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Esistono migliaia di font diversi, la gran parte dei quali potrebbe fare a meno di esistere. L’utente dei soliti programmi di videoscrittura è abituato a cambiare il carattere anche per una sola parola con estrema facilità dal menù a discesa che si srotola in alto a sinistra sullo schermo. Sbaglia, ma può farlo in qualche secondo.La gestione dei font in pdfLaTeX è una vera porcheria, almeno questo è il mio punto di vista. Se volessi scrivere un testo in cui ogni capoverso è in un carattere diverso, dovrei utilizzare comandi di basso livello, andare alla caccia del codice interno di ciascuna famiglia di font che voglio usare aprendo il relativo file [tt].sty[/tt] (se esiste!) e sperare che ci sia scritto, altrimenti devo sapere che ci vuole il nome del file metrico, eccetera eccetera. So che non devo farlo, perché le guide me lo insegnano, ma se anche volessi, devo prima diventare matto.
Dall’altra parte, se io volessi vedere che effetto fa il mio documento in un carattere diverso dai soliti Computer Modern e Palatino (che, qui lo dico e lo confermo, mi hanno veramente stancato), devo sapere che ci vuole un pacchetto apposito, il quale 9 su 10 ha un nome diverso dal nome del font (pensate: se voglio il testo in Utopia devo caricare fourier; non è una porcheria, questa?), il quale pacchetto forse deve essere scalato perché se no i caratteri sono troppo grandi (pensate al carattere senza grazie del Libertine, che va scalato non si sa perché), e non posso sapere se il carattere che ho scelto per il testo ha almeno un corrispettivo senza grazie se volessi comporre i titoli di sezione in questo modo per dare un po’ di movimento al mio documento (e ho fatto anche rima 🙂 ).
Che bello il Garamond! Ma mica si può utilizzare per qualsiasi documento. Io non scriverei mai un articolo sull’allevamento dei pavoni nani in Garamond. Ma ammesso che io lo volessi, non c’è un Garamond decente. È sempre un compromesso: URW Garamond se voglio la matematica in Garamond, EB Garamond (non completo, decisamente non completo) se voglio un testo decente. Adobe Garamond Pro, bellissimo, costa un botto, come il Minion. E tuttavia.
Naturalmente devo scegliere il carattere in base al documento: solo testo? anche matematica? quanta? più o meno del testo? Ma questo filone si occupa dei caratteri per il testo. Vorrei, anche qui, proporre all’utente medio un ristrettissimo panorama di alternative alle soluzioni preconfezionate dalle classi standard e non standard (le quali, queste ultime, arrivano all’utilizzatore con una scelta di caratteri operata a monte, e fanno benissimo, secondo me). Insomma: per non dare l’impressione che LaTeX metta sempre l’utente in ceppi. Del resto, le classi di documento di solito vietano di alterare la geometria della pagina, ma la scelta del carattere è libera.
Rimanendo ovviamente nel parco font contenuto in TeX Live o MiKTeX, se devo scrivere un documento in cui utilizzerò ampiamente le tre famiglie principali (con grazie, senza grazie e monospaziata), la mia scelta dovrebbe cadere su un carattere che le comprenda tutte e tre: magari non mi piacerà tanto, ma almeno non produco gli orrori tipici di chi mette insieme indiscriminatamente caratteri che poco hanno a che fare tra loro. Da quello che ho visto, questi caratteri sono molto pochi: Bera, Droid, KP Fonts, DejaVu, Latin Modern, Computer Modern e Linux Libertine. Certo: vale la pena solo se devo scrivere pagine di listati di programmi e mi serve il monospaziato, altrimenti, credo, un paio di indirizzi elettronici si possono comporre anche in CM senza troppi danni.
Se posso fare a meno del carattere monospaziato, la scelta aumenta notevolmente. Se poi posso rinunciare anche alla famiglia senza grazie, potrei impiegare settimane di prove prima di decidere. Senza farsi prendere la mano e pretendere ogni volta di avere a disposizione il maggior numero di famiglie e alfabeti armonicamente conviventi sulla pagina, direi che si potrebbero proporre le seguenti soluzioni comunque valide non nell’ordine in cui le do (sempre per pdfLaTeX):
1. KP Fonts: completi, con serie e forme anche fuori dell’ordinario, mangiano spazio perché larghi (solo Type1)
2. EB Garamond: eleganti, con greco politonico, cirillico, vero maiuscoletto, corsivo, alfabeto fonetico (Type1 e OpenType)
3. Linux Libertine: completissimi, con greco politonico, cirillico, ebraico, vero maiuscoletto, alfabeto fonetico (Type1 e OpenType), non ho capito se hanno anche supporto completo alla matematica
4. Times: sembra che abbiano tutto, caratteri latini, greci, ebraici, cirillici e arabi, maiuscoletto, alfabeto fonetico, supporto matematico, eccetera eccetera.
Con XeLaTeX, si sa, le cose sono estremamente più semplici, anche se alcuni font, come i KP, non esistono in formato OpenType.
Commenti? Proposte? Che caratteri utilizzate in particolare con XeLaTeX?
Ciao
Tommaso
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