lipsiakos

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  • #89190
    samiel
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      Il font greco Lipsiakos è presente di default in Texlive?
      Il codice
      `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
      \fontencoding{LGR}\fontfamily{lipsiakos}\selectfont
      \def\encodingdefault{LGR}}`
      mi fa solo guai…

      grazie
      m

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      • #89191
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        samiel” post=88678Il font greco Lipsiakos è presente di default in Texlive?
        Il codice
        `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
        \fontencoding{LGR}\fontfamily{lipsiakos}\selectfont
        \def\encodingdefault{LGR}}`
        mi fa solo guai…

        grazie
        m

        `\documentclass[a4paper]{article}
        \usepackage[T1]{fontenc}
        \usepackage[utf8]{inputenc}
        \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
        \usepackage[boldLipsian]{teubner}

        \begin{document}
        Il prossimo testo è in carattere lipsiano:
        \begin{Lipsiakostext}
        καλός καὶ ἀγαθὸς.
        \end{Lipsiakostext}

        Oppure: \textLipsias{καλός καὶ ἀγαθὸς}.

        Oppure: \textLipsias{{\bfseries καλός καὶ ἀγαθὸς}}.

        Come vedi, è compreso in TeX~Live. Bastava, come al solito, scrivere in un terminale \texttt{texdoc teubner}
        e consultare la documentazione. Ma a volte è troppo faticoso. 🙂
        \end{document}`

        Ciao
        Tommaso

      • #89192
        samiel
        Partecipante
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          Le cose non sono così semplici.
          Basta che io scelga anche un font personale
          e ci sono guai. Prova a compilare questo
          (nel quale sicuramente c’è un errore,
          ma ho solo aggiunto mathpazo
          per avere un Palatino come font per i testo
          `\documentclass[a4paper]{article}
          \usepackage[T1]{fontenc}
          \usepackage[utf8]{inputenc}
          \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
          \usepackage[boldLipsian]{teubner}
          \usepackage[osf]{mathpazo}

          \begin{document}
          Il prossimo testo è in carattere lipsiano:
          \begin{Lipsiakostext}
          καλός καὶ ἀγαθὸς.
          \end{Lipsiakostext}

          Oppure: \textLipsias{καλός καὶ ἀγαθὸς}.

          Oppure: \textLipsias{{\bfseries καλός καὶ ἀγαθὸς}}.

          Come vedi, è compreso in TeX~Live. Bastava, come al solito, scrivere in un
          terminale \texttt{texdoc teubner}
          e consultare la documentazione. Ma a volte è troppo faticoso. 🙂
          \end{document}`

          m

        • #89193
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          teubner non prevede l’uso di mathpazo. Se carichi pxfonts non ci sono problemi.
          Non saprei proprio come far funzionare mathpazo 🙄

          Ciao
          Ivan

        • #89194
          samiel
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            Cioè il ricorso a Teubner vieta l’utilizzo
            di altri tipi di font per il testo non greco?

            m

          • #89195
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            samiel” post=88683Cioè il ricorso a Teubner vieta l’utilizzo
            di altri tipi di font per il testo non greco?

            m

            Prova questo:
            `\documentclass[a4paper]{article}
            \usepackage[T1]{fontenc}
            \usepackage{pxfonts}
            \usepackage[utf8]{inputenc}
            \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
            \usepackage[boldLipsian]{teubner}

            \begin{document}
            Il prossimo testo è in carattere lipsiano:
            \begin{Lipsiakostext}
            καλός καὶ ἀγαθὸς.
            \end{Lipsiakostext}

            Oppure: \textLipsias{καλός καὶ ἀγαθὸς}.

            Oppure: \textLipsias{{\bfseries καλός καὶ ἀγαθὸς}}.

