Re: Font per apici e pedici

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Carissimi, sono io il responsabile di affermazioni che fanno scoppiare dal ridere alcuni di coloro che hanno partecipato alla discussione di questo thread.

Io sono il responsabile delle risate (risatine, per la verità). Sinceramente la giustificazione che viene data per scrivere le costanti “matematiche” in tondo e quelle “fisiche” in corsivo mi lascia alquanto perplesso: o una cosa è costante oppure non lo è. Se della velocità della luce si possono dare valori con migliore approssimazione, una volta che migliorano gli strumenti, e per questo il simbolo va in corsivo, lo stesso si può dire del numero di Napier-Euler: noi ne conosciamo una definizione precisa (come della velocità della luce nel vuoto), ma non possiamo dire di conoscerne il valore numerico con precisione. Sarà per la mia forma mentis di matematico, immagino, ma non capisco.

Tuttavia tornando al tema di questo thread, l’opzione italian di babel attiva anche i comandi \ap e \ped per inserire rispettivamente un apice o un pedice sia in modo testo sia in modo matematico.

In modo matematico vengono rispettate le norme compositive per apici e pedici, scegliendo dietro le quinte il comando \mathrm che rispetta le dimensioni di questi indici, anche di secondo livello. Non è quindi particolarmente complicato scrivere

`\(V\ped{eff}\)`

per avere il pedice in tondo e senza bisogno di ricordare il segno di underscore per marcare il pedice.

Hai perfettamente ragione, ma purtroppo la memoria è liimitata e si esercita solo con l’uso: non ho mai avuto occasione di usare quei comandi (i miei pedici e apici non numerici o simbolici sono sempre e solo in corsivo, per necessità professionali).

Come hai perfettamente ragione sulle unità di misura. E non è una faccenda da poco: ieri al telegiornale delle 20 la quota alla quale si è aperta la nuova bocca sulla Sciara del Fuoco dello Stromboli era indicata con “500 mt.”! Se questi sono gli esempi, che vuoi che ci facciamo? Certo, chi scrive un articolo o un libro di carattere tecnico sulle unità di misura dovrebbe essere rigoroso. Ma mi accorgo che stimati colleghi non badano a ciò che gli studenti scrivono sulle loro tesi.

Riassumo le norme che io seguo per comporre la matematica: numeri sempre in tondo; costanti matematiche sempre in tondo; costanti fisiche sempre in corsivo; variabili sempre in corsivo e sempre formate da una sola lettera ma distinte con quanti pedici siano necessari (ma con parsimonia); pedici in corsivo se rappresentano quantità suscettibili di variazione (indici di enumerazioni, grandezze fisiche, ecc.) in tondo quando rappresentano delle apposizioni qualiticative (o contestualizzanti, come ha detto qualcuno di voi) sia che siano indicate da più lettere, sia anche da una sola letera — vorrei disitngure l’i-esima tensione \(V_i\), dalla tensione di ingresso \(V\ped{i}\).

Non mi sembrano norme tanto complicate da seguire, ma, pur consigliando di fare altrettanto, non mi permetterei di dare dell’analfabeta fisico-matematico a chi non le seguisse. In ogni caso non mi rivolgo ai matematici che scrivono tutto in corsivo e non si pongono problemi perché nella loro scienza non ci sono le ambiguità della terminologia e simbologia della fisica-matematica-ingegneria-chimica-biologia-eccetera.

Proprio per questo ti invito ad aggiungere al prezioso lavoro uscito in questi giorni l’osservazione che quelle norme in certi ambiti scientifici non si usano.

Approfitto per ripetere anche qui una questione TeXnica che coinvolge l’unità immaginaria: se vuoi scriverla come operatore matematico (cosa che io non farei mai, ma capisco che per voi sia così), basta
`\DeclareMathOperator{\uimm}{i}`
Il \mathstrut che metti è, in effetti, non solo ridondante, ma “sbagliato”, perché aumenta l’altezza del simbolo: confronta
`\[\lim_{p\to\operatorname{i}\omega}f(p)\]
\[\lim_{p\to\operatorname{i\mathstrut}\omega}f(p)\]`
e vedrai che nel secondo il gruppo sotto “lim” è leggermente più in basso. Come sai \operatorname{x} è equivalente a ciò che si ottiene scrivendo \DeclareMathOperator{\xxx}{x} e usando \xxx.

Ciao
Enrico

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