Solo un po’ d’ordine nella terminologia.
– tex, etex, pdftex, xetex, luatex: motori (engine) di impaginazione. Hanno un set minimale di macro, sia macro primitive che macro costruite dalle macro primitive. Sono molto “veloci” , ma “fanno” poco.
Ci sono (stati) altri motori (aleph, omega, nts, vtex) ma non molto popolari. Infatti la filosofia è backward compatibility: il nuovo engine dovrebbe dare gli stessi risulti del vecchio sugli stessi ingressi e deve essere stabile. Questi altri formati, per un motivo od un altro non hanno
soddisfatto questi requisiti.
-plain , eplain, latex, amstex, context ..(ce ne sono altri).. sono formati (format, *.fmt), ovvero un insieme coerente di macro che servono ad uno scopo. Ad esempio plain è usato nel TeXbook (con il notevole contributo però di manmac.tex), eplain è una estensione di plain, latex nasce per il typesetting di article, report e book, amstex per gli articoli della America Math. Soc., context per la pubblicazione in generale da parte di Praga-ade, una firm olandese.
In generale più un formato è specifico meno “fai” e più sei “veloce” nel farlo; ad esempio con context “fai” più cose ma sei meno veloce.
E’ ovvio che “fai” è relativo:
“si può in context” se è solo se ” si può in latex” se e solo se “si può in pdftex” , solo che in context può essere più “facile” farlo.
E quindi il problema diventa la scelta di un formato rispetto al problema
che si ha sottomano.
La relazione tra format ed engine è circa la seguente
– plain con tex(?forse), etex, pdftex, xetex, luatex
– eplain come sopra
– latex con tex (?forse), etex, xetex, pdftex, e si sta cominciando con luatex
– context con etex, pdftex, xtex,luatex
La situazione pratica è la seguente
– tex è ancora mantenuto da Knuth, ma praticamente non usato.
– etex ingloba tex,
– pdftex ingloba etex .
– luatex (alla fine~2012) ingloba pdftex,etex,tex
Alcune volta si parla di luatex come pdftex2.0, a significare che l’attuale pdftex confluirà naturalmente in luatex. Quando avverrà questa cosa ?
Boh.
Comunque la parte rilevente dello scenario è questa
– latex2e, latex3 con pdftex, etex,luatex.
attualmente abbiamo (mia stima)
100%latex2e, 0%latex3;
(90%latex,pdftex),
(9%latex,etex),
(~1%latex,xetex),
la rimanenza (latex, luatex.)
In futuro sempre meno pdftex ed etex, sempre più luatex,
ma senza fretta; nel frattempo xetex può crescere bene.
Onestamente non so dire molto su latex3.
-context mkii usa pdftex, xetex . Ufficialmente è frozen: nessuna modifica in questo formato. Tutte le modifiche avvengono in mkiv
-context mkiv usa luatex. E’ il formato del futuro, ma già oggi usato in ambiente di produzione controllato.
Quello che mi aspetto è una proporzione (80%latex,20%context)
Ovvero latex sarà sempre usato per gli articoli e book scientifici,
Context per book in generale, anche scientifici, ma particolari.
Il futuro è veramente denso: pensate ad esempio a pstricks.
Attualmente segue la chain etex ->dvips -> pstopdf e
non si può usare nativamente in pdftex. Ma con luatex (come ho mostrato con lunatic) si può estendere luatex stesso per inglobare un interprete
postscript, e quindi potenzialmente in pdflualatex sarà possibile usare pstricks — beh qualcuno deve scrivere e mantenere il codice di interfaccia necessario, e tenete presente che pgf è bellissimo e che metapost è nativo in luatex e che quindi già ci sono concorrenti non da poco.