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Carissimi, ho un dubbio che riguarda la resa tipografica delle virgolette. Nel documento che sto scrivendo (ma credo valga in generale), le virgolette vengono usate per questi scopi:1. Citare il pensiero di un autore, quando la citazione è breve:
Per Pio VI la libertà religiosa e di pensiero è «diritto mostruoso», «chimerico diritto».
2. Tradurre parole o espressioni:
Adamo diviene massa perditionis (“massa dannata”) e cade sotto il potere del diavolo.
L’uomo lapsus (“caduto”) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.
3. Per distinguere parole che vengono usate in un significato diverso da quello ordinario, o che hanno comunque un significato particolare:
Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?
Basta un “clic” volitivo.
4. Citazioni dentro citazioni:
Pio IX condannò «quell’opinione sommamente dannosa alla salute delle anime, cioè “la libertà di coscienza e dei culti essere diritto proprio di ciascun uomo”».
5. Parole cui ci si riferisce:
Con queste restrizioni, si può definire un oggetto “cattolicesimo” sufficientemente profilato.
La parola “quattro” ha sette lettere.
Come vedete, negli esempi ho usato le virgolette basse per le citazioni dirette e quelle alte in tutti gli altri casi. Esistono regole codificate? In particolare, non è forse vero che un documento in francese usa solo le virgolette basse e uno inglese solo quelle alte?
Il fatto è che non è sempre facile distinguere tra i vari casi. Per esempio:
La nostra famiglia non deve essere «costruita», come tutte le altre famiglie, frutto di scelte e di compromessi; è invece un dato «naturale», qualcosa che ci è stato dato o abbiamo appreso dalla natura
Quei “costruita” e “naturale” potrebbero interpretarsi infatti sia come citazioni (da mettere fra vigolette basse, con la scelta fatta in precedenza) che come parole usate in senso particolare. Ecco allora che usare un unico tipo di virgolette in tutto il documento (fatta eccezione per il punto 4 dove davvero per me è opportuno usare due tipi di virgolette diverse) sarebbe comodo. Ho pensato a un criterio che permette di decidere rapidamente: le virgolette basse si usano solo per riportare parole o espressioni dette da altri; quelle alte per distinguere parole usate in modo particolare. Quindi
Adamo diviene «massa dannata» (massa perditionis) e cade sotto il potere del diavolo
Uso le virgolette basse perché l’espressione «massa dannata» non è mia, ma di altri (Agostino d’Ippona, qui).
Invece:
Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?
Siccome la parola “centellinare” è un po’ particolare per un tesoro (di regola si centellina un liquido) ecco le virgolette inglesi.
Insomma: quando uso le virgolette basse parlano gli altri, quando uso quelle basse parlo io. Dite che può essere un criterio?
Voi che cosa fareste?
Grazie,
L.
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