eBook in formato pdf

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  • #82451
    OldClaudio
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      Sul PracTeX Journal all’indirizzo eBook c’è un interessante articlo di Luca Merciadri, intitolato TeX in the eBook era.

      L’argomento è interessante e vi sono diverse notizie utili anche in riferimento ai programmi che si possono usare per produrre degli eBook.

      Un approccio che non richiede nessuno sforzo è quello di creare dei file PDF impostando, per esempio con geometry, le dimensioni del supporto fisico pari alle dimensioni dello schermo di un tablet o strumento simile.

      Luca da le dimensioni di 90mm per 120mm, visto che lo schermo ha una diagonale di 6 pollici e un rapporto altezza/larghezza pari a 4//3.

      Non è difficile comporre un qualsiasi documento con queste dimensioni; se si vogliono lasciare die margini fra lo specchio di stampa esterno (quello che comprende anche le testatine i piedini) di 2mm, come Luca suggerisce, la paginetta viene riempita quasi tutta; i visualizzatori di file PDF su questi dispositivi rendono abbastanza bene e rapidamente il risultato; se il testo è stato composto usando anche il pacchetto hyperref, la navigazione avanti e indietro, fra indici, glossari, tabelle, figure, bibliografia, eccetera, sono semplici come quando si lavora con lo schermo di un elaboratore portatile o su quello di un desktop.

      Se si vogliono lasciare margini più consistenti, per esempio per inserire numerose note a margine, coe nei testi di Bringhurst, o come sull’Arte (fino ad alcuni mesi fa), bisogna lasciare margini più generosi, e quindi la giustezza diminuisce. sotto gli 86mm suggeriti da Luca.

      Luca dice che, in questa epoca di eBook, disporre di documenti, anche documenti tecnici, da leggere sul tablet sia in condizioni ordinarie, sia, per esempio quando si viaggia senza dover guidare, composti per essere letti sui tablet, sarebbe una buona cosa.

      Io ho provato e ho scoperto l’acqua cada, come si suol dire, nel senso che il formato del tablet richiede di usare margini ridottissimi, e un corpo piccolo, per esempio 9pt, per far stare un numero adeguato di caratteri sulla riga, conservando un minimo di leggibilità , ma questo può andar bene forse per romanzi o comunque non documenti tecnici. Per un documento tecnico, specialmente se ha a che fare con il sistema TeX o, comunque parla di informatica, e quindi dove si usa molto il carattere teletype, il risultato è impossibile e orrendo, viste le numerosissime righe dove i termini informatici composti in teletype fuoriescono dai bordi con pochissime possibilità di aggiustare i capoversi.

      In sostanza ho constatato con un esempio pratico che i documenti tecnici non sono fatti per i tablet. Forse vanno bene per dispositivi leggeri e portatili più grandi, ma certamente non per tablet con schermi da 6 pollici di diagonale e rapporto di forma 4/3.

      La scoperta che ho fatto è solo una conferma di quel che temevo, ma mi pareva opportuno comunicarla ai frequentatori i questo Forum per evitare che perdano tempo per cercare di fare l’impossibile su supporti visivi così piccoli. Magari con schermi di 9 pollici si può fare di meglio, ma questi dispositivi non sono da tutti, quindi io lascio perdere.

      Preciso che non possiedo né un tablet da 6 pollici né un dispositivo da 9 pollici. L’esperimento che ho fatto serviva semplicemente per vedere se era una strada percorribile per soddisfare le richieste dei numerosi possibili richiedenti di documenti tecnici da leggere “comodamente” a schermo.

      Ciao
      Claudio

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      • #82452
        Liverpool
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          Due domande da analfabeta di tablet e di ebook.
          1) nel formato ebook il documento non dovrebbe cambiare impaginazione automaticamente in base alla dimensione del testo?
          2) per quelle righe che fuoriescono dallo “schermo”, ruotando il dispositivo di 90° non si risolve il problema?

          Grazie

        • #82453
          OldClaudio
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            Da quello che so io, quelle proprietà non si applicano al formato pdf, ma solo ad altri formati basati su html o xml.

