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samiel.
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CreatoreTopic
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1 Ottobre 2010 alle 12:33 #50720::
Ho scoperto i pacchetto soul per produrre testo distanziato.
Però soul non può essere nidificato, e io invece avrei bisogno
di usarlo in un ambiente noline. E poiché per farlo lavorare
dovrei chiudere il testo in una box, il rimedio mi pare
peggiore del danno. C’è qualche escamotage o un pacchetto
alternativo che non conosco per ovviare all’inconveniente?Grazie
M.
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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1 Ottobre 2010 alle 12:56 #50721::
Ho scoperto i pacchetto soul per produrre testo distanziato.
Però soul non può essere nidificato, e io invece avrei bisogno
di usarlo in un ambiente noline. E poiché per farlo lavorare
dovrei chiudere il testo in una box, il rimedio mi pare
peggiore del danno. C’è qualche escamotage o un pacchetto
alternativo che non conosco per ovviare all’inconveniente?Pacchetto microtype, dichiarazione \lsstyle o comando \textls. Ma per che cosa ti serve il testo spaziato? Attento alla risposta, che devi dare mettendo avanti la mano e aspettandoti una bacchettata virtuale. 🙂
Ciao
Enrico
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1 Ottobre 2010 alle 13:15 #50722::
Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
(per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
E cmq vedo che questa opzione di microtype
non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
dovrò rinunciarvi…M.
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1 Ottobre 2010 alle 13:33 #50723::
Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
(per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
E cmq vedo che questa opzione di microtype
non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
dovrò rinunciarvi…M.
Jan Tschichold propone due principi abbastanza semplici:
1) spaziare sempre il maiuscolo
2) non spaziare mai il minuscolo
Il maiuscolo spaziato è di gran lunga migliore; basta fare un confronto per rendersene conto. Non vale lo stesso per il minuscolo. Ovviamente questo non è un problema tuo, ma dei curatori dei classici della UTET. In questo caso la fonte è un testo che fa uso del minuscolo spaziato e quindi nel limite del possibile si dovrebbe essere fedeli. Ma sarei elastico su questo 😉[OT] Sono interessato al libro sui neopositivisti. Ti mando un messaggio privato.
Ciao
Ivan
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1 Ottobre 2010 alle 13:38 #50724::
Beh più che mettere le mani aventi ricorro al principio dell’auctoritas.
le traduzioni italiane attuali (anche quelle più recenti,
come la “Critica del Giuduzio” del Classici UTET)
rendono i testi di Kant ricorrendo a volte il corsivo
(per i termini latini ecc) e a volte lo spaziato.
Semplicemente, dovendo utlizzare queste traduzioni,
volevo riprodurre l’effetto dello spaziato.
E cmq vedo che questa opzione di microtype
non è abilitata per luatex per cui almeno in quel testo
dovrò rinunciarvi…“Anyone that would letterspace blackletter would steal sheep.” (Frederic W. Goudy) La citazione usa spesso “lowercase” invece di “blackletter”, ma rende benissimo l’idea.
Occorre fare un po’ di storia. Da circa tre secoli si adopera, per mettere in evidenza una parte di testo, il corsivo. La tipografia tedesca, però, non disponeva del corsivo: le lettere Fraktur, Schwabacher o Gotisch non hanno una forma alternativa. Per l’enfasi ricorrevano dunque alla spaziatura. Lo stesso si fa nella tipografia russa.
Per gli alfabeti romani quest’uso è deprecato e l’ho trovato solo in brutte traduzioni di testi tedeschi o russi che volevano “mantenere la forma originale”. Già che c’erano avrebbero potuto costruire le frasi con il verbo in fondo, se dal tedesco. 🙂 O usare il Fraktur, sai che divertimento?
Questo non ha nulla a che fare con la spaziatura del maiuscolo o del maiuscoletto: un titolo tutto in maiuscolo beneficia molto della spaziatura e i grandi studiosi di tipografia la consigliano. Nel testo normale, in caratteri romani, la spaziatura va evitata come la peste bubbonica.
[OT]Che diresti a un tuo allievo che scrivesse “cmq”? Tira fuori la mano![/OT]
Ciao
Enrico
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1 Ottobre 2010 alle 14:04 #50725::
Si tratta di scelte editoriali. Utet ha uno stile sempre un po’ “retro”.
