A quanto pare il problema del nome e del rimaneggiamento di un codice altrui e pubblicato non è del tutto sopito 😉
Dico ora la mia, da perfetto ignorante (mi piacerebbe saper scrivere un pacchetto e una classe, ma non ne sono capace). A me ClassicThesis piace, e piace molto. Mi piace quello che permette di ottenere, e mi piacerebbe che permettesse di ottenerlo anche su un formato più ridotto: non ho mai fatto mistero della mia avversione contro l’A4 al di fuori di un aula di scuola (un libro in A4 non sta sulla grande maggioranza delle librerie). Mi piace il suo stile così retrò, tanto che spesso la uso seguendo diligentemente le istruzioni di Miede e non mi metto a toccare nulla di nulla, tanto meno la gabbia del testo, pensata e voluta da Miede proprio così. Se uso classicthesis ne accetto le caratteristiche, se no uso un’altra classe. Punto. Io, almeno, la vedo così. Ora, classicthesis attira le ire della comunità perché, da quello che ho capito, a ogni aggiornamento i file scritti con la versione precedente diventano incompilabili. Ma se Miede ha pensato così, perché cambiare le cose? Chi si sognerebbe di cambiare qualcosa in TeX, pensato dal Grande Mago Basilio Nodari? Nessuno, credo, guru compresi. Piuttosto, se sono le classi KOMA a rompere le scatole, si potrebbe chiedere a gran voce a Miede di svincolare classicthesis da Kohm per appoggiarsi a una più sobria book.
Insomma: il pacchetto frontespizio di Enrico richiede di compilare a parte un file .tex generato dalla compilazione del file principale, giusto? Ebbene, l’80% dei messaggi su frontespizio chiede di eliminare questa (ritenuta) aberrazione. La risposta è sempre un secco no da parte dell’autore.
Perché dunque cambiare qualcosa in classicthesis? Sinceramente non riesco a capire dove voglia andare a parare questo filone. Per me classicthesis funziona bene, anche se è molto rigida. Ma anche frontespizio è rigido, anche article è rigido per certi versi, anche siunitx è rigido, e via dicendo.
Piuttosto: chiediamoci per quale tipo di documento vogliamo usare uno stile così scenografico come classicthesis. Forse per una tesi di laurea è davvero eccessivo, vero Ivan? 🙂 Forse andrebbe meglio per una tesi specialistica o, ancora meglio, di dottorato. O per un bel libro, ma non in formato A4. Ci vorrebbe poi un frontespizio adeguato in stile classicthesis, magari da chiamare con \usepackage[classicthesis]{frontespizio}, per rendere tutto il documento tipograficamente omogeneo. A me piace molto un frontespizio in stile con il resto del documento. Al diavolo le convenzioni delle segreterie! Facciamo una crociata? 😉
Riscrivere classicthesis.sty per trasformarlo in classicthesis.cls? Potrebbe essere effettivamente un buon banco di prova per imparare a scrivere una classe, senz’altro, ma se ne fossi capace io mi appoggerei a book e book modificherei, lasciando memoir a un parto più originale. Se invece la strada di memoir è quella giusta, allora chiedo perdono, ma non ho capito il perché, se non quello di imparare contemporaneamente a scrivere una classe e a usare memoir. Ma, ripeto, io non sono capace di produrre un pacchetto o una classe (vi anticipo che ne ho in mente una in collaborazione con l’autore di un articolo sulla classe exam nel numero 12 di ArsTeXnica), e la letteratura non abbonda in questo senso. Ecco di cosa ci sarebbe bisogno! 😉
Magari, dopo quattro pagine di messaggi, sarebbe bene fare un poco di ordine.
Ciao
Tommaso