Re: Futuro di LaTeX

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[quote]State ancora utilizzando LaTeX? State ancora sviluppando qualche nuovo pacchetto per esso?

Sì e sì.

Quanto al resto, spero che le future versioni di LaTeX permettano di compilare anche i documenti attuali.

Ciao,
L.

Be anch’io ma non credi che valga la pena di riflettere sull’argomento?
Bye[/quote]

L’argomento merita sicuramente una riflessione. Premessa: LaTeX è attualmente più che sufficiente per il 99,9% dei casi per i quali è stato concepito. Permettetemi una valutazione “laterale” e anche un po’ provocatoria del problema, che è indipendente da LaTeX, ConTeXt o quant’altro.
Da parte mia credo che il problema del futuro e del presente di LaTeX, ovvero la sua diffusione, sia di natura sociologica. LaTeX viene utilizzato soprattutto nelle università e da qui si sviluppa poi all’esterno. Questo fatto non va sottovalutato. Sarebbe interessante sapere quanti utenti del forum si sono avvicinati a LaTeX all’esterno dell’università.
Molti utenti LaTeX sono giovani che si appassionano alla tipografia perché sentono che il loro scritto è qualcosa di più di una espressione di un contenuto, ma ha anche una veste esteriore. Hanno cioè una sensibilità di tipo artistico. A pochi viene imposto e questi non si appassionano. L’appassionato vero (come il sottoscritto e molti altri sul forum) tende a diventare anche un po’ competente in materia e presto nasce in lui una capacità di osservare piccoli e (per lui) essenziali dettagli formali. Contemporaneamente si sviluppa un abito mentale che tende ad essere prescrittivo. L’arte ha dei canoni, si sa, e per cambiarli serve il dibattito e il tempo.
Nelle università molti chiarissimi professori non sopportano l’idea che qualche giovane appassionato e preparato possa insegnare ad altri studenti (sia mai ad altri professori!) qualcosa di cui ignorano completamente la natura, perché, evidentemente, non lo possono controllare. Conseguenza: a parte gli ambiti in cui LaTeX è (quasi) necessario (logica, matematica) la sua diffusione è legata a un passa parola tra amici, che devono poi confrontarsi con docenti che diventano matti perché dicono: “non riesco a fare le correzioni sul pdf”, “non perdere tempo per queste cose estetiche. Quello che scrivi è importante!” e cose simili.
Personalmente mi sono proposto più volte per tenere gratuitamente dei brevi incontri (perché sarebbe oltraggioso chiamarle lezioni) per spiegare come scrivere una tesi di laurea decente. Eppure sono sicuro che con qualche piccolo corso di impronta pratica non sarebbe difficile aumentare esponenzialmente il numero di persone che escono dall’ambito accademico con competenze TeXniche. (LaTeX è difficile solo se si è soli; con qualcuno che ti dice cosa fare in quattro-cinque giorni si impara la maggior parte delle cose essenziali per scrivere una tesi.) Questo di conseguenza si rifletterebbe nelle altre dimensioni della società, quella industriale per prima.
Morale della favola: credo che il problema a monte sia cambiare il conteso in cui gli utenti LaTeX si trovano a operare. Altrimenti gli stessi problemi ci saranno anche con ConTeXt, LuaTeX, ecc.

Ciao
Ivan

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