LaTeX, o meglio, il suo programma di composizione pdftex, fa miracoli. Nel TeXbook c’è anche un capoverso sagomanto non mi ricorso se sia a forma di cuore o a forma di bicchiere o semplicemente come un cerchio; è insieriro come nota quasi marginale, nel seso che metà del capoverso è nel margine e l’altra metà è avvolta dal testo normale, che si “ritrae” seguendo il contorno esterno del capverso sagomanto.
Si tratta ovviamente di acrobazie fatte solo per mostrare la potenza del programma di composizione, non da usare per davvero! Ma, avrai notato, ho sempre detto “il capoverso” al singolare.
Ebbene sì, i motivi tecnici sono che si può specificare la sagoma dei bori di un solo capoverso e, quando questo finisce, vengono ripristinati i margini di default.
Wrapfig, se ben ricordo, dovendo ritagliare il capoverso avvolgenre solo secondo un profile rettangolare, riesce in qulache modo a contare quante righe restano per l’inserzione da avvolgere quando il capoverso finisce, e riesce a traferire questa informazione al capoverso successivo. Non ne sono sicuro, ma mi pare di ricordare che sia così.
Ammesso e non concesso che si davvero così, gli \item di una lista non sono capoversi “normali”; la loro forma stampata induce a pensare che siano dei normali capoversi, ma non lo sono; e quindi non possono ricevere in eredità dallo pseudo capoverso precedente il resto della sagoma non ancora usata dall’oggetto da avvolgere..
Soluzione (ipotetica): se ti pare che una foto, una figura possa aiutare il lettore a capire meglio quanto scritto nella lista, potresti in linea di principio mettere due minipage affiancate, in quella di sinistra, per esempio, componi la lista e in quella di destra includi la figura; naturalmente è meglio che i=tu includa entrambe le minipage affiancate dentro una minipage a giustezza piena, perché non si scomponga il loro assemblaggio, poi devi incrociare le dita affinché quel brano di testo non cada a fine pagina; e a quel punto ti converrebbe usare il pacchetto float, definire un nuovo float da chiamare come ti pare, e poi rendere flottante l’oggetto formato dalle due minipage affiancate, affinche LaTeX lo metta dove c’è posto e a cui fare riferimento con un \label, un \ref e una didascalia.
Vedi dunque che anche senza usare wrapfig, che non può funzionare di fianco ad una lista, qualunqe altro metodo per affiancare al figura alla lista richiede acrobazie di altro genere che ne sminuiscono l’efficacia.
Soluzione pratica: metti la foto o l’immagine in una figura flottante, e nella frase che introduce la lista, o in quella che la segue subito dopo, metti una frase che dica esplicitamente che quanto scritto nella lista è reso graficamente con la figura “tal.dei.tali” nella pagina “quella.lì”