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Marco87.
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CreatoreTopic
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1 Marzo 2010 alle 10:15 #42554::
Ultimamente ho letto alcune cose sullo stato dei progetti su blog, siti ufficiali, report conferenze, ecc.
Luatex e ConTeXt mark iv sono in piena attività di sviluppo, è disponibile il software in versione beta. Con luatex si tenta di superare i limiti di TeX inglobando nel motore di composizione di base il linguaggio Lua, che dopotutto è semplice da imparare, è libero, potente, ed estensibile.
Con ConTeXt mark iv, si propone un formato utilizzabile dall’utente finale che fa largo uso di codice Lua. Il linguaggio quindi è potenzialmente efficace ed efficiente e la limitazione più importante sembra essere solo l’impegno dei programmatori ConTeXt nel mettere a punto una sintassi coerente, flessibile, mnemonica, completa, estensibile, ecc.Il progetto LaTeX3 sembra in confronto ancora indietro per questi motivi:
1 – non è ancora disponibile una beta del formato, adatta anche solo al testing, ma solo dei pacchetti d’estensione;
2 – lo sviluppo ha coperto finora il codice per sviluppare il codice utente. In altre parole si sono sviluppati il linguaggio e l’implementazione di nuovi costrutti utili per programmare più ad alto livello in LaTeX, e quindi non codice direttamente utilizzabile dall’utente;
3 – non sembra esserci un indicazione precisa di cosa fare del codice dei pacchetti e delle classi attuali, nel senso che tutto l’insieme del codice esistente diverso dal “kernel” di LaTeX, non si sa se debba essere convertito e traghettato in LaTeX3 o no;
Alla nascita LaTeX3 si troverà quindi molto probabilmente privo delle estensioni che sappiamo attualmente essere fondamentali (pensiamo ad amsmath, ma anche a pstricks ed alle classi memoir e koma-script, ecc ecc);
4 – non sembra che LaTeX3 sia sviluppato tenendo conto di Lua, quindi è vero che ci sarà il compilatore lualatex, ma il kernel non usufruirà di Lua, ma solo i futuri pacchetti d’estensione potranno farlo.Insomma in definitiva mi pare che il futuro di LaTeX sia incerto.
Da una parte LaTeX gode di un ampia base di utenti rispetto ai fratelli tipo ConTeXt stesso o XeLaTeX ecc, e questo è comunque una forza sia per il costituirsi di un linguaggio standard sia per i numerosi contributi al codice sotto forma di estensioni che rendono LaTeX in grado di fare molto di più.Dall’altra parte è pur vero che lo sviluppo del software non si può fermare. Non si può evitare di procedere a salti di sviluppo come quello costituito da luatex, non si può contare solo su un perfezionamento e sull’ottimizzazione del linguaggio.
Vi sono già segnali di “stanchezza”: alcune riviste scientifiche retrocedono addirittura a Word adducendo motivi di difficoltà nell’adozione di LaTeX in ambito “industriale” dell’editoria, e dall’altra parte sembra che alcune tesi di dottorato siano già state composte con successo con ConTeXt mark iv sperimentale.
Penso anche che non sia una buona cosa per i software del mondo TeX perdere LaTeX, o lasciare che questo diventi di fatto obsoleto rispetto al mondo luatex, LaTeX3 si o no.
O forse il destino di LaTeX è già segnato paradossalmente proprio a causa dei suoi punti di forza, ovvero il sistema dei pacchetti d’estensione ed il fatto che rappresenti uno standard di scambio in una vasta comunità e ciò annulla la possibilità di modificare il linguaggio.
O forse ancora questo non è altro che il normale avvicendarsi dei linguaggi informatici, che nascono, crescono, superano crisi(1) e poi muoiono in favore di forme linguistiche più adatte all’ambiente.
State ancora utilizzando LaTeX? State ancora sviluppando qualche nuovo pacchetto per esso?
(1) Il passaggio da LaTeX2.09 a LaTeX2e.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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1 Marzo 2010 alle 14:03 #42555
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1 Marzo 2010 alle 15:44 #42556::
State ancora utilizzando LaTeX? State ancora sviluppando qualche nuovo pacchetto per esso?
Sì e sì.
Quanto al resto, spero che le future versioni di LaTeX permettano di compilare anche i documenti attuali.
Ciao,
L.Be anch’io ma non credi che valga la pena di riflettere sull’argomento?
Bye
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1 Marzo 2010 alle 16:21 #42557::
Be anch’io ma non credi che valga la pena di riflettere sull’argomento?
Oddio sì, ma non è che io, su questo, possa farci molto.
Uso LaTeX dal 2005, e l’ho sempre visto crescere. Penso a ClassicThesis, a biblatex, a frontespizio, a philisophy-modern, agli strumenti per la gestione automatica dei pacchetti (tutte cose che nel 2005 neppure esistevano).
Per quanto riguarda la situazione in Italia, la situazione mi pare positiva: il nostro forum è (ancora) più vivace e frequentato di quando ho iniziato io (2005), i soci del GuIT sono passati da una ventina a un centinaio. Anche sul piano della documentazione, qualche passo in avanti, da allora, l’abbiamo fatto: pensa solo ad ArsTeXnica (nata nel 2006).
Per il futuro, mi “accontenterei” che le evoluzioni di LaTeX mantenessero un buon grado di retro-compatibilità (una compatibilità al 100% è impossibile: non la si ha neppure con Word, che è un software proprietario, figurarsi con un software libero!). Quello che si può fare con LaTeX, così com’è oggi, è straordinario.
Ciao,
L.
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1 Marzo 2010 alle 17:03 #42558::
[quote]State ancora utilizzando LaTeX? State ancora sviluppando qualche nuovo pacchetto per esso?
Sì e sì.
Quanto al resto, spero che le future versioni di LaTeX permettano di compilare anche i documenti attuali.
Ciao,
L.Be anch’io ma non credi che valga la pena di riflettere sull’argomento?
Bye[/quote]L’argomento merita sicuramente una riflessione. Premessa: LaTeX è attualmente più che sufficiente per il 99,9% dei casi per i quali è stato concepito. Permettetemi una valutazione “laterale” e anche un po’ provocatoria del problema, che è indipendente da LaTeX, ConTeXt o quant’altro.
