Scrittura dei vettori

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  • #120511
    Michele Ferro
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      Ragazzi per scrivere i vettori devo assecondare la mia prof che vuole che usi la tilde sotto al vettore stesso. Sono riuscito a sistemarlo in una maniera che sembra buona, vi scrivo preambolo e codice:
      Questo è un esempio compilabile:
      `\documentclass [openany, a4paper , pt12]{book}
      \usepackage [italian]{babel}
      \usepackage[T1]{fontenc}
      \usepackage[utf8]{inputenc}
      \usepackage{amsthm}
      \usepackage{amsmath}
      \usepackage{amssymb}
      \usepackage{graphicx}
      \usepackage{xcolor}

      %Nuovi comandi
      %Il vettore per ora in grassetto poi si vede
      %Il puntino della derivata
      \newcommand{\pder}{\mathbin{\vcenter{\hbox{\scalebox{.35}{$\bullet$}}}}}
      \newcommand{\tvet}{\mathbin{\hbox to 0.3 cm {$\textasciitilde$}}}
      \newcommand{\vet}[1]{\underset{\centering{\tvet}}{#1}}
      \newcommand{\vder}[1]{\overset{\pder}{\vet{#1}}}

      \begin{document}

      \chapter{La risoluzione delle equazioni differenziali}
      Iniziamo con lo studio dei sistemi di equazioni differenziali omogenei, scritti in forma vettoriale presentano la seguente struttura:
      \begin{equation}
      \vder{Y}=A\vet{Y}
      \end{equation}
      Dove vediamo A matrice $n\times n$ ed il vettore $\vet{Y}$ così definito:
      \begin{equation}
      \vet{Y}=(Y_1, Y_2, Y_3, \ldots , Y_n)
      \end{equation}
      Ricordiamo inoltre la derivata:
      \begin{equation}
      \vder{Y}=\frac{d \vet{Y}}{dt}=\left(\frac{d Y_1}{dt},\frac{d Y_2}{dt},\ldots,\frac{d Y_n}{dt}\right)
      \end{equation}
      Quando la variabile indipendente coincide con il tempo parliamo di \textbf{sistema dinamico}, come lo sono quelli che andremo a studiare più avanti.\\

      \begin{equation}
      \frac{\vet{X}}{y}
      \end{equation}
      \end{document}`

      Come si vede dal file, nel momento in cui devo inserire questo vettore in una frazione mi rimane quel grande spazio bianco prima della linea di frazione che vorrei eliminare. Ho provato a settare il \vbox ma saltano tutte le dimensioni in combinazione con \hbox, qualcuno ha qualche idea ?

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      • #120512
        OldClaudio
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          Sei al tuo terzo messaggio, ma ti è sfuggito che qualsiasi condice che ti vglia mostrare deve essere racchiuso fra gli appositi tag; apri il tuo messaggio e in basso clicca su edit; così vedi come si fa.

          Il tuo esempio contiene alcuni errori e alcune stravaganze; l’opzione pt12 fra le opzioni di \documentclass è di pura fantasia l’opzione giusta è 12pt.

          L’immagine che hai accluso è chiaramente composta con font bitmapped, cioè a bassa definizione; infatti se la ingrandisci noti che tutti i caratteri, compresa la tilde sotto i vettori , sono tutti sfumati, e la tilde è irriconoscibile. Manca un comando che invochi font vetoriali. Io invocato il pacchetto lmodern per usare i font Latin Modern che sono completamante compatibili con il sistema TeX.

          Ho modificato la defizizione di \tvec che usa una tilde priva di dimensioni verticali; risolve in parte il tuo problema, ma… Sei sicuro che una lettera sottolineata con una tilde sia un modo universalmente capito da chiunque che si tratta del simbolo di vettore?

          Per mettere il puntino sopra i vettori c’è il comando \doc, per i due puntini della derivata seconda LaTeX mette a disposizione il comando \ddot; amsmath mette a disposizione anche altri comandi . Perché hai voluto definire una macro apposta per mettere il puntino sotto forma di un bullet rimpicciolito?

          Però non so se stai scrivendo della matematica pura o della matematica applicata (per esempio alla fisica o ad altre scienze che usano la matematica delle grandezze) nel secondo caso dovresti leggerti la guida tematica sulla composizione della matematica secondo le norme che presiedono e se usi pdfLaTeX per compilare, dovresti usare il pacchetto pm-isomath; ovviamente la guida tematica (che rovi nella sezione Documentazione di questo forum) e la documentazione di pm-isomath devono essere lette, capite e messe in opera.