Però, ad esempio, la traduzione di Pasquinelli della “Storia
della filosofia moderna” di Cassirer pubblicata da Einaudi
(e molti anni fa ristampata anche da Il Saggiatore)
ricorreva anch’essa allo spaziato. E di certo ai tempi
di Cassirer non si usava più il gotico (il primo volume
della “Storia”uscì nel 1906, il quarto ed ultimo nel 1940).
Il gotico ha sempre il suo fascino, io possiedo
delle ristampe anastatiche di opere di Fichte e di Schelling
in gotico e un’edizione originale delle “Osservazioni
sul sentimento del bello e del sublime” di Kant in gotico.
Intendevo solo “ricalcare” il formato delle versioni anche italiane,
e poi si tratta più che altro di una curiosità, visto che LaTeX
consente, sia pure con qualche limite, anche questo.M.
PS
Ma cos’è, oggi vuoi proprio bacchettare qualcuno?
In ogni caso in genere scrivo normalmente,
senza abbreviazioni da SMS, ammettilo,
e semel in anno licet insanire 🙂
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1 Ottobre 2010 alle 15:10 #50726::
Si tratta di scelte editoriali. Utet ha uno stile sempre un po’ “retro”.
Però, ad esempio, la traduzione di Pasquinelli della “Storia
della filosofia moderna” di Cassirer pubblicata da Einaudi
(e molti anni fa ristampata anche da Il Saggiatore)
ricorreva anch’essa allo spaziato. E di certo ai tempi
di Cassirer non si usava più il gotico (il primo volume
della “Storia”uscì nel 1906, il quarto ed ultimo nel 1940).
Il gotico ha sempre il suo fascino, io possiedo
delle ristampe anastatiche di opere di Fichte e di Schelling
in gotico e un’edizione originale delle “Osservazioni
sul sentimento del bello e del sublime” di Kant in gotico.
Intendevo solo “ricalcare” il formato delle versioni anche italiane,
e poi si tratta più che altro di una curiosità, visto che LaTeX
consente, sia pure con qualche limite, anche questo.M.
PS
Ma cos’è, oggi vuoi proprio bacchettare qualcuno?
In ogni caso in genere scrivo normalmente,
senza abbreviazioni da SMS, ammettilo,
e semel in anno licet insanire 🙂Usa XeLaTeX, te l’ho già proposto.
`\documentclass[a4paper]{article}
\usepackage{fontspec}
\setmainfont{TeX Gyre Termes}
\usepackage{polyglossia}
\setmainlanguage{italian}\newcommand{\lsstyle}[1][10.0]{\addfontfeature{LetterSpace=#1}}
\newcommand{\textls}[2][10.0]{{\lsstyle[#1]#2}}\begin{document}
abc def\textls{abc def}
\end{document}`
Ciao
Enrico
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1 Ottobre 2010 alle 15:30 #50727::
Ciao. A me, invece, interesserebbe moooooolto leggere il libro di Tschichold. Ne hai una copia, per caso? Qui a Padova Feltrinelli fatica a farlo arrivare: il distributore in persona ha detto che ne avrebbe mandato uno, ma ancora nulla.
Cmq hai ragione. sxo che tt prima o poi la smetteranno cn qst abbreviazioni da sms. 😀
@Samiel
Ke c vuoi fare? 😉Xdonate l’off-topic.
Ciao
Tommaso
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1 Ottobre 2010 alle 15:50 #50728::
Che voglio fare?
Più che altro mi diverto a sperimentare,
anche copiando alcune scelte da volumi
o prendendo codice da altri pacchetti.
Ad es. in un testo ho utilizzato
le note a margine (corsivo) di suftesi
che in definitiva risalgono a un autore
ben noto in qesto forum….Avevo provato XeLaTex,
non ricordo se qualcosa non andava.
Ma sto sistemando un sito
e ogni tanto confondo il codice
con quello di LaTeX 🙂
Cmq, provando a compilare quel codice:
`(/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/tex/xelatex/xunicode/xunicode.sty)
(/usr/local/texlive/2010/texmf-dist/tex/latex/fontspec/fontspec.cfg))kpathsea: Invalid fontname `TeX Gyre Termes', contains ' '! Font \zf@basefont=”TeX Gyre Termes” at 10.0pt not loadable: Metric (TFM) file
or installed font not found.
\scan_stop:
l.3 \setmainfont{TeX Gyre Termes}
`@il linguista
Il libro lo trovi anche da alcune librerie on line
Puoi prova a richiederlo da queste…
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