Ogni rivista che si rispetti non specifica “la bibliografia la voglio così, le tabelle le voglio così, i titoli li voglio così” ma ti fornisce la sua classe apposita, in modo tale che l’aspetto grafico sia ancora una volta (in piena filosofia LaTeX) un problema dei tipografi o chi per loro, non degli autori. E questo, come si è detto anche in altre sedi, è un punto di forza, non di debolezza. Pensa a quello che succederebbe se ogni autore di una pubblicazione fosse costretto ad imitare uno stile predefinito, invece che disinteressarsene e lasciare fare a LaTeX. Sarebbe uno spreco di tempo per gli autori, che si arrovellerebbero per cercare di prodrure il documento, sia per i tipografi, che si troverebbero a correggere o limare tutte le imperfezioni.