Da parte mia credo che il problema del futuro e del presente di LaTeX, ovvero la sua diffusione, sia di natura sociologica. LaTeX viene utilizzato soprattutto nelle università e da qui si sviluppa poi all’esterno. Questo fatto non va sottovalutato. Sarebbe interessante sapere quanti utenti del forum si sono avvicinati a LaTeX all’esterno dell’università.
Molti utenti LaTeX sono giovani che si appassionano alla tipografia perché sentono che il loro scritto è qualcosa di più di una espressione di un contenuto, ma ha anche una veste esteriore. Hanno cioè una sensibilità di tipo artistico. A pochi viene imposto e questi non si appassionano. L’appassionato vero (come il sottoscritto e molti altri sul forum) tende a diventare anche un po’ competente in materia e presto nasce in lui una capacità di osservare piccoli e (per lui) essenziali dettagli formali. Contemporaneamente si sviluppa un abito mentale che tende ad essere prescrittivo. L’arte ha dei canoni, si sa, e per cambiarli serve il dibattito e il tempo.
Nelle università molti chiarissimi professori non sopportano l’idea che qualche giovane appassionato e preparato possa insegnare ad altri studenti (sia mai ad altri professori!) qualcosa di cui ignorano completamente la natura, perché, evidentemente, non lo possono controllare. Conseguenza: a parte gli ambiti in cui LaTeX è (quasi) necessario (logica, matematica) la sua diffusione è legata a un passa parola tra amici, che devono poi confrontarsi con docenti che diventano matti perché dicono: “non riesco a fare le correzioni sul pdf”, “non perdere tempo per queste cose estetiche. Quello che scrivi è importante!” e cose simili.
Personalmente mi sono proposto più volte per tenere gratuitamente dei brevi incontri (perché sarebbe oltraggioso chiamarle lezioni) per spiegare come scrivere una tesi di laurea decente. Eppure sono sicuro che con qualche piccolo corso di impronta pratica non sarebbe difficile aumentare esponenzialmente il numero di persone che escono dall’ambito accademico con competenze TeXniche. (LaTeX è difficile solo se si è soli; con qualcuno che ti dice cosa fare in quattro-cinque giorni si impara la maggior parte delle cose essenziali per scrivere una tesi.) Questo di conseguenza si rifletterebbe nelle altre dimensioni della società, quella industriale per prima.
Morale della favola: credo che il problema a monte sia cambiare il conteso in cui gli utenti LaTeX si trovano a operare. Altrimenti gli stessi problemi ci saranno anche con ConTeXt, LuaTeX, ecc.Ciao
Ivan
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1 Marzo 2010 alle 18:10 #42559::
State ancora utilizzando LaTeX? State ancora sviluppando qualche nuovo pacchetto per esso?
1. Sì e sarà sempre sì;
2. Non sono capace di sviluppare pacchetti :cry:.Molti utenti LaTeX sono giovani che si appassionano alla tipografia perché sentono che il loro scritto è qualcosa di più di una espressione di un contenuto, ma ha anche una veste esteriore. Hanno cioè una sensibilità di tipo artistico. A pochi viene imposto e questi non si appassionano. L’appassionato vero (come il sottoscritto e molti altri sul forum) tende a diventare anche un po’ competente in materia e presto nasce in lui una capacità di osservare piccoli e (per lui) essenziali dettagli formali.
Queste parole rispecchiano molto la mia situazione. Ho conosciuto il sistema TeX e quindi LaTeX a maggio circa. Fino ad allora non avevo mai pensato di studiare norme tipografiche, convenzioni generali e così via. Ho iniziato a fare questo grazie a LaTeX e ne sono contento. Come dice ivan sono un utente di LaTeX che si è appassionato alla tipografia (in particolar modo quella Tecnico – Scientifica) e nel mio piccolo sento di aver raggiunto un certo livello di competenza (seppur minimo).
Faccio un esempio anche se quello che andrò a scrivere prescinde da LaTeX…: ad una seduta di laurea, tra le altre cose, non c’era un(a) candidato(a) che avesse scritto correttamente le unità di misura dentro tabelle e grafici/diagrammi`[mm] invece di (mm) — [sec] invece di (s)` e questo si ricollega a quanto scritto da ivan.
Aggiungo senza altri commenti,Morale della favola: credo che il problema a monte sia cambiare il conteso in cui gli utenti LaTeX si trovano a operare. Altrimenti gli stessi problemi ci saranno anche con ConTeXt, LuaTeX, ecc.
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2 Marzo 2010 alle 9:10 #42560::
Ciao a tutti.
L’argomento è davvero scottante, e merità decisamente una riflessione approfondita.
Posso soltanto dire, nel poco tempo che ho adesso, che sono d’accordo con quanti ritengono che sia determinante il modo (o il canale, diciamo così) con cui ci si accosta a LaTeX. Io insegno lettere al liceo scientifico, e ho conosciuto LaTeX grazie a un amico astronomo. Mi sono attivato a scuola mia, per ovviare agli incresciosi post che dicono: “mi sono accostato a LaTeX per scrivere la tesi di laurea, eccetera”. E che diamine! La prima cosa che ho scritto con LaTeX è stata “ciao”. A scuola mia ho proposto un corso di LaTeX, qualche incontro per far vedere ai ragazzi le sue potenzialità e prepararli al suo possibile uso ALMENO in vista della tesi, se il relatore l’avesse richiesto. Chi si è offerto di tenere le lezioni? Enrico 😀
Risposta dei papaveri? “Non mi sembra una cosa utile”.Voi che pensate?
Ciao
Tommaso
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2 Marzo 2010 alle 14:43 #42561::
Ciao a tutti.
L’argomento è davvero scottante, e merità decisamente una riflessione approfondita.
Posso soltanto dire, nel poco tempo che ho adesso, che sono d’accordo con quanti ritengono che sia determinante il modo (o il canale, diciamo così) con cui ci si accosta a LaTeX. Io insegno lettere al liceo scientifico, e ho conosciuto LaTeX grazie a un amico astronomo. Mi sono attivato a scuola mia, per ovviare agli incresciosi post che dicono: “mi sono accostato a LaTeX per scrivere la tesi di laurea, eccetera”. E che diamine! La prima cosa che ho scritto con LaTeX è stata “ciao”. A scuola mia ho proposto un corso di LaTeX, qualche incontro per far vedere ai ragazzi le sue potenzialità e prepararli al suo possibile uso ALMENO in vista della tesi, se il relatore l’avesse richiesto. Chi si è offerto di tenere le lezioni? Enrico 😀
Risposta dei papaveri? “Non mi sembra una cosa utile”.Voi che pensate?