          Se invece scrivi di matematica pura, sei libero di usare le simbologie che preferisci; io però non ho mai incontrato vettori “sottotildati” 😀 Di solito i vettori sonomarcati da una frecciolina sopra, oppure sono in neretto, così come lo sono le matrici; spesso le matrici di una colonna (vettori) sono distinti dalle matrici rettangolari o quadrate, con lettere minuscole, mentre le matrici con lettere maiuscole; entrambi maiuscoli o minuscoli composti in neretto.

          Ti suggerisco vivamente di leggerti qualche guida seria e di non usare software scritto da compagni o amici; usa solo i pacchetti distribuiti con il sistema TeX e serviti delle tue definizioni se davvero ne hai bisogno. ma come minimio studiati la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato tradotto in italiano; è il manuale scritto da Leslie Lamport tradotto in italiano e molto commentato per aggiornarlo all’uso di pacchetti che nel 1994 non esistevano.

          Ecco come ho modificato iltuo esempio:`\documentclass [openany, a4paper, 12pt]{book}
          \usepackage [italian]{babel}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage{lmodern}
          \usepackage{amsthm}
          \usepackage{amsmath}
          \usepackage{amssymb}
          \usepackage{graphicx}
          \usepackage{xcolor}

          %Nuovi comandi
          %Il vettore per ora in grassetto poi si vede
          %Il puntino della derivata
          \newcommand{\pder}{\mathbin{\vcenter{\hbox{\scalebox{.35}{$\bullet$}}}}}
          \newcommand{\tvet}{\mathbin{\vbox to 0pt{\vss\hbox{$\textasciitilde$}\vss}}}
          \newcommand{\vet}[1]{\underset{\centering{\tvet}}{#1}}
          \newcommand{\vder}[1]{\overset{\pder}{\vet{#1}}}

          \begin{document}

          \chapter{La risoluzione delle equazioni differenziali}
          Iniziamo con lo studio dei sistemi di equazioni differenziali omogenei, scritti in forma vettoriale presentano la seguente struttura:
          \begin{equation}
          \vder{Y}=A\vet{Y}
          \end{equation}
          Dove vediamo $A$ matrice $n\times n$ ed il vettore $\vet{Y}$ così definito:
          \begin{equation}
          \vet{Y}=(Y_1, Y_2, Y_3, \ldots , Y_n)
          \end{equation}
          Ricordiamo inoltre la derivata:
          \begin{equation}
          \vder{Y}=\frac{d \vet{Y}}{dt}=\left(\frac{d Y_1}{dt},\frac{d Y_2}{dt},\ldots,\frac{d Y_n}{dt}\right)
          \end{equation}
          Quando la variabile indipendente coincide con il tempo parliamo di \textbf{sistema dinamico}, come lo sono quelli che andremo a studiare più avanti.\\

          \begin{equation}
          \frac{\vet{X}}{y}
          \end{equation}
          \end{document}`

        • #120513
          Michele Ferro
          Partecipante
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            Grazie Claudio per la correzione sulla corretta compilazione del topic, non sbaglierò più e ricorderò di inserire il tag “code” la prossima volta.

            Grazie per la correzione, l’utilizzo dei vettori sottolineati (o sottotildati) è un abitudine in alcuni casi di fisica applicata (per elettromagnetismo ho fatto un corso intero col prof che presentava così i vettori) ed anche in alcuni casi di matematica applicata (la professoressa che li usa per studiare la dinamica delle popolazioni), comunque in caso valuto con la professoressa se può accettare di utilizzare una notazione più comune come il grassetto.

            Ho visto il comando \doc nella guida di Lorenzo ma a video vedo un carattere troppo piccolo e preferivo ingrandirlo per una migliore lettura, mi rendo conto che sicuramente sarà una mia stranezza.
            Vado a cercare il la documentazione del pacchetto pm-isomath per poterlo mettere poi in opera.

            Domanda sulla norma del forum, devo modificare la descrizione ed inserire [Risolto] giusto ?

          • #120514
            OldClaudio
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              Se vuoi puoi inserire {Risolto]…
              … almeno se lo ritieni risolto.

              In eletrognetismo siamo di fronte alla fisica; quindi si applicano le norme ISO senza se e senza ma. In matematica applicata, proprio perché applicata, sarebbe necessario applicare le norme ISO.

