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OldClaudio.
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24 Aprile 2012 alle 12:39 #73005::
Sia data la seguente formula:Facilità di lettura = 89 – (LP/10) + (FR · 3)
Dove:
LP = (n. lettere · 100)/n. totale delle parole
e
FR = (n. frasi · 100)/n. totale delle parole
Perdonandomi l’ingenua scrittura, sarebbe possibile definire un comando che calcolasse la facilità di lettura di un testo? Poi sarebbe bello associare automaticamente il risultato a una scala di valori che ho, ma prima vediamo se quello che ho chiesto si può fare 🙂
Ciao
Tommaso
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CreatoreTopic
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AutoreRisposte
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24 Aprile 2012 alle 13:46 #73006::
illinguista1972″ post=71971Sia data la seguente formula:
Facilità di lettura = 89 – (LP/10) + (FR · 3)
Dove:
LP = (n. lettere · 100)/n. totale delle parole
e
FR = (n. frasi · 100)/n. totale delle parole
Perdonandomi l’ingenua scrittura, sarebbe possibile definire un comando che calcolasse la facilità di lettura di un testo? Poi sarebbe bello associare automaticamente il risultato a una scala di valori che ho, ma prima vediamo se quello che ho chiesto si può fare 🙂
Ciao
TommasoDove hai trovato questa formula? Dicie che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).
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24 Aprile 2012 alle 19:27 #73007
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25 Aprile 2012 alle 4:42 #73008::
lorenzo.pantieri” post=71973
Sia data la seguente formula:
Facilità di lettura = 89 – (LP/10) + (FR · 3)
Dove:
LP = (n. lettere · 100)/n. totale delle parole
e
FR = (n. frasi · 100)/n. totale delle parole
Perdonandomi l’ingenua scrittura, sarebbe possibile definire un comando che calcolasse la facilità di lettura di un testo? Poi sarebbe bello associare automaticamente il risultato a una scala di valori che ho, ma prima vediamo se quello che ho chiesto si può fare 🙂
Ciao
TommasoDove hai trovato questa formula? Dicie che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).
Questa formula è frutto di anni di lavoro dell’équipe linguistica dell’Università La Sapienza di Roma guidata da Tullio De Mauro. Spero che non vogliate discutere il maggior linguista italiano nelle sue applicazioni didattiche! 🙂 O che non crediate che io non sappia distinguere italiano da inglese 🙄 L’unica cosa che potrei aver fatto è trascrivere male la formula, questo sì.
Ad ogni modo, visto che nelle slide di Enrico si afferma che la scomposizione in fattori di un numero si può fare con un solo comando, mi chiedevo se era possibile far fare a LaTeX dei conti.
Qui trovate lumi, anche nei PDF della scarna sezione di documentazione:
http://www.eulogos.net/ActionPagina_1021.do
Uhm… Qui
http://it.wikipedia.org/wiki/Indice_Gulpease
si trova un’altra formula, che ho scoperto proprio poco fa. La trama si fa più spessa, ma la sostanza non cambia. È possibile fare fare il conto a TeX?
Ciao
Tommaso
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25 Aprile 2012 alle 4:59 #73009::
lorenzo.pantieri” post=71973Dove hai trovato questa formula? Dice che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte (e questo ci può stare) e quanto più le frasi sono lunghe (e questo mi pare invece poco sensato).
Ops, chiedo scusa: la fretta è stata una pessima consigliera. La formula dice che un documento è tanto più leggibile quanto più le parole sono corte e tanto più le frasi sono brevi (ovvero il numero di frasi è alto). Ci sta, naturalmente.
Naturalmente, quei coefficienti sono empirici e discutibili. Leggi di quel tipo sono analoghe alla “regola di Bringhurst”: danno un’indicazione, ma non sono oggettive (come la legge di gravitazione universale).
Ciao,
L.
