Re: Indice di leggibilità di un testo

#73010
OldClaudio
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    Non sono sicuro che LaTeX possa contare le parole e i caratteri, ma forse è possibile; quell che non può contare sicuramente a mio vedere sono le frasi; già ci vuole una definizione di frase molto precisa che sia grammaticalmente/sintatticamente valida; se frase vuol dire periodo è una cosa, se vuol dire enunciato è un’altra, se vuol dire proposizione è un terzo, eccetera. Ma mentre LaTeX può contare, forse, le parole contenute in un periodo, ben delimitato fa l’inizio di un capoverso o la fine del periodo precedente e un punto fermo, piì difficilmente può riconoscere gli elmenti linguistici che non siano racchiusi fra delimitatori ben definiti..

    Tuttavia esistono programmi che consentono di di contare le parole e i caratteri; mi pare che fra questi ci siano anche noti editor che citiamo spesso in questo forum, e che *forse* sono capaci di evitare di contare gli elementi del markup di LaTeX. non ho mai incontrato un programma che sia capace di contare le frasi e quindi di trovare dove inizia e dove finisce una frase. Limitandosi ai caratteri e allae parole, LaTeX è capacissimo di fare quei conti, come è capacissimo attraverso il famoso write18 di laciare un altro programma e di leggerne l’output, per poi eseguire dei conti si numeri letti.

    Oni soit qui mal y pense; non mi è mai passato per la mente che tu potessi avere delle difficoltà a distinguere l’italiano dall’inglese; infatti io non avevo commentato su quel punto, nonostante ieri sera fossi un po’ suonato… Mi riferivo a queste “scemenze” di indici di leggibilità.

    Primo: “scemenza” è il mio personale giudizio di queste cose; può darsi che sia scemo io, invece che l’indice di leggibilità, ma mi stupisca che un linguista come De Mauro spenda del tempo su queste americanate. *Sempre parere personalissimo e senza offesa per nessuno*.

    Secondo: mi pare di ricordare, ma non ho sottomano il testo per poter verificare, che nel libro “La scrittura tecnico scientifica” (o titolo simile) di Matricciani, si citino alcuni indici di leggibilità tratta dalla letteratura statunitense su questo argomento; mi pare di ricordare che Matricciani proponesse dei coefficienti diversi da inserire in quelle formule ma in modo che fossero più adatti all’italiano. Gli scrissi un messaggio privato in cui gli esprimevo i miei dubbi sul concetto stesso di indice di leggibilità.

    Ora io sono il sigor Nessuno per quel che riguarda la linguistica; e forse lo sono anche in tutti campi in cui esprimo el mie opinioni, ma quello che manca da una formula di leggibilità è il profilo del lettore; è chiaro che per un bambino le frasi subordinate sono troppo complicate, mentre quelle coordinate sono più semplici. È chiaro che per una persona istruita i periodi lunghi con diverse frasi subordinate e con “parolone” lunghe, complicate e con etimo risalente al latino e al greco non sono un problema. quindi senza profilo del lettore non c’è indice che tenga. Ma come classifichi il profilo del lettore in termini numerici?

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