Font per scrivere il testo

  • Questo topic ha 45 risposte, 8 partecipanti ed è stato aggiornato l'ultima volta 12 anni fa da Giovanni.
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  • #93490
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    Esistono migliaia di font diversi, la gran parte dei quali potrebbe fare a meno di esistere. L’utente dei soliti programmi di videoscrittura è abituato a cambiare il carattere anche per una sola parola con estrema facilità dal menù a discesa che si srotola in alto a sinistra sullo schermo. Sbaglia, ma può farlo in qualche secondo.

    La gestione dei font in pdfLaTeX è una vera porcheria, almeno questo è il mio punto di vista. Se volessi scrivere un testo in cui ogni capoverso è in un carattere diverso, dovrei utilizzare comandi di basso livello, andare alla caccia del codice interno di ciascuna famiglia di font che voglio usare aprendo il relativo file [tt].sty[/tt] (se esiste!) e sperare che ci sia scritto, altrimenti devo sapere che ci vuole il nome del file metrico, eccetera eccetera. So che non devo farlo, perché le guide me lo insegnano, ma se anche volessi, devo prima diventare matto.

    Dall’altra parte, se io volessi vedere che effetto fa il mio documento in un carattere diverso dai soliti Computer Modern e Palatino (che, qui lo dico e lo confermo, mi hanno veramente stancato), devo sapere che ci vuole un pacchetto apposito, il quale 9 su 10 ha un nome diverso dal nome del font (pensate: se voglio il testo in Utopia devo caricare fourier; non è una porcheria, questa?), il quale pacchetto forse deve essere scalato perché se no i caratteri sono troppo grandi (pensate al carattere senza grazie del Libertine, che va scalato non si sa perché), e non posso sapere se il carattere che ho scelto per il testo ha almeno un corrispettivo senza grazie se volessi comporre i titoli di sezione in questo modo per dare un po’ di movimento al mio documento (e ho fatto anche rima 🙂 ).

    Che bello il Garamond! Ma mica si può utilizzare per qualsiasi documento. Io non scriverei mai un articolo sull’allevamento dei pavoni nani in Garamond. Ma ammesso che io lo volessi, non c’è un Garamond decente. È sempre un compromesso: URW Garamond se voglio la matematica in Garamond, EB Garamond (non completo, decisamente non completo) se voglio un testo decente. Adobe Garamond Pro, bellissimo, costa un botto, come il Minion. E tuttavia.

    Naturalmente devo scegliere il carattere in base al documento: solo testo? anche matematica? quanta? più o meno del testo? Ma questo filone si occupa dei caratteri per il testo. Vorrei, anche qui, proporre all’utente medio un ristrettissimo panorama di alternative alle soluzioni preconfezionate dalle classi standard e non standard (le quali, queste ultime, arrivano all’utilizzatore con una scelta di caratteri operata a monte, e fanno benissimo, secondo me). Insomma: per non dare l’impressione che LaTeX metta sempre l’utente in ceppi. Del resto, le classi di documento di solito vietano di alterare la geometria della pagina, ma la scelta del carattere è libera.

    Rimanendo ovviamente nel parco font contenuto in TeX Live o MiKTeX, se devo scrivere un documento in cui utilizzerò ampiamente le tre famiglie principali (con grazie, senza grazie e monospaziata), la mia scelta dovrebbe cadere su un carattere che le comprenda tutte e tre: magari non mi piacerà tanto, ma almeno non produco gli orrori tipici di chi mette insieme indiscriminatamente caratteri che poco hanno a che fare tra loro. Da quello che ho visto, questi caratteri sono molto pochi: Bera, Droid, KP Fonts, DejaVu, Latin Modern, Computer Modern e Linux Libertine. Certo: vale la pena solo se devo scrivere pagine di listati di programmi e mi serve il monospaziato, altrimenti, credo, un paio di indirizzi elettronici si possono comporre anche in CM senza troppi danni.

    Se posso fare a meno del carattere monospaziato, la scelta aumenta notevolmente. Se poi posso rinunciare anche alla famiglia senza grazie, potrei impiegare settimane di prove prima di decidere. Senza farsi prendere la mano e pretendere ogni volta di avere a disposizione il maggior numero di famiglie e alfabeti armonicamente conviventi sulla pagina, direi che si potrebbero proporre le seguenti soluzioni comunque valide non nell’ordine in cui le do (sempre per pdfLaTeX):

    1. KP Fonts: completi, con serie e forme anche fuori dell’ordinario, mangiano spazio perché larghi (solo Type1)

    2. EB Garamond: eleganti, con greco politonico, cirillico, vero maiuscoletto, corsivo, alfabeto fonetico (Type1 e OpenType)

    3. Linux Libertine: completissimi, con greco politonico, cirillico, ebraico, vero maiuscoletto, alfabeto fonetico (Type1 e OpenType), non ho capito se hanno anche supporto completo alla matematica

    4. Times: sembra che abbiano tutto, caratteri latini, greci, ebraici, cirillici e arabi, maiuscoletto, alfabeto fonetico, supporto matematico, eccetera eccetera.

