A parte che mi sfuggono ancora le differenze, mi chiedo se questa seconda definizione può andar bene per tutte le lingue: nella guida, dunque, per il latino e l’inglese. Vale la pena di sostituire le attuali definizioni ingenue?
Già che ci sono, cade a fagiuolo (notate il trittongo) un’altra curiosità: spesso ho visto che, parlando di babel, le lingue (che di fatto si caricano come opzioni del pacchetto) vengono anche chiamate “moduli”. Perciò si trova scritto:
il modulo latin di babel permette di ottenere eccetera eccetera
Posto che a me piace questo “modulo” (che userei soltanto per babel, non certo per altri pacchetti), chiedo: soltanto le opzioni che si esprimono con il nome di una lingua si possono chiamare anche “moduli”? È corretto usare questa parola? Qualcuno saprebbe dare una definizione breve di “modulo” in questo senso?
Io direi in modo equivalente a quanto ha già detto Enrico; una opzione è una opzione, non un modulo, se la sue specificazione implica alcune operazioni facoltative o in alternativa che si esplicitano in istruzioni interne al file di estensione che riceve quella opzione; ogni opzione implica un modulo se ordina la lettura di un altro file (questo sì che è il modulo) che contiene tutte le ulteriori funzionalità richieste con quell’opzione.
L’opzione italian non è un modulo, ma il file italian.ldf è il modulo associato a quella opzione.
L’opzione 11pt non è un modulo, ma bk11.clo è il modulo che corrisponde al quella opzione.
Anche la classe beamer è fortemente modulare; così tikz e pgf, e così lo sono tante altre classi e pacchetti
Per varioref l’opzione italian, per esempio, secondo me non corrisponde a un modulo, perché le ulteriori funzionalità sono esplicitate in poche righe di definizioni all’interno di varioref.sty (ridefinizioni di alcune stringhe).
Il nucleo di LaTeX è modulare, perché consente all’utente di richiedere ulteriori pacchetti di estensione, ognuno di quelli si occupa di una classe ben definita di ulteriori funzionalità; volendo, ciascun file .sty potrebbe essere chiamato modulo; anche ogni classe potrebbe essere considerata un modulo; i file .def sono tutti moduli; eccetera.
Naturalmente è solo questione di intendersi, perché le parole non hanno mai un solo significato, ma per me, “modulo” è qualcosa di intercambiabile ma avente le sue “giunzioni” corrispondenti a precisi standard in modo da poterne eseguire l’innesto o il disinnesto.