In LaTeX si può fare tanto, ma con i pacchetti provenienti dalla comunità si può fare molto di più, basta pensare a PGF stesso, oppure ai pacchetti assai indispensabili come geometry, caption, fancy header, lastpage, titlesec, fancy verbatim, listins, ecc, ecc.
Nel futuro, man mano, i pacchetti passeranno al nuovo formato LaTeX3. L’utente avrà quindi l’accesso ad uno strumento ancora (e molto) più esteso, credo anche in virtù del nuovo motore luatex.
Almeno, questo è lo scenario che immagino per LaTeX, un mondo ancora fatto di pacchetti, ma molto più potenti, anche se forse le nuove classi standard LaTeX3 che verranno rilasciate dovrebbero diventare più indipendenti così da diminuire l’importanza attuale dei pacchetti standard prima citati.
ConTeXt è già adesso impostato per coprire la maggior parte delle esigenze di typesetting, così da offrire “un unico ambiente linguistico” flessibile efficiente ed intuitivo. Del resto se non fosse così ci sarebbe bisogno anche per ConTeXt della miriade di pacchetti sviluppati per LaTeX in tutti questi anni.
Penso quindi che anche nel futuro il panorama ConTeXt rimarrà sostanzialmente privo di software aggiuntivo. Ma non conosco così bene ConTeXt per riportare quì il diverso ambito di utilizzo rispetto a LaTeX o, in altre parole, come e cosa faranno di diverso gli utenti, pensando a XML, reporting, strumenti web, ecc.
Condividete anche voi quest’opinione, che cioè avremo due strumenti molto più potenti di quelli attuali, ma con la stessa impostazione di sviluppo di oggi?
Grazie molte a Max e Luigi che mi hanno proiettato nel prossimo futuro, chiarendomi l’intero magnifico scenario in cui ci troveremo. Un saluto.