              I prof che usano sottolineature (o sottotildature) hanno preso questa cattiva abitudine scrivendo alla lavagna, ora magari scrivendo a mano nelle slide da proiettare. Il carattere blackboard bold, con i tratti verticali raddoppiati è stato creato apposta per scrivere alla lavagna col gesso, col quale non si può scegliere fra forme e serie dei caratteri. Ma LaTeX è un compositore tipografico, non è né un word processor, né un sostituto complicato di un tablet.

              Usando LaTeX sei tenuto ad osservare un minimo di norme tipografiche e, specialmente in matematica, devi stare attento alla scelta dei caratteri, sia nella matematica in linea col testo, sia nella matematica in display.

              Ricordati sempre che il matematico Knuth ha creato il sistema TeX per ottenere il meglio della composizione tipografica, visto che quando si è accinto a questo impegno, i compositori umani stavano perdendo la loro professionalità a causa dell’uso dei calcolatori che ancora non disponevano di software adeguato; non è un caso che tutta l’operazione sia stata sostenuta dalla American Mathematical Society, che, nonostante i programmi di impaginazione professionali che esistono oggi, continua ad usare il sistema TeX, perché quando c’è della matematica di mezzo, nessun programma di composizione usato epr le case editrici è all’altezza.

              Il libro di Lorenzo usa font particolari, ottimi per il testo, non necessariamente ottimi per la matematica; i bellissimi font euler sono al limite anche se sono stati disegnati per Knuth quando scrisse il suo famoso testo Concrete Mathematics; ma quella era matematica pura, non matematica applicata. Ora anche Lorenzo usa alr=tri font per i suoi appunti di matematica da distribuire ai suoi allievi.

              la documentazione di pm-isomath è già nel tuo disco fisso se hai installato una versione completa e locale del sistema TeX; se ti servi, invece, di cose come Overleaf devi arrangiarti in rete. Personalmente non uso Overlieaf, di cui si dice un gran bene, perché il sistema TeX di Overleaf è largamente incompleto.

            • #120515
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              OldClaudio” post=121023Sei al tuo terzo messaggio, ma ti è sfuggito che qualsiasi condice che ti vglia mostrare deve essere racchiuso fra gli appositi tag; apri il tuo messaggio e in basso clicca su edit; così vedi come si fa.

              Il tuo esempio contiene alcuni errori e alcune stravaganze; l’opzione pt12 fra le opzioni di \documentclass è di pura fantasia l’opzione giusta è 12pt.

              L’immagine che hai accluso è chiaramente composta con font bitmapped, cioè a bassa definizione; infatti se la ingrandisci noti che tutti i caratteri, compresa la tilde sotto i vettori , sono tutti sfumati, e la tilde è irriconoscibile. Manca un comando che invochi font vetoriali. Io invocato il pacchetto lmodern per usare i font Latin Modern che sono completamante compatibili con il sistema TeX.

              Ho modificato la defizizione di \tvec che usa una tilde priva di dimensioni verticali; risolve in parte il tuo problema, ma… Sei sicuro che una lettera sottolineata con una tilde sia un modo universalmente capito da chiunque che si tratta del simbolo di vettore?

              Per mettere il puntino sopra i vettori c’è il comando \doc, per i due puntini della derivata seconda LaTeX mette a disposizione il comando \ddot; amsmath mette a disposizione anche altri comandi . Perché hai voluto definire una macro apposta per mettere il puntino sotto forma di un bullet rimpicciolito?

              Però non so se stai scrivendo della matematica pura o della matematica applicata (per esempio alla fisica o ad altre scienze che usano la matematica delle grandezze) nel secondo caso dovresti leggerti la guida tematica sulla composizione della matematica secondo le norme che presiedono e se usi pdfLaTeX per compilare, dovresti usare il pacchetto pm-isomath; ovviamente la guida tematica (che rovi nella sezione Documentazione di questo forum) e la documentazione di pm-isomath devono essere lette, capite e messe in opera.

              Se invece scrivi di matematica pura, sei libero di usare le simbologie che preferisci; io però non ho mai incontrato vettori “sottotildati” 😀 Di solito i vettori sonomarcati da una frecciolina sopra, oppure sono in neretto, così come lo sono le matrici; spesso le matrici di una colonna (vettori) sono distinti dalle matrici rettangolari o quadrate, con lettere minuscole, mentre le matrici con lettere maiuscole; entrambi maiuscoli o minuscoli composti in neretto.

