Re: Libri tradotti: nell’originale ci vanno tutti i campi?

#68817
lorenzo.pantieri
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    Carissimi, permettetemi di ritornare a bomba, al problema che ha dato origine a questa discussione.

    Con un po’ di fatica, sono riuscito a trovare le informazioni che mancavano alle due opere di Galileo che ho in bibliografia.

    Galilei, Galileo
    1632 Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo, Landini, Firenze; rist. a cura di Franz Brunetti, UTET, Torino 1980, vol. II.
    1638 Discorsi, e dimostrazioni matematiche, intorno a due nuove scienze, Elsevirii, Leiden; rist. a cura di Franz Brunetti, UTET, Torino 1980, vol. II.

    Che il Dialogo sia stato pubblicato a Firenze lo sanno tutti. Che invece sia stato pubblicato da Landini, meno. Landini era in effetti un tipografo, uno stampatore. Non so quando abbia preso piede il concetto di casa editrice: probabilmente qualche secolo fa lo stampatore e l’editore coincidevano (oggi, in generale, credo che non sia più così). Fatto sta che (l’ho imparato oggi) questo Landini, dopo il casino inquisizionale del Dialogo, cercò di rivalersi per vie legali su Galileo (non se se con successo oppure no).

    Che i Discorsi siano stati pubblicati a Leida, in Olanda (verosimilmente per evitare gli strali dell’Inquisizione), è universalmente noto. Eco dice che quando si cita una città luogo di pubblicazione, questa va scritta non in italiano, ma nella lingua d’origine: Non “Leida”, dunque, ma “Leiden”. Ancora, chi pubblicò i Discorsi? Questo lo sapevo: gli “Elzeviri”, una celebre famiglia di tipografi olandesi. Come scrivere “Elzeviri”? In olandese? Boh, ho avuto l’idea di cercare con Google immagini il frontespizio dei Discorsi, e ho visto che c’è scritto “Elsevirii”. Ho scritto così. Chissà.

    Ora, mi chiedo: tutte queste informazioni quanto servono al mio lettore? Landini e gli Elzeviri non esisteranno nemmeno più, quindi non è che il lettore interessato a risalire agli originali galileiani può scrivere a Firenze o a Leida. Dovrà armarsi di pazienza e andare in una biblioteca importante di una grande città; sempre ammesso che abbiano una copia del prezioso libro raro, non è peraltro detto che gliela facciano consultare.

    Chiedo scusa al lettore che mi ha seguito fin qui in questo “stream of consciousness”. La conculsione è: non era meglio scrivere semplicemente

    Galilei, Galileo
    1632 Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo; rist. a cura di Franz Brunetti, UTET, Torino 1980, vol. II.
    1638 Discorsi, e dimostrazioni matematiche, intorno a due nuove scienze; rist. a cura di Franz Brunetti, UTET, Torino 1980, vol. II.

    lasciando al lettore-filologo, desideroso di confrontarsi con l’originale, l’onere della ricerca? In altre parole, quanto sono importanti/utili le informazioni sul luogo e l’editore di un originale antico? Non è che magari metterle è solo un eccesso di zelo?

    Fatemi sapere che ne pensate!
    L.

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