Ciao
TommasoBeh, almeno a te hanno risposto…Io ho proposto un mini corso per umanisti (non dico a chi e non dico dove, ma siamo in ambito accademico), totalmente gratutito, e non mi è stato detto nemmeno “non ci interessa”.
Credo che per risolvere questa situazione bisogna impegnarsi ad offrire la propria disponibilità ed essere pronti a ricevere, nel migliore dei casi, indifferenza. Mi spiego meglio. Bisognerebbe creare qualcosa come i Linux Group, che sono sparsi in molte città (anche a Verona ce n’è uno), in modo da scavalcare i consueti canali che dovrebbero essere usati per le iniziative in ambito accademico. Canali che spesso non portano a niente, per via delle gerarchie. In questo modo si aumenterebbe la base di utenti e solo allora anche i pezzi grossi si interesseranno della cosa. D’altra parte l’università è un’impresa…
Quindi organizzazione di incontri, seminari, gruppi di lavoro (e magari anche un piccolo convegno), che dovrebbero essere anche l’occasione per dare risposte ai nuovi utenti LaTeX in difficoltà. Il tutto dovrebbe essere accompagnato naturalmente da volantini, pubblicità in rete e quant’altro fosse necessario per far sapere agli studenti di una facoltà o dell’intera università che esiste il gruppo. La cosa non è banale e richiederebbe comunque degli sforzi, primo tra tutti riuscire a trovare un luogo all’interno dell’università, GRATUITO, dove ritrovarsi.Che voi sappiate, c’è qualcosa di simile in qualche università italiana? Si potrebbe partire da lì.
Ciao
Ivan
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2 Marzo 2010 alle 16:18 #42562::
Provo a dire la mia, da neofita. Vorrei che lo sviluppo di LaTeX assomigliasse di meno quello di Linux, che ci fosse un team di sviluppo più autoritario, in grado di proporre una piattaforma coerente, che assomigliasse di più allo sviluppo dei BSD.Ora come ora, per quanto la logica di LaTeX sia relativamente semplice, resta comunque un sapere esoterico. Ovvero, più che imparare a fare una cosa, io devo preoccuparmi di sapere quale pacchetto mi serve per ottenere quello specifico risultato. E, cosa più importante, devo preoccuparmi dell’iterazione tra pacchetti, che trovo il punto più critico, da utente base. Devo sapere che per utilizzare un pacchetto mi serve quest’altro, devo conoscere le incompatibilità tra pacchetti, per non parlare delle incompatibilità tra pacchetti e motori vari.
Insomma, trovo che in LaTeX non ci sia la possibilità di usare una versione “stabile“, come si usa dire per le altre piattaforme. Il lavoro di affinamento che c’è dietro alla produzione di un testo, che sia una tesi o un articolo, mi fa dire che il prodotto è più bello “dentro“ che “fuori“. E se questo più andar bene per dei “nerd“, di certo non aiuta ad avvicinare al linguaggio le persone “normali“.
Quello che vorrei sarebbe una maggiore standardizzazione, tra piattaforma e pacchetti. Qualcosa del tipo, usa questi 100 pacchetti e vivi felice, non sono incompatibili tra di loro.
E che tra questi 100 pacchetti ce ne fosse 1 solo per gestire la bibliografia, 1 solo per gestire le immagini (che siano affiancate o meno), 1 per gestire i font, 1 per gestire gli interlinea.
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2 Marzo 2010 alle 18:57 #42563::
Provo a dire la mia, da neofita. Vorrei che lo sviluppo di LaTeX assomigliasse di meno quello di Linux, che ci fosse un team di sviluppo più autoritario, in grado di proporre una piattaforma coerente, che assomigliasse di più allo sviluppo dei BSD.
Per quanto ne so, il gruppo guidato da Frank Mittelbach si preoccupa che i pacchetti principali (quelli su cui poggiano tutti gli altri) vengano sviluppati in modo coerente.
Per il resto, la struttura modulare di LaTeX è uno dei suoi punti di forza. I problemi di incompatibilità fra pacchetti ci sono, è vero, ma direi che sono tutto sommato rari, e superabili.
Ciao,
L.
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4 Marzo 2010 alle 7:43 #42564::
Grazie a tutti!
L’argomento è complesso e difatti le opinioni hanno spaziato dal sistema dei pacchetti, alla diffusione di LaTeX.
Direi quindi che la conclusione è semplice (anche perché finalmente comincio a capire un po’ di più TeX):
usa LaTeX e vivi felice (almeno fino a quando non converrà cambiare)!
e del resto niente dura all’infinito.Saluti
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6 Marzo 2010 alle 18:56 #42565
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7 Marzo 2010 alle 11:31 #42566::
Io uso tex dal qualche anno e scopro sempre qualcosa di nuovo.
Mi dispiacerebbe che Tex o Latex non venissero più sviluppati.
La cosa che mi piace è che ogni volta imparo sempre qualcosa di nuovo.Non penso che LaTeX non venga più sviluppato, anche perché come ha detto Lorenzo, ci sono forti segnali dell’opposto, sia dal punto di vista delle funzionalità (lo sviluppo dei pacchetti d’estensione è sempre più attivo), sia dal punto di vista della sua diffusione (i numeri del forum sono chiari, basta pensare che il 24 marzo 2009 il numero dei messaggi aveva da poco superato i 30.000, mentre come puoi vedere dai contatori ad oggi vi sono 40.692, quindi sono stati postati più di 10.000 messaggi in un anno mentre per giungere ai 30.000 il forum ha impiegato invece ben 7 anni dal 2003).
Quello che volevo condividere invece, era la sensazione che la nascita di LuaTeX, rendendo di fatto obsoleto il motore pdftex, mettesse in condizioni di stallo proprio LaTeX3 basato appunto su pdftex, e ciò spegnerebbe le brillanti conquiste fatte da LaTeX in tutto questo tempo (diciamo pure un periodo di circa 25 anni), con il passaggio di testimone ad un nuovo formato.