          • #82454
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            Non credo che il formato pdf sia il più indicato per gli ebook.
            Potrebbe diventarlo, quando e se gli ebook adotteranno un formato standard,
            Il che mi pare molto difficile.
            Qui sul forum c’è un posto di Alberto Pettarin, un ricercatore di Padova
            Che ha lavorato sulla conversione LaTeX to .epub, tra i formati più diffusi per ebook.
            Io avevo provato la procedura, o meglio, una delle procedure ma poi ho abbandonato per mancanza di tempo…
            In pratica, avendo un documento .tex, per ottenere un .epub bisogna passare da un formato intermedio,
            HTML, per poi convertirò in ePub. Avevo provato con un file semplice e la procedura funziona.
            Quando il documento di partenza è un po’ più complesso iniziano le grane,
            Ma non sono diverse da quelle che si incontrano nel passaggio .odt to .tex.
            Penso che prima o poi dovremmo fare i conti anche con questo.
            Non credo che i formati digitali sostituiranno quelli cartacei, ma è certo che molta produzione accademica può essere
            Fruita su formati digitali.
            Alcune case editrici, poi, mettono a disposizione i due formati.
            Riuscire a creare un workflow che permetta, partendo da un file .tex, la versione stampabile
            È la versione ePub sarebbe una gran cosa. Allo stato attuale è facile solo per testi non troppo complessi.

            Ciao
            Ivan

          • #82455
            OldClaudio
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              Sono al corrente degli altri formati e sono al corrente die problemi.

              Il mio messaggio iniziale era un commento al lavoro di Luca Merciadri, che tra l’altro parla anche degli altri formati e del modo di ottenerli. Era anche però un invito a non perdere tempo a cercare di fare degli ebook in formato pdf, almeno non ebook di argomento tecnico; Non è che non c si riesca, per la verità; se si consuma la quantità giusta di tempo per aggiustare le righe che sbordano e si evitano certe strutture, come le tabelle con tante colonne, o con poche colonne ma larghe, ;a cosa non viene malissimo; Infatti sono riuscito ad ottenere da un stesso sorgente la composizione pdf nei formati 210mm per 293 mm (A4), 176 mm per 250 mm (B5), 146 mm per 210mm (A5), 90mm per 120mm (tablet), ma il tempo che ci ho messo non vale la candela.

              In realtà io sono affezionato alla carta.

              Capisco benissimo che bisognerà adattarsi anche a comporre bene in formati elettronici per piccoli schermi, ma per il momento preferisco vedere (anche sullo schermo) quello che si può stampare sulla carta normale e che sia composto bene, secondo l’arte tipografica, ce per ora mi pare assente o carente nelle pagine degli ebook.

            • #82456
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              OldClaudio” post=81840

              In realtà io sono affezionato alla carta.

              A chi lo dici 😀 ! Mi risulta inconcepibile studiare su un ebook…
              Non ci leggerei nemmeno un romanzo!

              Ciao
              Ivan

            • #82457
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              Sono un principiante…
              Perciò, mi auguro di non andare troppo fuori argomento!
              Ho iniziato a studiare LaTeX, perché penso che sia un ottimo strumento al servizio delle pubblicazioni tecniche: siano esse scolastiche e/o universitarie ed è espandibile anche verso altre “situazioni”.
              Ho sempre lavorato in ambiente Mac e nel campo dell’editoria: praticamente non ho mai usato un pc che non sia una Mela; lo stesso vale per i programmi: ma erano testi tecnici che riguardavano la storia dell’arte… 😮 (potrò mai esser perdonato?! 😉
              Adesso, per curiosità e passione editoriale, volevo provare a riscrivere in digitale un’opera economica che potesse esser letta su un tablet…
              Mentre la discussione sembra portare a un binario morto!?
              D’accordo, la passione cartacea: e anche la mia…
              Ma, il Tablet è il prossimo futuro: anzi, è adesso!
              Mi dispiace per l’editoria classica… R.I.P. 👿
              Il problema però persiste comunque! Io vorrei che prima il libro sia disponibile in digitale e che, eventualmente, ne sia possibile una replica stampabile (evito i discorsi sul copyright, NdR).
              Per ora, me ne torno nell’angolino; devo finire di leggere ArteLaTeX; poi, il manuale rapido; poi, studiarmi bene la Sezione Geometry per osservare se esiste anche la minima possibilità di aggirare il sistema e impostare il lavoro per tutti i Tablet… 💡
              Purtroppo, non sono un programmatore; e non saprei nemmeno che cosa suggerire!?
              Al momento, mi sento l’uomo della strada che vi osserva con gli occhi stralunati 😉
              Andrea

            • #82458
              OldClaudio
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                Marzio, non ti scoraggiare.

                Il fatto che a me gli ebook non piacciano non è un buon motovo per escluderli.

                Come ho indicato all’inizio, c’è un articolo di Luca Merciadri che può essere interessante; credo però che si accessibile solo agli associati al TeX Users Group (TUG: http://www.tug.org).

