Re: L’Arte nuova edizione

#84875
OldClaudio
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    1) non è necessario copiare i preambolo del documento master nel documento parte, anzi è vietato, nasta usare il nome del file del documento parte come unico elemento della lista di nomi di fila che costituiscono l’argomento di include only; si comoila solo il documento master, dicendoogli di includere solo (include only vuol dire prorpio quello) i file nominati, anche uno solo.

    2) Non c’è bisogno di specificarlo, ma sicome repetite iuvant lo si può fare.

    3) Ovvio: visto che il metodo è adatto per spezzare il documento grande in parti della dimensione dei capitioli, è ovvio che il comando \chapter va dato dentro il documento incluso; se fosse dato fuori, il titolo del capitolo inizierebbe in una pagina nuova e se il corpo del capitoolo vosse immesso con \include, verrebbe composto su un’altra pagina nuova; il titolo del cpaitolo rimarrebbe solo soletto… i sezionamenti sotto il coitolo evidentemente vanno dentro i capitolo non in un altro file da immettere comn \include; volendo si potrebbe mettere ogni sezione in un file a se stante da immettere con \inpt, ma si arriverebbe ad un frazionamento eccessivo.

    4) ovvio; ma ci sono anche altri metodi per mettere nell’indice sezioni asteriscate.

    5) Io (e forse altri) sono un fautore del metodo include+includeonly; loro ed altri esperti di questo gruppo sono fautori del metodo input; Però Lorenzo e Tommaso si rivolgono ad una readership di persone che accostano per la prima volta a LaTeX; presumibilmente per comporre una tesi; questi utenti verosimilmente non hanno bisogno di usare include+includeonly; una tesi non dovrebbe essere un documento di più di 100 — 150 pagine, massimo 200, quindi si può gestire in modo monolitico. Sono d’accordo con loro.

    6) usando include+includeonly si può usare \input per immettere nel flusso di entrate del moore di composizione frammenti del capitolo. Non lo useri affatto per spezzare ulteriormente il file del capitolo in tanti piccoli file di tante sezioni e sottosezioni; però potrebbe essere usato \impute per immettere, per esempio un diagramma composto con pgfplots che è stato “lavorato” in un file a parte per le necessarie molteplici modifiche correzioni, aggiustamenti, eccetera. Una volta terminata la messa a punto del grafico, il codice può venire copiato e incollato nel file del capitolo, oppure lasciato stare dov’è (purché sia stato lavorato con un altro piccolo master file e immessovi con \input, e incluso del file del capitolo con un semplice \input. È solo un esempio e ne potrei fare molti altri. Ma sconsigllierei vivamente di frammentare il file del capitolo in tanti file per ogni sezionamento.

    Claudio

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