Ma rimane il fatto che si tratta di “consuetudini che per altro mancano di una ragione logica”.
Non sono d’accordo!
1. Non si rientra il primo capoverso per evidenziarlo, certo: lo si fa per mantenere omogeneità (coerenza!) con tutti gli altri capoversi. Questa dell’omogeneità è una “ragione” che si può condividere o meno, ma una sua “logica” ce l’ha eccome!
2. Mi pare che la tua accezione di “ragionevole” e “logico” sia un poco restrittiva. Per esempio, l’italiano deriva dal latino. In latino, “acqua” si scriveva “aqua”; nell’italiano seicentesco, si scriveva anche “aqqua” (Galileo fa così nei suoi manoscritti). Ora, non credo che esistano ragioni davvero cogenti e “logiche” per scrivere “acqua” invece che “aqua” o “aqqua”. Eppure, ciò posto, tu diresti che un italiano che oggi scrive (correttamente) “acqua” sta, in fondo, solo seguendo “una consuetudine priva di una ragione logica”? 😉
Ciao,
L.