Rimando al sito che ho indicato in una risposta all’altro OT:
http://www.accademiadellacrusca.it/faq/faq_risp.php?id=5534&ctg_id=44
Ivi si può leggere :
Le virgolette possono essere alte (” “), basse o sergenti (« »), semplici o apici (‘ ’). Alte e basse si usano indifferentemente per circoscrivere un discorso diretto o per le citazioni. Possono anche essere usate per prendere le distanze dalle parole che si stanno usando (e nel parlato si dice infatti «tra virgolette»). Possono essere sostituite spesso con il corsivo, che si usa per parole straniere o dialettali usate in un testo italiano e in citazioni brevi. Le virgolette semplici si adoperano più raramente soprattutto per indicare il significato di una parola o di una frase. In generale, sulla stampa la scelta delle virgolette è fortemente determinata dalle singole regole editoriali.
Un’ulteriore precisazione: è forse °improprio° parlare di °convenzioni tipografiche dell’italiano°, nel senso che non si tratta di regole ferree e univoche né unanimemente accettate; chiunque debba produrre un testo in lingua italiana ha la possibilità di operare scelte in molti ambiti , dal momento che spesso sono invalse nell’uso diverse notazioni concorrenti tutte ugualmente corrette.
Chiaramente, una volta operata la scelta delle convenzioni tipografiche che si intendono adoperare nella produzione di un testo, è bene attenervisi rigorosamente.