Se esistesse un motore più efficiente ed efficace di LaTeX3, non lo abbandoneresti anche tu?
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4 Aprile 2010 alle 9:43 #42567::
Ciao a tutti,vorrei, se possibile, avere dei chiarimenti.
Da tutto quello che è stato scritto fin ora in questo topic, non si riesce a capire quali sono le differenze sostanziali (e non) fra LaTeX e LuaTeX.
Quello che volevo condividere invece, era la sensazione che la nascita di LuaTeX, rendendo di fatto obsoleto il motore pdftex, mettesse in condizioni di stallo proprio LaTeX3 basato appunto su pdftex, e ciò spegnerebbe le brillanti conquiste fatte da LaTeX in tutto questo tempo (diciamo pure un periodo di circa 25 anni), con il passaggio di testimone ad un nuovo formato.
Per prima cosa, che formato viene introdotto da LuaTeX, e cosa lo rende migliore di quello utilizzato da LaTeX?
Altra incognita: cosa cambierebbe a livello tipografico? Si avrebbe un miglioramento? Ho dato una scorsa al manuale di LuaTeX, e la resa tipografica non mi pare migliore di quella ottenibile con LaTeX…
Se esistesse un motore più efficiente ed efficace di LaTeX3, non lo abbandoneresti anche tu?
Parlando di filosofia di fondo, cosa c’è di diverso fra quella di LaTeX e quella di LuaTeX? Insomma, dove sta la reale innovazione di LuaTeX?
Grazie mille,
Ciao.
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4 Aprile 2010 alle 10:21 #42568::
Ciao a tutti,
vorrei, se possibile, avere dei chiarimenti.
Da tutto quello che è stato scritto fin ora in questo topic, non si riesce a capire quali sono le differenze sostanziali (e non) fra LaTeX e LuaTeX.
LuaTeX ~ pdfTeX => motori di impaginazione
plain ~ eplain ~LaTeX ~ ConTeXt ~ AMSLaTeX => “formati” (*.fmt) ovvero un set di macro opportunamente compilato per essere efficiente in fase di caricamento.
Quindi non puoi confrontare LaTeX con LuaTeX (che di solito significa formato plain):
plain è molto “meno” di LaTeXParlando di filosofia di fondo, cosa c’è di diverso fra quella di LaTeX e quella di LuaTeX? Insomma, dove sta la reale innovazione di LuaTeX?
Grazie mille,
Ciao.Essenzialmente una gestione efficiente dei font opentype.
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4 Aprile 2010 alle 10:53 #42569::
Ciao a tutti,
vorrei, se possibile, avere dei chiarimenti.
Da tutto quello che è stato scritto fin ora in questo topic, non si riesce a capire quali sono le differenze sostanziali (e non) fra LaTeX e LuaTeX.
Quello che volevo condividere invece, era la sensazione che la nascita di LuaTeX, rendendo di fatto obsoleto il motore pdftex, mettesse in condizioni di stallo proprio LaTeX3 basato appunto su pdftex, e ciò spegnerebbe le brillanti conquiste fatte da LaTeX in tutto questo tempo (diciamo pure un periodo di circa 25 anni), con il passaggio di testimone ad un nuovo formato.
Per prima cosa, che formato viene introdotto da LuaTeX, e cosa lo rende migliore di quello utilizzato da LaTeX?
Altra incognita: cosa cambierebbe a livello tipografico? Si avrebbe un miglioramento? Ho dato una scorsa al manuale di LuaTeX, e la resa tipografica non mi pare migliore di quella ottenibile con LaTeX…
Se esistesse un motore più efficiente ed efficace di LaTeX3, non lo abbandoneresti anche tu?
Parlando di filosofia di fondo, cosa c’è di diverso fra quella di LaTeX e quella di LuaTeX? Insomma, dove sta la reale innovazione di LuaTeX?
Al fondo di questa discussione c’è un equivoco: la confusione tra il “motore tipografico” e il “formato”.
LaTeX è un formato, cioè un insieme di macro che definiscono comandi di alto livello che poi il motore tipografico trasforma in istruzioni di composizione e, per finire, in un documento stampabile.
pdfTeX è nato con l’idea di sostituire direttamente l’output dvi con pdf. Strada facendo è stato esteso con nuovi comandi primitivi che facilitano (o rendono possibili) cose complicate da fare con il motore originale TeX. LuaTeX è un progetto dello stesso tipo: un’estensione di TeX che però rimanga compatibile. Pertanto LaTeX gira perfettamente con pdfTeX o LuaTeX: non c’è alcun pericolo che lo sviluppo di LaTeX3 sia minato da LuaTeX. Anzi, le nuove caratteristiche e comandi primitivi di LuaTeX permetteranno di semplificare la vita al programmatore.
Già ora si può scegliere di compilare un documento LaTeX con luaTeX e il risultato è identico (ma ci si mette più tempo).
Ciao
Enrico
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4 Aprile 2010 alle 15:18 #42570::
Ciao Enrico,ti ringrazio del chiarimento. Spero di aver capito correttamente.
Quindi chi, come me, pian piano ha e sta imparando a utilizzare LaTeX non dovrà “buttare via” la conoscenza in merito a comandi, ambienti, e altro che riguarda LaTeX, ma semplicemente continuarà ad utilizzarli come ha fatto sin ora, compilando (eventualmente) con LuaTeX invece che con pdfTeX? (Il file di output sarà ancora in formato pdf?)
Non penso che LaTeX non venga più sviluppato…
Da frasi come queste avevo capito che LuaTeX fosse qualcosa di sostitutivo rispetto a LaTeX. Da quello che ha detto tu invece mi pare di aver capito che non sia così. Ho capito correttamente?
Grazie davvero,
Ciao.
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4 Aprile 2010 alle 16:12 #42571::
Ciao Enrico,
ti ringrazio del chiarimento. Spero di aver capito correttamente.
Quindi chi, come me, pian piano ha e sta imparando a utilizzare LaTeX non dovrà “buttare via” la conoscenza in merito a comandi, ambienti, e altro che riguarda LaTeX, ma semplicemente continuarà ad utilizzarli come ha fatto sin ora, compilando (eventualmente) con LuaTeX invece che con pdfTeX? (Il file di output sarà ancora in formato pdf?)
