Re: Apologia della tabella colorata

#95902
OldClaudio
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    La cosa è utile senz’altro se le tabelle contegono molte colonne e ci sono diverse celle vuote, per cui gli allineamenti sono difficili da visualizzare senza una linea guida.
    Siccome i filetti orizzontali sono “deprecati”, le righe alterne colorate possono essere utili.
    Ricordo una tabella da mostrare in bacheca, stampata in corpo 12, su carta A3; conteneva circa 25 colonne; decisamente difficile da leggere, anche perché non si poteva accostare il viso al vetro della bacheca. Mettendo filetti orizzontali ogni tre righe, la lettura era agevolata moltissimo e non ho mai sentito nessuno che si lamentasse della lettura dei dati presenti in ogni riga. I colori, anche il grigio, erano virtualmente impossibili allora (inizio anni ’90); i filetti erano l’unica possibilità.

    In una presentazione li vedrei meno utili: lo schermo è grande, ma secondo le indicazioni di Tantau, che conosci benissimo, la schermata non può contenere più di una dozzina di righe; la proporzione 3:4 dell’altezza della schermata con la sua larghezza, fa si che non si possa scrivere granché in una tabella da proiettare. In questo caso l’uso di colori mi sembra solo una decorazione, gradevole, ma solo una decorazione, non una soluzione funzionale.

    Tieni presente che il pacchetto di Carlisle non è il solo pacchetto per ottenere tabelle colorate. Lo stesso pacchetto xcolor permette di colorare le tabelle.; poi ce ne sono altri. Spesso questi pacchetti sono incompatibili con il pacchetto booktabs nel senso che i soli tre filetti “autorizzati, risultano contornati dai due lati da strisce prove di colre.

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