            Come vedi, è compreso in TeX~Live. Bastava, come al solito, scrivere in un terminale \texttt{texdoc teubner} e consultare la documentazione. Ma a volte è troppo faticoso. 🙂
            \end{document}`
            Ciao
            Tommaso

          • #89196
            samiel
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              Sì, come suggeriva Ivan con pxfonts compila correttamente.
              Ma ad esempio con la famiglia dei tg(termes, pagella ecc)
              di nuovo non compila. Bisogna vedere con cosa compila
              e con cosa no. E magari la ragione di ciò, che io non conosco…

              m

            • #89197
              samiel
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                A me servirebbe un greco “simil corsivo”.
                Ora, considerate questo codice:
                `\documentclass[a4paper]{article}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage[utf8]{inputenc}
                \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                \usepackage[osf]{mathpazo}
                \usepackage[scale]{tgadventor}
                \renewcommand{\ttdefault}{tgcursor}
                \usepackage{teubner}
                \ifFamily{qag}{lmss}
                \ifFamily{qpl}{lmr}
                \usepackage{multicol}
                \newenvironment{dblcolquote}
                {\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
                {\end{multicols}}
                \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}

                \begin{document}
                Anassimandro ha detto che «principio degli esseri è l'infinito [\GR{>'apeiron}]
                da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
                secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
                dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo».
                \smallskip

                {\raggedleft\small DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107\par}
                \smallskip

                \begin{dblcolquote}
                In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
                tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
                Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
                che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
                rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
                rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
                sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.

                L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
                esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
                \GR{>'apeiron}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{t`o
                je~ion}.
                \end{dblcolquote}
                \end{document}`
                Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
                e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
                Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
                con il codice
                `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
                \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
                \def\encodingdefault{LGR}}`
                mi salta la differenza dei due font greci.
                C’è modo di salvare capra e cavoli?

                m

              • #89198
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                samiel” post=88686A me servirebbe un greco “simil corsivo”.
                Ora, considerate questo codice:
                `\documentclass[a4paper]{article}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage[utf8]{inputenc}
                \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                \usepackage[osf]{mathpazo}
                \usepackage[scale]{tgadventor}
                \renewcommand{\ttdefault}{tgcursor}
                \usepackage{teubner}
                \ifFamily{qag}{lmss}
                \ifFamily{qpl}{lmr}
                \usepackage{multicol}
                \newenvironment{dblcolquote}
                {\begin{multicols}{2}\sffamily\small\parskip=0pt}
                {\end{multicols}}
                \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}

                \begin{document}
                Anassimandro ha detto che «principio degli esseri è l'infinito [\GR{>'apeiron}]
                da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
                secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
                dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo».
                \smallskip

                {\raggedleft\small DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107\par}
                \smallskip

                \begin{dblcolquote}
                In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
                tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
                Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
                che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
                rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
                rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
                sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.

                L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
                esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
                \GR{>'apeiron}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{t`o
                je~ion}.
                \end{dblcolquote}
                \end{document}`
                Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
                e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
                Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
                con il codice
                `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
                \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
                \def\encodingdefault{LGR}}`
                mi salta la differenza dei due font greci.
                C’è modo di salvare capra e cavoli?

                m

                Commento personale: quel testo senza grazie è davvero brutto e fa a pugni con il Palatino, ma questo non c’entra. Io farei così:
                `\documentclass[a4paper]{article}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage[utf8]{inputenc}
                \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                \usepackage{teubner}
                \usepackage{pxfonts}

                \DeclareRobustCommand{\GR}{%
                \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
                \def\encodingdefault{LGR}}

                \newenvironment{citazione}[1]
                {\def\autorecitazione{#1}\begin{quote}\small}
                {{\unskip\nobreak\hfil\penalty50
                \hspace{2em}\null\nobreak
                \hfil{\autorecitazione}
                \parfillskip=0pt \finalhyphendemerits=0 \par}
                \end{quote}}

                \begin{document}

                Anassimandro ha detto che
                \begin{citazione}{DK 12 B 1; trad. it. cit. pp. 106-107.}
                principio degli esseri è l'infinito [\textLipsias{ἄπειρον}]
                da dove infatti gli esseri hanno l'origine, ivi hanno anche la distruzione
                secondo necessità: poiché essi pagano l'uno all'altro la pena e l'espiazione
                dell'ingiustizia secondo l'ordine del tempo.
                \end{citazione}