LuaTeX è il successore di pdfTeX; conterrà non solo più primitive, ma anche un modo di interfacciarsi con un linguaggio di scripting, capace di fornire token alla parte TeX. Certe cose diventeranno più agevoli, a livello di programmazione, ma l’interfaccia utente per LaTeX rimarrà essenzialmente la stessa.
Non penso che LaTeX non venga più sviluppato…
Da frasi come queste avevo capito che LuaTeX fosse qualcosa di sostitutivo rispetto a LaTeX. Da quello che ha detto tu invece mi pare di aver capito che non sia così. Ho capito correttamente?
Hai capito giusto. Cerco di spiegare meglio. Chi sta sviluppando LuaTeX è interessato principalmente a ConTeXt; gli sviluppatori di LaTeX al momento stanno più o meno a guardare (solo Heiko Oberdiek e Élie Roux hanno abbastanza le mani in pasta per scrivere codice LuaTeX), attendendo che LuaTeX diventi stabile. Quando sarà stabile, si potranno programmare le funzioni LaTeX con le nuove estensioni fornite da LuaTeX rendendolo più flessibile (per esempio nella gestione dei font).
Ciao
Enrico
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4 Aprile 2010 alle 16:17 #42572
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4 Aprile 2010 alle 17:26 #42573::
Ciao Enrico,
ti ringrazio del chiarimento. Spero di aver capito correttamente.
Quindi chi, come me, pian piano ha e sta imparando a utilizzare LaTeX non dovrà “buttare via” la conoscenza in merito a comandi, ambienti, e altro che riguarda LaTeX, ma semplicemente continuarà ad utilizzarli come ha fatto sin ora, compilando (eventualmente) con LuaTeX invece che con pdfTeX? (Il file di output sarà ancora in formato pdf?)
LuaTeX è il successore di pdfTeX; conterrà non solo più primitive, ma anche un modo di interfacciarsi con un linguaggio di scripting, capace di fornire token alla parte TeX. Certe cose diventeranno più agevoli, a livello di programmazione, ma l’interfaccia utente per LaTeX rimarrà essenzialmente la stessa.
[quote]Non penso che LaTeX non venga più sviluppato…
Da frasi come queste avevo capito che LuaTeX fosse qualcosa di sostitutivo rispetto a LaTeX. Da quello che ha detto tu invece mi pare di aver capito che non sia così. Ho capito correttamente?
Hai capito giusto. Cerco di spiegare meglio. Chi sta sviluppando LuaTeX è interessato principalmente a ConTeXt; gli sviluppatori di LaTeX al momento stanno più o meno a guardare (solo Heiko Oberdiek e Élie Roux hanno abbastanza le mani in pasta per scrivere codice LuaTeX), attendendo che LuaTeX diventi stabile. Quando sarà stabile, si potranno programmare le funzioni LaTeX con le nuove estensioni fornite da LuaTeX rendendolo più flessibile (per esempio nella gestione dei font).
Ciao
Enrico[/quote]Non volevo di certo creare confusione, scusate. In sostanza mi chiedevo, qui sul forum, cosa potrà succedere in futuro quando si confronteranno ConTeXt mark iv e LaTeX3. Lo sviluppo del linguaggio è un passo fondamentale molto complesso, dunque LaTeX3 che non è stato progettato con in mente LuaTeX potrebbe essere obsoleto rispetto a ConTeXt?
Vedremo…
Forse si capirà qualcosa di più al prossimo EuroTeX 2010!( Buona Pasqua )
Ciao
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4 Aprile 2010 alle 17:45 #42574::
Non volevo di certo creare confusione, scusate. In sostanza mi chiedevo, qui sul forum, cosa potrà succedere in futuro quando si confronteranno ConTeXt mark iv e LaTeX3. Lo sviluppo del linguaggio è un passo fondamentale molto complesso, dunque LaTeX3 che non è stato progettato con in mente LuaTeX potrebbe essere obsoleto rispetto a ConTeXt?
Vedremo…
( Buona Pasqua )Non c’è speranza che ConTeXt acquisisca clienti se prima non scrivono un manuale utente che dica come fare le cose semplici. Ogni volta che leggo il manuale per il principiante (http://www.pragma-ade.com/general/manuals/ms-cb-en.pdf) e trovo roba come
\placeblock[.1.][ref,..]{.2.}{.3.}
dove non si capisce che cosa siano .1., .2. e .3., né perché alcune delle parti siano in carattere inclinato, mi dico che il manuale è stato scritto per chi conosce già il linguaggio. Ah, in fondo a quel manuale c’è un breve cenno alla sintassi: chi ci capisce qualcosa è bravo. Luigi mi perdonerà, spero. 🙂
Ciao
Enrico
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4 Aprile 2010 alle 18:02 #42575::
Non volevo di certo creare confusione, scusate. In sostanza mi chiedevo, qui sul forum, cosa potrà succedere in futuro quando si confronteranno ConTeXt mark iv e LaTeX3. Lo sviluppo del linguaggio è un passo fondamentale molto complesso, dunque LaTeX3 che non è stato progettato con in mente LuaTeX potrebbe essere obsoleto rispetto a ConTeXt?
Vedremo…
( Buona Pasqua )Non c’è speranza che ConTeXt acquisisca clienti se prima non scrivono un manuale utente che dica come fare le cose semplici. Ogni volta che leggo il manuale per il principiante (http://www.pragma-ade.com/general/manuals/ms-cb-en.pdf) e trovo roba come
\placeblock[.1.][ref,..]{.2.}{.3.}
dove non si capisce che cosa siano .1., .2. e .3., né perché alcune delle parti siano in carattere inclinato, mi dico che il manuale è stato scritto per chi conosce già il linguaggio. Ah, in fondo a quel manuale c’è un breve cenno alla sintassi: chi ci capisce qualcosa è bravo. Luigi mi perdonerà, spero. 🙂
Ciao
EnricoVerissimo. La documentazione gioca un ruolo fondamentale. Visto che è molto impegnativo scrivere buona documentazione e che chi si dedica a ConTeXt è un team assai più ridotto di quello su cui può contare LaTeX, non si capisce perché i manuali di ConTeXt siano scritti in una forma grafica così accattivante ma così poco chiara.