    Con XeLaTeX, si sa, le cose sono estremamente più semplici, anche se alcuni font, come i KP, non esistono in formato OpenType.

    Commenti? Proposte? Che caratteri utilizzate in particolare con XeLaTeX?

    Ciao
    Tommaso

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    • #93491
      OldClaudio
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        Io non mi stanco dei Latin Modern, ma talvolta ne uso altri come il Times per compattare il testo, e il Palatino per renderlo più facilmente leggibile in corpo 10pt.

        Ma oggettivamante non mi sono posto tutti i problemi che elenchi e non sono così artistico da cercare di usare font “esocitici”; meno che mai userei i Comics Sans” per una presentazione (per le presentazioni io uso i miei LXfonts, completi nel senso che la cllezione comrende anche il greco, ma sono Type 1 e quindi non hanno tutta l’elasticità degli opentype).

        Ma quello che emerge dal tuo scritto è che continui a usare la parola famiglia per indicare qualcosa che invece è una collezione; I Latin Modern, non sono una famiglia di font completa fin che vuoi, ma sono un collezione di fiamigle di font che condividono alcuni paramentri grafici e quindi vanno d’accoro assieme.

        Ma se vuoi maggiore libertà, invece di usare (per pdfLaTeX) i Latin Modern usamdo il pacchetto lmodern, prova ad usare il pacchetto cfr-lm; vedrai quante ulteriori famiglie sono disponibili con quel solo pacchetto necessario epr gestire tutte le famiglie che compongono la collezione Latin Moder e ne crea di nuove grazie ai font virtuali.

        Per concludere, io sono l’interlocutore peggiore su questi argomenti, perché risco a distinguere due famiglie o due forme che non vanno affatto bene assieme, ma non sono capace di scegliere la collezione giusta per trattare un determinato argomento, come viene suggerito (diabolicamante) in ogni manuale di tipografia. Io sarei il topico utente che eventualmente userebbe gli EB Garamond per trattare dell’allevamento dei pavoni nani, se ritenessi che quei font sono facili da leggere e non affaticano la vista; non riesco a elaborare la loro estetica in relazione all’argomento da trattare. Senza fare torti a nessuno, credo che la maggior parte delle persone sia nelle mie stesse condizioni di ignoranza relativa i font, e a mala pena riesce a disitnguere accoppiamenti di font giusti o sbagliati.

        Speriamo che qualcun altro ti possa rispondere meglio di me.

      • #93492
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        OldClaudio” post=93130Io non mi stanco dei Latin Modern

        Personalmente ho avuto lo stesso problema di Tommaso: dopo aver visto decine e decine di documenti composti con Computer/Latin Modern mi sono un po’ stancato. Non perché non sia bello il carattere, ma solo perché dopo un po’ tutti i documenti mi sembravano uguali.

        OldClaudio” post=93130(per le presentazioni io uso i miei LXfonts, completi nel senso che la cllezione comrende anche il greco, ma sono Type 1 e quindi non hanno tutta l’elasticità degli opentype).

        Font che è davvero bello! Non so se ti ho mai ringraziato pubblicamente, comunque apprezzo molto la distinzione fra le lettere simili ([tt]l[/tt] e [tt]I[/tt] maiuscola, ecc…) che in una presentazione da vedere da lontano è estremamente utile.

      • #93493
        OldClaudio
        Partecipante
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          Elrond” post=93140
          Font che è davvero bello! Non so se ti ho mai ringraziato pubblicamente, comunque apprezzo molto la distinzione fra le lettere simili ([tt]l[/tt] e [tt]I[/tt] maiuscola, ecc…) che in una presentazione da vedere da lontano è estremamente utile.

          Non ha importanza (non che non mi faccia piacere, ma non è importante ringraziare), ma grazie lo stesso; Ho avuto anche diversi aprrezzamanti dall’estero.

          Recentemente ho tenuto un corso di 14 ore in inglese sull’uso di pdfLaTeX a un gruppo di PhD di diverse nazioni (estremo est: Russia; estremo ovest: USA); ovviamante ho composto la presentazione con questi font; hanno prodotto il loro effetto, anche negli essmpi di composzione li ho ben mescolati con i Latin Modern e i CBfonts; i partecipandi erano tutti umanisti interessati alle lingue classiche antiche.

          Questo è un messaggio anche per Tommaso: quando si ocnoscono i nomi delle famiglie, non è difficile mescolare font di ogni genere; e di file .fd non è che ce ne siano milioni in giro, ance se ce ne sono molti; se usi kpsewhich –all *.fd (controlla bene la sintassi leggendo il manuale con texdoc kpsewhich) li trovi tutti con un solo comando. e ogni file ha il nome formato agglutinando la sigla della codifica con il nome della famiglia; al massimo, con nomi di famiglia fantasiosi, non sai a che font si riferiscano, ma basta aprilrli con l’ediotor per scoprirlo immediatamente — be’, talvolta si tratta di file scritti da chi non voleva che altri si accorgessero dei loro font.