                In questo celeberrimo frammento, il primo autentico testo di filosofia che la
                tradizione ci ha consegnato, vige ancora la grande lezione di Talete:
                Anassimandro, il suo discepolo più innovativo e profondo, è come lui convinto
                che vada individuato un principio unitario del cosmo, ma ne amplia le funzioni
                rispetto all'acqua (cfr. anche l'esposizione di DK 12 A 11). L'emancipazione
                rispetto all'immediatezza delle evidenze empiriche è alquanto accresciuta e
                sempre più estesamente l'elemento originario da cosa tende a farsi principio.

                L'«infinito» si può meglio parafrasare, se vogliamo rendere
                esplicita tutta la ricchezza del termine greco che lo esprime (e cioè
                {\GR{ἄπειρον}}), come eterno, indeterminato illimitato e divino: \GR{τὸ
                θεῖον}.

                \end{document}`
                Potresti levare teubner e il comando relativo. Un altro font greco quasi corsivo è il porson.

                Ciao
                Tommaso

              • #89199
                samiel
                Partecipante
                  Up
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                  Down
                  ::


                  Ma quello che sto facendo imita e riprende
                  un testo di Paravia dove il contributo
                  fu originariamente stampato. Insomma
                  dovrebbe assomigliare all’originale…

                  m

                • #89200
                  OldClaudio
                  Partecipante
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                    Down
                    ::

                    Mi consente di avere un greco “serif” nel testo che è in serif
                    e un greco “sans-serif” nel commendo a due colonne che è in sans-serif.
                    Ovviamente, se scelgo un font greco determinato, ad esempio Artemisia
                    con il codice
                    `\DeclareRobustCommand{\GR}{%
                    \fontencoding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont
                    \def\encodingdefault{LGR}}`
                    mi salta la differenza dei due font greci.
                    C’è modo di salvare capra e cavoli?


                    @samiel
                    , scopro solo ora questo filone, che è cominciato da poco, ma oggi che è sabato mi sono permesso di dormire un po’ di più.:smile:

                    Dunque tu vorresti avere due font greci di famiglie diverse per poter imitare un testo pubblicato da Paravia. Mettere insieme l’Artemisia (che a me non sembra tanto graziato (con le grazie — ovviamente stiamo parlando del minuscolo, non del maisucolo) e contiene una eta che a me non piace in modo particolare, anche se poi ci si fa l’abitudine (sembra una `n’ latina) con il lipsiano si può fare, certamente, ma mi sembra che il tuo comando mescoli capra e cavoli, senza una vera necessita; ti suggerisco un altro codice (che non ho collaudato) che ti permette di conservare \textlipsias e di usare contemporanemaente l’artemisia o, mutatis mutandis, qualunque altro font greco usabile con pdflatex:`\newcommand\artemisa{\fontenconding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectvont} % dichiarazione
                    \DeclareFontTextCommanf{\textartemisia}{\artemisia}% comando`
                    In questo modo con la dichiarazione \Lipsiacostext dentro un ambiente o con l’ambiente Lipsiakostext puoi scrivere con il font lipsiano e con il comando \textLipsias puoi usare il comando con il testo greco come argomento da comporre con il lipsiano; analogamente con la dichiarazione \artemisia o l’ambiente artemisia ovvero con il comando \textartemisia puoi comporrre con il font Artemisia; se vuoi l’Artemisa inclinato/corsivo (il corsivo in realtà non esiste con i font greci, esistono dei font inclinati con un disegno talvolta diverso da quello dei font “tondo”) lo dovresti poter fare specificando un’analoga dichiarazione e un analogo comando dove non selezioni solo la famiglia artemisa ma anche la forma inclinata (dovrebbe bastare aggiungere \itshape o \slshape dentro la definzione della dichiarazione \artemisia, prima di \selectfont).

