Apologia della tabella colorata

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    Ci sono validi motivi (e se sì, quali?) per non colorare una tabella, naturalmente anche se la cosa dovesse risultare necessaria e funzionale alla comprensione dei dati mostrati?

    Per colorare io intendo evidenziare lo sfondo di una riga o di una colonna o di una singola cella o ancora dell’intera tabella una riga sì e una no, ma solo ed esclusivamente con del grigio. Mi viene in mente una tabella proiettata: scurirne lo sfondo a righe alterne potrebbe aiutare gli occhi degli spettatori a non perdersi tra una riga e l’altra? Il pacchetto a cui mi riferisco è colortbl di David Carlisle.

    Accettansi solo opinioni costruttive. 🙂

    Ciao
    Tommaso

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    • #95902
      OldClaudio
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        La cosa è utile senz’altro se le tabelle contegono molte colonne e ci sono diverse celle vuote, per cui gli allineamenti sono difficili da visualizzare senza una linea guida.
        Siccome i filetti orizzontali sono “deprecati”, le righe alterne colorate possono essere utili.
        Ricordo una tabella da mostrare in bacheca, stampata in corpo 12, su carta A3; conteneva circa 25 colonne; decisamente difficile da leggere, anche perché non si poteva accostare il viso al vetro della bacheca. Mettendo filetti orizzontali ogni tre righe, la lettura era agevolata moltissimo e non ho mai sentito nessuno che si lamentasse della lettura dei dati presenti in ogni riga. I colori, anche il grigio, erano virtualmente impossibili allora (inizio anni ’90); i filetti erano l’unica possibilità.

        In una presentazione li vedrei meno utili: lo schermo è grande, ma secondo le indicazioni di Tantau, che conosci benissimo, la schermata non può contenere più di una dozzina di righe; la proporzione 3:4 dell’altezza della schermata con la sua larghezza, fa si che non si possa scrivere granché in una tabella da proiettare. In questo caso l’uso di colori mi sembra solo una decorazione, gradevole, ma solo una decorazione, non una soluzione funzionale.

        Tieni presente che il pacchetto di Carlisle non è il solo pacchetto per ottenere tabelle colorate. Lo stesso pacchetto xcolor permette di colorare le tabelle.; poi ce ne sono altri. Spesso questi pacchetti sono incompatibili con il pacchetto booktabs nel senso che i soli tre filetti “autorizzati, risultano contornati dai due lati da strisce prove di colre.

      • #95903
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        In effetti, colortbl non è il solo pacchetto per colorare lo sfondo delle celle di una tabella. A me è venuto in mente pgfplotstable che, rispetto a colortbl, permette per esempio di fare operazioni quando i dati sono caricati da file. Un esempio si può trovare Parametrize shading in table through TikZ. Il pacchetto xcolor si affida comunque a colortbl per la colorazione: viene caricato attraverso l’opzione [tt]table[/tt].

        Per quanto riguarda le presentazioni, concordo con Claudio che non si possono riportare tabelle enormi. Tuttavia, potrebbe essere necessario evidenziare qualche elemento, ad esempio un risultato che si discosti dagli altri, durante la spiegazione dei risultati riportati in tabella. In quel caso credo qualche tipo di colorazione possa andare bene e, personalmente, preferisco evidenziare lo sfondo rispetto a cambiare il colore del font. Un esempio abbastanza recente si può trovare qui.

        Ovviamente queste osservazioni, in modo particolare l’accenno a pgfplotstable, sono da intendere per tabelle di tipo scientifico 😉

        Ciao
        Claudio

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