Tipografia e virgolette: inglesi o francesi?

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    lorenzo.pantieri
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      Carissimi, ho un dubbio che riguarda la resa tipografica delle virgolette. Nel documento che sto scrivendo (ma credo valga in generale), le virgolette vengono usate per questi scopi:

      1. Citare il pensiero di un autore, quando la citazione è breve:

      Per Pio VI la libertà religiosa e di pensiero è «diritto mostruoso», «chimerico diritto».

      2. Tradurre parole o espressioni:

      Adamo diviene massa perditionis (“massa dannata”) e cade sotto il potere del diavolo.

      L’uomo lapsus (“caduto”) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

      3. Per distinguere parole che vengono usate in un significato diverso da quello ordinario, o che hanno comunque un significato particolare:

      Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?

      Basta un “clic” volitivo.

      4. Citazioni dentro citazioni:

      Pio IX condannò «quell’opinione sommamente dannosa alla salute delle anime, cioè “la libertà di coscienza e dei culti essere diritto proprio di ciascun uomo”».

      5. Parole cui ci si riferisce:

      Con queste restrizioni, si può definire un oggetto “cattolicesimo” sufficientemente profilato.

      La parola “quattro” ha sette lettere.

      Come vedete, negli esempi ho usato le virgolette basse per le citazioni dirette e quelle alte in tutti gli altri casi. Esistono regole codificate? In particolare, non è forse vero che un documento in francese usa solo le virgolette basse e uno inglese solo quelle alte?

      Il fatto è che non è sempre facile distinguere tra i vari casi. Per esempio:

      La nostra famiglia non deve essere «costruita», come tutte le altre famiglie, frutto di scelte e di compromessi; è invece un dato «naturale», qualcosa che ci è stato dato o abbiamo appreso dalla natura

      Quei “costruita” e “naturale” potrebbero interpretarsi infatti sia come citazioni (da mettere fra vigolette basse, con la scelta fatta in precedenza) che come parole usate in senso particolare. Ecco allora che usare un unico tipo di virgolette in tutto il documento (fatta eccezione per il punto 4 dove davvero per me è opportuno usare due tipi di virgolette diverse) sarebbe comodo. Ho pensato a un criterio che permette di decidere rapidamente: le virgolette basse si usano solo per riportare parole o espressioni dette da altri; quelle alte per distinguere parole usate in modo particolare. Quindi

      Adamo diviene «massa dannata» (massa perditionis) e cade sotto il potere del diavolo

      Uso le virgolette basse perché l’espressione «massa dannata» non è mia, ma di altri (Agostino d’Ippona, qui).

      Invece:

      Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?

      Siccome la parola “centellinare” è un po’ particolare per un tesoro (di regola si centellina un liquido) ecco le virgolette inglesi.

      Insomma: quando uso le virgolette basse parlano gli altri, quando uso quelle basse parlo io. Dite che può essere un criterio?

      Voi che cosa fareste?

      Grazie,
      L.

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      • #74388
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        lorenzo.pantieri” post=73422
        1. Citare il pensiero di un autore, quando la citazione è breve:

        Per Pio VI la libertà religiosa e di pensiero è «diritto mostruoso», «chimerico diritto».

        Io metterei una volta soltanto le virgolette:

        Per Pio VI la libertà religiosa e di pensiero è «diritto mostruoso, chimerico diritto».

        Non è importante racchiudere una alla volta le due espressioni, anche se sono prese da due fonti diverse. Sempre roba sua, è.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        2. Tradurre parole o espressioni:

        Adamo diviene massa perditionis (“massa dannata”) e cade sotto il potere del diavolo.

        L’uomo lapsus (“caduto”) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

        Naturalmente massa perditionis è in corsivo, giusto? Anch’io farei così, ma anche con apici semplici, per alleggerire il tutto:

        Adamo diviene massa perditionis (‘massa dannata’) e cade sotto il potere del diavolo.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        3. Per distinguere parole che vengono usate in un significato diverso da quello ordinario, o che hanno comunque un significato particolare:

        Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?

        Basta un “clic” volitivo.

        Non direi che centellinare vada tra virgolette. È un verbo normalissimo, tanto più che il suo significato è in linea con la frase in cui si trova. Il clic, invece, sta bene tra virgolette. Metterei apici semplici per lo stesso motivo visto sopra.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        4. Citazioni dentro citazioni:

        Pio IX condannò «quell’opinione sommamente dannosa alla salute delle anime, cioè “la libertà di coscienza e dei culti essere diritto proprio di ciascun uomo”».