                    Per altro se vuoi avere davvero un font greco minuscolo graziato (non inclinato) i font della collezione CBfonts ne contengono uno che si attiva con i comandi previsti e descritti sia nella documentazione di teubner sia in quella di cbfonts-fd (sempre leggibili con texdoc)-doc; il comando specifico è \textrs (“rs”, sta per “regular serifed”).

                    Comunque, mentre non devi fare quasi niente per usare i font della GFS (artemisia & company) per usarli , salvo definire o specificare la famiglia artemisia, hai già scoperto da solo come creare con \ifFamily i file di descrizione dei font per accomapgnare i miei font greci con qualunque font latino tu voglia usare; lo puoi fare ache con i mathppazo, basta che tu conosca il nome della famiglia latina a cui voi associare uno dei miei font greci.

                    Il perché funzioni così, è perché il passaggio dall’alfabeto latino a quello greco, e viceversa, avviene cambiando solo l’encoding, senza cambiare né famiglia, né serie, nè forma, né corpo; ma per fare questo è necessaria la disponibilità di ffile .fd (font definition) il cui nome sia formato agglutinando il nome della codofica in lettere minuscole, con il nome della famiglia; in particolare per l’artemisia esiste già il file lgrartemisia.fd, ma il nome della famiglia non corrisponde a nessuna delle famiglie dei CBfonts, quindi questo passaggio non si può fare, ma si possono tranquillamente definire la dichiarazione e il comando come ti ho mostrato sopra.

                  • #89201
                    samiel
                    Partecipante
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                      Risposta articolatissima della massima autorità per Teubner! 🙂 Grazie!
                      Vedi di sperimentare.
                      E in ogni caso forse c’è un’alternativa. Mettendo nel preambolo
                      `\documentclass[a4paper]{report}
                      \usepackage[T1]{fontenc}
                      \usepackage{textcomp}
                      \usepackage[utf8]{inputenc}
                      \usepackage[polutonikogreek,italian]{babel}
                      \usepackage{fixltx2e}
                      \usepackage[osf]{mathpazo}
                      \usepackage[scale]{tgadventor}
                      \usepackage{teubner}
                      \ifFamily{qag}{lmss}
                      \ifFamily{qpl}{lmr}
                      \usepackage{microtype}
                      \frenchspacing

                      % comandi vari
                      \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}`
                      e cioè lasciando LGR di default no è possibile avere il corsivo?
                      Non so come utilizzare le specifiche offerte alle pagg. 4-5
                      della guida a Teubner…

                      m

                    • #89202
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        Sì, certo che puoi, ma le indicazioni delle pagine 4 e 5 servono per dire che si può fare e che se si vuole uns sostituzione permanente del font simil-Olga con il font Lipsiano bisogna aggiungere quei due statement \addto\extrasgreek e \addto\noextrasgreek.

                        Se invece usi i comandi \textli{…} e textit{…} mentre sei nell’ambiente greco del tuo comando \GR, compni con il Lipsiaono o con il simil-Olga a seconda che tu usi il primo o il secondo comando.

                        Ma il tuo esempio non funziona perchè la famiglia del palatino usato da mathpazo si chiama pplj non qpl. Vedi il codice seguente:`\documentclass[a4paper]{report}
                        \usepackage[T1]{fontenc}
                        \usepackage{textcomp}
                        \usepackage[utf8]{inputenc}
                        \usepackage[greek,italian]{babel}% ci pensa teubner a gestire la “politonia”
                        \usepackage{fixltx2e}
                        \usepackage[osf]{mathpazo}
                        \usepackage[scale]{tgadventor}
                        \usepackage{teubner}% ci pensa teubner a gestire la “politonia”
                        \ifFamily{qag}{lmss}
                        \Lipsiantrue
                        \ifFamily{pplj}{lmr}
                        \usepackage{microtype}
                        \frenchspacing

