Un’altra riflessione sul tema. Ho sottomano un libro, curato da X, che è una raccolta di contributi di autori diversi. Fra questi contributi ce n’è uno dell’autore Y, che è di lingua diversa dal curatore X. Evidentemente, quella che appare nel libro è una traduzione. Bene, se io dovessi curare il libro, scriverei, immediatamente sotto al titolo del contributo di Y:
Questa è la traduzione del lavoro di Y, originariamente apparso su [seguono tutti i dati del riferimento: titolo in lingua originale, anno e luogo di pubblicazione, eccetera].
Si tratta di un’informazione che sta in due righe, ma che a me sembra essenziale. Se volessi fare un riscontro sull’originale, saprei subito dove andare a cercare.
Mi sembra incredibile, ma diversi libri (anche di case editrici serie) non fanno così. In alcuni, l’indicazione dell’originale manca proprio. E non sto parlando raccolte di fumetti, ma di saggi “seri” (per cui è presumibile, o comunque non si può escludere, che possa accadere che un lettore preparato voglia confrontarsi anche con l’originale).
A questo punto parte la caccia al tesoro: Internet, siti specializzati, biblioteche… Quando sarebbe bastata un’indicazione da parte del curatore, che avrebbe potuto/dovuto darla senza fatica… 👿
Sono perplesso…