Re: Garamond

#73228
OldClaudio
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    Mah, la v e la ν (noti la differenza con il font del forum? il secondo è una \nu) sono sempre molto simili; a parte decorazioni di vario genere, si distinguono se la v (latina) ha la base arrotondata; quando invece ha la base a punta sono troppo simili per non confondersi; è per questo, per esempio, che i font TX anche nella nuova versione dei newtxmath fonts, sono con la v latina con la base arrotondata, mentre nella versione precedente (pacchetto txfonts) era necessario fare uso di una opzione criptica “varg” che usava varianti della g e di altre lettere, tra cui la v, in modo che la v fosse quella con la base arrotondata.
    Di più è difficile fare.
    Storicamente la V latina deriva da una deformazione della Y greca e aveva più o meno lo stesso significato; in latino classico la U non esisteva; Quintiliano se ne lamentava dicendo che quel segno corrispondeva a tre suoni: alla V, alla Ü e alla U (in scrittura moderna) e faceva degli esempi molto chiari, pur mancando di un alfabeto IPA adatto allo scopo. Quando è subentrata la scrittura rustica, poi unciale, poi carolingia, e poi le varie grafie medievali, rinascimentali, moderne e contemporanee, la U e la V sono state differenziate (verso la fine del XVIII secolo), la scrittura della V minuscola ha avuto delle varianti con la base arrotondata altre con la base aguzza, e nessuna delle due è prevalsa, per cui ancora oggi si vedono entrambe; quando si scrive solo testo il problema di distinguere la V minuscola comunque disegnata, dalla U minuscola non esiste; ma quando si mescola l’alfabeto latino con quello greco, in una scrittura codificata compatta e priva di ridondanza come la matematica, è necessario distinguere bene i due segni V minuscola e ni greca; non sempre i font disponibili sono attenti a questo dettaglio. I Kpfonts lo sono ma, ripeto, si potrebbe fare di meglio.

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