Prima il contenuto e poi la forma, vero Ivan?Ricordo che le mie prime prove con la mark ii si sono interrotte perché non sono riuscito a settare la pagina come volevo, pur dedicando un tempo più che sufficiente alla lettura del manuale.
Buona serata a tutti. 😆
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4 Aprile 2010 alle 20:30 #42576
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4 Aprile 2010 alle 21:02 #42577::
Vedo che la questione è principalmente capire chi tra LaTeX3 o ConTeXt
sarà meglio integrato con LuaTeX, dando per scontato che quest’ultimo sarà
il motore del futuro.Qualcuno sa/pensa qualcosa su XeTeX?
La mia impressione è che XeTeX verrà in qualche modo incorporato in LuaTeX. Già pare che la gestione dei font di sistema in LuaTeX sia molto simile a quella di XeTeX, tanto che del pacchetto fontspec è in preparazione una versione per i due motori.
Ciao
Enrico
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4 Aprile 2010 alle 21:11 #42578::
Vedo che la questione è principalmente capire chi tra LaTeX3 o ConTeXt
sarà meglio integrato con LuaTeX, dando per scontato che quest’ultimo sarà
il motore del futuro.Qualcuno sa/pensa qualcosa su XeTeX?
no, ConTeXt mkiv è già il migliore formato per LuaTeX;
in luaLaTeX si sta facendo qualcosa
in questi giorni (fonts e direzionalità)
Non credo che Latex3 userà luatex; penso si appoggerà a pdftex (oppure userà luatex
come se fosse pdftex) e non è escluso che usi il motore xetex, il quale è sostanzialmente simile a luatex.
Spiace questa mancanza di cooperazione, ma è il sale della democrazia.
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4 Aprile 2010 alle 21:50 #42579::
Non c’è speranza che ConTeXt acquisisca clienti se prima non scrivono un manuale utente che dica come fare le cose semplici. Ogni volta che leggo il manuale per il principiante (http://www.pragma-ade.com/general/manuals/ms-cb-en.pdf) e trovo roba come
\placeblock[.1.][ref,..]{.2.}{.3.}
dove non si capisce che cosa siano .1., .2. e .3., né perché alcune delle parti siano in carattere inclinato, mi dico che il manuale è stato scritto per chi conosce già il linguaggio. Ah, in fondo a quel manuale c’è un breve cenno alla sintassi: chi ci capisce qualcosa è bravo. Luigi mi perdonerà, spero. 🙂
Ciao
EnricoLa questione della documentazione è molto sentita ma irrisolvibile a breve.
Io e pochi altri ritengono non necessario scrivere un manuale adesso; quelli esistenti
(e pochi altri come TeXbook e Tex by Topic) sono sufficienti, in particolare cont-en
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf
Questo implica una alta barriera di ingresso, è vero, ma per il momento tutti gli sforzi
sono diretti verso luatex e context mkiv.
D’altra parte un utente context con una certa esperienza non disdegna di leggere il codice sorgente,
il quale a sua volta è compatto e non è così illegibile e ne cambia di molto nel tempo (almeno mkii che è frozen):
un manuale che spieghi tutte le opzioni
e magari pure le loro combinazioni è inutile, perché il codice esprime in modo più efficiente le stesse informazioni.
(alla fine, io faccio lo stesso con latex: guardo il codice)
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4 Aprile 2010 alle 22:01 #42580::
Non c’è speranza che ConTeXt acquisisca clienti se prima non scrivono un manuale utente che dica come fare le cose semplici. Ogni volta che leggo il manuale per il principiante (http://www.pragma-ade.com/general/manuals/ms-cb-en.pdf) e trovo roba come
\placeblock[.1.][ref,..]{.2.}{.3.}
dove non si capisce che cosa siano .1., .2. e .3., né perché alcune delle parti siano in carattere inclinato, mi dico che il manuale è stato scritto per chi conosce già il linguaggio. Ah, in fondo a quel manuale c’è un breve cenno alla sintassi: chi ci capisce qualcosa è bravo. Luigi mi perdonerà, spero. 🙂
Ciao
EnricoLa questione della documentazione è molto sentita ma irrisolvibile a breve.
Io e pochi altri ritengono non necessario scrivere un manuale adesso; quelli esistenti
(e pochi altri come TeXbook e Tex by Topic) sono sufficienti, in particolare cont-en
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf
Questo implica una alta barriera di ingresso, è vero, ma per il momento tutti gli sforzi
sono diretti verso luatex e context mkiv.
D’altra parte un utente context con una certa esperienza non disdegna di leggere il codice sorgente,
il quale a sua volta è compatto e non è così illegibile e ne cambia di molto nel tempo (almeno mkii che è frozen):
un manuale che spieghi tutte le opzioni
e magari pure le loro combinazioni è inutile, perché il codice esprime in modo più efficiente le stesse informazioni.
(alla fine, io faccio lo stesso con latex: guardo il codice)Abbi pazienza, ma se uno si guarda quel manuale dal punto di vista tipografico, prende e getta ConTeXt in qualche recesso lontano e inaccessibile della memoria. 🙂 È proprio orrendo, se posso dare un’opinione spassionata. 🙂
Ed è datato 2001! Un po’ arretrato, o sbaglio?
Ciao
Enrico
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4 Aprile 2010 alle 22:16 #42581::
Abbi pazienza, ma se uno si guarda quel manuale dal punto di vista tipografico, prende e getta ConTeXt in qualche recesso lontano e inaccessibile della memoria. 🙂 È proprio orrendo, se posso dare un’opinione spassionata. 🙂
Ed è datato 2001! Un po’ arretrato, o sbaglio?
Ciao
Enrico“orrendo” è inapprorpiato .
Il fatto che sia datato 2001 significa che sostanzialmente è valido (mkii).
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5 Aprile 2010 alle 10:00 #42582::
Verissimo. La documentazione gioca un ruolo fondamentale. Visto che è molto impegnativo scrivere buona documentazione e che chi si dedica a ConTeXt è un team assai più ridotto di quello su cui può contare LaTeX, non si capisce perché i manuali di ConTeXt siano scritti in una forma grafica così accattivante ma così poco chiara.
Prima il contenuto e poi la forma, vero Ivan?Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXtForma e contenuto vanno sempre assieme:
«la forma senza contenuto è vuota; la materia senza forma è cieca».