              Ti suggerisco vivamente di leggerti qualche guida seria e di non usare software scritto da compagni o amici; usa solo i pacchetti distribuiti con il sistema TeX e serviti delle tue definizioni se davvero ne hai bisogno. ma come minimio studiati la guida tematica Il LaTeX Reference Manual commentato tradotto in italiano; è il manuale scritto da Leslie Lamport tradotto in italiano e molto commentato per aggiornarlo all’uso di pacchetti che nel 1994 non esistevano.

              Ecco come ho modificato iltuo esempio:`\documentclass [openany, a4paper, 12pt]{book}
              \usepackage [italian]{babel}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage[utf8]{inputenc}
              \usepackage{lmodern}
              \usepackage{amsthm}
              \usepackage{amsmath}
              \usepackage{amssymb}
              \usepackage{graphicx}
              \usepackage{xcolor}

              %Nuovi comandi
              %Il vettore per ora in grassetto poi si vede
              %Il puntino della derivata
              \newcommand{\pder}{\mathbin{\vcenter{\hbox{\scalebox{.35}{$\bullet$}}}}}
              \newcommand{\tvet}{\mathbin{\vbox to 0pt{\vss\hbox{$\textasciitilde$}\vss}}}
              \newcommand{\vet}[1]{\underset{\centering{\tvet}}{#1}}
              \newcommand{\vder}[1]{\overset{\pder}{\vet{#1}}}

              \begin{document}

              \chapter{La risoluzione delle equazioni differenziali}
              Iniziamo con lo studio dei sistemi di equazioni differenziali omogenei, scritti in forma vettoriale presentano la seguente struttura:
              \begin{equation}
              \vder{Y}=A\vet{Y}
              \end{equation}
              Dove vediamo $A$ matrice $n\times n$ ed il vettore $\vet{Y}$ così definito:
              \begin{equation}
              \vet{Y}=(Y_1, Y_2, Y_3, \ldots , Y_n)
              \end{equation}
              Ricordiamo inoltre la derivata:
              \begin{equation}
              \vder{Y}=\frac{d \vet{Y}}{dt}=\left(\frac{d Y_1}{dt},\frac{d Y_2}{dt},\ldots,\frac{d Y_n}{dt}\right)
              \end{equation}
              Quando la variabile indipendente coincide con il tempo parliamo di \textbf{sistema dinamico}, come lo sono quelli che andremo a studiare più avanti.\\

              \begin{equation}
              \frac{\vet{X}}{y}
              \end{equation}
              \end{document}`

              Meglio così?

              `
              \documentclass[openany,a4paper,12pt]{book}
              \usepackage [italian]{babel}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              %\usepackage[utf8]{inputenc} % non serve più
              \usepackage{amsthm}
              \usepackage{amsmath}
              \usepackage{accents}
              \usepackage{amssymb}
              \usepackage{graphicx}
              \usepackage{xcolor}

              %Nuovi comandi
              %Il vettore per ora in grassetto poi si vede
              %Il puntino della derivata
              \newcommand{\bdot}{\accentset{\smallbullet}}
              \newcommand{\vet}[1]{\underaccent{\sim}{#1}}
              \newcommand{\vder}[1]{\bdot{\vet{#1}}}
              \newcommand{\smallbullet}{\mathpalette\makesmallbullet\relax}
              \newcommand{\makesmallbullet}[2]{\scalebox{0.8}{$#1\bullet$}}

              \begin{document}

              \chapter{La risoluzione delle equazioni differenziali}
              Iniziamo con lo studio dei sistemi di equazioni differenziali omogenei,
              scritti in forma vettoriale presentano la seguente struttura:
              \begin{equation}
              \vder{Y}=A\vet{Y}
              \end{equation}
              Dove vediamo A matrice $n\times n$ ed il vettore $\vet{Y}$ così definito:
              \begin{equation}
              \vet{Y}=(Y_1, Y_2, Y_3, \ldots , Y_n)
              \end{equation}
              Ricordiamo inoltre la derivata:
              \begin{equation}
              \vder{Y}=\frac{d \vet{Y}}{dt}=\left(\frac{d Y_1}{dt},\frac{d Y_2}{dt},\ldots,\frac{d Y_n}{dt}\right)
              \end{equation}
              Quando la variabile indipendente coincide con il tempo parliamo di \textbf{sistema dinamico},
              come lo sono quelli che andremo a studiare più avanti.
              \begin{equation}
              \frac{\vet{X}}{y}
              \end{equation}

              \end{document}
              `

              [attachment=2649]ScreenShot2021-10-15at16.17.36.png[/attachment]

              Ciao
              Enrico

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