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OldClaudio.
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15 Aprile 2013 alle 4:04 #84869::
L’Arte di scrivere con LATEX di Pantieri e Gordini è davvero un testo prezioso e spero di riuscire ad interpretare adeguatamente l’invito sincero degli autori ad avanzare proposte per renderlo sempre più vicino ai bisogni dei lettori.
A pagina 44 della edizione 2012, paragrafo 3.14, si tratta di un argomento molto interessante e anche critico per chi vuole utilizzare Latex in ambiti di ricerca: i documenti di grandi dimensioni.
Lo schema fornito è molto chiaro e funzionale.
Tuttavia credo meriterebbe una più specifica trattazione la parte relativa alla scomposizione ricomposizione delle parti di una pubblicazione.
In particolare:
1 le parti separate che poi confluiranno nel documento “master” devono essere redatte senza alcun preambolo (documentclass, usepackage, ecc)? Ma come sarà possibile averne una anteprima pdf via via che si redigono?
2 il documento master dovrà essere compilato già con riferimento ai singoli documenti oppure i singoli documenti potranno essere integrati in qualsiasi momento successivo?
3 come fare in modo che la numerazione delle pagine fluisca ininterrotamente nel documento master?
4 come fare riferimento da un documento parte ad un altro documento parte (ad una tabella, ad un grafico, ad una formula)?
5 come funziona tableofcontents o bibliografia, in questo caso?Grazie
Emil
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15 Aprile 2013 alle 4:50 #84870::
EmilLask” post=84248L’Arte di scrivere con LATEX di Pantieri e Gordini è davvero un testo prezioso e spero di riuscire ad interpretare adeguatamente l’invito sincero degli autori ad avanzare proposte per renderlo sempre più vicino ai bisogni dei lettori.
Ti ringrazio 🙂
EmilLask” post=84248A pagina 44 della edizione 2012, paragrafo 3.14, si tratta di un argomento molto interessante e anche critico per chi vuole utilizzare Latex in ambiti di ricerca: i documenti di grandi dimensioni.
Lo schema fornito è molto chiaro e funzionale.
Tuttavia credo meriterebbe una più specifica trattazione la parte relativa alla scomposizione ricomposizione delle parti di una pubblicazione.
In particolare:
1 le parti separate che poi confluiranno nel documento “master” devono essere redatte senza alcun preambolo (documentclass, usepackage, ecc)? Ma come sarà possibile averne una anteprima pdf via via che si redigono?Mi pare che ci sia scritto chiaramente: il preambolo in un documento è sempre uno solo, il che significa che i vari file esterni che ci includi non devono avere il preambolo, come scriviamo. Per avere l’anteprima di un solo capitolo, diciamo, devi commentare nel documento principale tutti gli [tt]\input[/tt] che non ti servono oppure le voci che non ti servono in [tt]\includeonly[/tt]. Oppure usare l’editor Emacs, che permette di selezionare una parte di testo qualunque e di comporla: si prende da sola tutto ciò che le serve dal preambolo.
EmilLask” post=842482 il documento master dovrà essere compilato già con riferimento ai singoli documenti oppure i singoli documenti potranno essere integrati in qualsiasi momento successivo?
Puoi mettere i vari [tt]\input[/tt] o [tt]\include[/tt] quando vuoi.
EmilLask” post=842483 come fare in modo che la numerazione delle pagine fluisca ininterrotamente nel documento master?
Non ho capito quello che chiedi. Compilando il primo e il quarto capitolo con il metodo di [tt]\input[/tt], per esempio, avrai un documento che conterrà i capitoli 1 e 2 con la numerazione progressiva delle pagine. Per usare il metodo di [tt]\include[/tt] prima compili tutto una volta, poi scegli i capitoli di prima, e avrai un documento con i capitoli 1 e 4 con la numerazione interrotta al punto giusto.
EmilLask” post=842484 come fare riferimento da un documento parte ad un altro documento parte (ad una tabella, ad un grafico, ad una formula)?
