Re: pacchetto footmisc

#91093
OldClaudio
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    Leviathan87″ post=90658uso led perché lo usano dei miei colleghi con cui lavoro…se io passassi ad un altro di questi editor i file saranno leggibili ugualmente da Led?

    Vedi, Tommaso ha ragione quando afferma che chi è alle prime armi non legge nessuna guida introduttiva a LaTeX.

    LED, TeXXworks, TwXstudio, eccetera sono solo degli editor, non hanno nulla a che vedere con la compilazione del documento che è demandata a programmi privi di interfaccia grafica con latex(.exe), pdflatex(.exe) e compagnia.

    Quegli editor sono solo editor, e producono file con estensione .tex (anche con altre estensioni, ma il discorso è lo stesso) puramente testuali, in teoria contenenti solo i caratteri ASCII a 7 bit, comprensibili da qualunque editore di testi su qualunque macchina e con qualunque sistema operativo. Oggi c’è qualche piccola differenza tra gli editor che leggono anche le cose codificate in UNICODE con la transcodifica UTF-8 (opzione utf8 per il pacchetto inputeenc) e quelli che non lo fanno; LED è uno di quelli che non lo fanno.

    Poi questi editor LaTeX friendly, sono utili a chi lavora con LATeX perché hanno bottoni/icone da cliccare o voci di menu da cliccare, o tasti-funzione da premere per lanciare il programma di compilazione e per aprire (se non è già aperta) la finestra di visualizzazione.

    LED è nato molto tempo fa e lavorava con file di uscita in formato DVI; forse è stato il primo a integrare al finestra di visualizzazione nella sua schermata globale, e poteva con un click di mouse passare da una finestra al punto corrispondente dell’altra finestra. Sui calcolatori di allora non era una gran meraviglia, visto che i relativi schermi avevano una rapporto di forma 4:3, e quindi se tenevi la finestra di editing sufficientemente larga, la finestra di visualizzazione era tanto stretta che non serviva a niente, e viceversa. Oggi con schemi che hanno rapporti di forma 16:9 o 16:10, le cose vanno molto meglio, ma…
    Oggi nessuno usa più il formato DVI, se non in casi speciali e rarissimi; quindi oggi è necessario avere una finestra di visualizzazione per il formato PDF, e che questa sia “sincronizzata” con la finestra di editing in modo da poter passare con un click di mouse da un punto di una finestra al punto corrispondente della finestra di visualizzazione, come faceva LED con il formato DVI.

    LED purtroppo si è fermato al formato DVI, che io sappia; quindi propio per questo non serve più a molto con il formato di uscita pdf che si può ottenere direttamente con il programma di composizione pdflatex(.exe). Mi dirai: ma a che serve: tanto il formato DVI si può poi trasformare in PDF con dvips+ps2pdf, oppure con dvipsdm. È vero, ma il formato DVI non può contenere certe cose, quindi anche trasformandolo quelle cose mancanti restano mancanti; quindi il risultato PDF ottimale che si può ottenere con pdflatex non potrà mai essere ottenuto con le trasformazioni suddette. Oggi è necessario compilare direttamente con pdflatex e quindi è necessario disporre di un visualizzatore integrato epr il formato PDF.

    Ecco perchè tu e i tuoi colleghi dovreste seppellire LED e passare, per esempio a TeXstudio; questo si usa quasi nello stesso modo, dispone del visualizzatore PDF integrato e sincronizzato, dispone di molte icone da cliccare, per fare tante cose utili, capisce le cosiddette righe magiche, che consentono il cambio di codifica rispetto a quella predefinita nella sua configurazione, specificano il particolare motore di composizione (pdflatex, xelatex, lualatex, eccetera), permettono di gestire progetti in cui un main file carica diversi sottofile e sotto-sottofile, permettono di scegliere automaticamente un dizionario ortografico relativo alla lingua principale del documento; TeXstudio permette di comporre i database bibliografici, e via di questo passo. Insomma TeXstudio (così come TeXworks, e gli altri editor moderni e aggiornati) permettono di fare quello che si vuole con i file sorgente .tex, senza dover ricorrere (quasi mai) a comandi dati a mano nella finestra comandi/prompt dei comandi/finestra DOS, comunque la si voglia chiamare.

