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Enzo.
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1 Maggio 2012 alle 8:50 #73119::
Salve a tutti, e buon 1° maggio.In pratica sto trovando difficoltà a scrivere la formula cosi come indicata nell’immagine che c’è in allegato di seguito.
Precisamente, non riesco a scrivere la formula( Max(Customer-Passenger-AsiaCustomer)) ed in modo particolare non riesco ad andare a capo col pedice che è l’argomento del Join tra le relazioni FlightRes e Customer nella formula.
Come faccio ad andare a capo cosi come accade nella formula con l’argomento del Join tra parentesi tornde?
Premetto che ho controllato nel forum altre discussioni a riguardo ma non ho trovato nulla e che non mi è venuta nessuna idea a riguardo per cui volevo un vostro aiuto gentilmente.
In realtà non so nemmeso se è più datatto usare un ambiente matematico oppure quello per codici.
Grazie in anticipo.
[attachment=251]Immagine1_2012-05-01.JPG[/attachment]
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1 Maggio 2012 alle 9:09 #73120::
dancko” post=72189Salve a tutti, e buon 1° maggio.
In pratica sto trovando difficoltà a scrivere la formula cosi come indicata nell’immagine che c’è in allegato di seguito.
Precisamente, non riesco a scrivere la formula( Max(Customer-Passenger-AsiaCustomer)) ed in modo particolare non riesco ad andare a capo col pedice che è l’argomento del Join tra le relazioni FlightRes e Customer nella formula.
Come faccio ad andare a capo cosi come accade nella formula con l’argomento del Join tra parentesi tornde?
Premetto che ho controllato nel forum altre discussioni a riguardo ma non ho trovato nulla e che non mi è venuta nessuna idea a riguardo per cui volevo un vostro aiuto gentilmente.
In realtà non so nemmeso se è più datatto usare un ambiente matematico oppure quello per codici.
Grazie in anticipo.
Premesso che pseudoformule del genere sono orribili tipograficamente e matematicamente insignificanti, dovresti cambiare proprio il modo di scrivere:
`\max(\textit{Customer-Passenger-Asia}_\textrm{Customer}`
Prima di andare avanti vorrei sapere perché quella roba in parentesi dove dovresti andare a capo è più in basso.Ciao
Enrico
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1 Maggio 2012 alle 9:22 #73121::
Si, spiego il motivo. Preciso che la materia non è proprio matematica, ma algebra relazionale, una branca della materia sistemi di basi di dati – corso di laurea in informaticaIn pratica quella roba tra parentesi è la condizione di Join. Velocemente, l’operatore di join è usato in algebra relazionale e serve a fare l’unione tra le tuple(o n-uple) di due o più relazioni.
Per rendere l’idea, esso corrisponde al prodotto cartesiano tra due o più insiemi in algebra “tradizionale”.
Quindi, quella roba tra parentesi, come dicevo, è la condizione di join e, in algebra relazionale, permette di fare il prodotto cartesiano tra le tuple di due relazioni che rispettano quella condizione( in questo caso particolare le relazioni sono FlightRes e Customer).
Tale condizione si usa scriverla, in algebra relazionale, come pedice dell’operatore di join
Ora se scrivo per esteso quella roba tra parentesi tonde la formula mi esce fuori dai margini del foglio, quindi per questo volevo scriverla cosi come l’ho trovata nell’articolo che sto leggendo e del quale devo fare una relazione scritta.
Pero ovviamente accetto consigli ben volentieri se ci sono altri modi migliori per scriverla a patto che non esca dai margini del foglio, ma soprattuto però voglio precisare che in algebra relazionale questo è il modo di scrivere la condizione di join, non ne conosco altri 🙂
Grazie
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1 Maggio 2012 alle 10:09 #73122::
dancko” post=72192Si, spiego il motivo.
In pratica quella roba tra parentesi è la condizione di Join. Velocemente, l’operatore di join è usato in algebra relazionale e serve a fare l’unione tra le tuple(o n-upla) di due o più relazioni.
Per rendere l’idea, esso corrisponde al prodotto cartesiano tra due o più insiemi in algebra “tradizionale”.Quindi, quella roba tra parentesi è la condizione di join, e in algebra relazionale permette di fare il prodotto cartesiano tra le tuple di due relazioni che rispettano quella condizione( in questo caso particolare le relazioni sono FlightRes e Customer).
Tale condizione si usa scriverla, in algebra relazionale, come pedice dell’operatore di join
Ora se scrivo per esteso quella roba tra parentesi tonde la formula mi esce fuori dai margini del foglio, quindi per questo volevo scriverla cosi come l’ho trovata nell’articolo che sto leggendo e del quale devo fare una relazione scritta.
Pero ovviamente accetto consigli ben volentieri se ci sono altri modi migliori per scriverla a patto che non esca dai margini del foglio 🙂
Grazie
`\[
\max(\textit{Customer-Passenger-Asia}_\textrm{Customer} =
\bowtie_{
\left(\begin{smallmatrix}
\textit{FlightRes.Passenger}=\textit{Customer.Name}\\
\textrm{AND}\;(\textit{FlightRes.Destination}=\textit{`Asia'})
\end{smallmatrix}\right)
}
\textit{Customer}
\]`
Se poi vuoi cambiare il corsivo con neretto basta usare [tt]\textbf[/tt].Viene una schifezza in ogni caso.