Idem. Con [tt]\input[/tt] avrai tanti ?? se i riferimenti richiamano cose che in quel momento non sono in compilazione. Con [tt]\include[/tt] invece avrai i tuoi riferimenti corretti.
EmilLask” post=842485 come funziona tableofcontents o bibliografia, in questo caso?
Come al solito. Non mi preoccuperei di indice e bibliografia e riferimenti fino alla fine del lavoro. In questo caso arara aiuta.
Ciao
Tommaso
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15 Aprile 2013 alle 4:52 #84871::
EmilLask” post=84248L’Arte di scrivere con LATEX di Pantieri e Gordini è davvero un testo prezioso e spero di riuscire ad interpretare adeguatamente l’invito sincero degli autori ad avanzare proposte per renderlo sempre più vicino ai bisogni dei lettori.
A pagina 44 della edizione 2012, paragrafo 3.14, si tratta di un argomento molto interessante e anche critico per chi vuole utilizzare Latex in ambiti di ricerca: i documenti di grandi dimensioni.
Lo schema fornito è molto chiaro e funzionale.
Tuttavia credo meriterebbe una più specifica trattazione la parte relativa alla scomposizione ricomposizione delle parti di una pubblicazione.
In particolare:
1 le parti separate che poi confluiranno nel documento “master” devono essere redatte senza alcun preambolo (documentclass, usepackage, ecc)? Ma come sarà possibile averne una anteprima pdf via via che si redigono?
2 il documento master dovrà essere compilato già con riferimento ai singoli documenti oppure i singoli documenti potranno essere integrati in qualsiasi momento successivo?
3 come fare in modo che la numerazione delle pagine fluisca ininterrotamente nel documento master?
4 come fare riferimento da un documento parte ad un altro documento parte (ad una tabella, ad un grafico, ad una formula)?
5 come funziona tableofcontents o bibliografia, in questo caso?Grazie
Emil
Ciao,
vedo che hai diversi dubbi
Il primo suggerimento che ti do è quello di scaricare “tesi classica” al seguente link:http://www.lorenzopantieri.net/LaTeX_files/TesiClassica.zip
e analizzare il codice, tutto dovrebbe diventare chiaro, almeno così è stato per me.
Naturalmente se permangono dei dubbi, puoi sempre postare le perplessità residue.If you can’t solve a problem, you can always look up the answer.
But please, try first to solve it by yourself; then you’ll learn more and you’ll learn faster.
– Donald E. Knuth, The TeXbook.
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15 Aprile 2013 alle 5:03 #84872::
Emil, le cose che chiedi sono piuttosto avanzate, non so quanto potrebbero trovare posto nell’Arte, perché richiedono molte pagine per essere esposte come si deve.Per altro tutto ciò che chiedi è spiegato nelal Guida GuIT, che sarebbe, per così dire, il seguito dell’Arte.
L\ultima verisone della Guida GuIT è scaricabile dalla sezione Documentazione di questo sito sia in forma monolitica sia divisa in tre tomi; come vedi la stessa Guida GuIT è la prova provata di come si possono fare le cose.
D’altra parte nell’Arte sono già accennate alcune cose al tipo di composizione che citi: il §3.14.2 è tutto dedicato a questo tipo di composizione. Siccome il metodo \include + \includeonly, di cui parla il paragrafo, non sembra essere essenziale per il tipo di lettori dell’Arte, esso è molto stringato, ma leggendo fra le righe c’è tutto o quasi.