        D’accordo.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        5. Parole cui ci si riferisce:

        Con queste restrizioni, si può definire un oggetto “cattolicesimo” sufficientemente profilato.

        La parola “quattro” ha sette lettere.

        Non sono d’accordo. Qui ci va il corsivo.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Come vedete, negli esempi ho usato le virgolette basse per le citazioni dirette e quelle alte in tutti gli altri casi. Esistono regole codificate? In particolare, non è forse vero che un documento in francese usa solo le virgolette basse e uno inglese solo quelle alte?

        Non ci sono regole codificate. Per esempio, io faccio come te, ma uso sempre più spesso gli apici nei casi che hai visto. Uso le caporali per citazioni in linea (non in quelle in display) e le alte per citazioni dentro citazioni. Basta.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Il fatto è che non è sempre facile distinguere tra i vari casi. Per esempio:

        La nostra famiglia non deve essere «costruita», come tutte le altre famiglie, frutto di scelte e di compromessi; è invece un dato «naturale», qualcosa che ci è stato dato o abbiamo appreso dalla natura

        Quei “costruita” e “naturale” potrebbero interpretarsi infatti sia come citazioni (da mettere fra vigolette basse, con la scelta fatta in precedenza) che come parole usate in senso particolare. Ecco allora che usare un unico tipo di virgolette in tutto il documento (fatta eccezione per il punto 4 dove davvero per me è opportuno usare due tipi di virgolette diverse) sarebbe comodo. Ho pensato a un criterio che permette di decidere rapidamente: le virgolette basse si usano solo per riportare parole o espressioni dette da altri; quelle alte per distinguere parole usate in modo particolare. Quindi

        Adamo diviene «massa dannata» (massa perditionis) e cade sotto il potere del diavolo

        Uso le virgolette basse perché l’espressione «massa dannata» non è mia, ma di altri (Agostino d’Ippona, qui).

        Secondo me so corre il rischio di non capirci più nulla. Io direi:

        Adamo diviene massa perditionis (‘massa dannata’) e cade sotto il potere del diavolo.

        Mi sembra già abbastanza evidenziato il fatto che non è roba tua: con il corsivo e con il latino.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Invece:

        Perché “centellinare” il tesoro utilizzandolo solo in minima parte?

        Siccome la parola “centellinare” è un po’ particolare per un tesoro (di regola si centellina un liquido) ecco le virgolette inglesi.

        Un tesoro si spende o si sperpera, anche, no? E se lo spendi cum grano salis lo stai centellinando. Per cui le virgolette sono fuori luogo, per me.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Insomma: quando uso le virgolette basse parlano gli altri, quando uso quelle basse parlo io. Dite che può essere un criterio?

        Sono d’accordo in linea generale.

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Voi che cosa fareste?

        Come ti ho detto 🙂

        lorenzo.pantieri” post=73422
        Grazie,
        L.

        Prego,
        T. 😛

      • #74389
        lorenzo.pantieri
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          illinguista1972″ post=73428Io metterei una volta soltanto le virgolette:

          Per Pio VI la libertà religiosa e di pensiero è «diritto mostruoso, chimerico diritto».

          Non è importante racchiudere una alla volta le due espressioni, anche se sono prese da due fonti diverse. Sempre roba sua, è.

          Va bene.

          illinguista1972″ post=73428

          Adamo diviene massa perditionis (“massa dannata”) e cade sotto il potere del diavolo.

          L’uomo lapsus (“caduto”) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

          illinguista1972″ post=73428Naturalmente massa perditionis è in corsivo, giusto? Anch’io farei così, ma anche con apici semplici, per alleggerire il tutto:

          Adamo diviene massa perditionis (‘massa dannata’) e cade sotto il potere del diavolo.

          Certo, “massa perditionis” va in corsivo come ogni altra parola o espressione in lingua straniera non d’uso comune. Il fatto, però, è che preferisco

          Adamo diviene “massa dannata” (massa perditionis) e cade sotto il potere del diavolo.

          L’uomo “caduto” (lapsus) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

          Ho sempre pensato che quando si scrive in italiano è meglio usarlo per tutto quello che ci può. Alcuni umanisti scrivono “prima facie” per “a prima vista”, esattamente come alcuni scienziati dicono “check” per “controllo”, forse pensano di essere più fighi facendo così. In ogni caso, se volessi fare come dico io, ossia mettendo prima l’italiano e l’originale fra parentesi, cosa consigli di fare? Virgolette alte o basse?

          illinguista1972″ post=73428Non direi che centellinare vada tra virgolette. È un verbo normalissimo, tanto più che il suo significato è in linea con la frase in cui si trova. Il clic, invece, sta bene tra virgolette. Metterei apici semplici per lo stesso motivo visto sopra.

