Limiti pacchetto soul

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  • #50720
    samiel
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      Ho scoperto i pacchetto soul per produrre testo distanziato.
      Però soul non può essere nidificato, e io invece avrei bisogno
      di usarlo in un ambiente noline. E poiché per farlo lavorare
      dovrei chiudere il testo in una box, il rimedio mi pare
      peggiore del danno. C’è qualche escamotage o un pacchetto
      alternativo che non conosco per ovviare all’inconveniente?

      Grazie
      M.

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      • #50721
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        Ho scoperto i pacchetto soul per produrre testo distanziato.
        Però soul non può essere nidificato, e io invece avrei bisogno
        di usarlo in un ambiente noline. E poiché per farlo lavorare
        dovrei chiudere il testo in una box, il rimedio mi pare
        peggiore del danno. C’è qualche escamotage o un pacchetto
        alternativo che non conosco per ovviare all’inconveniente?

        Pacchetto microtype, dichiarazione \lsstyle o comando \textls. Ma per che cosa ti serve il testo spaziato? Attento alla risposta, che devi dare mettendo avanti la mano e aspettandoti una bacchettata virtuale. 🙂

        Ciao
        Enrico

      • #50722
        samiel
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          Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
          le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
          come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
          rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
          (per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
          Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
          volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
          E cmq vedo che questa opzione di microtype
          non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
          dovrò rinunciarvi…

          M.

        • #50723
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          Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
          le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
          come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
          rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
          (per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
          Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
          volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
          E cmq vedo che questa opzione di microtype
          non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
          dovrò rinunciarvi…

          M.

          Jan Tschichold propone due principi abbastanza semplici:
          1) spaziare sempre il maiuscolo
          2) non spaziare mai il minuscolo
          Il maiuscolo spaziato è di gran lunga migliore; basta fare un confronto per rendersene conto. Non vale lo stesso per il minuscolo. Ovviamente questo non è un problema tuo, ma dei curatori dei classici della UTET. In questo caso la fonte è un testo che fa uso del minuscolo spaziato e quindi nel limite del possibile si dovrebbe essere fedeli. Ma sarei elastico su questo 😉

          [OT] Sono interessato al libro sui neopositivisti. Ti mando un messaggio privato.

          Ciao
          Ivan

        • #50724
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          Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
          le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
          come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
          rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
          (per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
          Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
          volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
          E cmq vedo che questa opzione di microtype
          non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
          dovrò rinunciarvi…

          “Anyone that would letterspace blackletter would steal sheep.” (Frederic W. Goudy) La citazione usa spesso “lowercase” invece di “blackletter”, ma rende benissimo l’idea.

          Occorre fare un po’ di storia. Da circa tre secoli si adopera, per mettere in evidenza una parte di testo, il corsivo. La tipografia tedesca, però, non disponeva del corsivo: le lettere Fraktur, Schwabacher o Gotisch non hanno una forma alternativa. Per l’enfasi ricorrevano dunque alla spaziatura. Lo stesso si fa nella tipografia russa.

          Per gli alfabeti romani quest’uso è deprecato e l’ho trovato solo in brutte traduzioni di testi tedeschi o russi che volevano “mantenere la forma originale”. Già che c’erano avrebbero potuto costruire le frasi con il verbo in fondo, se dal tedesco. 🙂 O usare il Fraktur, sai che divertimento?

          Questo non ha nulla a che fare con la spaziatura del maiuscolo o del maiuscoletto: un titolo tutto in maiuscolo beneficia molto della spaziatura e i grandi studiosi di tipografia la consigliano. Nel testo normale, in caratteri romani, la spaziatura va evitata come la peste bubbonica.

          [OT]Che diresti a un tuo allievo che scrivesse “cmq”? Tira fuori la mano![/OT]

          Ciao
          Enrico

        • #50725
          samiel
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            Si tratta di scelte editoriali. Utet ha uno stile sempre un po’ “retro”.
            Però, ad esempio, la traduzione di Pasquinelli della “Storia
            della filosofia moderna” di Cassirer pubblicata da Einaudi
            (e molti anni fa ristampata anche da Il Saggiatore)
            ricorreva anch’essa allo spaziato. E di certo ai tempi
            di Cassirer non si usava più il gotico (il primo volume
            della “Storia”uscì nel 1906, il quarto ed ultimo nel 1940).
            Il gotico ha sempre il suo fascino, io possiedo
            delle ristampe anastatiche di opere di Fichte e di Schelling
            in gotico e un’edizione originale delle “Osservazioni
            sul sentimento del bello e del sublime” di Kant in gotico.
            Intendevo solo “ricalcare” il formato delle versioni anche italiane,
            e poi si tratta più che altro di una curiosità, visto che LaTeX
            consente, sia pure con qualche limite, anche questo.