In breve:
1) \includeonly elenca i nomi dei documenti parte, come li chiami tu, da compilare effettivamente;
2) i documenti parte non devono avere nessun preambolo e non devono contenere nemmeno la coppia \begin{document e \end{document}
3) anche se i documenti effettivamente compilati non formano la totalità dell’intero documento, i riferimenti incrociati sono tutti assicurati anche verso i documenti parte non inclusi, purché siano già stati compilati almeno una volta
4) l’indice generale continua ad andare bene e si riferisce all’intero documento
5) la bibliografia e i suoi riferimenti restano validi purché il documento parte che contiene la bibliografia sia stato compilato almeno una volta
6) l’indice analitico può essere critico; se si usa il pacchetto makeidx, esso rimane valido anche se si include un solo documento, purché non si ricrei il file .ind lanciando il programma makeindex; se invece si usa il pacchetto imakeidx, bisogna disabilitare l’indice automatico mediante l’opzione noauto e come nel caso precedente non si deve intervenire a mano; d’altra parte questo problema dell’indice analitico è secondario, sia perché moltissimi documenti ne sono privi, sia perché compilando un documento parziale non ha senso compilarne l’indice analitico senza il resto.Diverso è il problema di scomporre un documento finito in tomi. Comunque dovrebbe essere tutto raccontato nella Guida GuIT
Nota che ciascuno dei sei punti esposti sopra richiederebbe almeno un paragrafo a se stante, quindi almeno una pagina per essere esposto come si deve.
Con questo non voglio dire che il §3.14.2 non possa essere esteso un poco; anche se sono scettici sull’uso di \include+\includeonly, sono sicuro che Lorenzo e Tommaso (che leggono questo messaggio) possono intervenire per esporre meglio questa questione.
Claudio
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15 Aprile 2013 alle 5:35 #84873::
Molte grazie a Tommaso, alegenn e Claudio.Leggendo il paragrafo dell’Arte a cui facevo riferimento si rimane con una gran voglia di capire meglio come organizzare il lavoro.
Ecco perchè potrebbe essere utile chiarire meglio e aggiungere qualche suggerimento dettato dalla pratica.Ad esempio:
1 Nei “documenti parte” non bisogna aggiungere nessun preambolo. Questo significa che ogni anteprima potrà essere visibile soltanto dopo l’inserimento nel documento master e la compilazione. Per capitoli o paragrafi molto tecnici, questo potrebbe essere fastidioso, a meno che non si abbia una tale completa padronanza del linguaggio da rendere superflua ogni anteprima in corso di redazione. In questo caso ha senso inserire il preambolo, copiandolo dal documento master, così da essere certi di non aggiungere o togliere niente che poi non si ritrovi nella compilazione finale, e commentarlo prima di inserirlo nel master stesso? Oppure … altri consigli?2 I riferimenti incrociati sarebbe bene specificare che si comportano come usualmente. Quindi all’interno di ciascun “documento parte” si potrà fare riferimento a label contenuti in altri “documenti parte”. Quando poi si passa all’inserimento nel master allora si avranno i diversi comportamenti specificati nella risposta che mi ha scritto Tommaso.
3 L’indicazione delle sezioni, chapter, paragraph e altro, deve essere data all’interno del “documento parte”. Altri suggerimenti?
4 Se ad esempio desidero inserire in Indice una sezione che non andrebbe in Indice, la specifica \addcontentsline va fatta nel “documento parte”. Almeno credo.
5 In che senso Lorenzo e Tommaso sono scettici sull’uso di \include + \includeonly?
6 \input annidato dentro \include potrebbe essere molto utile per la scomposizione dei diversi paragrafi di uno stesso capitolo, che non abbiano necessità di cominciare in una nuova pagina. Oppure?
Ancora grazie
Emil
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15 Aprile 2013 alle 6:36 #84874::
EmilLask” post=84256Molte grazie a Tommaso, alegenn e Claudio.
Leggendo il paragrafo dell’Arte a cui facevo riferimento si rimane con una gran voglia di capire meglio come organizzare il lavoro.
Ecco perchè potrebbe essere utile chiarire meglio e aggiungere qualche suggerimento dettato dalla pratica.Saremo felici di farlo 🙂
EmilLask” post=842561 Nei “documenti parte” non bisogna aggiungere nessun preambolo. Questo significa che ogni anteprima potrà essere visibile soltanto dopo l’inserimento nel documento master e la compilazione. Per capitoli o paragrafi molto tecnici, questo potrebbe essere fastidioso, a meno che non si abbia una tale completa padronanza del linguaggio da rendere superflua ogni anteprima in corso di redazione. In questo caso ha senso inserire il preambolo, copiandolo dal documento master, così da essere certi di non aggiungere o togliere niente che poi non si ritrovi nella compilazione finale, e commentarlo prima di inserirlo nel master stesso? Oppure … altri consigli?
