Ciao Claudio,
OldClaudioIl fatto è, come sempre, che i font sgraziati vanno abbinati con intelligenza ai font graziati; mi pare che nell’arte l’abbinamento sia piuttosto felice. Tuttavia, se uno non è un grafico professionista con una buona formazione alle spalle, è meglio astenersi dalle commistioni di famiglie graziate e sgraziate, ed è meglio seguire il consiglio di Tommaso, sicuri di non sbagliare.
Perdonami, ma quello di cui parli mi pare riguardare la scelta di un font senza grazie (da abbinare a quello con grazie) piuttosto che un altro; o stai parlando anche della scelta di dove utilizzare il font senza grazie? Per esempio, se non sbaglio nell’Arte si usa il Palatino (con grazie) e l’Iwona (senza grazie). Se un utente non esperto di grafica usasse quest’accoppiamento, correrebbe grossi rischi delineando con un font diverso alcune mirate parti del testo?
Un’ultima considerazione da profano della grafica. Mi pare che dire a un utente “non usare i font senza grazie” sia molto limitativo. Insomma, personalmente apprezzo molto il rispetto delle buone norme tipografiche, ma pensare di “educare” una serie di utenti a produrre documenti con lo stesso identico stile quasi, direi, omologato, mi sembra un attacco un po’ troppo forte alla fantasia personale di ciascuno. Non esiste una soluzione (sempre nel rispetto delle norme tipografiche) più equilibrata?
Grazie mille e buona giornata,
Marco.