          Ok.

          illinguista1972″ post=734285. Parole cui ci si riferisce:

          Con queste restrizioni, si può definire un oggetto “cattolicesimo” sufficientemente profilato.

          La parola “quattro” ha sette lettere.

          Non sono d’accordo. Qui ci va il corsivo.

          In entrambi i casi, dici?

          illinguista1972″ post=73428

          Insomma: quando uso le virgolette basse parlano gli altri, quando uso quelle basse parlo io. Dite che può essere un criterio?

          Sono d’accordo in linea generale.

          Se però scriviamo

          Adamo diviene “massa dannata” (massa perditionis) e cade sotto il potere del diavolo.

          questa regola viene a cadere.

          Ciao,
          L.

        • #74390
          OldClaudio
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            Nella pagina 388 della GuidaGuIT ho cercato di indicare delle regole, specificando che non si tratta di regole generali, ma di regole coerenti.

            Il discorso virgolette (alte semplici o doppie, basse/uncinate/caporali semplici o doppie) è complesso in tutte le lingue; in inglese si usano solo le virgolette alte, ma le virgolette semplici sono prefierite rispetto a quelle doppie, che vengono usate solo nelle citazioni dentro ad altre citazioni. In americano è esattamente il contrario. I francesi usano solo le virgolette basse semplici o doppie, e quelle semplici molto raramente.
            Noi in Italia abbiamo più virgolette da usare e possiamo essere imbarazzati nella scelta; Sono d’accordo con Tommaso nella scelta delle virgolette basse doppie, per quelle alte semplici o doppie, e, non dimentichiamoci, del corsivo che serve per marcare parole non solo in lingua straniera, ma anche quando sono usate in senso non usuale.
            Confesso che il linea generale preferisco l’uso americano, ma quello di Tommaso è certamente coerente; lo uso raramente perché, benché la mia tastiera mi consenta di inserire le virgolette basse in modo molto semplice e LaTeX e i suoi font consentano di usare le legature << e >> per le virgolette basse dopie, non sono riuscito a prendere l’abitudine di usare le virgolette basse; le uso molto saltuariamente; ma quando le uso cerco di seguire una regola coerente; che è il principio generale che dovremmo usare sempre quando vogliamo scrivere tipograficamente bene.
            Le regole delle case editrici sono da seguire per le pubblicazioni di quelle case editrici; il fatto, però, che ogni casa edittrice possa stabilire le sue regole dimostra che di regole “ufficiali” non ne esistono.

          • #74391
            lorenzo.pantieri
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              OldClaudio” post=73430Le regole delle case editrici sono da seguire per le pubblicazioni di quelle case editrici; il fatto, però, che ogni casa edittrice possa stabilire le sue regole dimostra che di regole “ufficiali” non ne esistono.

              Molto bene.

              Ci si chiede come la mente umana ha potuto arrivare a tanto, cioè a una serie di concetti del tipo “punto triangolare”.

              Qui ci vanno le virgolette (alte, direi) o il corsivo?

              In generale, comunque, mi trovo bene a pensarla così: se uso le virgolette alte, sottointendo un “per così dire”, un “diciamo così”. Per esempio:

              L’astrusità delle “spiegazioni” metafisiche non riesce a suscitare il senso del mistero.

              va letta così:

              L’astrusità delle “spiegazioni” metafisiche [per così dire, perché quelle metafisiche non sono vere spiegazioni!] non riesce a suscitare il senso del mistero.

              Oppure

              Le procedure della “giustizia” rivoluzionaria, in cui l’imputato è senza garanzie di difesa, …

              vuol dire che quella rivoluzionaria non è una vera e proprio giustizia.

            • #74392
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              lorenzo.pantieri” post=73422

              Adamo diviene massa perditionis (“massa dannata”) e cade sotto il potere del diavolo.

              L’uomo lapsus (“caduto”) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

              Io qui non metterei proprio le virgolette, nemmeno singole. Non ho dubbi 😉

              Adamo diviene massa perditionis (massa dannata) e cade sotto il potere del diavolo.

              L’uomo lapsus (caduto) non può salvarsi mediante l’osservanza della legge naturale.

              [/quote]

              Ciao
              Ivan

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