Lorenzo,lo so, che sei contrario alla mancanza di retrocompatibilità degli aggiornamenti del sistema TeX; dipende dal fatto che siamo tutti dilettanti, e non siamo programmatori professionisti, oltre che dall’evoluzione del sistema.
D’altra parte tu sei uno dei primi che ha scoperto biblatex e ne hai dato comunicazione in un ormai lontano Meeting del gruppo; ed eri felicissimo di aver scoperto questa bellissima nuova funzionalità di LaTeX. Le modifiche come quella che citi e che non sono retrocompatibili, dipendono dal fatto che vengono dati per stabili pacchetti che invece sono in evoluzione. Philipp Lehman e i suoi collaboratori hanno da tempo superato la versione 0.x e ora io con il mio MacTeX aggiornato ho la versione 2.8; la retrocompatibilità non è assicurata nelle versioni alfa e beta, cioè quando il major version number è 0, ma dovrebbe esserelo quando si arriva a 1. Solo che Lehman, come Milde, come me, siamo tutti dilettanti e quando facciamo qualcosa di nuovo su un pacchetto preesistente, talvolta ci dimentichiamo della retrocompatibilità.
Escono XeLaTeX e LuaLaTeX? bene! Anzi benissimo; le possibilità di composizione aumentano e accontentano maggiori esigenze; XeLaTeX fa una cosa che pdfLaTeX non può fare, cioè di gestire i font OpenType; per altro gestisce anche i font Type 1; prova; prendi un documento qualsiasi, senza cambiargli una virgola compilalo con XeLaTeX; c’è la possibilità che la composizione vada a buon fine certamente in 9 casi su 10, ma pur non avendo fatto statistiche sono convinto che tutto vada bene in 99 casi su 100.Due o tre anni fa aveva ancora qualche problemino con i font matematici, ma recentemente sono stati eliminati anche quasi tutti quei pochi casi di incompatibilità. Se invece vuoi usare i font OpenType devi impararlo a fare; pdfLaTeX apparentemente non da problemi con i font Type 1, ma è delicato e difficile installare un nuovo font che non sia distribuito con TeXLive, tra file .sty, .fd, .afm, .pfb, .tfm, .vf, .map, eccetera.
LuaLaTeX? anche questo fa di più di pdfLaTeX e XeLaTeX, ma la retrocompatibilità con file già a posto con pdfLaTeX 9/10 o 99/100 funzionano senza problemi; anche file funzionanti con XeLaTeX 99/100 funzionano, magari anche meglio, con LuaLaTeX; il suo maggior pregio è l’incorporazione dell’interprete Lua, se un lo sa usare e lo vuole usare; il maggiore difetto è che è relativamente lento rispetto a XeLaTeX e ancor più lento rispetto a pdfLaTeX; ma non è difficile usarli. Non solo ma nessuno ti obbliga ad usarli se non siei interessato alle loro ulteriori funzinalità rispetto a pdfLaTeX; la microgiustificazione funziona a regime ridotto con XeLaTeX (solo protrusione), ma funziona a pieno regime con LuaLaTeX (protrusione e espansione); il fatto che con Xe la spazieggiatura non sia possibile è una falsa affermazione che gira da tempo; non funzionano le macro di microtype, ma XeLaTeX spazieggia alla grande grazie alle font features dei font OpenType; con Xe ho sempre spazieggiato tutto ciò che volevo; ne parla anche Enrico nel suo manualetto introxelatex.pdf.
le cose che irritano si te che me, e immagino chiunque usi LaTeX e la sua sterminata collezione di pacchetti di estensione, è che con i pacchetti non si sa mai se continuano a funzionare, se sono radicalmente cambiati, se sono retrocompatibili, se dobbiamo aggiustare le cose perché son cambiate le funzionalità dei pacchetti di estensione. Questo però non an nulla a che vedere sulla complicazione della personalizzazione delle classi KomaScript; con ClassicThesis, che come sappiamo ha dato non pochi problemi di retrocompatibilità, non ne ricordo per ArsClassica, nati direttamente da ArsClassica, se non quelli resi necessari dai problemi generati da ClassicThesis; ma biblatex, da quando si è uniformato a biber, e da quando ha ricevuto gli ultimi upgrade si è resa incompatibile con il passato e ne vediamo le conseguenze sul forum. Io tra l’altro continuo ad usare per lo più i pacchetti bibliografici preesistenti a biblatex e continuo ad usare bibtex… si vede che anch’io ho difficoltà ad adeguarmi alle novità.
In realtà sono un fautore id imakeidx e non concepisco più di farne a meno, ma ho ancora sui miei dischi i primi libri che ho scritto e per i quali avevo scritto persino lo stile per l’indice analitico (uno solo) e avevo scritto anche un programma che faceva lo stesso lavoro di makeindex; conoscevo quest’ultimo, ma non ne ero soddisfatto, non ricordo nemmeno più perché; forse non mi girava sul mio vecchio PC AT20 che aveva solo 2MiB di RAM…:sad: Oggi ho ancora quel programma e lo ricompilo ogni volta che mi sposto su una macchina nuova con processori diversi e con sistemi operativi diversi; l’ultima volta l’ho ricompilato dal suo sorgente perché ero passato a una macchina a 64bit; in realtà lo tengo in una specie di vita artificiale, perché non lo uso più da molti anni. ma mi dispiace fargli il funerale e tumularlo. Quando si diventa vecchi ci si affeziona alle cose vecchie che abbiamo fatto con le nostre mani. Ma ci rendiamo conto anche che i programmi che abbiamo scritto 25 anni fa non solo non girano più sui calcolatori moderni, ma che non sono nemmeno più compilabili perché gli stessi compilatori che compilavano su un processore x86 o x186 non compilano più nemmeno; questo era uscito 20 anni fa e in 5 anni i prodotti delle stesse sante manine, sono diventati inusabili se non rifacendo quasi tutto da capo. Con chi dovremmo prendercela? con il progresso? Scherzo, naturalmente.