(Storpiatura di una nota “massima” filosofica…:) )Ciao
Ivan
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5 Aprile 2010 alle 11:30 #42583::
Ciao a tutti,in primo luogo vorrei dire una cosa a robitex: il fatto che abbia chiesto chiarimenti era dovuto più che altro al fatto che di LuaTeX non ne sapevo proprio nulla (non è che adesso ne sappia molto di più), e quindi mi sono confuso facilmente. Io non intedevo affatto criticare i precedenti messaggi, ma solo avere chiarimenti perché mi interessava (e mi interessa) capire. Perdonami se ho lasciato intendere qualcosa di diverso.
Grazie,
Ciao.
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5 Aprile 2010 alle 20:22 #42584::
Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXtA me ha fatto la stessa impressione, solo che dopo ho cominciato a studiare ll manuale
ed il codice degli esempi ed a provare per mio conto — un metodo consolidato per chi è nell’ambito dell’informatica. Certo, il linguaggio di tipo macro è inconsueto ma non alieno, ed alla fine per me è fondamentale capire come funziona il tutto (magari non ad un livello di dettaglio estremo), non solamente conoscere qualche centinaio di opzioni.
Non capisco chi se la ride sotto i baffi…Quello di cui si sente la mancanza è il completamento di
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/style.pdf
ma non è possibile alla data attuale. La tipografia di luatex- context-mkiv
tende sempre ad avere un respiro internazionale (le lingue arabe ed orientali ad esempio)
quindi style.pdf è limitato, parla solo di tipografia occidentale.
C’è mk.pdf
http://www.pragma-ade.com/general/manuals/mk.pdf
ma neppure questo è sufficiente: probabilmente il progetto
Typographical Engineering in Contex
del prof. I. Hamid è quello che più si avvicina .
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5 Aprile 2010 alle 20:52 #42585::
Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXtA me ha fatto la stessa impressione, solo che dopo ho cominciato a studiare ll manuale
ed il codice degli esempi ed a provare per mio conto — un metodo consolidato per chi è nell’ambito dell’informatica. Certo, il linguaggio di tipo macro è inconsueto ma non alieno, ed alla fine per me è fondamentale capire come funziona il tutto (magari non ad un livello di dettaglio estremo), non solamente conoscere qualche centinaio di opzioni.
Non capisco chi se la ride sotto i baffi…Eh..lo so, come con LaTeX, i manuali bisognerebbe studiarli. È per questo che quando li sfoglio, spesso, se la ridono sotto i baffi. Mi riferivo ai manuali, che sembrano dire: “se non mi studi non riuscirai mai a fare niente”. Forse le difficoltà sono maggiori per gli utenti LaTeX che hanno già un po’ di infarinatura.
Per esempio. Voglio mettere il numero del capitolo a destra, all’altezza del testo, nello stile di questo manuale: http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf. So come farlo in LaTeX e vorrei poterlo fare anche in ConTeXt, ma senza dedicarci tutto il tempo che ci ho messo per capire come farlo in LaTeX. (nel merito ho trovato un codice in rete, che fa quello che voglio, ma non capisco tutti i comandi.) Insomma, quando voglio utilizzare ConTeXt mi sento un po’ come quando devo fare qualcosa con Tikz/pgf: spero sempre di trovare un esempio che si avvicina alle mie esigenze, altrimenti prevedo dolori…
Ma senza dubbio ConTeXt è invitante…prima o poi lo affronterò seriamente.Ciao
Ivan
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6 Aprile 2010 alle 8:22 #42586::
Ciao a tutti,
in primo luogo vorrei dire una cosa a robitex: il fatto che abbia chiesto chiarimenti era dovuto più che altro al fatto che di LuaTeX non ne sapevo proprio nulla (non è che adesso ne sappia molto di più), e quindi mi sono confuso facilmente. Io non intedevo affatto criticare i precedenti messaggi, ma solo avere chiarimenti perché mi interessava (e mi interessa) capire. Perdonami se ho lasciato intendere qualcosa di diverso.
Grazie,
Ciao.Grazie per la precisazione. Non avevo affatto inteso anche in maniera velata una critica, il tuo intervento (anche se le critiche sono sempre benvenute, almeno sul forum del GuIT 😆 ).
Giusto che sto postando, aggiungo un commento alla discussione.
Mi pare che Luigi, dicendo che LaTeX3 non è stato sviluppato pensando a LuaTeX, abbia centrato il problema.
Inoltre da quello che egli ha affermato sulla documentazione, non rimane che sperare che quella di ConTeXt mk iv diventi buona anche per l’utente normale e non solo per il programmatore (che consulta direttamente il codice).Forse lo sapete, ma è mia convinzione che il linguaggio è fondamentale per l’efficienza e l’efficacia del risultato per i software di tipografia asincrona del mondo TeX. L’unico modo di interagire con esso è infatti solo ed unicamente il linguaggio.
[Importante]
Penso che ci sia ancora molto spazio per rendere i linguaggi più espressivi, sintetici, pratici e coerenti, di quelli attuali.
[/Importante]LaTeX3 lavora su un linguaggio per i package writers (programmazione macro).
ConTeXt mark iv lavora su un linguaggio per l’utente finale.Stiamo parlando di implementazioni che vengono sviluppate da decenni, non è certo da un giorno a quell’altro che si crea un linguaggio tipografico.
E, senza dubbio di smentita, penso che luaTeX faciliti la creazione di linguaggi più potenti, ed ecco perché temo per il progetto LaTeX3, ma solo se quelli di ConTeXt saranno abbastanza bravi.
Ciao.
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6 Aprile 2010 alle 8:35 #42587::
[quote]
Vedo che la dialettica forma/contenuto ha lasciato traccia. È vero, i manuali di ConTeXt sono tipograficamente alquanto appariscenti; sembrano dire: “guarda cosa si può fare con ConTeXt!” ma subito dopo è come se ridessero sotto i baffi…
Si sente la mancanza di un’Arte di scrivere con ConTeXt o di Una (mica tanto) breve introduzione a ConTeXtA me ha fatto la stessa impressione, solo che dopo ho cominciato a studiare ll manuale
ed il codice degli esempi ed a provare per mio conto — un metodo consolidato per chi è nell’ambito dell’informatica. Certo, il linguaggio di tipo macro è inconsueto ma non alieno, ed alla fine per me è fondamentale capire come funziona il tutto (magari non ad un livello di dettaglio estremo), non solamente conoscere qualche centinaio di opzioni.