                        % comandi vari
                        \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}

                        \begin{document}
                        Bello e bravo in greco classico si dice \GR{kal`os ka'' \>agaj`os}

                        Bello e bravo in greco classico si dice \GR{\textit{kal`os ka'' \>agaj`os}}

                        Bello e bravo in greco classico si dice \GR{\textli{kal`os ka'' \>agaj`os}}

                        Bello e bravo in greco classico si dice \foreignlanguage{greek}{kal`os ka'' \>agaj`os}

                        Bello e bravo in greco classico si dice \foreignlanguage{greek}{\textit{kal`os ka'' \>agaj`os}}

                        Bello e bravo in greco classico si dice \foreignlanguage{greek}{\textli{kal`os ka'' \>agaj`os}}

                        \textit{Bello e bravo in greco classico si dice \GR{kal`os ka'' \>agaj`os}}

                        \textli{Bello e bravo in greco classico si dice \GR{kal`os ka'' \>agaj`os}}
                        \end{document}`
                        Ho fatto alcune correzioni, ma ho fatto abbastanza esempi per mostrati che la cosa funziona benissimo con la famiglia giusta per il palatno; naturalmente devi anche specificare lo switch \Lipsiantrue, altrimenti non escono i comandi per i font lipsiani che esistono solo assieme alla famiglia latina con grazie, non con la famiglia senza grazie.

                        Bisogna togliere polutonikogreek lasciando solo greek a babel è solo per evitare un warning, visto che teubner ci pensa da solo a impostare il modo politonico di scrittura.

                        Noti invece quanto è scritto in teubner, e forse è un po’ oscuro; se imposti il testo lipsiano fuori dell’ambiente greco, siccome esso non esiste con i caratteri latini, esso viene impostato come alia di \textit; quindi se anche dopo entri in modalità greca, questa non può sapere te quel \itshape impostato fuori vuol dire proprio quello e non invece \lishape.


                        @samiel
                        , ti ringrazio perché studiando il tuo caso ho notato che la generazione dei file .fd è sostanzialmente giusta ma contiene un errore che devo assolutamante correggere. anche la documentazione di questo argomento contien un errore che credevo di avere già corretto sei mesi fa.

                        Ciao
                        Claudio

                      • #89203
                        samiel
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                          Ho fatto un velocissimo copia-incolla perché adesso devo uscire,
                          ma la situazione non cambia. Infatti ricevo:
                          `LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/pplj/m/n' undefined
                          (Font) using `LGR/cmr/m/n' instead on input line 20.

                          (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/microtype/mt-cmr.cfg)

                          LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/pplj/m/it' undefined
                          (Font) using `LGR/pplj/m/n' instead on input line 22.

                          LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/pplj/m/li' undefined
                          (Font) using `LGR/pplj/m/n' instead on input line 24.

                          [1{/usr/local/texlive/2013/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map}]
                          (./prova_00.aux)

                          LaTeX Font Warning: Some font shapes were not available, defaults substituted.

                          ){/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/fonts/enc/dvips/base/8r.enc}
                          Output written on prova_00.pdf (1 page, 33974 bytes).
                          Transcript written on prova_00.log.
                          samiel@debian:~$ `

                        • #89204
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Guarda, io ho TeXLive (MacTeX) aggiornato a qualche giorno fa; siccome stiamo parlando di pacchetti che tutti dovremmo avere a bordo con una distribuzione completa e aggiornata, quello che mi dici mi sembra strano; comunque apri il file log e cerca il punto dove carica il pacchetto mathpazo; dop parecchie righe che seguono c’è il nome della famiglia dei font che esso carica e dice che sta leggendo il file di descrizione di quel font, specificandone il noem della famiglia agglutinato alla codifica; sarà qualcosa del tipo t1epplj.fd; precisamente da me si apre il file che nel file log è annunciato con queste righe:`(/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/psnfss/t1pplj.fd
                            File: t1pplj.fd 2004/09/06 font definitions for T1/pplj.
                            )`dunque da me, senza possibilità di dubbio la famiglia palatino usata da mathpazo si chiama pplj.