            M.

            PS
            Ma cos’è, oggi vuoi proprio bacchettare qualcuno?
            In ogni caso in genere scrivo normalmente,
            senza abbreviazioni da SMS, ammettilo,
            e semel in anno licet insanire 🙂

          • #50726
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            Si tratta di scelte editoriali. Utet ha uno stile sempre un po’ “retro”.
            Però, ad esempio, la traduzione di Pasquinelli della “Storia
            della filosofia moderna” di Cassirer pubblicata da Einaudi
            (e molti anni fa ristampata anche da Il Saggiatore)
            ricorreva anch’essa allo spaziato. E di certo ai tempi
            di Cassirer non si usava più il gotico (il primo volume
            della “Storia”uscì nel 1906, il quarto ed ultimo nel 1940).
            Il gotico ha sempre il suo fascino, io possiedo
            delle ristampe anastatiche di opere di Fichte e di Schelling
            in gotico e un’edizione originale delle “Osservazioni
            sul sentimento del bello e del sublime” di Kant in gotico.
            Intendevo solo “ricalcare” il formato delle versioni anche italiane,
            e poi si tratta più che altro di una curiosità, visto che LaTeX
            consente, sia pure con qualche limite, anche questo.

            M.

            PS
            Ma cos’è, oggi vuoi proprio bacchettare qualcuno?
            In ogni caso in genere scrivo normalmente,
            senza abbreviazioni da SMS, ammettilo,
            e semel in anno licet insanire 🙂

            Usa XeLaTeX, te l’ho già proposto.
            `\documentclass[a4paper]{article}
            \usepackage{fontspec}
            \setmainfont{TeX Gyre Termes}
            \usepackage{polyglossia}
            \setmainlanguage{italian}

            \newcommand{\lsstyle}[1][10.0]{\addfontfeature{LetterSpace=#1}}
            \newcommand{\textls}[2][10.0]{{\lsstyle[#1]#2}}

            \begin{document}
            abc def

            \textls{abc def}

            \end{document}`
            Ciao
            Enrico

          • #50727
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            @Ivan

            Ciao. A me, invece, interesserebbe moooooolto leggere il libro di Tschichold. Ne hai una copia, per caso? Qui a Padova Feltrinelli fatica a farlo arrivare: il distributore in persona ha detto che ne avrebbe mandato uno, ma ancora nulla.


            @Enrico

            Cmq hai ragione. sxo che tt prima o poi la smetteranno cn qst abbreviazioni da sms. 😀


            @Samiel

            Ke c vuoi fare? 😉

            Xdonate l’off-topic.

            Ciao
            Tommaso

          • #50728
            samiel
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              Che voglio fare?
              Più che altro mi diverto a sperimentare,
              anche copiando alcune scelte da volumi
              o prendendo codice da altri pacchetti.
              Ad es. in un testo ho utilizzato
              le note a margine (corsivo) di suftesi
              che in definitiva risalgono a un autore
              ben noto in qesto forum….

              Avevo provato XeLaTex,
              non ricordo se qualcosa non andava.
              Ma sto sistemando un sito
              e ogni tanto confondo il codice
              con quello di LaTeX 🙂
              Cmq, provando a compilare quel codice:
              `(/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/tex/xelatex/xunicode/xunicode.sty)
              (/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.cfg))kpathsea: Invalid fontname `TeX Gyre Termes', contains ' '

              ! Font \zf@basefont=”TeX Gyre Termes” at 10.0pt not loadable: Metric (TFM) file
              or installed font not found.

              \scan_stop:
              l.3 \setmainfont{TeX Gyre Termes}
              `

              @il linguista
              Il libro lo trovi anche da alcune librerie on line
              Puoi prova a richiederlo da queste…

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