Ciao
Enrico
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1 Maggio 2012 alle 10:31 #73123::
Grazie, codice funzionante.P.S.: effettivamente non ha una estetica eccelsa quella formula vedendola meglio. Però pare che è una prassi comune(nella comunità di basi di dati – di cui l’algebra relazionale ne è una branca) scrivere le condizioni di join come pedice dell’operatore di join.
Credetemi non me lo sono inventato io quel modo di scrivere una formula in cui è coinvolto un operatore di join.
Grazie, Enzo.
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1 Maggio 2012 alle 11:13 #73124::
dancko” post=72194Grazie, codice funzionante.
P.S.: effettivamente non ha una estetica eccelsa quella formula vedendola meglio. Però pare che è una prassi comune(nella comunità di basi di dati – di cui l’algebra relazionale ne è una branca) scrivere le condizioni di join come pedice dell’operatore di join.
Credetemi non me lo sono inventato io quel modo di scrivere una formula in cui è coinvolto un operatore di join.
Ah, ti credo! L’hanno inventato certi che hanno poca dimestichezza con la matematica, ma soprattutto con la chiarezza. 🙂
Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Ciao
Enrico
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1 Maggio 2012 alle 11:29 #73125::
egreg9 ha scritto:Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Prendo nota! 😳 anche se non ho capito cosa c’è di errato(grammaticalmente) scrivere “ne” come particella pronominale in quel caso. Ma mi sa che cosi si va off-topic spaventosamente.
Chiederò su un forum di grammatica italiana 🙂
In ogni caso sono ben accetti consigli 🙂
Grazie, Enzo.
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1 Maggio 2012 alle 14:46 #73126::
Be’, si vede che a scuola non si fa più l’analisi logica e grammaticale; a parte la mancanza del congiuntivo (…pare che è una prassi…), il di cui e il ne sono due pronomi o particelle pronominali che si riferiscono alla stessa entità. È davvero un errore da matita blu; suppongo che le maestre e le insegnanti di lettere oggi non usino più le matite colorate 🙂
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1 Maggio 2012 alle 15:03 #73127::
OldClaudio” post=72202Be’, si vede che a scuola non si fa più l’analisi logica e grammaticale; a parte la mancanza del congiuntivo (…pare che è una prassi…), il di cui e il ne sono due pronomi o particelle pronominali che si riferiscono alla stessa entità. È davvero un errore da matita blu; suppongo che le maestre e le insegnanti di lettere oggi non usino più le matite colorate 🙂
Spulciando il messaggio per bene si trova anche altro. 🙂 Quel “ne” era un pugno negli occhi.
Traduzione italiana:
Effettivamente quella formula non ha un’estetica eccelsa, guardandola meglio. Però pare che sia prassi comune (nella comunità di basi di dati, di cui l’algebra relazionale è una branca) scrivere le condizioni di join come pedice dell’operatore di join.
😛
Ciao
Enrico
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1 Maggio 2012 alle 15:21 #73128::
dancko” post=72197egreg9 ha scritto:
Nota l’errore grammaticale da matita blu (anche se l’ho segnato in rosso).
Prendo nota! 😳 anche se non ho capito cosa c’è di errato(grammaticalmente) scrivere “ne” come particella pronominale in quel caso. Ma mi sa che cosi si va off-topic spaventosamente.
Chiederò su un forum di grammatica italiana 🙂
In ogni caso sono ben accetti consigli 🙂
Grazie, Enzo.
Non te la prendere, Enzo 🙂 Oggi i nostri grandi sono in vena di sottigliezze 😉
Non occorrono forum di grammatica, per sapere qualcosa del tuo ne. Si tratta, rigorosamente parlando, si un pronome personale clitico partitivo-genitivo, corrispondente a un’espressione del tipo di (o da) + qualcosa o qualcuno.In sostanza, nella tua frase basta di cui oppure ne, ma non si possono mettere entrambi, dato che il referente (cioè l’entità del mondo cui rimandano) è lo stesso (l’algebra relazionale, nel tuo caso).
L’etichetta partitivo-genitivo rimanda al latino: il sistema dei pronomi personali italiani è praticamente l’unico posto in cui si possono osservare rimasugli delle vecchie declinazioni latine. Per esempio: ne equivale al caso genitivo, mi al dativo o all’accusativo, me all’accusativo o altre funzioni, e via dicendo.
Ma questa è pura accademia. 🙂
Consiglio a tutti, però, la lettura di un agile volumetto di Lorenzo Renzi (il caro vecchio Renzi) edito dal Mulino di Bologna e presente in tutte le librerie come novità a 13 euro: Come cambia la lingua. L’italiano in movimento. Una lettura davvero interessante (tra i fenomeni osservati, si prevede l’esito della famosa diatriba tra c’entra e centra, cara a un noto autore. O no? 😀 ).
Ciao
Tommaso
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1 Maggio 2012 alle 15:52 #73129
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