                            Tant’è che dopo diverse righe il programma legge il file:`(./lgrpplj.fd
                            File: LGRpplj.fd 2013/09/28 generated font description file
                            )`dove vedi bene la nuova descrizione dei file greci associata alla famiglia palatino e che il file è stato generato il 29 settembre 2013 (cioè oggi) dai comandi di teubner che ho usato per creare appunto quel file. Il file pdf che ottengo appare nel file allegato.
                            [attachment=795]TestOlgaLipsia.pdf[/attachment]
                            Di fatto, aprendo quel file pdf con Adobe Reader, e usando lo shortcut di tastiera cmd+D (in Windows dovrebbe essere ctrl+D) ottengo la seguente lista di font, tutti Type 1:

                            TeXPalladio-SC
                            URWPalladio-Ital
                            URWPalladio-Roma
                            grmi1000
                            grml1000
                            grmn1000

                            che è quello che ci si deve spettare dal file che ti ho allegato prima; L’unica sorpresa è che in realtà si tratta del Palladio e non del Palatino; forse è questo il motivo della discrepanza rispetto alla tua distribuzione, oltre alla possibilità che non usiamo pacchetti della stessa età.
                            Ciao
                            Claudio

                            Attachments:
                            You must be logged in to view attached files.
                          • #89205
                            samiel
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                              Dopo le ricerche che mi hai segnalato,
                              mi pareva tutto regolare. E poi mi è venuto in mente
                              che, dovendosi creare i file .fd, era necessario
                              ricompilare. Infatti funziona tutto perfettamente.
                              Prima preso dalla fretta avevo compilato
                              una volta soltanto. Insomma tutto risolto,
                              anche se ci vuole un po’ di codice.

                              mille grazie
                              m

                            • #89206
                              samiel
                              Partecipante
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                                Finalmente un po’ di tempo per sperimentare!
                                Allora, nel preambolo il comando mi dà:
                                `! Undefined control sequence.
                                l.22 \DeclareFontTextCommand
                                {\textartemisia}{\artemisia} % comando`
                                C’è qualcosa che non va?

                                m

                              • #89207
                                OldClaudio
                                Partecipante
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                                  Sì, c’è un erorre nel nome del comando, ma è colpa mia:`\DeclareTextFontCommand` Per i comandi riguardanti i font consulta sempre texdoc fntguide; in questo caso particolare il §2.5

                                • #89208
                                  samiel
                                  Partecipante
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                                    Ah d’accordo, grazie!

                                    basta che tu conosca il nome della famiglia latina a cui voi associare uno dei miei font greci.

                                    Ed esiste un sistema “automatico” e infallibile per dedurre tale nome?
                                    Se ad esempio volessi utilizzare EBGaramond, la famiglia è ebgm_qualcosa?

                                    m

                                  • #89209
                                    OldClaudio
                                    Partecipante
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                                      Il modo automatico nel senso stretto della parola non esiste; bisogna andare a vedere i file.fd che accompagnano il pacchetto ebgaramond.sty, di solito nella stessa cartella, poi vedere come lì vengono chiamate le famiglie; vi ho dato un’occhiata frettolosa e non ci hao capito quasi niente; direi, occhio e croce, che le famiglie per i font di tipo Type 1 si chiamano con nomi del tipo [tt]EBGaramond-[/tt] agglutinato dopo la lineetaa con sigle del tipo YoF e simili. a seconda che si vogliano cifre maiuscole, minuscole, a spaziatura fissa o proporzionale. Naturalmente sto parlando delle famiglie di EBGaramond veri, latini, non di quelli greci, cioè dei file .fd per associare i CBfonts alle famiglie dei Garamond.