Non capisco chi se la ride sotto i baffi…Eh..lo so, come con LaTeX, i manuali bisognerebbe studiarli. È per questo che quando li sfoglio, spesso, se la ridono sotto i baffi. Mi riferivo ai manuali, che sembrano dire: “se non mi studi non riuscirai mai a fare niente”. Forse le difficoltà sono maggiori per gli utenti LaTeX che hanno già un po’ di infarinatura.
Per esempio. Voglio mettere il numero del capitolo a destra, all’altezza del testo, nello stile di questo manuale: http://www.pragma-ade.com/general/manuals/cont-enp.pdf. So come farlo in LaTeX e vorrei poterlo fare anche in ConTeXt, ma senza dedicarci tutto il tempo che ci ho messo per capire come farlo in LaTeX. (nel merito ho trovato un codice in rete, che fa quello che voglio, ma non capisco tutti i comandi.) Insomma, quando voglio utilizzare ConTeXt mi sento un po’ come quando devo fare qualcosa con Tikz/pgf: spero sempre di trovare un esempio che si avvicina alle mie esigenze, altrimenti prevedo dolori…
Ma senza dubbio ConTeXt è invitante…prima o poi lo affronterò seriamente.Ciao
Ivan[/quote]Anche Ivan secondo me centra il problema: Tikz/pgf è un linguaggio per esprimere grafica vettoriale ed è necessario comprenderlo al pari di quello di LaTeX e di ConTeXt, e dalle caratteristiche del linguaggio dipende in primo luogo quanto tempo dobbiamo dedicare ad esso per acquisirlo.
Confrontando PGF con pstricks per esempio è evidente come la complessità del linguaggio grafico sia stata diversamente interpretata dagli autori. La complessità deve essere sempre equilibrata al massimo con la facilità d’uso e le funzionalità.
… e la sintesi è sempre difficile da raggiungere.Ciao.
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6 Aprile 2010 alle 12:34 #42588::
Ciao a tutti,vorrei fare una riflessione (spero banale) da ignorante in merito a LuaTeX.
Io spero vivamente che, quando verrà (se verrà, ma sembra di sì) il momento di introdursi nel “mondo” di LuaTeX, saranno anche disponibili manuali come Impara LaTeX, L’Arte, e altri, i quali, credo, sono stati in qualche modo oggetto di lettura, o anche di studio, da parte di molti (o tutti?) utilizzatori di LaTeX.
Ciao e grazie.
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6 Aprile 2010 alle 13:58 #42589::
Ciao a tutti,
vorrei fare una riflessione (spero banale) da ignorante in merito a LuaTeX.
Io spero vivamente che, quando verrà (se verrà, ma sembra di sì) il momento di introdursi nel “mondo” di LuaTeX, saranno anche disponibili manuali come Impara LaTeX, L’Arte, e altri, i quali, credo, sono stati in qualche modo oggetto di lettura, o anche di studio, da parte di molti (o tutti?) utilizzatori di LaTeX.
Ciao e grazie.
Vorrei precisarti questo:
Come ti ha ben esposto Enrico, LuaTeX è un motore tipografico evoluzione di pdfTeX (all’inizio era infatti chiamato anche con pdfTeX 2.0). Non rifare lo stesso errore.
Come utente finale, non consulti certo il manuale di pdfTeX (motore attuale di LaTeX), bensì manuali su LaTeX come l’Arte o la Guida GuIT.
Più che un manuale su LuaTeX servirà ottima documentazione sui nuovi formati che si baseranno su questo nuovo motore (LaTeX3 per esempio o ConTeXt mk iv).Per formato si deve intendere un particolare insieme di macro precompilate in un file.
Per esempio LaTeX non è altro che un insieme di macro scritte in TeX (i sorgenti TeX sono disponibili in qualsiasi distribuzione), e precompilate per l’uso, che definisce il linguaggio di “alto livello” che utilizzi normalmente.
Le definizioni di \documentclass, \usepackage, \begin{tabular}\end{tabular} si trovano tutte in quel sorgente.
Durante la compilazione di un sorgente LaTeX non viene eseguito altro che il codice TeX corrispondente, dall’eseguibile di TeX (quello usato attualmente è pdfTeX). Invece un sorgente di ConTeXt mark iv chiamerà in causa l’eseguibile di LuaTeX.Anche la versione attuale di ConTeXt, chiamata mark ii (ii come 2) è un formato basato su TeX (e quindi definisce un linguaggio ulteriore), mentre la versione in sviluppo, la mark iv (iv come quattro) è invece un formato basato su LuaTeX.
Certo, comunque, che la documentazione deve essere la più completa e leggibile possibile, e la comunità italiana ne ha prodotta di eccellente.
Spero di aver ulteriormente contribuito a chiarire la situazione.
Grazie e ciao.
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6 Aprile 2010 alle 14:06 #42590::
Ciao robitex,grazie dei chiarimenti, ma stavolta credo di poter dire che avevo capito bene.
Come utente finale, non consulti certo il manuale di pdfTeX (motore attuale di LaTeX), bensì manuali su LaTeX come l’Arte o la Guida GuIT.
Infatti non intedevo far riferimento ad un manuale di utilizzo di LuaTeX, ma a quello che tu stesso hai indicato:
Più che un manuale su LuaTeX servirà ottima documentazione sui nuovi formati che si baseranno su questo nuovo motore (LaTeX3 per esempio o ConTeXt mk iv).
Io infatti mi riferivo a questi manuali.
Grazie mille della premura…
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6 Aprile 2010 alle 14:40 #42591::
Io infatti mi riferivo a questi manuali.
Puoi farti un’idea già da ora con
http://www.pragma-ade.nl/general/manuals/mk.pdf
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6 Aprile 2010 alle 14:51 #42592
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8 Aprile 2010 alle 9:34 #42593::
Ciao Luigi,
ti ringrazio del link che mi hai fornito. Ho visto che è in inglese, e quindi non sarò così veloce a leggerlo, ma cercherò di farlo.
Ciao.
Molto utile pure questo
http://www.tex.ac.uk/tex-archive/help/uk-tex-faq/newfaq.pdf
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8 Aprile 2010 alle 13:39 #42594
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