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25 Aprile 2012 alle 9:09 #73010::
Non sono sicuro che LaTeX possa contare le parole e i caratteri, ma forse è possibile; quell che non può contare sicuramente a mio vedere sono le frasi; già ci vuole una definizione di frase molto precisa che sia grammaticalmente/sintatticamente valida; se frase vuol dire periodo è una cosa, se vuol dire enunciato è un’altra, se vuol dire proposizione è un terzo, eccetera. Ma mentre LaTeX può contare, forse, le parole contenute in un periodo, ben delimitato fa l’inizio di un capoverso o la fine del periodo precedente e un punto fermo, piì difficilmente può riconoscere gli elmenti linguistici che non siano racchiusi fra delimitatori ben definiti..Tuttavia esistono programmi che consentono di di contare le parole e i caratteri; mi pare che fra questi ci siano anche noti editor che citiamo spesso in questo forum, e che *forse* sono capaci di evitare di contare gli elementi del markup di LaTeX. non ho mai incontrato un programma che sia capace di contare le frasi e quindi di trovare dove inizia e dove finisce una frase. Limitandosi ai caratteri e allae parole, LaTeX è capacissimo di fare quei conti, come è capacissimo attraverso il famoso write18 di laciare un altro programma e di leggerne l’output, per poi eseguire dei conti si numeri letti.
Oni soit qui mal y pense; non mi è mai passato per la mente che tu potessi avere delle difficoltà a distinguere l’italiano dall’inglese; infatti io non avevo commentato su quel punto, nonostante ieri sera fossi un po’ suonato… Mi riferivo a queste “scemenze” di indici di leggibilità.
Primo: “scemenza” è il mio personale giudizio di queste cose; può darsi che sia scemo io, invece che l’indice di leggibilità, ma mi stupisca che un linguista come De Mauro spenda del tempo su queste americanate. *Sempre parere personalissimo e senza offesa per nessuno*.
Secondo: mi pare di ricordare, ma non ho sottomano il testo per poter verificare, che nel libro “La scrittura tecnico scientifica” (o titolo simile) di Matricciani, si citino alcuni indici di leggibilità tratta dalla letteratura statunitense su questo argomento; mi pare di ricordare che Matricciani proponesse dei coefficienti diversi da inserire in quelle formule ma in modo che fossero più adatti all’italiano. Gli scrissi un messaggio privato in cui gli esprimevo i miei dubbi sul concetto stesso di indice di leggibilità.
Ora io sono il sigor Nessuno per quel che riguarda la linguistica; e forse lo sono anche in tutti campi in cui esprimo el mie opinioni, ma quello che manca da una formula di leggibilità è il profilo del lettore; è chiaro che per un bambino le frasi subordinate sono troppo complicate, mentre quelle coordinate sono più semplici. È chiaro che per una persona istruita i periodi lunghi con diverse frasi subordinate e con “parolone” lunghe, complicate e con etimo risalente al latino e al greco non sono un problema. quindi senza profilo del lettore non c’è indice che tenga. Ma come classifichi il profilo del lettore in termini numerici?
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25 Aprile 2012 alle 11:28 #73011::
OldClaudio” post=71994Secondo: mi pare di ricordare, ma non ho sottomano il testo per poter verificare, che nel libro “La scrittura tecnico scientifica” (o titolo simile) di Matricciani, si citino alcuni indici di leggibilità tratta dalla letteratura statunitense su questo argomento; mi pare di ricordare che Matricciani proponesse dei coefficienti diversi da inserire in quelle formule ma in modo che fossero più adatti all’italiano. Gli scrissi un messaggio privato in cui gli esprimevo i miei dubbi sul concetto stesso di indice di leggibilità.
Confermo, il libro è La scrittura tecnico-scientifica. Matricciani cita sia la formula di Flesch (versione per l’inglese e versione per l’italiano) che la GULPEASE. Però dal testo mi pare di capire che ha delle riserve su queste formule, al punto tale che, verso la fine del capitolo in cui si parla della versione definitiva di un manoscritto e della sua revisione, cita l’Anderson, Technical Writing: A Reader-Centered Approach:
La scrittura tecnico-scientifica, Matricciani[…].
Cercare di curare tutti questi problemi con l’aiuto di una formula di leggibilità è come cercare di <>.
[…]
Ciao
Orlandops: la lettura di questo testo mi è stata proprio consigliata da OldClaudio 🙂
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25 Aprile 2012 alle 13:27 #73012
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25 Aprile 2012 alle 14:13 #73013::
illinguista1972″ post=72000Grazie a tutti lo stesso, mi faccio il conto a mano. 🙂
Ciao
TommasoIl comando \IL (Indice di Leggibilità) ha tre argomenti, nell’ordine:
1) numero lettere
2) numero frasi
3) numero paroleRestituisce l’indice di leggibilità in base alla formula che hai dato.