                                    • #89210
                                      samiel
                                      Partecipante
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                                        Naturalmente sto parlando delle famiglie di EBGaramond veri, latini, non di quelli greci, cioè dei file .fd per associare i CBfonts alle famiglie dei Garamond.

                                        Appunto, io cercavo quelli per associare l’EBGaramond al greco…

                                        m

                                      • #89211
                                        samiel
                                        Partecipante
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                                          Cmq, andando per tentativi ed errori, ho messo:
                                          `\usepackage{teubner}
                                          \Lipsiantrue
                                          \ifFamily{EBGaramond-OsF}{lmr}`
                                          e funziona. Lo constato dal pdf e infatti nel log leggo:
                                          `(./lgrebgaramond-osf.fd
                                          File: LGREBGaramond-OsF.fd 2013/10/06 generated font description file
                                          )`

                                          m

                                        • #89212
                                          OldClaudio
                                          Partecipante
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                                            Il fatto che tu abbia creato il file .fd con quell’impostazione, non vuol dire che in effetti funzioni.

                                            Mi spiego, la famiglia che devi inserire nel primo argomento deve essere corrispondente a quella che tu usi effettivamente per comporre il testo; questo lo puoi scoprie leggendo l’interlo file .log cercando la stringa .fd finché incontri la stringa T1….fd, i puntini sono il nome dlla famiglia che tu usi effettivamante per comporre il tuo testo. Se è quella che hai usato per creare il file .fd per il greco , allora puoi effettivamente usare il greco insieme ai tuoi Garamond.

                                            Questo avrei dovuto scrivertelo ieri sera, ma ero ormia troppo addormentato per essere lucido.

                                          • #89213
                                            samiel
                                            Partecipante
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                                              La cosa in effetti è affatto coerente.
                                              Solo che, per l’appunto, non riesco a capire
                                              il nome della famiglia di EBGaramond.
                                              Ho guardato anche il Type1 con FontForge
                                              e mi dà un nome di famiglia che poi
                                              nel file tex non viene riconosciuto
                                              e mi dà errore…

                                              m

                                            • #89214
                                              OldClaudio
                                              Partecipante
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                                                @samiel
                                                , non devi cercare con FontForge il nome della famiglia; quello, casomai, potrebbe servire a XeLaTeX o LuaLaTeX, ma quello lo puoi trovare direttamente con gli strumenti che ha indicato Enrico nel suo introxetex.pdf.

                                                Devi guardare quale famiglia carica quando esegui pdfLaTeX. il nome della famiglia è agglutinato al nome della codifica, trasformato in lettere minuscole e con l’estensione .fd. Quindi apri il file .log e cerca tutte le righe dove c’è scritto che ha letto un file con quella estensione; tolgi l’estensione e togli il nome dalla codifica, ti resta il nome della famiglia.

                                              • #89215
                                                samiel
                                                Partecipante
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                                                  Allora il mio precedente tentativo era corretto!
                                                  Infatti alla prima compilazione ottengo:
                                                  `./lgrebgaramond-osf.fd)

                                                  LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/EBGaramond-OsF/m/it' undefined
                                                  (Font) using `LGR/cmr/m/n' instead on input line 136.

                                                  LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/EBGaramond-OsF/m/li' undefined
                                                  (Font) using `LGR/cmr/m/n' instead on input line 136.

                                                  (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/tex-gyre/t1qag.fd)

                                                  LaTeX Font Warning: Font shape `LGR/EBGaramond-OsF/m/n' undefined
                                                  (Font) using `LGR/cmr/m/n' instead on input line 182.

