Re: Futuro di LaTeX

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Ciao a tutti.
L’argomento è davvero scottante, e merità decisamente una riflessione approfondita.
Posso soltanto dire, nel poco tempo che ho adesso, che sono d’accordo con quanti ritengono che sia determinante il modo (o il canale, diciamo così) con cui ci si accosta a LaTeX. Io insegno lettere al liceo scientifico, e ho conosciuto LaTeX grazie a un amico astronomo. Mi sono attivato a scuola mia, per ovviare agli incresciosi post che dicono: “mi sono accostato a LaTeX per scrivere la tesi di laurea, eccetera”. E che diamine! La prima cosa che ho scritto con LaTeX è stata “ciao”. A scuola mia ho proposto un corso di LaTeX, qualche incontro per far vedere ai ragazzi le sue potenzialità e prepararli al suo possibile uso ALMENO in vista della tesi, se il relatore l’avesse richiesto. Chi si è offerto di tenere le lezioni? Enrico 😀
Risposta dei papaveri? “Non mi sembra una cosa utile”.

Voi che pensate?

Ciao
Tommaso

Beh, almeno a te hanno risposto…Io ho proposto un mini corso per umanisti (non dico a chi e non dico dove, ma siamo in ambito accademico), totalmente gratutito, e non mi è stato detto nemmeno “non ci interessa”.
Credo che per risolvere questa situazione bisogna impegnarsi ad offrire la propria disponibilità ed essere pronti a ricevere, nel migliore dei casi, indifferenza. Mi spiego meglio. Bisognerebbe creare qualcosa come i Linux Group, che sono sparsi in molte città (anche a Verona ce n’è uno), in modo da scavalcare i consueti canali che dovrebbero essere usati per le iniziative in ambito accademico. Canali che spesso non portano a niente, per via delle gerarchie. In questo modo si aumenterebbe la base di utenti e solo allora anche i pezzi grossi si interesseranno della cosa. D’altra parte l’università è un’impresa…
Quindi organizzazione di incontri, seminari, gruppi di lavoro (e magari anche un piccolo convegno), che dovrebbero essere anche l’occasione per dare risposte ai nuovi utenti LaTeX in difficoltà. Il tutto dovrebbe essere accompagnato naturalmente da volantini, pubblicità in rete e quant’altro fosse necessario per far sapere agli studenti di una facoltà o dell’intera università che esiste il gruppo. La cosa non è banale e richiederebbe comunque degli sforzi, primo tra tutti riuscire a trovare un luogo all’interno dell’università, GRATUITO, dove ritrovarsi.

Che voi sappiate, c’è qualcosa di simile in qualche università italiana? Si potrebbe partire da lì.

Ciao
Ivan

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