        • #93494
          samiel
          Partecipante
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            Io, che sono umanista più o meno come Tommaso (anche se di una famiglia diversa, filosofo e non letterato),
            ho cambiato decine e decine di font, ho una collezione di alcune decine di migliaia di TrueType e altro ancora.
            Alla fine uso un po’ raramente TImes (Tex Gyre Termes), più spesso Palatino (Tex Gyre Pagella), mi piace abbastanza
            l’Arno Pro di Adobe, non troppo largo ma molto leggibile- Amo moltissimo il Garamond.
            Ho l’Adobe Garamond Premier Pro (tutte le famiglie dei corpi ottici), ma preferisco l’EB Garamond
            perché ha un corsivo un po’ meno “stretto”. Francamente, non ho mai pensato troppo alla corrispondenza
            tra font e contenuto: Aristotele col Garamond, Carnap col Times? Come si fa a decidere?
            Ultimamamente ho usato quasi sempre l’EB Garamond rinunciando al grassetto che non ha (ancora).
            Ma se vedi un testo della vecchia Einaudi (peggiorata notevolmente in questi ultimi anni) oppure di Utet,
            allora ti accorgi che il grassetto non lo usano mai. E anche i titoli non trovo serva farli in un corpo cinque volte
            più grande del corpo del testo. Si legge benissimo lo stesso e la pagina guadagna in omogeneità ed eleganza

            m

          • #93495
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            Io con XeLaTeX utilizzo molto Crimson, un tipo di carattere neoclassico somigliante a Minion Pro. Dispone di vero maiuscoletto e numeri minuscoli (quest’ultima caratteristica solo negli stili roman e italic)

            Altri font:

            • fbb (pdfLaTeX): Bembo
            • baskervaldx (pdfLaTeX): Baskerville
            • mathpazo (pdfLaTeX): Palatino
            • heuristica (pdfLaTeX): Utopia. Nuovo pacchetto su ctan
            • xcharter (pdfLaTeX): Bitstream Charter
            • Junicode (XeLaTeX)
            • Sorts Mills Goudy (XeLaTeX)

          • #93496
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            Buongiorno a tutti.
            Sono venuto a fare un giro tra i forum per vedere se qualcuno condividesse le mie piccole frustrazioni 🙂 : sto facendo delle prove con alcuni fonts (ma – OT – non sarebbe filologicamente più corretto usare “font” al femminile?), ma non riesco a caricare i Fell di Igino Marini, benché siano .otf. Eppure con altri (/e?) fonts ci riesco benissimo, dunque non dovrebbe essere un problema di codice. Voi ci riuscite?

            buona giornata

          • #93497
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            Yokanaan” post=95642(ma – OT – non sarebbe filologicamente più corretto usare “font” al femminile?)

            È vero che “font” deriva dal britannico “fount” cioè “fonte”, “fontana”, “sorgente”, ma in italiano lo utilizziamo per indicare il “carattere tipografico”, che è maschile, e la regola sarebbe quella di usare il genere della corrispondente parola italiana

          • #93498
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            Mi hai convinto, e questo ancora di più. Epperò continuo a guardare con simpatia i Francesi che dicono “méthode” al femminile (come pure i Tedeschi), che vuoi farci 🙂
            Ad ogni modo, quello era un OT, mi premeva di più l’altra cosa.
            (Grazie comunque dell’intervento)

          • #93499
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            Yokanaan” post=95646Mi hai convinto, e questo ancora di più. Epperò continuo a guardare con simpatia i Francesi che dicono “méthode” al femminile (come pure i Tedeschi), che vuoi farci 🙂
            Ad ogni modo, quello era un OT, mi premeva di più l’altra cosa.
            (Grazie comunque dell’intervento)

            Non ho provato gli otf, ma i ttf sembrano funzionare con LuaLaTeX. È un’opzione?

          • #93500
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            Dovrei restare su XeLaTeX… :-/
            Ma il fatto è che gli .otf funzionano eccome, su XeLaTeX, senza alcun problema. Sono quei files che mi danno problema, non altri. Perciò chiedevo se a qualcun altro capitasse lo stesso o come faccia a farli girare.

          • #93501
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            Yokanaan” post=95657Dovrei restare su XeLaTeX… :-/
            Ma il fatto è che gli .otf funzionano eccome, su XeLaTeX, senza alcun problema. Sono quei files che mi danno problema, non altri. Perciò chiedevo se a qualcun altro capitasse lo stesso o come faccia a farli girare.

            Ho detto LuaLaTeX perché quello ho usato, ma ho selezionato il font con fontspec, da questo punto di vista XeLaTeX e LuaLaTeX penso siano equivalenti

          • #93502
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            Difatti, sì, il punto è che io non avevo provato i .ttf: ho visto che quelli funzionano, ma vorrei caricare gli .otf, visto che (stando a quello che c’è scritto) lì l’autore ha messo più glifi e più legature. Qualcuno riesce a sciogliere l’arcano?