Quel paragrafo vorrebbe raccontare in poche parole che è meglio dividere un documento corposo in più file anziché avere un sorgente unico. I motivi per farlo sono molti:
1. andare da un punto all’altro del documento potrebbe rivelarsi enormemente dispendioso in termini di tempo, prova a pensare un sorgente di qualche migliaio di righe;
2. per vedere l’anteprima della porzione di testo che stai scrivendo ti tocca compilare tutto il documento ogni volta, e magari non ti serve sempre compilarlo tutto, ma hai bisogno di vedere come sta venendo solo l’ultimo paragrafo che hai scritto. Capirai che compilare un capitolo è molto più veloce di compilarne 8, per esempio; certo, si può sempre commentare il testo che non serve, ma si perde troppo tempo; se stai lavorando al capitolo 4 e hai già scritto gli altri capitoli successivi, puoi mettere un [tt]\end{document}[/tt] subito dopo il punto in cui sei arrivato, ma comunque compileresti sempre anche i primi tre capitoli.
Naturalmente, devi dire a LaTeX che c’è un altro pezzo del tuo documento da compilare, non può capirlo da solo: e glielo dici con [tt]\input[/tt] o [tt]\include[/tt]. Nel tuo documento principale avrai una cosa come
`\begin{document}
% \input{1}
\input{2}
% \input{3}
\end{document}`
e come vedi ho commentato il capitolo 1 e il 3: vuol dire che mi interessa vedere solo il capitolo 2. Mettere qualche segno di commento in questo modo è più rapido che commentare paragrafi interi. Non vedo il motivo di riportare l’intero preambolo nel file che stai lavorando: il metodo dei commenti che ti ho fatto vedere funziona alla grande e ti permette di risparmiare commenti inutili. Il grado di tecnicità del tuo documento non è rilevante, per me.EmilLask” post=842562 I riferimenti incrociati sarebbe bene specificare che si comportano come usualmente. Quindi all’interno di ciascun “documento parte” si potrà fare riferimento a label contenuti in altri “documenti parte”. Quando poi si passa all’inserimento nel master allora si avranno i diversi comportamenti specificati nella risposta che mi ha scritto Tommaso.
Non capisco. Forse ti riferisci alla frase che dice che gli eventuali riferimenti incrociati vanno perduti? Vero, basta dire che comunque si possono fare. Vanno perduti solo con [tt]\input[/tt], non con [tt]\include[/tt].
EmilLask” post=842563 L’indicazione delle sezioni, chapter, paragraph e altro, deve essere data all’interno del “documento parte”. Altri suggerimenti?
Che vuoi dire? Dove vorresti metterla?
EmilLask” post=842564 Se ad esempio desidero inserire in Indice una sezione che non andrebbe in Indice, la specifica \addcontentsline va fatta nel “documento parte”. Almeno credo.
Esatto, ma siccome altrove è spiegato dove va messo questo comando, ripeterlo sarebbe di troppo.
EmilLask” post=842565 In che senso Lorenzo e Tommaso sono scettici sull’uso di \include + \includeonly?[/tt]
Non siamo scettici affatto 🙂 Nella guida usiamo [tt]\input[/tt], infatti.6 \input annidato dentro \include potrebbe essere molto utile per la scomposizione dei diversi paragrafi di uno stesso capitolo, che non abbiano necessità di cominciare in una nuova pagina. Oppure?
Passo 🙂
Ciao
Tommaso
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15 Aprile 2013 alle 6:46 #84875::
1) non è necessario copiare i preambolo del documento master nel documento parte, anzi è vietato, nasta usare il nome del file del documento parte come unico elemento della lista di nomi di fila che costituiscono l’argomento di include only; si comoila solo il documento master, dicendoogli di includere solo (include only vuol dire prorpio quello) i file nominati, anche uno solo.2) Non c’è bisogno di specificarlo, ma sicome repetite iuvant lo si può fare.