                                                  [1{/usr/local/texlive/2013/texmf-var/fonts/map/pdftex/updmap/pdftex.map}]
                                                  (./lgrqag.fd)
                                                  (/usr/local/texlive/2013/texmf-dist/tex/latex/cbfonts-fd/lgrlmss.fd) [2]
                                                  [3] (./mito.aux)

                                                  LaTeX Font Warning: Some font shapes were not available, defaults substituted.`
                                                  Nel frattempo viene compilato il file lgrebgaramond-osf.fd
                                                  Ricompilo e gli svariati LaTeX Font Warning spariscono!
                                                  Nel pdf vedo i tre diversi font greci che ho impostato.
                                                  E anche questa è fatta 🙂

                                                  grazie!
                                                  m

                                                • #89216
                                                  OldClaudio
                                                  Partecipante
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                                                    Certo! È anche spiegato il perché nella documentazione di teubner in teubner-doc.pdf.

                                                  • #89217
                                                    samiel
                                                    Partecipante
                                                      Up
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                                                      Gli esperimenti continuano, come pure la lettura di teubner-doc. Parto da questo codice:
                                                      `
                                                      \documentclass[a4paper]{article}
                                                      \usepackage[10pt]{type1ec}
                                                      \usepackage[T1]{fontenc}
                                                      \usepackage[utf8]{inputenc}
                                                      \usepackage[greek,italian]{babel} % teubner carica polutoniko
                                                      \usepackage[boldLipsian]{teubner}
                                                      \Lipsiantrue
                                                      \addto\extrasgreek{\def\itdefault{li}}%
                                                      \addto\noextrasgreek{\def\itdefault{it}}%
                                                      \newcommand\artemisia{\fontenconding{LGR}\fontfamily{artemisia}\selectfont}
                                                      \DeclareTextFontCommand{\textartemisia}{\artemisia}
                                                      \newcommand{\GR}[1]{\foreignlanguage{greek}{#1}}
                                                      \usepackage{verbatim}

                                                      \begin{document}

                                                      %Per avere il corsivo di default (cfr. pp. 4-5 della guida di teubner), le
                                                      %indicazioni servono per dire che si può fare e che se si vuole uns sostituzione
                                                      %permanente del font simil-Olga con il font Lipsiano bisogna aggiungere quei due
                                                      %statement: \addto\extrasgreek e \addto\noextrasgreek.

                                                      %Se invece usi i comandi \textli{…} e textit{…} mentre sei nell'ambiente
                                                      %greco del tuo comando \GR, componi con il Lipsiano o con il simil-Olga a
                                                      %seconda che tu usi il primo o il secondo comando.

                                                      %dichiarazione:
                                                      %{\artemisia t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      %comando:
                                                      %\textartemisia{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      \verb+{\latintext Latin text}:+

                                                      {\latintext Latin text}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+{\greektext Ellhnik`o ke`imeno}:+

                                                      {\greektext Ellhnik`o ke`imeno}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\textLipsias{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}:+

                                                      \textLipsias{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\textLipsias{\textui{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}}:+

                                                      \textLipsias{\textui{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\textLipsias{\lishape t`o je~ion >akm'h >'apeiron}:+

                                                      \textLipsias{\lishape t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\textLipsias{\textrs{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}}:+

                                                      \textLipsias{\textrs{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\textDidot{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}:+

                                                      \textDidot{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \bigskip

                                                      \verb+\GR{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}:+

                                                      \GR{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \bigskip

                                                      \begin{verbatim}
                                                      \begin{otherlanguage}{greek}
                                                      {\uishape
                                                      t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      \textui{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      {\rsshape
                                                      t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      \textrs
                                                      {t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \end{otherlanguage}
                                                      \end{verbatim}
                                                      \bigskip

                                                      \begin{otherlanguage}{greek}
                                                      {\uishape t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      \textui{t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      {\rsshape t`o je~ion >akm'h >'apeiron}

                                                      \textrs {t`o je~ion >akm'h >'apeiron}
                                                      \end{otherlanguage}

                                                      \end{document}
                                                      `
                                                      I risultati non sono a volte quelli che mi aspetto, che dovrebbero essere,
                                                      come si vede anche dall’allegato. Evidentemente continua a infilarci degli errori…

                                                      m
                                                      [attachment=799]teubner.pdf[/attachment]

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