          • #93503
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            Yokanaan” post=95661Difatti, sì, il punto è che io non avevo provato i .ttf: ho visto che quelli funzionano, ma vorrei caricare gli .otf, visto che (stando a quello che c’è scritto) lì l’autore ha messo più glifi e più legature. Qualcuno riesce a sciogliere l’arcano?

            Non mi ricordo dove, quando e chi, ma ho sentito fonti autorevolissime paragonare il font Fell a notissimi oggetti di maiolica bianca dalla forma inconfondibile 🙂

            Ottimo motivo per non usarli, secondo me, ma sui gusti non si discute.

            Ciao
            Tommaso

          • #93504
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            😀 E tuttavia sono sicuro che quelle fonti autorevolissime non si fanno mancare, in casa, almeno uno o due di quegli oggetti 😉
            Insomma, qualcuno riesce a far funzionare gli .otf? 😛

          • #93505
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            Yokanaan” post=95665😀 E tuttavia sono sicuro che quelle fonti autorevolissime non si fanno mancare, in casa, almeno uno o due di quegli oggetti 😉
            Insomma, qualcuno riesce a far funzionare gli .otf? 😛

            Dunque, io ho i Fell in entrambi i formati. Gli OpenType mi funzionano alla grande.

            Puoi farci vedere un codice minimo che riproduce il tuo errore? Domanda stupida: i file [tt].otf[/tt] sono in una cartella in cui XeTeX li possa vedere?
            Domanda meno stupida: su che sistema operativo lavori?

            Ciao
            Tommaso

          • #93506
            OldClaudio
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              Elrond” post=95644

              (ma – OT – non sarebbe filologicamente più corretto usare “font” al femminile?)

              È vero che “font” deriva dal britannico “fount” cioè “fonte”, “fontana”, “sorgente”, ma in italiano lo utilizziamo per indicare il “carattere tipografico”, che è maschile, e la regola sarebbe quella di usare il genere della corrispondente parola italiana

              No, font viene da fount che viene dal francese fonte (femminile) che vuol dire fusione; oggi in francese “la fonte” significa “ghisa” e le pentole e le casseruole di “fonte” sono il massimo per cucinare secondo i menù dei nostri cugini d’oltralpe.

              Il fato che “la fonte” in francese sia femminile (mentre in inglese “font” è neutro) non ci autorizza ad usala come “la metode” o “la couler” e altre simili parole di genere grammaticale diverso da quello che le corrispondenti parole hanno in italiano. D’altra parte in italiano il genere grammaticale maschile funziona anche da neutro quindi a me il maschile per “il font, i font” va benissimo. Confesso che quando vedo scritto “le font” mi si rizzano i capelli in testa. Ma i gusti sono gusti, quindi non mi permetterei mai di affermare che si debba trattare il nome font come femminile o che lo si debba trattare come maschile.

              Il discorso che in italiano “font” significa “carattere tipografico”, locuzione maschile, non mi convince del tutto, perché font significa anche “polizza di caratteri tipografici”, “collezione di caratteri tipografici”, sempre locuzioni nominali femminili.

              Dunque se si vuole restare off topic, la discussione è aperta, ma non porta da nessuna parte. 🙂

            • #93507
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              Per il codice, certamente:

              `\documentclass[a4paper]{article}
              \usepackage{xltxtra}
              \usepackage{xunicode}
              \usepackage{fontspec}

              \usepackage{type1ec}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage{lettrine}
              \setmainfont{IM FELL Double Pica PRO}`

              Per il sistema, invece, sto lavorando su un Win7 ( 🙁 ) visto che non sono a casa e l’iMac non me lo posso portare dietro (diciamo che il pc lo conservo per guardarmi dalla hybris 😀 ). Il carattere è nella cartella di sistema, come tutti gli altri (che funzionano).

            • #93508
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              Grazie per le precisazioni, Claudio. In buon parte le condivido e, anzi, mi arricchiscono. Però ho citato “méthode” non perché sia una qualunque parola francese dal genere diverso da quello della corrispondente italiana, bensì perché mi pareva un buon esempio di come le lingue possano conservare per le parole acquisite i generi delle lingue di partenza anche quando questi rientrano in “eccezioni” (“μέθοδος”, come composto di “ὁδός”, è un sostantivo femminile di seconda), e questo lo allontana da “couleur” (perché “color” è un normale maschile di terza – e anzi chissà com’è che in francese è slittato nel femminile).
              Sempre per non andare da nessuna parte 🙂

            • #93509
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              ::

              Yokanaan” post=95672Per il codice, certamente:

              `\documentclass[a4paper]{article}
              \usepackage{xltxtra}
              \usepackage{xunicode}
              \usepackage{fontspec}

              \usepackage{type1ec}
              \usepackage[T1]{fontenc}
              \usepackage{lettrine}
              \setmainfont{IM FELL Double Pica PRO}`

              Per il sistema, invece, sto lavorando su un Win7 ( 🙁 ) visto che non sono a casa e l’iMac non me lo posso portare dietro (diciamo che il pc lo conservo per guardarmi dalla hybris 😀 ). Il carattere è nella cartella di sistema, come tutti gli altri (che funzionano).

