Marco87″ post=66958Ciao.
@Claudio: come si carica unicodemath? Io ho fatto così:\usepackage{unicodemath}
ma mi viene dato l’errore:
! LaTeX Error: File ‘unicodemath.sty’ not found
In realtà dopo aver visto le formule di pagina 9 della documentazione di mathspec mi sono convinto che non userò quei caratteri; forse non tanto per la resa, ma perché, per esempio, tutti gli spazi tra un carattere e l’esponente vanno esplicitati manualmente. Il carattere Sabon non mi dispiace affatto, ma dovrei trovare anche un carattere matematico adatto.
@Enrico: Ho riprovato con la bibliografia, e ora non ottengo errori; ti ringrazio. Posso chiederti che cosa non ti sembra brillante? L’impaginazione? I caratteri scelti? La combinazione dei caratteri? (Io certo non userei i colori).Ho scoperto che, non potendo caricare babel, XeLaTeX non dispone dei comandi \ap e \ped, che ritengo utilissimi. Dovrei rinunciare ad altro (oltre al già citato microtype) se decidessi di scrivere compilando con XeLaTeX? Vale la pena usare XeLaTeX per una tesi, oppure rischio di fare un pasticcio?
Grazie mille e buona serata,
Marco.
\usepackage{unicode-math}
Se hai matematica “seria”, nel senso di parecchie formule, mathspec è del tutto inadatto perché le lettere nelle formule vanno (quasi) tutte aggiustate manualmente. Un carattere matematico non può essere solo “simile”: o è studiato per essere del tutto compatibile oppure è completamente diverso, come Euler.
I comandi \ap e \ped sono facilmente sostituibili:
`\usepackage{fixltx2e}
\let\ap\textsuperscript
\let\ped\textsubscript`
Quel manuale non è terribile, certo. Ma con l’uso intenso di maiuscoletto e maiuscolo avrebbe dovuto pensare di spaziarli. I colori? Ahimè. 🙂 Ma è un manuale e aveva bisogno di mettere in evidenza alcune cose.
Ciao
Enrico