3) Ovvio: visto che il metodo è adatto per spezzare il documento grande in parti della dimensione dei capitioli, è ovvio che il comando \chapter va dato dentro il documento incluso; se fosse dato fuori, il titolo del capitolo inizierebbe in una pagina nuova e se il corpo del capitoolo vosse immesso con \include, verrebbe composto su un’altra pagina nuova; il titolo del cpaitolo rimarrebbe solo soletto… i sezionamenti sotto il coitolo evidentemente vanno dentro i capitolo non in un altro file da immettere comn \include; volendo si potrebbe mettere ogni sezione in un file a se stante da immettere con \inpt, ma si arriverebbe ad un frazionamento eccessivo.
4) ovvio; ma ci sono anche altri metodi per mettere nell’indice sezioni asteriscate.
5) Io (e forse altri) sono un fautore del metodo include+includeonly; loro ed altri esperti di questo gruppo sono fautori del metodo input; Però Lorenzo e Tommaso si rivolgono ad una readership di persone che accostano per la prima volta a LaTeX; presumibilmente per comporre una tesi; questi utenti verosimilmente non hanno bisogno di usare include+includeonly; una tesi non dovrebbe essere un documento di più di 100 — 150 pagine, massimo 200, quindi si può gestire in modo monolitico. Sono d’accordo con loro.
6) usando include+includeonly si può usare \input per immettere nel flusso di entrate del moore di composizione frammenti del capitolo. Non lo useri affatto per spezzare ulteriormente il file del capitolo in tanti piccoli file di tante sezioni e sottosezioni; però potrebbe essere usato \impute per immettere, per esempio un diagramma composto con pgfplots che è stato “lavorato” in un file a parte per le necessarie molteplici modifiche correzioni, aggiustamenti, eccetera. Una volta terminata la messa a punto del grafico, il codice può venire copiato e incollato nel file del capitolo, oppure lasciato stare dov’è (purché sia stato lavorato con un altro piccolo master file e immessovi con \input, e incluso del file del capitolo con un semplice \input. È solo un esempio e ne potrei fare molti altri. Ma sconsigllierei vivamente di frammentare il file del capitolo in tanti file per ogni sezionamento.
Claudio
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15 Aprile 2013 alle 12:07 #84876::
EmilLask” post=842565 In che senso Lorenzo e Tommaso sono scettici sull’uso di \include + \includeonly?
Non siamo scettici affatto Nella guida usiamo \input, infatti.
La frase, messa tutta insieme e tolta la litote implicita, vuol dire che siete contrari 😯
E io che credevo di essere stato gentile usando la parola scettici.:sad:
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15 Aprile 2013 alle 12:17 #84877::
OldClaudio” post=84281
5 In che senso Lorenzo e Tommaso sono scettici sull’uso di \include + \includeonly?
Non siamo scettici affatto Nella guida usiamo \input, infatti.
La frase, messa tutta insieme e tolta la litote implicita, vuol dire che siete contrari 😯
E io che credevo di essere stato gentile usando la parola scettici.:sad:
Non so che abbiate pensato, ma il succo è che consigliamo i due metodi.
Non siamo affatto contrari. Prova ne è il fatto che i capitoli della guida sono inclusi nel master con \input. Se fossimo contrari, non lo useremmo neanche noi 😉Ciao
Tommaso
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15 Aprile 2013 alle 13:42 #84878::
Vedi che insisti su \input?Io ho detto che siete scettici su \include+\includeonly, che infatti voi non usate, Se foste favorevoli lo usereste proprio per la guida, tanto per cominciare.
Il fatto è che “descrivete” i due metodi, ma si capisce chiaramente che consigliate il metodo \input; i tuoi ultimi mail confermano questa preferenza. Quindi lasciami dire che siete scettici sull’altro metodo, quello del \include+\includeonly.
Cerchiamo di capirci in “plain italian”! Poi possiamo essere favorevoli, contrari, scettici, entusiasti, agnostici, non ha importanza. Non vogliamo mica fare guerre di religione su una cosa così insignificante, no?
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15 Aprile 2013 alle 14:34 #84879::
OldClaudio” post=84283Vedi che insisti su \input?