              Sbaglio o fontenc e fontspec usati insieme bisticciano? Prova un codice minimale (cioè togli tutti i pacchetti sicuramente inutili) e riporta l’errore che ti viene segnalato dal compilatore.


              @OldClaudio
              : ho una sensazione di déjà vu

            • #93510
              claudio
              Partecipante
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                forse sono OT
                questo è il preambolo del file di esempio di clm-test
                non è sbaglato?
                `
                %% clm-test.tex
                %% Copyright 2008 Clea F. Rees
                %
                % This work may be distributed and/or modified under the
                % conditions of the LaTeX Project Public License, either version 1.3
                % of this license or (at your option) any later version.
                % The latest version of this license is in
                % http://www.latex-project.org/lppl.txt
                % and version 1.3 or later is part of all distributions of LaTeX
                % version 2005/12/01 or later.
                %
                % This work has the LPPL maintenance status `maintained'.
                %
                % The Current Maintainer of this work is Clea F. Rees.
                %
                % This work consists of all files listed in manifest.txt.
                \listfiles
                \documentclass[10pt,british]{article}
                \usepackage[utf8x]{inputenc}
                \usepackage[T1]{fontenc}
                \usepackage{cfr-lm}
                % \usepackage[rm=lining,sf=lining,tt={oldstyle,tabular}]{cfr-lm}
                \usepackage{textcomp}
                \author{Clea F. Rees}
                \title{CFRLatinModern — Tests}
                \usepackage{babel}
                \usepackage{cfr-lm}
                \usepackage{microtype}
                \usepackage[a4paper]{geometry}
                \newcommand{\alphaline}{ABCDEFGHIJKLMNOPQRSTUVWXYZ abcdefghijklmnopqrstuvwxyz \zeroslash\ 0123456789 ff fi fl ffi ffl fb ffb fh ffh fj ffj fk ffk ft fft ck ch tt Th ct st sch ss Qu tz gy gg ry ty zz ÂÊÎÔÛŴŶ âêîôûŵŷ \”AËÏ\”O\”UẄŸ \”aëï\”o\”uẅÿ ÁÉÍÓÚẂÝ áéíóúẃý ÀÈÌÒÙẀỲ àèìòùẁỳ \AE\ae\OE\oe \& \pounds \$ \_ \textvisiblespace \texteuro \textohm \textmu \textcelsius \textnumero \textservicemark ¢}
                \newcommand{\alphatest}{%
                \textup{\alphaline}\\
                \textsc{\alphaline}\\
                \textit{\alphaline}\\
                \textsl{\alphaline}\\
                \textui{\alphaline}\\
                \textsi{\alphaline}\\
                \textti{\alphaline}\\
                \textti{\textsl{\alphaline}}\\
                }

                `
                il pacchetto cfr-lm è chiamato due volte
                buon ferragosto

              • #93511
                OldClaudio
                Partecipante
                  Up
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                  ::


                  No la prima volta la riga è commentata.

                • #93512
                  claudio
                  Partecipante
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                    ::


                    no ti sbagli è citato 3 volte:D 😀 😀

                  • #93513
                    Up
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                    ::


                    Guarda, io meno di così non so che scrivere:
                    `% !TEX TS-program = XeLaTeX
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode
                    % !TEX program = xelatex

                    \documentclass[a4paper]{article}
                    \usepackage{xltxtra}
                    \usepackage{xunicode}
                    \usepackage{fontspec}
                    \usepackage{lipsum}

                    \usepackage{polyglossia}
                    \setmainlanguage{italian}

                    \setmainfont{IM FELL Double Pica PRO}

                    \begin{document}

                    \thispagestyle{empty}
                    \author{Pinco Pallo}
                    \title{Dichiarazioni\\circa la difficoltà di usare i/le [@oldClaudio 😉 ] “\emph{fonts Fell}” in formato .otf}

                    \maketitle

                    \lipsum[1]

                    \end{document}`
                    Non mi pare ci siano errori, anche perché con qualunque altro/a font funziona tutto a meraviglia…
                    Sarei curioso di vedere il tuo codice, se posso…
                    Grazie, e buona festa dell’Assunta a tutti.

                  • #93514
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                    @Elrond
                    , ho postato il codice ridotto all’osso: meno di così, come dicevo, non so che scrivere… e tuttavia ancora niente. Il bello è che non mi viene riportato alcun errore: il processo si completa correttamente… e poi vedo che non si è prodotto alcun .pdf… :-/ che amarezza…

                  • #93515
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                    Yokanaan” post=95707 @Elrond, ho postato il codice ridotto all’osso: meno di così, come dicevo, non so che scrivere… e tuttavia ancora niente. Il bello è che non mi viene riportato alcun errore: il processo si completa correttamente… e poi vedo che non si è prodotto alcun .pdf… :-/ che amarezza…

                    Prova a comporre questo:
                    `% !TEX TS-program = XeLaTeX
                    % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                    \documentclass[a4paper]{article}

                    \usepackage{fontspec}
                    \setmainfont{IM FELL Double Pica}

                    \usepackage{polyglossia}
                    \setmainlanguage{italian}

                    \usepackage{lipsum}

                    \begin{document}

                    \title{Prova a levare quel ‘PRO’}
                    \author{Me medesimo}
                    \maketitle

                    \lipsum[1]

                    \end{document}`
                    Ciao
                    Tommaso

                  • #93516
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                    Niente: `

                    Couldn't find `IM FELL Double Pi.cfg'

                    miktex-maketfm: No creation rule for font “IM FELL Double Pica”.