                Il problema degli ebook è che il frmato ePuB è uno speciale adattamento del linguaggio JTML (o XML) il che, con tutto il merto che possono avere questi programmai, è come chiedere di arare un campo con un aratro tirato da due muli, invece che con un potente trattore a 16 erpici.

                Mi spiego: per leggere su scrmo, specialmente uno schermo piccolo, gestibile sia in verticale sia in orizzontale, ma sempre con formati dello schermo ridotti e non uniformi, diventa necessaria la riformattazione istantanea della schermata. Questo implica certe funzionalità specifiche (tipo i muli che arando concimano anche il terreno), ma alle spese di pesanti concessioni sulla qualità della composizione e ricomposizione; di solito righe composte in bandiera, o se giustificate, con spazi improponibili fra le parole; niente matematica; mancanza di corss reference che si aggiorni da sola ad ogni ricomposizione della schermata, eccetera.

                Il formato PDF è il trattore a 16 erpici; compone benissimo, anche con le raffinatezze della microtipografia; matematica del sistema TeX, cross reference perfetta; navigazione interna ed esterna, figure di ogni genere, eccetera; non è un caso che il formato PDF sia stndardizzato per la produzione di documenti da archiviare per tempi indefiniti, conservandone l’aspetto originale di qui a 50 anni, 100 anni, alcuni secoli, e per il futuro successivo ci penseranno i posteri. Però il formto PDF una volta composto non può venire ricomposto, meno che mai al volo; la pagina una volta formata resta immutata per sempre, a meno di volerla modificare con programmi/editor del formato PDF di tipo ultra professionale e costosissimi.

                Allora: se vuoi fare un ebook in formato pdf per un tablet, devi isizialmente sapre le dimensioni dello schermo del dispositivo; i tablet non sono di dimensioni unificate, ma direi che il 90mm per 120mm sia uno dei più piccoli; la pagina costruita per questo, va bene anche per gli scrmi più grandi; tuttavia si perde un poco nella qualità perché una pagina così piccola è difficile da comporre.

                Prendi geometry e specifichei le dimensioni della carta di 90mm per 120mm; poi specifichi un totalbody di 80mm per 110mm; il totalbody include anche testatina e piedino; specifichi i quattro margini di 5mm.

                Poi componi il tuo testo; se si tratta di novelle o comunque di solo testo non dovresti avere particolari problemi semplicemente compilando con pdflatex; al massimo devi aggiustare qualche capoverso in cui appare almeno una riga che sfora il margine.

                Se devi scrivere della matematica puoi avere necessità di comporla dentro ad ambienti particolari, per poter comporre le espressioni un po’ lunghette spezzandole a mao nei punti in cui la lettura della matematica lo consente. Le dimensioni delle figure vanno parametrizzate a frazioni di \textwidth; le tabelle devono contenere poche colonne e non troppo larghe, magari può essere utile il pacchetto tabularx e l’ambiente tabularx per comporre le colonne di tipo X che si aggiustano in larghezza in modo che la tabelle a ragginuga la larghezza specificatale, ovviamente non superiore alla \textwidth; per tabelle un po’ coprose probabilmente devi ricorrere all’ambiente longtable.

                Cuoi ricomporre in formato 170mm per 240mm? nessun problema: commenti la riga del comando geometry con cui hai specificato le dimensioni per la finestra di un tablet, e ci metti quelle adatte alla pagina fisica di superficie più di quattro volte più grande, lasciando margini più generosi, asimmetrici, come dovrebbe essere in ogni libro stampato bene; ricomponi, al piì apportando qualche modifica a quelle espressioni matematiche che non hanno più bisogno di essere spezzate su più righe, e il gioco è fatto.

                Come vedi non è difficile; ma con il formato pdf probabilmente ti puoi sognare di sfogliare con il dito passato sullo schermo touch screen, a meno che il visualizzatore del PDF sul tablet non lo consenta di suo. Però la lettura sarà molto più confortevole che su un libro composto in formato ePub.

                Poi ci si può domandare come si possa studiare un manuale universitario, specialmente di scienze dure (matematica, fisica, ingegneria, chimica e simili) su uno schermo di 90mm per 120mm; si può invece leggere comodamente un saggio in scienze umane, perché solitamente contiene solo testo. In entrambi i casi non è facile annotare il testo come puoi fare su un libro cartaceo (annotazioni che più accademicamente chiamerai glosse — ricorda: l’Università di Bologna è stata fondata nel 990 A.D. anche grazie ai glossatori che già operavano in quella città annotando sul margine i codici di giurisprudenza disponibili allora). Annotare il testo è fondamentale per un libro di studio di qualunque materia, inessenziale per un romanzo.

                Non scoraggiarti e provaci. Facci sapere, poi, come è andata.