Io ho detto che siete scettici su \include+\includeonly, che infatti voi non usate, Se foste favorevoli lo usereste proprio per la guida, tanto per cominciare.
Il fatto è che “descrivete” i due metodi, ma si capisce chiaramente che consigliate il metodo \input; i tuoi ultimi mail confermano questa preferenza. Quindi lasciami dire che siete scettici sull’altro metodo, quello del \include+\includeonly.
Cerchiamo di capirci in “plain italian”! Poi possiamo essere favorevoli, contrari, scettici, entusiasti, agnostici, non ha importanza. Non vogliamo mica fare guerre di religione su una cosa così insignificante, no?
Nessuna guerra di religione, ho travisato io. Nella prossima versione, il paragrafo in questione sarà ampliato descrivendo bene pregi e difetti dell’uno e dell’altro metodo, chiarendo come vanno creati i file da includere, ribadendo che il preambolo è uno solo, e altre cose. Senza lasciar trasparire nessuna preferenza 🙂
Di sicuro, per il nostro amico Emacs ha una marcia in più, permettendo di selezionare un testo qualunque in un punto qualunque di un file qualunque e di comporlo per vedere come viene. Non so se questa funzione sia anche di TeXstudio o TeXShop o TeXworks (che, segnalo, si sta muovendo per l’aggiornamento alla versione 0.4.5, guardare per credere).
Ciao
Tommaso
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15 Aprile 2013 alle 14:48 #84880::
Permettetemi di approfittare del riferimento ad Emacs.
Lavorando prevalentemente in ambiente Mac OS X mi consigliate http://emacsformacosx.com/ oppure Aquamacs che è alla versione 2.4, basata sulla penultima versione di GUI Emacs?Emil
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15 Aprile 2013 alle 14:50 #84881::
illinguista1972″ post=84285
Nessuna guerra di religione, ho travisato io. Nella prossima versione, il paragrafo in questione sarà ampliato descrivendo bene pregi e difetti dell’uno e dell’altro metodo, chiarendo come vanno creati i file da includere, ribadendo che il preambolo è uno solo, e altre cose. Senza lasciar trasparire nessuna preferenza 🙂Ho capito che avevi equivocato; è per questo che insistevo. Speriamo nella prossima edizione. Personalmente, avendo usato il metodo \include+\includeonly da quando è uscito LaTeX2e, ho potuto apprezzarne l’utilità e per quento mi sforzi non riesco a vedere l’utilità di frazionare un grande documento con \input; ma uso anche \input per le altre sue molteplici utilità, non per quella di frazionare un documento voluminoso. Sai bene per il recente lavoro che abbiamo fatto assieme come sono riuscito a superare i tempi di compilazione; sia usando \include+\includeonly sia \input. Le due cose non sono mutuamente esclusive.
illinguista1972″ post=84285
Di sicuro, per il nostro amico Emacs ha una marcia in più, permettendo di selezionare un testo qualunque in un punto qualunque di un file qualunque e di comporlo per vedere come viene. Non so se questa funzione sia anche di TeXstudio o TeXShop o TeXworks (che, segnalo, si sta muovendo per l’aggiornamento alla versione 0.4.5, guardare per credere).Ciao
TommasoEmacs ha molte marce in più; io ho scherzato quando in un recente posto ho detto che pu`ø preparare anche il caffè; qualcuno mi ha risposto che lo può fare per davvero, hardware permettendo. Io lo uso spesso per controllare le festività sia ortodosse (calendario giuliano) sia ebraiche (calendario ebraico luni-solare); dove altro sennò! Ma non ho mai provato TeXstudio; sembrerebbe che anche TeXstudio si capace di compilare e visualizzare una parte del testo. Ho scritto agli sviluppatori di TeXstudio di considerare la possibilità di creare una scorciatoia di tastiera che serva per commutare modo di immettere i caratteri nella finestra di editing, in modo di poter fare come si fa con Emacs; sequenze di chiavi latine (corrispondenti alla codifica LGR) per immettere a schermo direttamente le lettere del greco politonico. Il gruppo di TeXstudio è così vivace che non escluderei che lo facessero.
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