                    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!
                    !
                    ! fontspec error: “font-not-found”
                    !
                    ! The font “IM FELL Double Pica” cannot be found.
                    !
                    ! See the fontspec documentation for further information.
                    !
                    ! For immediate help type H .
                    !………………………………………..

                    l.7 \setmainfont{IM FELL Double Pica}`
                    🙁
                    Non capisco…

                  • #93517
                    OldClaudio
                    Partecipante
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                      claudio” post=95705no ti sbagli è citato 3 volte:D 😀 😀

                      Hai ragione, fino a due ero disposto a controllare, ma tre, forse è la prima volta che mi capita.

                      Quindi l’errore c’è, ma non porta danni, perché in entrambi i casi (quelli non commentati) è chiamato con le stesse opzioni (cioè senza opzion); in questo modo \usepackage non effettua l’effettivo caricamento del pacchetto; se ci fossero opzioni diverse il caricamanto effettivo non avverrebbe, ma verrebbe segnalto l’errore di “Option clash” e il software si fermerebbe.


                      @Yokanaan
                      , non c’è niente da capire; il file opentype IM Fell double pica non viene trovato e allora xelatex ti dice semplicemente che non ha trovato il fot specificato a ontspec. Si possono essere presentati alcuni casi
                      1) il file di questo font non ce lhai davvero;
                      2) ce l’hai ma non l’hai installato; per esempio con il Mac no ti basta copiarlo nela tua cartella locale dei font, ne deivi eseguire k’installazione con FontBook.app; su linux devi aggiornare la cache, altrimenti non lo vede; su Windows non ti sapei dire.
                      3) il font ce l’ahi e lo hai installato, ma non si chiama in quel modo; a fontspec defi secificare il nome della famiglia; siccome io quel font non ce l’ho, non posso dirti quale sia il nome esatto della famiglia da specificare a fontspec.

                    • #93518
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                      @OldClaudio
                      , ho ricontrollato, ma pare che nessuno dei tre casi che hai indicato faccia al caso mio (su Word riesco a usare tranquillamente il Fell, e il suo nome risulta esattamente quello che ho e abbiamo scritto. Del resto se funziona a Tommaso si chiamerà così). C’è dell’altro? Vero è che domani sera vado da un amico che ha il Linux e magari riprovo lì. Ma che altro può essere?

                    • #93519
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                      Yokanaan” post=95713 @OldClaudio, ho ricontrollato, ma pare che nessuno dei tre casi che hai indicato faccia al caso mio (su Word riesco a usare tranquillamente il Fell, e il suo nome risulta esattamente quello che ho e abbiamo scritto. Del resto se funziona a Tommaso si chiamerà così). C’è dell’altro? Vero è che domani sera vado da un amico che ha il Linux e magari riprovo lì. Ma che altro può essere?

                      Hai scritto [tt]IM FELL Double Pi[/tt] invece di [tt]IM FELL Double Pica[/tt]?

                      Per la cronaca a me funziona tranquillamente con [tt]IM FELL Double Pica PRO[/tt]


                      @Yokanaan
                      : comunque rendere disponibile un nuovo font disponibile per l’uso con LaTeX & Co. non è facile come inserirlo in una cartella, credo che devi aggiornare il database dei font della distribuzione (corregetemi se sbaglio). Hai eseguito questa operazione?

                    • #93520
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                      Sì, ho ricontrollato anch’io, perché il risultato mi aveva impensierito.
                      Questo è precisamente quello che ho scritto, e ho provato a TeXxarlo ancora, con lo stesso risultato.

                      `% !TEX TS-program = XeLaTeX
                      % !TEX encoding = UTF-8 Unicode

                      \documentclass[a4paper]{article}

                      \usepackage{fontspec}
                      \setmainfont{IM FELL Double Pica}

                      \usepackage{polyglossia}
                      \setmainlanguage{italian}

                      \usepackage{lipsum}

                      \begin{document}

                      \title{Prova a levare quel ‘PRO’}
                      \author{Me medesimo}
                      \title{Dichiarazioni\\circa la difficoltà di usare i/le [@oldClaudio 😉 ] “\emph{fonts Fell}” in formato .otf}

                      \maketitle

                      \lipsum[1]

                      \end{document}`

                    • #93521
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                      Effettivamente questo non lo avevo fatto… ora abbiamo un progresso: il file.pdf viene creato. TeXworks mi dice che “forse non è un documento PDF valido” (e infatti la schermata è grigia), ma viene creato.
                      🙁

                    • #93522
                      OldClaudio
                      Partecipante
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                        @OldClaudio
                        può essere in dubbio se font sia maschile o femminile, anche se usa sempre il maschile, ma non ha nessun dubbio che font non debba prendere la s al plurale.