    Non voglio fare propaganda per nessun editor particolare; io sul Mac uso TeXShop, specifico per il Mac, scarno e pulito, con il completamento dei comandi e degli ambienti, che non uso mai, perché ho sufficiente esperienza per farne a meno. Altri usano editor ancora più scarni, al punto da preferire editor come emacs che fanno tutto l’immaginabile ricorrendo prevalentemente, se non esclusivamente, a scorciatoie da tastiera, quindi usabili senza mai toccare il mouse. ( anch’io 30 anni fa usavo editor di questo genere, ma quando sono arrivati sistemi operativi con interfacce grafiche decenti sono stato ben contento di passare a sistemi dove il mouse viene usato; uso ancora una decina di scorciatoie, ma non sempre).

    Concludendo: i file .tex possono essere gestiti da qualunque editor di puro testo non formattato (niente word processor, dunque) con l’avvertenza che sia nota la codifica con cui è stato salvato ill file (non ci sono problemi se ogni file contiene in testa la riga magica della codifica e se l’editor usato è in grado di capirla e di agire di conseguenza); al limite anche NotePad (BloccoNote) potrebbe andare bene,; il fatto che l’editor usato sia LaTeX friendly semplifica il lavoro, ma nemmeno quello è indispensabile con il sistema TeX (TeXLive o MiKTeX che sia), perché per il resto della lavorazione basterebbero comandi dati dalla finestra comandi. L’uso di editor LATeX friendly con visualizzatore PDF integrato e sincronizzato semplifica moltissimo la lavorazione del documento.

    Eccoti in paragone alimentare; Le tagliatelle si possono fare a mano o a macchina o un po’ a amno e un po’ a macchina; puoi mettere la farina sulla spianatoia, romperci dentro il numero giusto di uova, metterci il sale, il goccio di olio di oliva, e poi impastare a mano; dopo aver lasciato riposare l’impasto bene lavorato, puoi stendere la sfoglia col mattarello e poi, lasciatala riposare ad asciugare un pochino, l’arrotoli giusta e poi la tagli conon un coltello molto affilato a lama rettangolare, appoggiandoti sull’apposito attrezzo di legno posto sulla spianatoia. Per fare questo hai lavorato a mano ma hai dovuto usare qualche strumento adatto allo scopo. Invece, se prendi un robot da cucina adeguato, poi versare farina, uova, sale, olio nell’apposito recipiente, della parte impastatrice, premi un bottone, e l’impasto di forma da solo con l’impastatrice che si ferma da sola; prendi l’impasto e lo apssi alla parte rullatrice, che ti produce le sfoglie rettangolari; le lasci asciugare un pochino e posi le passi all’attrezzo di taglio. Non hai quasi toccato l’impasto, non hai la fronte imperlata di sudore, e hai le tue brave tagliatelle. C’è chi dice che quelle fatte completamente a mno sono migliori, ci sono quelli che sono propensi al compromesso e impastano a mano ma spianano e tagliano a macchina, ci sono quelli che fanno tutto a macchina; il risultato finale sarà forse un poco diverso ma poi le tagliatelle sono ottime lo stesso.:lol: 😆 😆

    Con LaTeX è la stessa cosa; produci il file .tex necessariamente con un editor, ma anche se questo è un editor stupidissimo va bene lo stesso; poi fai tutto a mano con la finestra comandi. Oppure usi un editor intelligente poi premi l’icona ci compilazione e interagisci fra la finestra di editing e la finestra di visualizzazione per correggere quanto non è venuto bene, infine clicchi i bottoni per la bibliografi e l’indice analitico, e ricompili con il bottone di compilazione quante volte occorre.. Terza via: scrivi e modifichi il file con un editor intelligente, poi premi il bottone latexmk e questo ti fa tutto in automatico producendoti il risultato finale completo di bibliografia e indice analitico (certo se ci sono cose da modificare bisogna ricominciare da capo, mentre con le tagliatelle se ti sono venute male non puoi re-impastare, ma puoi farne i quadretti ed avere un’ottima pasta all’uovo da usare per la minestra in brodo:lol: 😆 😆 )

    Usa la via di mezzo e vivrai felice.

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