, è il Cochineal , sempre di Sharpe,
    distribuito con licenza cogiunta:
    – The LaTeX Project Public License 1.3
    The SIL Open Font License https://www.ctan.org/license/ofl

    Poniamo di voler pubblicare un libro, presso un editore, in versione stampata e in versione elettronica (file pdf)
    Le domande sono le seguenti:
    1) è necessario inserire l’avvertenza prevista dalla licenza MIT, nel primo caso?
    2) Se sì, solo nel pdf? anche nella versione stampata? (personalmente direi di no per la versione stampata, visto che lì non si distribuisce alcun software, ma nel pdf i font sono incororati, quindi tecnicamente possono venire estratti)
    3) Per quanto riguarda la SIL, ci sono particolari accortezze se si pubblica un libro con font rilasciato sotto questa licenza?

    Grazie a tutti coloro che vorranno partecipare a questa discussione

    Ciao
    Ivan

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    • #117311
      OldClaudio
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        Non sono un legale, in particolare non conosco bene il diritto consuetudinario a cui le due licenze si rifanno.
        Ma leggendole con attenzione mi pare che le pochissime limitazioni si riferiscano alla distribuzione e all’uso dei font.
        Una delle due licenze esclude che le poche limitazioni siano applicabili ai documenti che composti in toto o in parte con i font.

        In ogni caso non mi preoccuperei più di tanto, perché nei file pdf sono incorporati solo i glifi usati, non i font al completo. Ammesso che li si possa estrarre, sarebbero ben poca cosa in rapporto alla totalità dei glifi contenuti nei file .otf o .pfb o .ttf, e non conterrebbero altro che il disegno dei glifi, non le informazioni di kerning e le altre numerose informazioni presenti nei file multibyte.

        Lo dico senza mettere le mani nel fuoco, perché sono cose delicatissime dove una virgola può fare la differenza.

      • #117312
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        Grazie Claudio. Nel frattempo ho contattato anche Michael Sharpe, che mi ha risposto dicendomi essenzialmente che le restrizioni previste dalla licenza MIT si applicano a chi, come lui, modifica un font e lo ridistribuisce. Detto questo, rimane una questione che il LaTeX team dovrebbe affrontare. Con TeXLive vengono distribuite decine e decine di font, tutti con una precisa licenza. Sul sito CTAN, per carità, c’è il link alla licenza, ma non è sufficiente. Dovrebbe esserci scritto qualcosa di più chiaro. Tipo:
        – il font si può usare per pubblicare libri cartacei, anche da parte di editori (che evidentemente lo fanno per scopi commerciali)
        – il font si può usare per pubblicare libri in formato pdf, anche da parte di editori
        – il font non si può usare per pubblicare ebook…
        A quanto mi risulta, la pubblicazione di e-books (non semplici pdf) comporta dei problemi, tanto che alcune “fonderie” richiedono un costo aggiuntivo per l’uso dei font negli e-books.
        Credo infatti che in questo caso si debba incorporare tutto il font…Ma non ho approfondito.

        L’editore che accetta di pubblicare un volume scritto in LaTeX si chiede, se è serio, se tutto è in regola.
        E vorrà magari un’occhiata alle licenze dei font usati. Se si ritrova la licenza MIT potrà farsi, verosimilmente, le mie stesse domande.
        A questo punto, però, può anche dire: “non sono sicuro che quel font si possa usare. Non voglio rischiare. Cambia font”. Una bella limitazione.

        Consideriamo un altro esempio. Pacchetto garamondx, ovvero font URW Garamond.
        La licenza recita:
        Do Not Sell Except by Arrangement
        Software in this category can generally be freely used and distributed freely or for a nominal fee.
        If you want to distribute or sell this software for a profit, then generally you will need to seek the permission of the author.
        Generally, software in this category is not strictly free in the sense of the Open Source idea of free software.

        Secondo voi, un editore che si legge quella pagina ti/si permetterà di usare il font URW Garamond caricato da garamondx?

        Ciao
        Ivan

      • #117313
        OldClaudio
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          Si parla sempre di font, non di testi composti con quei font. Tuttavia hai ragione ad essere perplesso, perché ci sono infatti dei font che non sono free, e ce ne sono alcuni che specificano di essere free solo per uso personale. Il file che le licenze MIT e SIl non esplicitino questa limitazione, però, mi lascia pensare che ogni autore è libero di usare quei font, e perché il loro uso non è una concessione del titolare dei diritti.
          La legge, però è strana; ho appena finito di leggere il testo di Massimo Arcangeli, Cercasi Dante disperatamente. L’italiano alla deriva. Carocci editore – Le Sfere. il capitolo 8 è intitolato “de triviali eloquentia”, e ci soni brani di sentenze per processi o risultati di revisioni della Corte Suprema, dove le virgole sono spaccate non in due, e nemmeno in quattro, ma ben più a fondo e ,nel più puro legalese, la stessa ingiuria triviale viene condannata e il reo punito, per poi avere il livello successivo che dichiara che il fatto non sussiste e assolve definitivamente il reo o rimanda il caso alla corte precedente.

          Io fossi in te, metterei un colophon dive si dice qualcosa come questo “… il font usati sono gli XY soggetti alla licenza WZ, prodotti alla ABC (o creati da JHK) …” Se vuoi puoi anche aggiungere la frase in maiuscolo che comapre sia alal fine della licenza MIT, sia alla fine di quella della SIL, magari traducendola anche in italiano (sebbene il legalese USA non sia da meno del nostro).

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