                        La grammatica italiana afferma categoricamente che le parole italiane, o entrate nell’italiano da lingue straniere, che terminano in consonante non prendono nessuna terminazione speciale al plurale e rimangono invariati. Fra le lingue diverse dall’italiano c’è anche il latino, quindi assolutamente i curruculum e non i curricula; perché se c’è qualcuno che sostiene il contrario, quel qualcuno coerentemente scrive curricula in corsivo, e sempre scrivendo in corsivo segue gli itinera legislativi e usa i lapides colorati per disegnare sugli alba da disegno…

                        OT 😀 😀 😀

                      • #93523
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                        @OldClaudio
                        , si scherza, ve’…
                        Certamente quando parlo dei curricula uso il corsivo: lo faccio anche quando parlo del mio computer e dei miei hobbies, figuriamoci 🙂
                        Comunque non è che mi straccio le vesti quando vedo fare diversamente, lo so che il mio è un vezzo (verrà forse da quando ho studiato i pluralia tantum da ragazzino? :-D), e difatti non mi faccio un problema di non poter mettere il corsivo su Whatsapp, insomma è un vezzo, non una nevrosi 😉
                        Con tutto ciò, e sempre per seguire l’amabile OT… il mio problema è rimasto tuttora irrisolto 🙁
                        Sono sul punto di gettarmelo alle spalle, ma vorrei resistere ancora un po’ 🙂

                      • #93524
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                        @Tommaso
                        (e quanti altri non avessero avuto problemi con gli .otf), mi faresti la cortesia di dirmi su che OS lavori, con che distribuzione e magari anche quale programma di editing usi? Grazie mille…
                        Comincio a pensare che il problema sia a monte, visto che non appena inserisco nel sorgente il nome di quel/la font mi ritrovo questo verdetto: `* LaTeX warning: “xparse/redefine-command”
                        *
                        * Redefining document command \oldstylenums with arg. spec. 'm' on line 128.`
                        Ho pure trovato questa pagina e quest’altra, pare che il problema giri da un po’.

                      • #93525
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                        Yokanaan” post=95747 @Tommaso (e quanti altri non avessero avuto problemi con gli .otf), mi faresti la cortesia di dirmi su che OS lavori, con che distribuzione e magari anche quale programma di editing usi? Grazie mille…
                        Comincio a pensare che il problema sia a monte, visto che non appena inserisco nel sorgente il nome di quel/la font mi ritrovo questo verdetto: `* LaTeX warning: “xparse/redefine-command”
                        *
                        * Redefining document command \oldstylenums with arg. spec. 'm' on line 128.`
                        Ho pure trovato questa pagina e quest’altra, pare che il problema giri da un po’.

                        Io lavoro su Mac OS X 10.6.8 Snow Leopard.
                        L’editor è TeXShop 2.47.
                        La distribuzione è TeX Live 2014, installata tramite MacTeX-2014.

                        Per servirla, messere 🙂
                        Tommaso

                      • #93526
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                        Lo credo bene, che volete servirmi! Mi avete già servito una malattia, con Lorenzo Pantieri: fino a quando non ho letto L’Arte avevo messo via l’idea di scrivere in LaTeX come un’utopia. Adesso il danno è fatto e la bicicletta ce l’ho: io devo pedalare e a voi tocca sopportare! 😀

                      • #93527
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                        @Yokanaan
                        mi devo essere perso la distribuzione TeX che hai installato: TeX Live o MiKTeX?

                      • #93528
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                        Sul notebook che ho in questi giorni MiKTeX, sull’iMac a casa TeXLive 2014.

                      • #93529
                        alegenn
                        Partecipante
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                          Yokanaan” post=95752Sul notebook che ho in questi giorni MiKTeX, sull’iMac a casa TeXLive 2014.

                          Sul mac sarebbe opportuno installare macTeX, perché è pensata e personalizzata per i sistemi della mela.
                          Ciao

                        • #93530
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                          Allora, Yokanaan, non so come sia con Windows, ma su OS X c’è una cartella Fonts che contiene i vari font.

                          Nella mia cartella IMFellTypesClass ho i seguenti file:
                          `IMFeDPit29C.otf
                          IMFeDPrm29C.otf
                          IMFeGPrm29C.otf
                          IMFePIrm29C.otf
                          IMFePIit29C.otf
                          IMFeGPit29C.otf
                          IMFeENrm29C.otf
                          IMFeENit29C.otf
                          IMFeFlow1.otf
                          IMFeFCrm29C.otf
                          IMFeFCit29C.otf
                          IMFeFlow2.otf
                          IMFeTLrm29C.otf
                          fonts.dir
                          fonts.scale
                          encodings.dir
                          Fell Types License.txt
                          fonts.list`
                          Tu?

