Re: Iniziamo a programmare

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Otacon
Premesso che non sarei nemmeno lontanamente capace di creare un file così, mi chiedo se il pacchetto bookmark caricato in quel posto va bene.
Essendo una implementazione di hyperref forse va caricato anch’esso per ultimo, magari dopo hyperreff che quindi diventerebbe il penultimo.

Se leggi la guida di Claudio vedrai che è più difficile pensare di farlo che farlo… (farlo bene poi è tutta un’altra cosa e spero che con studio ed esercizio di riuscire a fare cose utili, magari non solo a me chissà…) ma il risultato “bello” lo fa, come sempre, il caro LaTeX 🙂 riguardo l’obiezione di bookmark ho risposto sotto unitamente a quella di Claudio.

OldClaudio” post=89833
L’errore più grosso è quello di mettere due volete \CheckSum come se volessi controllare la check sum di ciascun file sepratamente, e, grave, \Finale, che impediva di estrarre il file .sty.
Non ho capito perché chiami i due file prodotti dispensacls.cls e dispensapkg.sty mentre si possono chiamare tranquillamente e senza confusioni dispensa.cls e dispensa.sty.

L’errore più grosso è stato pensare che il .dtx producesse due cose separate…avevo messo anche tutta la parte di preamble e postamble e chiamato i file diversamente per paura facesse confusione. Inizialmente infatti avevo fatto, di fatto, due codici interi nello stesso file, con gli stessi nomi e, ovviamente non andava nulla… poi ho tolto qualcosa ma credevo che i checksum li facesse comunque separatamente (e infatti lo faceva…e mi diceva i vari errori se sbagliavo di contare)

OldClaudio” post=89833
Devi imparare a usare il comando \meta (controlla il file .dtx e il corrispondente dile .pdf)

quello l’ho capito di sicuro 🙂 tra le altre cose nelle guide (.pdf) vedo spesso esempi dei vari pacchetti che si caricano. Devo caricarli nel preambolo del .dtx, insieme alle opzioni, oppure dopo che gli ho “detto” di caricarlo nell’.sty posso usarlo fuori dal macrocode?

OldClaudio” post=89833
ho il sospetto che ci siano dei doppioni, e come sai le due cose non vanno bene assieme, a mneo che le opzioni specificate non siano le stesse e nello stesso ordine.

avevo dato un occhio io guardando il log quando compilavo e mi pareva che l’unica cosa che avevo inserito da togliere (che avevo tolto) fosse microtype. In Ogni modo ricontrollerò meglio!

OldClaudio” post=89833
Avrei dei comenti da fare sul fatto che il pacchetto .sty carichi di tutto, non solo per la composizione della matematica.

Sono perfettamente d’accordo infatti creerò più di un pacchetto..quello era solo un marasma per avere un confronto con una cosa già fatta pseudo coerente e confrontare il risultato. Credo che dall’idea di fare un pacchetto per ogni documento (che no so quanto sarebbe più utile di un .tex richiamato da un bel \input…) l’idea è crearmi dei pacchetti diciamo “tematici” che carico a seconda del tipo di documento che scrivo. Dovrò però (e non vedo l’ora) imparare bene come fare con le opzioni, e coi comandi condizionati ecc (un dubbio mi era venuto ad esempio se faccio un pacchetto coi teoremi vorrei mettere un opzione “sezioni” per indicargli il caso in cui la classe fosse di tipo article senza capitoli e quindi mettere nel contatore di \newtheorem un comando \contatore che vale se non dichiaro nulla mentre

se dichiaro l’opzione sezione al pacchetto…mi ero inventato un modo ma non funzionava…poi ho iniziato a leggere la guida di Enrico e mi sa che ho davvero molto da imparare e sperimentare e ne sono stra felice :-))

OldClaudio” post=89833
Ti ricordo che amssymb carica a sua volta amsfonts, ma ne rende accessibili i glifi e qualche altra cosa; caricare amsfonts senza amssymb non ha molto senso, caricarli entrambi ancora di meno, basta amssymb.

Grazie, hai ragione.

OldClaudio” post=89833
Calligra non definisce il corsivo, ma il calligrafico, per giunta in stile Edwardiano.

lo avevo usato per i ringraziamenti nella tesi triennale, davvero molto bello! “corsivo” era un nome che gli avevo dato io, correggerò di sicuro la definizione nel commento!!

OldClaudio” post=89833
\makeatletter e \makeatother non sono necessari né nei file di classe né nei file di estensione. l’esecuzione dello statement \begin{document} finisce il preambolo ma contemporaneamente ristabilisce tutti i codici di categoria, in particolare riassegna al segno @ il codice 12, quando durante l’esecuzione del file di classe ha codice 11.

Azz… sapevo che ci cascavo… devo ancora prendere familiarità… e sì che lo avevo pure letto 🙂

OldClaudio” post=89833
Sono d’accordo con @Otacon sul fatto che il pacchetto bookmarks andrebbe più pulitamente caricato dopo hyperref, ma anche che può essere sostituito bellamente con l’opzione bookmarksopen fra le opzioni di hyperref. Controlla sulla documentazione di hyperref scrivendo texdoc –showall hyperref e poi digitando il numero corrispondente al “manual”.

Il pacchetto bookmark infatti è caricato dopo di arsclassica, che carica hyperref. Non ho capito l’obiezione. Riguardo alle opzioni di hyperref non saprei bene come fare perché devo stare attento a quelle caricate da arsclassica per evitare i famigerati doppioni.

OldClaudio” post=89833
Detto questo hai cominciato bene; usa più spesso le due barre verticali che delimitano le cose da comporre verbatim e/o in carattere teletype; puoi rendere più scorrevole la lettura del file .dtx se lo usi sistematicamente al posto di \texttt{…}, scrivendo |…| anche se i puntino non necessitano dela composione verbatim.

Pensavo fosse meglio usare \texttt{abc} quando l’argomento era testuale mentre |\abc| quando era un comando, usare solo |questo| è di sicuro meglio anche per me e non sarà un problema abituarmici 🙂

Grazie mille a tutti e due! Ora, tornato dall’ospedale dopo una notte in attesa di sapere che non mi ero rotto una costola cadendo come un pero in corridoio (continuando a sostenere che è il modo più bello di uscire dall’ospedale e con la sensazione di aver solo perso tempo…) vado a dormire che sono un po’ stanchino 🙂 Domani (quando mi sveglierò aggiusterò tutto :-))

Buona notte a me e buon risveglio a tutti voi.

Ciao ciao

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