                Ciao
                Claudio

              • #82459
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                Mi spiace che tu abbia fatto un uso esclusivo della Mela.
                Ti consiglio una maggiore flessibilità e larghezza di vedute…

                Di recente ho utilizzato con profitto pandoc, per un progetto che prevedeva ad un tempo una coppia di file: un .pdf destinato alla stampa, realizzato con LaTeX, ed un .epub (dialetto di XML), per la fruizione su ebook reader.
                Al fine di ottenere risultati più soddisfacenti, è necessario correggere quanto prodotto da pandoc, alla luce degli standard IDPF, seguendo un gusto prettamente personale.

                Spiacente ma il supporto cartaceo non morirà.
                Oggi molti ascoltano musica in formato digitale attraverso svariati dispositivi multimediali. Nulla di paragonabile all’ascolto dal vivo di un concerto sinfonico.
                Ci sono in fondo due tipi di editoria: quella che mira al profitto e quella che ha rispetto del lettore.
                Decidi tu a quale mondo vuoi appartenere.

                Claudio

              • #82460
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                Grazie Old Claudio!
                Non mi hai reso certo il lavoro più semplice, ma mi hai dato il dubbio che ci si possa provare comunque…
                Per quello che riguarda l’articolo di Luca Merciadri: sono riuscito a scaricare un pdf; adesso, si tratta di leggerlo!?!
                Le dimensioni della gabbia grafica, sono infatti quelle che più mi preoccupano: non tanto per testi privi di “eventuali formule”, quelli ho compreso in linea di massima che se non erro a digitare i comandi e le scelte delle specifiche, mi si impaginano più in fretta di quanto riuscisse un grafico editoriale alle prese con un menabò…
                Quando avrò terminato la lettura di ArteLaTeX, la riprenderò avendo cura di iniziare immediatamente la stesura di un testo: diciamo un saggio come prima prova.
                Se affronterò la prova di matematica… La esporrò a tempo opportuno e con le domande più specifiche possibile; anche per aiutare chi stia incontrando problemi di composizione simili.
                Ho già notato che dovrò preparare una cartella .jpg per le illustrazioni così da non doverle cercare sempre; e poi, dovrebbero anche essere “leggere”… Ma questa è un’altra storia!
                Ora, torno alla mia lettura
                buon fine di settimana
                Marzio/andrea

              • #82461
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                Grazie alla vostra risposta, ho iniziato la lettura approfondita dei manuali LaTeX…
                Bella avventura…

                Ho terminato di leggere, come primo approccio, L’Arte di scrivere con: e ho iniziato a rimuginare…
                Mi son tradotto l’articolo di Luca Merciadri (21anni, beato lui… NdR): sarà la mia base di esercizio per iniziare a comprendere la composizione asincrona! 💡

                Sono immerso nella lettura dellla Guida: lunghetta… Ma, assai interessante: in alcune parti mi avete fatto rientrare in tipografia e completare i miei ricordi di fanciullo: uscivo quasi sempre con qualche “striscia” di alluminio composta a caldo; oppure il compositore al banco mi regalava le mie iniziali prendendole dalla collezione!

                Più leggo, più comprendo la mia ignoranza: quanto ho ancora da imparare!
                Ma, come dice un mio amico romano: “Sò de’ coccio…”

                Mi son scaricato Skim e lo sto usando con soddisfazione al posto di Anteprima!

                Mi auguro, prossimamente, di chiedervi lumi su argomenti specifici e non generalisti come nella mia prima…

                Certo è che la mia idea è comunque di comporre testi tecnico-scientifico che prima di tutto siano in formato digitale; ma che, contemporaneamente, siano già “preparati” a una loro eventuale pubblicazione cartacea.

                Grato sempre della vostra attenzione e cortesia
                Marzio/Andrea

              • #82462
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                nhcvi2″ post=84469
                Spiacente ma il supporto cartaceo non morirà.
                Oggi molti ascoltano musica in formato digitale attraverso svariati dispositivi multimediali. Nulla di paragonabile all’ascolto dal vivo di un concerto sinfonico.
                Ci sono in fondo due tipi di editoria: quella che mira al profitto e quella che ha rispetto del lettore.
                Decidi tu a quale mondo vuoi appartenere.

                Claudio

                Si anche io sono d’accordo. Non penso proprio che la tipografia tradizionale sia morta o stia morendo, ma si sta trasformando e integrando con le nuove tecnologie e per questo ha bisogno di evolversi ed aggiornarsi. Sinceramente io preferisco ancora leggere tante cose su cartaceo e soprattutto i libri.

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