dancko” post=72197egreg9 ha scritto:
Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Prendo nota! 😳 anche se non ho capito cosa c’è di errato(grammaticalmente) scrivere “ne” come particella pronominale in quel caso. Ma mi sa che cosi si va off-topic spaventosamente.
Chiederò su un forum di grammatica italiana 🙂
In ogni caso sono ben accetti consigli 🙂
Grazie, Enzo.
Non te la prendere, Enzo 🙂 Oggi i nostri grandi sono in vena di sottigliezze 😉
Non occorrono forum di grammatica, per sapere qualcosa del tuo ne. Si tratta, rigorosamente parlando, si un pronome personale clitico partitivo-genitivo, corrispondente a un’espressione del tipo di (o da) + qualcosa o qualcuno.
In sostanza, nella tua frase basta di cui oppure ne, ma non si possono mettere entrambi, dato che il referente (cioè l’entità del mondo cui rimandano) è lo stesso (l’algebra relazionale, nel tuo caso).
L’etichetta partitivo-genitivo rimanda al latino: il sistema dei pronomi personali italiani è praticamente l’unico posto in cui si possono osservare rimasugli delle vecchie declinazioni latine. Per esempio: ne equivale al caso genitivo, mi al dativo o all’accusativo, me all’accusativo o altre funzioni, e via dicendo.
Ma questa è pura accademia. 🙂
Consiglio a tutti, però, la lettura di un agile volumetto di Lorenzo Renzi (il caro vecchio Renzi) edito dal Mulino di Bologna e presente in tutte le librerie come novità a 13 euro: Come cambia la lingua. L’italiano in movimento. Una lettura davvero interessante (tra i fenomeni osservati, si prevede l’esito della famosa diatriba tra c’entra e centra, cara a un noto autore. O no? 😀 ).
Ciao
Tommaso