Sicuramente si può fare anche in altro modo, ma tant’è 😉`\documentclass{article}
\usepackage{calc}
\newcounter{nlettere}
\newcounter{nfrasi}
\newcounter{nparole}
\newcounter{lp}
\newcounter{fr}
\newcounter{fl}\newcommand{\IL}[3]{%
\setcounter{nlettere}{#1}
\setcounter{nfrasi}{#2}
\setcounter{nparole}{#3}
\setcounter{lp}{(\value{nlettere}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fr}{(\value{nfrasi}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fl}{89-(\thelp/10) + 3*\thefr}
\thefl}\begin{document}
\section{Indice di leggibilit\`a}
\IL{676}{287}{36}\\
\IL{676}{287}{367}\\\end{document}`
Ciao
Ivan
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25 Aprile 2012 alle 14:27 #73014::
ivan” post=72003
Grazie a tutti lo stesso, mi faccio il conto a mano. 🙂
Ciao
TommasoIl comando \IL (Indice di Leggibilità) ha tre argomenti, nell’ordine:
1) numero lettere
2) numero frasi
3) numero paroleRestituisce l’indice di leggibilità in base alla formula che hai dato.
Sicuramente si può fare anche in altro modo, ma tant’è 😉`\documentclass{article}
\usepackage{calc}
\newcounter{nlettere}
\newcounter{nfrasi}
\newcounter{nparole}
\newcounter{lp}
\newcounter{fr}
\newcounter{fl}\newcommand{\IL}[3]{%
\setcounter{nlettere}{#1}
\setcounter{nfrasi}{#2}
\setcounter{nparole}{#3}
\setcounter{lp}{(\value{nlettere}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fr}{(\value{nfrasi}*100)/\value{nparole}}
\setcounter{fl}{89-(\thelp/10) + 3*\thefr}
\thefl}\begin{document}
\section{Indice di leggibilit\`a}
\IL{676}{287}{36}\\
\IL{676}{287}{367}\\\end{document}`
Ciao
IvanGrande, socio! Molto bene 🙂
Facendo un conto a mano, però, il risultato è di parecchio diverso. Ti spiego: il comando \IL{144}{1}{26} restituisce 43, mentre con la macchinetta viene 45,154.
Ciao
Tommaso
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25 Aprile 2012 alle 16:21 #73015::
Lavorando con contatori numerici LaTeX fa i conti con i numeri interi; lavorando con la macchinetta tu fai i conti con i decimali; come vedi l’errore di arrotondamento può essere abbastanza forte. Con le estensioni eTeX (ora di serie con ogni distribuzione moderna) si potrebbero fare i conti con le grandezze fratte, ma non si devono usare i contatori numerici LaTeX.
Se vuoi vedere che risultati si ottengono con l’artimetica dei “numeri reali” di cui è capace LaTeX decifra il seguente odice:
`
\documentclass{article}\makeatletter
\newcommand{\IL}[3]{{%
\dimendef\lettere 256 \lettere=#1\p@
\dimendef\frasi 258 \frasi =#2\p@
\dimendef\parole 260 \parole =#3\p@
\dimendef\lp 262
\dimendef\fr 264
\fr=\dimexpr \p@*\frasi/\parole\relax
\lp=\dimexpr \lettere*\p@/\parole\relax
\strip@pt\dimexpr 89\p@ -10\lp +300\fr \relax
}}\begin{document}
\section{Indice di leggibilit\`a}
\IL{676}{287}{36}\\
\IL{676}{287}{367}\\
\IL{144}{1}{26}\end{document}
`C’è più TeX che LaTeX, ma i comandi sono tutti lì disponibili; spiegazione su etex da leggere con texdoc, paragrafo 3.5. gli ultimi due registri dimensionali sono necessari per risultati intermedi al fine di evitare overflow che si manifesterebbero perché le dimensioni non possono superare il valore di 2^{14} pt, circa uguale a 16 000 pt.
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