                          Ciao
                          Tommaso

                        • #93531
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                          Su TeX Live dovrebbe essere sufficiente eseguire
                          `mktexlsr`
                          con i diritti di ammiistratore per aggiornare (anche) il database dei font e rendere i caratteri presenti nelle cartelle di sistema disponibili ai vari compilatori *tex (chiedo conferma a qualcun altro, ora non ho il tempo di fare una prova); su MiKTeX non ho idea.

                        • #93532
                          OldClaudio
                          Partecipante
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                            Elrond” post=95756Su TeX Live dovrebbe essere sufficiente eseguire
                            `mktexlsr`
                            con i diritti di ammiistratore per aggiornare (anche) il database dei font e rendere i caratteri presenti nelle cartelle di sistema disponibili ai vari compilatori *tex (chiedo conferma a qualcun altro, ora non ho il tempo di fare una prova); su MiKTeX non ho idea.

                            No, mktexlsr serve ai programmi del sistema TeX per trovare i file del sistema TeX, cioè serve per aggiornare (o, eventualmente, creare) i database dei nomi dei file. Sul Mac i font vanno installati, devono essere conosciuti a tutto il sistema operativo, non basta che siano conosciuti al sistema TeX.

                            Per il programma fontspec esistono due modi per usare i font OpenType; ciamarli col nome della famiglia, quelo a cui possono accedere anche gli altri programmi presenti sulla macchna e non facenti parte di TeX, oppure col chiamarli per nome con tanto di estensione .otf, oppure .ttf, o quel che occorre.

                            Sul Mac l’installazione si fa tramite l’applicazione FontBook.app e i font comperati o distribuiti con TeX vengono reci accessibili a tutti con il nme della famiglia; usando la chiamata per nome si invocano i singoli font del sistema TeX , senza avere a disposizione tutta la famiglia, ma non sono necessarie operazioni di aggiornamento di cache, o di installazione con FontBook.app. Non è impossibile usare questo secondo metodo, ma ci si tarpa le ali, perché il bello dei font OpenType è quello di poter caricare l’intera famiglia e accedervi con tutti i comandi di LaTeX e con le opzioni da pasare a fontspec o da passare alle definzioni di altre famiglie.

                            La lettura della documentazione di fontspec con texdoc fontspec con ogni distribuzione di TeX Live (che si chiama MacTeX ed ha qualche lieve personalizzazione che in realtà riguarda le parti accessorie specifiche per il Mac, non TeX Live, tranne ovviamente gli eseguibili in linguaggio macchina, ma ovviamente il suo file di installazione che è molto personalizzato per il Mac) è certamente utile e chiarisce i due modi descritti sopra.

                          • #93533
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                            Allora, eccomi finalmente di ritorno all’iMac.
                            Dunque, @Tommaso, ho più o meno i tuoi stessi files, nella cartella che mi chiedi di confrontare.
                            [attachment=1068]Schermata2014-08-19alle13.38.51.png[/attachment]

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                          • #93534
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                            @Tommaso
                            , lavoro su OS 10.9.4 Mavericks, ho aggiornato a giugno con TeXLive 2014 e tendenzialmente scrivo in TeXworks… ho provato anche TeXshop, ma non cambia. Temo che ci sia qualcosa che non va nella cartella fonts, forse proprio nel fatto che non mi si sono generati quei files che vedo nella tua. 🙁
                            (certo che sbagliare l’installazione di fonts su due macchine con due diversi sistemi operativi è traccia di un’incompetenza che merita menzione…)

                          • #93535
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                            Eὕρηκα! Cioè, forse… 🙂
                            Siccome sono riuscito a compilare il codice seguente da Anatomy of a Typeface,
                            `\documentclass{article}
                            \usepackage{fontspec}

                            \font\flower=”IM FELL FLOWERS 2″ at 17.5pt
                            \font\capital=”IM FELL French Canon PRO Roman” at 39pt
                            \setromanfont{IM FELL Great Primer PRO}
                            \setlength{\textwidth}{4.5in}
                            \setlength{\parindent}{0pt}
                            \begin{document}
                            \fontsize{17.5}{20}\selectfont
                            {\flower 1} \textsc{the application}: This is levelled at that numerous part of mankind, who, out of their ample fortunes take care to accomplish themselves with everything but common sense.

                            \bigskip
                            \begin{center}
                            73. \textit{The Old Hound.}
                            \end{center}

                            {\capital A\kern0.05em}n old Hound, who had been an excellent good one in his time, and given his master great sport and satisfaction
                            \end{document}`
                            penso che il problema non sia nell’installazione dei fonts. Cercando di ritoccare quel codice, mi sono reso conto che il problema che incontravo doveva risultare dal solito fontenc-inputenc (grazie, @Tommaso, per L’Arte…, 20-21!), perché non appena aggiungevo un qualsivoglia carattere accentato si ribloccava tutto, esattamente come nel mio codice precedente.
                            Ora resta il fatto che, come diceva @Elrond, fontenc e fontspec bisticciano – ma io credo di avere bisogno di entrambi.
                            Che posso fare? :-/

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