Re: classicthesis.cls

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lorenzo.pantieri” post=65865Ciao a tutti, vorrei esporvi alcune riflessioni che ho maturato in questi giorni.

Su alcuni punti ti do certamente ragione, ma in generale secondo me sbagli prospettiva.

0.
Da quello che ho capito, i pacchetti per LaTeX sono pubblicati sotto una licenza che permette a chiunque di modificare e ri-distribuirne il codice. Quindi con i pacchetti LaTeX il plagio non esiste. Fin qui la “legge”. Tuttavia, mi lascia perplesso l’idea di “poter fare quello che si vuole” con il codice scritto da altri. Miede ha scritto un pacchetto, classicthesis.sty. Se ora un autore diverso da Miede scrive una classe con lo stesso nome, classicthesis.cls, questo mi sembra sollevare qualche problema.

I pacchetti per LaTeX sono pubblicati sotto la licenza che decide l’autore. Non so se CTAN richiede che i pacchetti vengano rilasciati sotto LPPL, ma anche in questo caso l’autore potrebbe decidere di rilasciare un suo pacchetto sotto doppia licenza. Non ci metto la mano sul fuoco ma ne sono abbastanza convinto.

1.
Un primo problema è la possibilità di fare confusione. Se un utente scrive sul forum “ho un documento composto con ClassicThesis” non si sa più che cosa si riferisce. L’utente deve allora dire “ho un documento composto con il pacchetto classicthesis” oppure “ho un documento composto con la classe classicthesis”. Altra possibile confusione: se si consiglia (magari di fretta) a un utente “usa ClassicThesis per quel tuo documento” il consiglio è ambiguo, e l’utente può sbagliarsi.

Vedi sotto.

2.
Se Miede volesse, in futuro, trasformare il suo pacchetto in classe mantenendo lo stesso nome, non potrebbe più farlo. Un bel paradosso.

In termini di licenze, potrebbe farlo benissimo, così come chiunque potrebbe scriversi il suo classicthesis.sty.

3.
“ClassicThesis” è un nome legato al lavoro Miede. Scrivere una classe e chiamarla allo stesso modo vorrebbe dire (perdonate la metafora automobilistica) “rubare la scia” al lavoro di altri. Insomma, si sfrutta il lavoro che un altro ha fatto per dare al proprio lavoro un rilievo, una pubblicità che non necessariamente gli compete. Ancora: classicthesis.sty ha diversi anni di rodaggio alle spalle, ed è dunque un prodotto solido e affidabile; classicthesis.cls sarebbe un lavoro nuovo di zecca, e come tale probabilmente con qualche (naturalissimo, e scusabilissimo) difetto di gioventù. Non troverei molto sensato chiamare con due nomi quasi uguali cose così diverse sul piano della “maturità”.

Secondo me sbagli prospettiva: riprendendo il suo lavoro e riadattandolo a classe, gli rendo merito di quello che ha fatto. Anzi, è proprio per dare (spero) maggiore visibilità e diffusione al lavoro di Miede che lo faccio. Ti dirò di più: è proprio per non prendermi celatamente meriti che chiamerei la classe con lo stesso nome del pacchetto originario, affiancando in prima pagina il mio nome a quello di André: un po’ come lui ha fatto con Bringhurst.

4.
Con un nome così simile, le due “cose” rischiano di avere un destino comune. Per esempio, supponiamo che classicthesis.cls fosse piena di bachi. Un utente alle prime armi potrebbe pensare che quei bachi li ha anche il pacchetto. Un utente frettoloso, poi, potrebbe pensare che i due lavori sono dello stesso autore.

È proprio per questo motivo che la GPL richiede che si metta il nome di chi ha fatto le modifiche al codice originario (oltre che ovviamente specificare qual è il lavoro originario e di chi è). A pensare che i due lavori possano essere dello stesso autore può essere un utente così frettoloso che non ha nemmeno letto la prima pagina della documentazione o le prime righe del codice.

5.
Ho scritto e pubblicato un pacchetto, ArsClassica, che sto pensando di trasformare in classe. Ci resterei parecchio male se venissi a scoprire che qualcuno (magari a mia insaputa) ha usato il nome “ArsClassica” per scrivere una classe, che magari non mi piace neppure! Vedi i punti precedenti.

Nessuno potrebbe farlo (senza il tuo permesso): la differenza tra tre e Miede è che lui ha usato la GPL, tu no.

6.
Su CTAN si può pubblicare quello che si vuole, ma un po’ di controllo c’è. Per esempio, quando pubblicai AsrClassica uno dei maintainer di CTAN (Reiner Hopf, se ben ricordo) mi chiese di modificare alcune cose, fra cui proprio il nome della cartella (“arsclassica” e non “ArsClassica”). Un’altra modifica che mi chiese di fare fu quella di non includere i file .sty di Miede nella cartella zippata, ma di limitarmi a caricarli con \RequirePackage).

7.
Non escludo che se qualcuno (Macrì o chiunque altro), decidesse di caricare su CTAN una classe “classicthesis.cls”, potrebbe venire “invitato” a cambiarle il nome dai maintainer del CTAN. Per me, sarebbe opportuno.

8.
Il nome “anthosthesis” non mi dispiace. 😉

Beh, questo è tutto. 🙂

Se inviassi la classe su CTAN cambierei certamente nome, ancora prima che mi invitino (giustamente, anche secondo me) a farlo.

All’inizio era cominciato come una classe da usare io e una ristretta cerchia di conoscenti, in privato. Poi ho pensato di coinvolgere in qualche modo il forum per ricavare qualcosa di meglio di quello che posso fare da solo. Pubblicandola al di fuori da CTAN (attualmente è in un repository privato su BitBucket), mi piacerebbe mantenere lo stesso nome, come e perché ho già detto.

Tuttavia, dato che tu me lo stai praticamente chiedendo, rivedo seriamente la mia posizione.

Voglio però precisare che non lo faccio per una generica “onestà intellettuale” nei suoi confronti. In qualche modo mi stai accusando di violare i diritti morali di Miede, ma secondo me non è affatto così, il problema non si pone. Miede poteva usare la LPPL (che impone di cambiare nome e che credo sia quella di default pubblicando su CTAN) o qualsiasi altra licenza, ma ha deciso esplicitamente per la GPL. Ora, è anche vero che molti la usano solo perché fa figo e possono dire di aver pubblicato qualcosa “open source”, ma voglio sperare che André non sia tra questi.

Per inciso, si può aggiungere alla GPL una clausola in cui si vieta di riutilizzare lo stesso nome, ma bisogna farlo esplicitamente, se lo si vuole.

Detto questo, ripeto: sul fatto del nome ci ripenso, solo per evitare confusioni.

PS:
Il discorso si inserisce molto bene nel quadro del mondo LaTeX, in cui il cuore è centralizzato (vedi CTAN). Questo ha indubbiamente risvolti enormemente positivi, ma secondo me a volte si esagera. In ogni caso, proprio per rispettare questo mondo (io che verrei da un mondo più distribuito), mi adeguerò.

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